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[Haaretz.com] Gli israeliani del nuovo immaginario video dei Coldplay

Il flusso di collage creativi che compongono l’ultimo video della band inglese attira l’attenzione del music business.
Nelle 24 ore successive al momento in cui il video di “Up&Up” della pop band inglese dei Coldplay è stato lanciato, i registi israeliani Vania Heymann e Gal Muggia sono stati sommersi da “infiniti messaggi, email e telefonate da conoscenti e non” dichiara Muggia alla fine della giornata. Inoltre, spiega che tra le email dei fan alcune molto strane provenivano da indiani che avevano deciso di complimentarsi con loro personalmente e c’erano anche improbabili offerte di lavoro provenienti da altre band.

“Ok, giriamo il video la settimana prossima,” dice durante il suo incontro in un bar di hamburger di Tel Aviv a Natan Schottenfels, il produttore del video, a riguardo dell’offerta in questione. Heymann si unisce alla conversazione via Skype dalla sua abitazione a Chinatown, New York.

Heymann presentò la sua proposta per il video circa 6 mesi fa. Si rivolse a Muggia, e insieme svilupparono il concetto creativo attraverso comunicazioni transatlantiche digitali. I due, entrambi trentenni, si incontrarono 4 mesi fa. Heymann si stava occupando della regia di brevi sketch per lo spettacolo di satira “A Wonderful Country” quando fu invitato a dirigere un video interattivo per il sito di Bob Dylan e si trasferì a Manhattan, dove ora si occupa di pubblicità e video, tra i quali i video per l’americano CeeLo Green. Muggia ha diretto pubblicità e video per artisti israeliani come Dana Ivgy, Ester Rada e la band elettronica Terry Poison. Il video dei Coldplay è stata la loro prima collaborazione.

Il video non è l’unico per il quale i Coldplay si sono rivolti a professionisti Israeliani. Yaron Yashinski aveva lavorato agli effetti di “Hymn for the Weekend,” uscito a gennaio, in collaborazione con l'israeliano Uzi Mor, che vive a L.A..

Il lavoro su “Up&Up” è stato svolto in assoluto segreto fino a quando, Chris Martin, cantante leader della band, lo ha promosso a pochi giorni dall’uscita sulla radio Beats 1.

“Credo che il video – adesso ve lo confesserò – sia uno dei migliori che abbiano mai fatto,” dice Chris. “Anche togliendo la musica. È stato montato da giovani Israeliani. Non posso credere che sia davvero il nostro video. Se fosse di qualcun altro ne sarei molto invidioso.”

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Gal Muggia (Foto di David Bachar)

Muggia, invece, la pensa diversamente. “Non sono d’accordo con ciò che ha detto Chris Martin, sul fatto che il video sia bello anche senza la musica” dice. “Il flusso del video, l’editing e il movimento di ogni fotogramma sono connessi al testo e al sound di quel fotogramma. Questo video non funzionerebbe con nessun’altra canzone.”

Pochi giorni prima, quando il video era quasi pronto, Martin aveva invitato i due registi per una chiacchierata che li agitò molto. “Ci chiamò per discutere di ‘cambiamenti drastici che dovevano essere fatti,’” ricorda Heymann. “Abbiamo attraversato gli Stati Uniti per incontrarci, ed eravamo sicuri che non se ne sarebbe fatto più nulla, che avrebbe distrutto il lavoro del video. E cosa ci disse? ‘Voglio che alcune scene centrali del video siano rimosse e che sia inserita una scena di apertura con il testo “Diretto da” ed i vostri nomi.’ Rimanemmo di stucco ... Era una richiesta importante. Non avrebbe potuto mandarcela via email?”

Realizzare il video ha richiesto una programmazione complicata, con un planning dettagliato per ogni decimo di secondo del video. Ci sono voluti tre giorni di riprese agli Ukrainian studios e più giorni a New York con i membri della band in studio e per le strade della città, in una lavanderia fai-da-te e in una stazione della metropolitana. Le diverse immagini sono state poi montate per creare nuove immagini completamente incoerenti tra loro, attraverso la tecnica chiamata ‘compositing’.

Le composizioni di Heymann e Muggia sono state oggetto di controverse discussioni tra gli spettatori del video. “Ci ha ispirato la cultura di Photoshop dei nostri giorni,” spiega Muggia. “Scattare immagini di qualità dell’età dell’oro Americana, gli anni 50, piacere e abbondanza, e conferire una distorsione che rivelasse il futuro racchiuso in quelle immagini, rappresenta la geniale estetica in stile collage del video.

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Una delle scene impressionanti del video mostra una parete di cemento su una spiaggia che separa i bagnanti dal mare [minuto 1:40 del video]. “L’idea era di disegnare un confine al mare, un’immagine molto semplice che parla da sola, ma con diverso significato legato al luogo,” spiega Muggia. “In America pensano che rappresenti il muro di Donald Trump, e che sia probabilmente una barriera di separazione. In realtà, è un muro che la compagnia israeliana Real Motion ha creato per noi in 3D.”

