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[TPimagazine.com] Il tour di A Head Full Of Dreams

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Riportiamo di seguito un articolo sul tour di A Head Full Of Dreams, a cura del magazine della TPi, Total Production International, una delle pubblicazioni più autorevoli dedicate al design e alla tecnologia degli eventi live, dai concerti alle produzioni dei festival, agli spettacoli teatrali. Data la complessità della terminologia tecnica utilizzata nell’articolo e della conseguente traduzione, per alcuni termini sono stati inseriti link esplicativi. Buona lettura.

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In tour con i Coldplay: un sistema video di ultima generazione

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Il regista dei live show dei Coldplay, Ben Miles, spiega la tecnologia dietro l’A Head Full of Dreams Tour, che utilizza i server Avolites Ai R6

I live dei Coldplay sono rinomati per le loro produzioni di alto profilo, che richiedono un team gigantesco di tecnici e creative. L’attuale tour negli stadi, A Head Full of Dreams, non fa eccezione e richiede un nuovo e migliorato sistema video pensato specificatamente per far fronte alle più complesse esigenze creative.

Accettando la sfida, il regista Ben Miles ha scelto di lavorare con la casa manifatturiera inglese Avolites e con gli specialisti tecnici RES (Realtime Environment Systems) per creare quello che definisce “la quintessenza delle riprese video”.

Ben gestisce un team di 14-16 persone, e ha la responsabilità delle camere da presa, delle animazioni, degli effetti visivi e degli schermi a LED, oltre che della spidercam.

Per questo tour Ben ha scelto otto Avolites Ai R6 media server, che sono il cuore di tutta la macchina operativa. In parte perché li aveva già usati nel corso dei concerti fatti per promuovere l’album Ghost Stories, e in parte per le loro specificità tecniche e gli alti standard di output e di personalizzazione.

“Abbiamo iniziato a lavorare con Avolites più di due anni fa, nel corso del passato tour”, spiega Ben. “Avevamo già sviluppato un sacco di idee sulla base di ciò che i server ci consentivano di fare e avevo pensato a un po’ di cose nuove che i server esistenti non mi permettevano di realizzare. Sono stato fortunato a essere stato coinvolto dal team Avolites nello sviluppo degli ultimi upgrade, la versione 8 e la versione 9. Un sacco di mie considerazioni riguardavano il ritardo che c’era tra quando l’immagine veniva catturata e quando poteva essere trasmessa. Questo viene dal fatto che io propendo per i server che mi permettono di catturare live le immagini e usare subito gli effetti, qualunque cosa io riprenda.”

Sempre lavorando con i Coldplay, RES ha prodotto anche gran parte delle grafiche psichedeliche dello show, ispirate alla cultura dei rave anni ’90. La sequenza di apertura ad esempio è basata su una rielaborazione del logo del disco, il fiore della vita.

Su richiesta di Ben, Dave Green di Avolites è stato impegnato a realizzare circa 20 effetti negli ultimi 12 mesi, incluso un prisma assolutamente realistico che agisce come un caleidoscopio e un effetto che trasforma le riprese live in raggi laser.

“Dieci o quindici anni fa la cultura psichedelica ci ha coinvolto e per questo settore iniziammo a studiare gli effetti visivi”, spiega Dave. “Abbiamo iniziato con i VJ dei rave, ma non avremmo mai pensato che una delle più grandi band al mondo avrebbe potuto utilizzare i nostri effetti per impiegarli su larga scala”.

Il tour dei Coldplay è così imponente che un intero team di collaboratori Avolites e RES si occupa della produzione creativa dei visual, insieme alla band, a Phil Harvey e al designer delle luci Paul Normandale e a Ben.

“Sono stato abbastanza fortunato nella vita da potermi scegliere il team dei miei sogni. Ognuno è una figura chiave nel portare avanti questa macchina complessa. Sono davvero fortunato nel poter lavorare con persone così professionali e creative”, conclude Ben.

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[TheGuardian.com] Chris Martin: ‘I Coldplay contro i muri e Brexit’

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È piuttosto gratificante quando incontri una band che ha venduto 80 milioni di dischi che sta per esibirsi come headliner al più grande festival musicale del mondo per la quarta volta di fronte ad un pubblico di milioni di persone in tutto il mondo, e scoprire che non è sempre stato così. Chris Martin, nel backstage dello stadio di Zurigo durante il tour mondiale a metà giugno, mi dice che non è mai riuscito ad andare a Glastonbury prima delle loro esibizioni, perchè frequentava la scuola e successivamente per gli esami universitari.

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[Haaretz.com] Gli israeliani del nuovo immaginario video dei Coldplay

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Il flusso di collage creativi che compongono l’ultimo video della band inglese attira l’attenzione del music business.
Nelle 24 ore successive al momento in cui il video di “Up&Up” della pop band inglese dei Coldplay è stato lanciato, i registi israeliani Vania Heymann e Gal Muggia sono stati sommersi da “infiniti messaggi, email e telefonate da conoscenti e non” dichiara Muggia alla fine della giornata. Inoltre, spiega che tra le email dei fan alcune molto strane provenivano da indiani che avevano deciso di complimentarsi con loro personalmente e c’erano anche improbabili offerte di lavoro provenienti da altre band.

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