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Intervista al regista del video di LITii

Ciao Dougal. Come sei arrivato a girare il video di Life In Technicolor ii?
Beh, è da un po’ di tempo che mi occupo di video musicali e Phil Harvey, il misterioso quinto membro dei Coldplay, si mise in contatto con me per chiedermi se fossi stato disponibile a lavorare al video del loro prossimo singolo, e per fissare un incontro per parlarne. La sua richiesta è stata un po’ più convincente di quelle a cui sono abituato. Solitamente ti mandano una email con la canzone in formato MP3 e non sai quante altre persone sono state contattate e quante possibilità avrai di lavorare al progetto.


Sai qual’ è il tuo video che ha portato Phil a scegliere te?
Credo che abbia visto qualcuno dei miei lavori passati, tra cui quelli di I Bat For Lashes, Dizzee Rascal, Basement Jaxx e gli Streets. Visitando il nostro sito puoi vederne alcuni.

Forse quello di Benni Benassi lo ha colpito particolarmente.
Ahah! Si, è vero, me ne hanno parlato. Ma credo che abbiano notato che la maggior parte dei miei progetti sono piuttosto giocosi o che prendono affettuosamente in giro l’artista. Forse hanno pensato che fosse la soluzione più adatta a loro. Ad essere sincero, non lo so.

E così hai incontrato Phil?
Si. Abbiamo parlato e la loro idea era di fare qualcosa nel mio stile, condita con il mio stupido umorismo. In un primo momento avrebbero dovuto lanciare la canzone intitolata Glass Of Water, e io ho studiato l’idea in base a questo. Ma il progetto risultò troppo costoso e poi la band avrebbe dovuto essere presente nel video, ma ciò non era fattibile visto che proprio in quel periodo erano in tour. Quindi, ho dovuto inventarmi qualcosa di nuovo, ma è stato bello perché da quel momento tutto era nelle mie mani. Intanto, la band suggerì l’idea dei pupazzi, in stile Thunderbirds. Pensai che l’idea dei pupazzi era geniale, ma la tecnica di animazione dei Thunderbirds era già stata usata, nel film Team America.

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Avevi già lavorato a dei video con dei pupazzi, giusto?
Si, per il video di Dizzee Rascal, avevo già esperienza in questo tipo di cose. Così, ho dovuto pensare a cosa fare con i pupazzi e ho pensato a Punch e Judy. Sono un’istituzione in Inghilterra; fanno un po’ paura, sono divertenti ed un po’ anarchici, non li avevo mai visti in un video prima d’ora. Ecco com’è nata l’idea. Poi il singolo in uscita diventò Life In Technicolor ii e l’idea sembrava comunque adatta.

Che è successo dopo?
Dunque, l’idea era di mettere in piedi uno spettacolo di Punch e Judy, in cui poi sarebbe subentrata una band rock di pupazzi. Un paio di loro battute, per fare una cosa nello stile di Van Halen o Motley Crue, con tutti i cliche di un concerto rock vero e proprio, ma adattato ai pupazzi. Mi diedero la canzone e mi misi all’opera sullo storyboard, pensando a tutte le scenette da poter inserire. La cosa fondamentale era che chiunque fosse completamente colto di sorpresa, in modo da mettere in risalto le persone del pubblico che guardano ciò che succede sul palco. Questo è stato il trucco ripetuto durante tutto il video; le persone che guardano il palco con un misto di stupore e paura. Non sarebbe stato divertente se non ne fossero stati sorpresi.

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Alcuni sguardi sono incredibili, in particolare quello del bambino all'inizio.
Si, è vero, quello è davvero speciale. Non saremmo stati in grado di spiegargli come fare. Avevamo una seconda telecamera con cui riprendevamo continuamente i bambini del cast. Sostanzialmente il mio criterio di scelta del cast è stato quello di scegliere quelli in grado di esprimere stupore; ho scelto solo quelli che mi sembravano più divertenti nell'aprire leggermente la bocca con atteggiamento stupito.

Come hai scelto il luogo dove girare?
È stato difficile. Volevo che fosse una sala comune di un anonimo villaggio inglese, e quindi ho cercato il genere di posto in cui il club delle donne si incontra per le riunioni. Ma è stato piuttosto complicato trovare dei luoghi non frequentati, perchè quel tipo di sale sono sempre utilizzate dai club di ping pong, o cose simili. Abbiamo cercato per un po' di tempo, fino a che non ne abbiamo trovata una disponibile. Il posto si chiama Aldenham che è vicino a Watford. Caso strano è lo stesso villaggio dove girarono la versione televisiva di Midwich Cuckoos di John Wyndham, chiamata il Villaggio dei Dannati. É un posto già noto per questo tipo di cose.