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Vania Heymann (Foto di Natan Shottenfels)

Inoltre, ci sono elementi del video che sembrano ispirati ad eventi attuali di Israele, tra i quali la farfalle su una piattaforma di trivellazione in mare, i rifugiati in una vasca da bagno e le proteste contro i castelli di carte della politica. “La creazione di queste immagini è stata totalmente inconscia,” spiega Muggia. “C’è una serie di scene nel video, che sono politiche ma comunque in un contesto sociale. Non abbiamo mai detto, ‘Wow, dobbiamo parlare di Yitzhak Tshuva (magnate israeliano, n.d.t.), mettiamo una farfalla su una piattaforma di trivellazione in mare,’” ride.

Schottenfels dice che è una farfalla vera. “Abbiamo ripreso negli studi in Ucraina. Le hanno dato un po’ di nettare, ed è rimasta con noi fino al momento giusto in cui ha aperto le ali. Poi hanno dato del nettare ad un’altra farfalla, che è volata via. È importante sottolineare che a nessun animale è stato maltrattato durante le riprese. E quando la farfalla aveva terminato il suo compito, è stata immediatamente liberata.”

Il video è stato ben accolto dai social network, ma molti hanno colto l’occasione per trovare un difetto, cioè il fatto che ci sia una canzone dei Coldplay in sottofondo. “I Coldplay sono una band che stimola opinioni molto contrastanti,” dice Muggia. “Quando uscirono i loro primi due album ero alle scuole superiori, li amavo. Dopo l’uscita del terzo album non riuscivo più ad apprezzarli...”

Perchè sono diventati troppo famosi?

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“Se non erro, sono la più grande band del mondo,” dice Heymann. “Non c’è una band di successo come loro, direi solamente Rihanna e Beyonce.”

“Ho provato a mantenere la distanza e ad essere un’entità in disparte. Ho dovuto comprendere cosa amavo della band, per identificare l’elemento autentico che riesce a toccare così tante persone,” aggiunge Muggia. “Credo che lo abbiamo trovato e ho imparato ad amare la canzone, perché quando ci lavori così a lungo ti entra nelle vene.”

Heymann spiega che all’inizio non si capisce perché si ama la canzone, ma poi ti cattura e durante la lavorazione diventa un sottofondo che le orecchie filtrano. “Mi piace solo quando la sento in radio, perché solo in quel momento posso veramente viverla per quello che è”. “Quando ascolti sempre la stessa canzone per tante volte diventa un flusso continuo di strani suoni. L’ho ascoltata decine di migliaia di volte.”

Dal cinismo religioso a New York
Muggia è nato a Tel Aviv, ha studiato alla Thelma Yellin High School of the Arts ed è laureato alla Tel Aviv University. Suo padre, Danny Muggia, dirige il dipartimento di teatro del Beit Berl Academic College, dopo aver insegnato per anni alle scuole superiori. Heymann e Schottenfels sono cresciuti a Gerusalemme. Si sono incontrati agli scout e successivamente hanno studiato alla Hartman School for Boys. Non indossano mai i copricapo ebraici.

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Chris Martin con Vania Heymann (foto di Natan Shottenfels)

“Siamo cresciuti privati di una certa cultura,” dice Schottenfels. “Anche se non siamo strettamente ortodossi, siamo comunque religiosi con il tipico copricapo di maglia e provenienti da una cultura di sinistra. Non avevamo la tv a casa, ho sempre sentito questa mancanza. I genitori di Vania non erano così restrittivi sulla televisione e andavamo a casa sua per guardare l’NBA e i video di MTV tutta la notte.”

Heymann ricorda di essere stato un pessimo studente. “Natan era l’allievo preferito del maestro, studioso attento del Talmud (testo ebraico, n.d.t.),” spiega. “Siamo cresciuti nella cultura religiosa del Sionismo, che ha mille sfaccettature, e sono grato di essere cresciuto seguendo una corrente di questo pensiero religioso ma senza rifiutarne le altre. È una corrente che riconosce che la nostra cultura fa parte di tutte le altre culture, e le persone creano cose fantastiche in tutto il mondo, e non c’è ragione di non godere di queste creazioni, dei film, della televisione e della musica. Abbiamo potuto ascoltare diverse voci politiche in casa mia, non intese come ossessione ma come aspirazione, in modo che ogni bambino potesse creare il manifesto dei principi in cui crede.”

Heymann spiega che aspira a realizzare un film o una serie, ma specifica che sono solo sogni. “Dirigere un video per Kendrick Lamar (un rapper) è un desiderio che spero di esaudire prima o poi,” dice. “E per essere meno infastidito dalle critiche, spero di avere la capacità di creare senza essere influenzato dalle reazioni.”

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Informazioni aggiuntive

  • Fonte: http://www.haaretz.com/israel-news/culture/leisure/.premium-1.722124
  • Autore: Dafna Arad
  • Traduzione: Elena
Elena

Mi definisco "Appassionata per caso" dei Coldplay. Siamo nel 2003, compro AROBTTH in un negozio di CD usati, perchè mi piaceva In My Place. Da quel momento non mi hanno più abbandonato, grandi interpreti di parte della mia vita. Con grande piacere entro a far parte della formidabile squadra di Coldplayzone come traduttrice.

In My Place.