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(2005) Verona / Milano / Bologna

I Coldplay tornano in Italia nel 2005 per presentare il nuovo album X&Y e lo fanno in grande stile, con un concerto degno dei più grandi musicisti: la location è l’Arena di Verona. La data (11 luglio 2005) è già in sold out a metà maggio e il pubblico presente è numerosissimo; sembra una folta schiera di leoni che aspetta impaziente l'ingresso dei quattro gladiatori inglesi. Sono in 20.000.

Dopo l’apertura di Richard Ashcroft, magnifico creatore di dolci ballate, verso le 22.00 ecco Chris e soci esordire in Arena: "Buonasera a tutti, Arena di Verona. Siamo molto felici di essere in questo posto così meraviglioso e pieno di storia" sono le prime, affaticate, parole italiane di Chris, la cui cadenza straniera rendeva ogni suo discorso estremamente dolce.

Buonasera a tutti, Arena di Verona.
Siamo molto felici di essere in questo posto
così meraviglioso e pieno di storia.
Chris Martin

E poi via con il concerto, senza fermarsi mai, se non per salutare e ringraziare il pubblico. Così tra un saltello sul palco, tra un continuo sali-scendi dai gradoni dell'Arena e una dolce serenata al pianoforte, Chris prosegue la serata egregiamente: una dietro l'altra vengono fatte apprezzare in un crescendo mozzafiato Square One, Politik, Yellow, God Put A Smile Upon Your Face, fino ad arrivare alla bellissima Speed Of Sound. Poi Low, Warning Sign, Everything's Not Lost, White Shadows e la canzone per eccellenza The Scientist chiudono la prima parte del concerto. "This is the turning point" ovvero "è il punto di svolta" dice Chris, ed è pure il segnale del capitano che chiama la sua ciurma all'adunata sul palchetto più vicino ai fans da cui vengono eseguite 'Till Kingdome Come e Don't Panic. L'arrembaggio è finito: si torna sul palco principale per il gran finale con Clocks e Talk. I fans, ad ogni modo, finita la performance ordinaria, supplicano Chris e soci a presentarsi sul palco per altre incantevoli canzoni. Subito dal pubblico si alza una voce unisona: "Bis… Bis… Vogliamo il Bis!". E i Coldplay non possono fare altro che accontentarli: si riparte con What If per giungere a Fix You passando per In My Place. Non possono certo mancare i fuochi artificiali alla fine di Fix You: uno spettacolo mai visto in Arena che suggella un concerto denso di emozioni, unico nel suo genere e forse irripetibile.

Il successo di X&Y è tale e così grande da portare i Coldplay a programmare altre due date in Italia, rispettivamente il 14 e il 15 novembre 2005, la prima al Filaforum di Milano, la seconda al Palamalaguti a Bologna. La vendita dei biglietti, partita alle ore 10 del 1° agosto, si esaurirà nel giro di pochissimi giorni.

Il 13 novembre, però, i Coldplay, già in Italia, si recano negli studi Rai per la registrazione della puntata del giorno di Che Tempo Che Fa, trasmissione di Fabio Fazio, nella quale, oltre che a rilasciare un’intervista, eseguono Talk fra la poca partecipazione del pubblico. In ogni caso è una discreta performance.
Milano è immersa nella pioggia il 14 novembre. Sarà per rendere omaggio all’anima malinconica della band (o forse perché sono giorni che non smette di piovere), fatto sta gli oltre 10.000 si inzuppano fino al midollo in attesa che aprano i cancelli. Eppure si avverte qualcosa di speciale aspettando questo concerto, la sensazione che sia una grande occasione. A metà del concerto Chris Martin chiede al pubblico se i Coldplay siano o meno il miglior gruppo al mondo, con una buona dose di ironia (o almeno si spera).

Questa sera cantiamo con più passione
perchè siamo nel Paese dei cantanti passionali.
Chris Martin

Si comincia con Square One: un capolavoro. Poi l’infinita Politik, l’acclamatissima e cantatissima Yellow, la coinvolgente Speed Of Sound, la potente God Put A Smile Upon Your Face e X&Y. Ma il boato arriva di lì a poco: inaspettatamente Chris parte con Trouble, e il coro del pubblico sale altissimo nel ritornello. Con White Shadows Martin dimostra tutta la sua abilità nel cantare in situazioni proibitive, col fiatone dopo essersi mosso ad una velocità inverosimile. Poi How You See The World No.2 e The Scientist chiudono la prima parte del concerto ed aprono alla sezione acustica. Qui i Coldplay danno il meglio di loro, suonando ‘Til Kingdom Come, Ring Of Fire (cover di Johnny Cash) e una cover spettacolare di un brano immortale di Bob Dylan, Simple Twist Of Fate. Infine, si ritorna al piano per una carica di Clocks e per Talk. Dopo un’encore di 5 minuti, i Coldplay ritornano sul palco per suonare Shiver, incredibilimente rispolverata dopo tanto tempo di inattività, In My Place e la commovente Fix You che lascia i fans increduli ed emozionati. Un grande concerto che apre le porte a quello del giorno successivo, il quale si preannuncia altrettanto entusiasmante.

Il 15 novembre 2005 i Coldplay giungono a Bologna al Palamalaguti per un concerto in sold out ormai già da parecchie settimane. La popolarità della band è al culmine in quel periodo, un climax di successo che fa crescere spaventosamente i prezzi dei biglietti ai bagarini: un biglietto, che di norma costerebbe attorno ai 40 euro, viene venduto alla spaventosa cifra di 150 euro. Addirittura si sparge la voce che un ragazzo, preso da una follia condivisibile, ma a questi livelli non più giustificabile, sborsa 230 euro per garantirsi l’ingresso nel Palamalaguti.
Già dalle 13.00 cominciano ad accalcarsi davanti ai cancelli numerosi fans, provenienti dalle zone più disparate dell’intera Italia per ammirare la band più amata e ricercata del momento.