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È un bel villaggio?
Si, è molto piacevole e pittoresco, sebbene di fronte ci siano questi deliziosi piccoli cottage e fuori da uno di questi ci sia un grande cartello che recita "Torniamo alle impiccagioni"! Abbiamo fatto in modo di non fare troppo rumore. La gente del posto che abbiamo avuto modo di incontrare è stata comunque sempre disponibile.

Come avete creato i pupazzi?
Conoscevo un ragazzo molto in gamba con cui avevo già lavorato, di nome Nonny Banks. Lui costruisce 'protesi' per film e cose di questo tipo. Ho fatto un po' di ricerche sui pupazzi nello stile di Punch e Judy, prima di provare a fare qualche schizzo dei membri della band. Poi Nonny ha creato dei modelli in creta, da cui poi abbiamo fatto quelli in vetroresina, dipingendoli per dare un effetto tipo legno. Non credo sia tanto importante che siano esattamente identici alla band, piuttosto dovevano essere somiglianti a loro dal nostro punto di vista. Ecco perchè pensai che sarebbe stato divertente render ciò comprensibile con la bambina e la biografia Playin' It Cool.

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Ci hanno scritto molte email riguardo a quel libro, in cui si chiedeva dove era possibile acquistarlo.
Beh, penso che tutto ciò che riguarda le biografie non ufficiali sia molto divertente. Quando una band ha un po' di successo, c'è sempre qualche scrittore opportunista che riesce a mettere insieme una biografia non ufficiale. Così, ho digitato " biografia non ufficiale dei Coldplay" su Google e ho trovato questo strano CD intitolato Maximum Coldplay, e ho usato la foto della copertina per il libro finto- quella in cui Will sembra un tredicenne. Maximum Coldplay è un Cd in cui una donna che racconta una biografia di fatti veri molto monotona, con un sottofondo musicale non dei Coldplay, ma di una band davvero poco somigliante a loro. Se ne possono ascoltare alcuni pezzi su internet. É davvero strano. Così pensai che potevo prendere quell'immagine e metterla sul libro. Tutto è stato fatto proprio per scherzare su questa faccenda delle biografie non ufficiali.

Disponibile alla vendita di beneficenza nella stanza a fianco.
Esatto!È un peccato che non si vedano gli altri libri della bambina, classici del tipo L'Affamato Caterpillar. Avevamo un sacco di materiale assurdo per il video.

Si è parlato molto del pupazzo di Guy.
Si, tutti dicono che non gli somiglia, giusto? É assolutamente così. Ma l'obiettivo era proprio quello di renderlo una caricatura nello stile Punch e Judy. E comunque pensai che proprio Guy, tra i membri della band, somigliasse di più a Punch. Quindi ho esagerato un po' e gli ho messo quel naso aquilino così esagerato, quegli occhi un po' strani e quello sguardo malizioso. Ho trovato divertente rendere il più bello della band il pupazzo meno attraente.

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Chi muoveva i pupazzi?
Dei ragazzi di nome Jonny e Will e un loro amico di nome Martin. E un altro loro amico di cui non ricordo il nome.

Mmm, Guy?
Ah!No, non sono della band, anche se hanno gli stessi i nomi. Ma Jonny e Will sono fantastici burattinai. Ho appena finito di lavorare su un video musicale per l'Opera Nazionale Inglese in cui ci sono i pupazzi, e proprio loro hanno lavorato con me a questo progetto.

Stai diventando un uomo da video coi pupazzi.
No, assolutamente no. E poi, quello dell'opera è stato girato principalmente dal vivo.

Sono andate bene le riprese del video di LITii?
Si. Avevamo pianificato tutto nei minimi dettagli, poiché il video ha una trama e così lo abbiamo girato in piccoli pezzi che dovevano poi essere assemblati. Diventa particolarmente complicato coi bambini, perchè possono lavorare solo un certo numero di ore. Abbiamo dovuto essere molto veloci, in media due ciak per scena. Negli spot importanti si può arrivare anche a 30 ciak per scena.

E Phil ha fatto un cameo.
Certo.

È bello come compaia e scompaia da un momento all'altro. Anche nel video, è misterioso e inafferrabile.
Esattamente!Questo perchè è stato lì solo per un'ora e quindi era necessario girare le scene in modo bizzarro. Per esempio, tutte le scene sono girate riprendendo il palco nello stesso momento, e poi quelle in cui si riprendono i bambini. Bisogna scrivere lo storyboard e decidere quando e cosa riprendere.

Il video ha il suo massimo quando l'elicottero di schianta sulla finestra.
Si, questa scena è stata girata di notte, alla fine dell'ultimo giorno. L'illuminazione diurna è artificiale – è semplicemente fatta con un grande faro.

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Perchè Jonny non è sull'elicottero? Se fosse un video dei Beatles, la gente penserebbe che sia morto o che abbia lasciato la band, o qualcosa del genere.
No, non era questa l'idea. É solo perchè l'elicottero era molto piccolo e i pupazzi erano troppo grandi. Abbiamo dovuto staccare le gambe dai pupazzi per farli entrare nell'elicottero e comunque potevano essere solamente tre più il roadie. Quando provammo a metterli tutti e quattro, stavano così stretti che non sembravano nemmeno vivi. Quindi, dato che la scena è molto breve, pensammo che nessuno si sarebbe accorto che mancava un pupazzo.

Ma perchè Jonny?
Probabilmente perchè era l'unico che si stava rompendo, perchè non c'era abbastanza colla sul busto. Così l'ho tirato fuori.

Avete dovuto rompere una finestra vera?
No, è un trucco. Erano delle porte antincendio aperte in cui abbiamo inserito una finta finestra. Abbiamo speso molto in legno di balsa e glassa di zucchero (usato nei film perchè simile al vetro ma non pericoloso, n.d.r.). Abbiamo dovuto costruirne più di uno in caso di rottura, ma avevamo così poco tempo che quando abbiamo fatto schiantare l'elicottero per la prima volta e abbiamo visto che funzionava, abbiamo deciso di non utilizzare gli altri. 

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Come avete girato questa scena?
L'elicottero era legato ad una lunga maniglia che è stata spinta contro la finestra. Non stava realmente volando, era attaccato ad un grande palo con due massicci uomini che lo sorreggevano circa due metri più indietro fino allo schianto sulla finestra. Durante il montaggio li abbiamo eliminati dalla scena.

C'è stata polemica sull'uomo con la videocamera che dice parolacce. La BBC dichiarò che non avrebbe potuto trasmettere il video sul sito proprio per questo .
Davvero? É divertente! Si, è vero, dice parolacce. Dice "C***o". Lui si chiama Davis, non era del cast ed è stato davvero fantastico. L'idea era quella di eliminarlo tramite elaborazioni digitali, ma alla fine non le abbiamo usate. La sua espressione era cosi' divertente che abbiamo pensato di non toglierlo. Stavamo improvvisando e io ho detto, "Immaginate che accada qualcosa di strano e di imprecare". E lui lo ha fatto benissimo. Pensai che sarebbe stato divertente metterlo dopo la scena delle motociclette, perchè quello che lui dice è proprio quello che si pensa quando si vede quella scena . É stato un impulso del momento, era così divertente. Come un momento di improvvisa umanità. É stato voluto il fatto che non fosse ovvio.

I pupazzi dei roadie sono ispirati a qualcuno in particolare di loro?
Abbiamo discusso sul fatto di ispirarci a uno di loro, ma alla fine abbiamo deciso di non farlo. Uno di loro è stato ispirato a Saxondale, il personaggio di Steve Coogan. É quello che no si vede spesso nel video che alza le rampe delle motociclette e guida l'elicottero. L'altro, che suona il cembalo e mixa, è semplicemente il classico roadie, con la coda di cavallo e l'orecchino. Pensammo che avremmo dovuto dargli un sedere da roadie.

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Siete felici di come è venuto il video?
Beh, si lavora così duramente per così tanto tempo che diventa molto difficile essere obiettivi sul risultato finale. Ma è bello quando le persone lo vedono e piace loro. Fa molto, molto piacere. E con questo video, direi che ci siamo riusciti.

Che è successo ai pupazzi?
Li abbiamo dati ai Coldplay. Ma ne ho uno dei roadie su una mensola a casa mia – quello con quel sedere. E ho anche quello del musicista indiano inventato da noi per l'inizio.

Pensi che li vedremo ancora sul palco tutti insieme?
Oh, potrebbe succedere. É probabile che ci sarà in tour per riunirli tutti.

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Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.