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[TPimagazine.com] Il tour di A Head Full Of Dreams

Riportiamo di seguito un articolo sul tour di A Head Full Of Dreams, a cura del magazine della TPi, Total Production International, una delle pubblicazioni più autorevoli dedicate al design e alla tecnologia degli eventi live, dai concerti alle produzioni dei festival, agli spettacoli teatrali. Data la complessità della terminologia tecnica utilizzata nell’articolo e della conseguente traduzione, per alcuni termini sono stati inseriti link esplicativi. Buona lettura.

Tra l’esibizione come headliners al Glastonbury Festival e i quattro concerti al Wembley Stadium di Londra, si può dire che i Coldplay hanno avuto un’estata intensa. Stew Hume della TPi si è recato a Copenhagen, Danimarca, per l’ultima data del tour europeo della rock band inglese, per incontrare la squadra che ha trasformato il sogno multi-colore dei Coldplay in realtà.

Un bassista dalla Scozia, un chitarrista dal Galles e un cantante e un batterista dall’Inghilterra, è difficile non percepire l’orgoglio britannico mentre si guardano i Coldplay presentare il loro maestoso A Head Full of Dreams tour. Dopo il successo della leg sudamericana, i Coldplay iniziano un’estate di concerti in alcune delle più grandi location all’aperto in tutta Europa. Con la loro popolarità in costante crescita, i Coldplay sono spesso stati vittime di critiche di chi non approva la loro ‘accessibilità’ da mainstream. Comunque, sia che li si ami o li si eviti, una cosa per cui la band non può essere criticata è la loro capacità di regalare uno show live incredibile, e come centinaia di migliaia di fan hanno dimostrato, il loro ultimo tour non fa eccezione.

La piramide della produzione
La direzione della produzione per il tour è affidata al manager Bill Leabody e alla coordinatrice Nicole Massey. Con uno staff di 109 elementi, 32 autocarri e nove autisti di autobus, assomiglia ad un piccolo esercito. Parlando con Massey sul palco del Telia Parken di Copenhagen, ci racconta dell’importanza di tenersi su di morale: “Sia io che Bill cerchiamo di mantenere tutti il più felice possibile, anche nei giorni più difficili. Questo tour è stato davvero impegnativo; per esempio, una grande parte della produzione partirà per gli Stati Uniti dopo il concerto di stasera, per prepararsi alla leg nordamericana. Comunque cerchiamo sempre di andare avanti e di mantenere alto il morale di tutti. È tosto ma è uno spettacolo rock ‘n’ roll, dobbiamo ricordarlo!”

Con la leg europea dell’A Head Full of Dreams tour che sta per terminare, Massey ci riassume l’andamento del tour. “É stato grandioso. Il pubblico europeo è stato meraviglioso come sempre. Dal nostro primo concerto in Francia abbiamo ricevuto feedback molto positivi dagli organizzatori e dai fan. È straordinario pensare a tutte le persone davanti alle quali ci siamo esibiti serata dopo serata. Prendiamo Wembley, ad esempio; dopo quattro giorni realizzi che hai suonato per 300.000 persone. Sono momenti che ti permettono di apprezzare la grandezza di questa produzione. Il concerto nel suo complesso è caratterizzato da un’atmosfera davvero positiva ed essere vicino alla transenna quando il pubblico vede ‘il mulinello colorato’ che gli dà il benvenuto al concerto e i braccialetti lo accendono, l’eccitazione è palpabile. Ecco perché tutti noi dello staff lo facciamo. Adoriamo farlo.”

La tour manager e vincitrice in passato di un TPi Award, Marguerite Nguyen, è d’accordo. Dopo aver iniziato a lavorare con la band nel 2008 come assistente di produzione, la Nguyen ha spiegato perché, come lei, così tanti membri dello staff tornano anno dopo anno: “Ad ogni tour, l’atmosfera è sempre positiva; i ragazzi sono così generosi ed è piacevole lavorare con loro. Ricordo quando all’inizio non mi lasciavano nemmeno tenere loro la porta aperta! E, certamente, questo ha un effetto positivo sulla nostra squadra di produzione con Bill e Nicole. Ci sono persone che lavorano a questo tour che sono con la band fin da quando giravano con un furgoncino e c’è una ragione per cui continuano a tornare. Quando sei abbastanza fortunata da trovare un tour in cui ti senti come a casa, ci rimarresti per sempre!”

Il tavolo del progetto
I fan non avevano assistito ad un concerto dei Coldplay di tale impatto dal Mylo Xyloto tour del 2012, per la promozione dell’ album che porta lo stesso nome. Per il loro successivo album Ghost Stories, la band ha optato per un tour più intimo e di poche date. Arriviamo all’anno scorso, quando i Coldplay hanno pubblicato il loro settimo album di studio, A Head Full of Dreams, e hanno annunciato i loro progetti di riempire gli stadi di tutto il mondo.

Per realizzare questo tour, la band ha reclutato la sua fidata squadra creativa; il direttore creativo Phil Harvey; il designer di produzione e delle luci Paul Normandale; il set designer Misty Buckley e il regista video Ben Miles. Questo gruppo visionario di creativi incaricato di dare vita alla visione della vita della band è stato supportato da molti fornitori fidati, tra i quali Lite Alternative e Brilliant Stages, ma anche da nuovi, come VER.

Molti dei temi creati per il Mylo Xyloto tour hanno fatto gradito ritorno per l’ultimo viaggio della band, insieme a una moltitudine di laser ed esplosioni di coriandoli. L’A Head Full of Dreams tour prevede ancora una volta il ritorno dei braccialetti a LED di Xylobands, che rendono chiunque nel pubblico parte integrante dello spettacolo del concerto. Secondo il designer delle luci Paul Normandale, questo era uno degli obiettivi del progetto iniziale: “Lo scopo dei Coldplay in tutti i loro tour è sempre lo stesso; coinvolgere tutto il pubblico, sia esso di fronte al palco, di fianco alle transenne o nel retro dello stadio.”

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Anche se nel loro ultimo tour negli stadi la produzione ha sfruttato alcuni effetti del Mylo Xyloto tour, molti componenti del team creativo sono stati entusiasti di apportare nuovi elementi. Ben Miles, regista video del tour ha spiegato: “I pochi concerti di Ghost Stories erano molto diversi dal punto di vista visuale. Tutto si concentrava sulle riprese e su uno spazio in cui la band potesse essere più vicina al pubblico. Durante quei concerti abbiamo sperimentato alcune idee interessanti che non sarebbero possibili in spazi così grandi. Ma quando ci siamo messi al lavoro su A Head Full of Dreams volevamo pensare a come fondere le migliori caratteristiche dei tour di Mylo Xyloto e Ghost Stories. Abbiamo usato un B stage più basso per consentire al frontman Chris di essere più vicino al pubblico e per fare in modo che gli schermi mostrassero il più possibile la band.”

Eliminare la copertura
Nel 2012 la band si è esibita completamente all’aperto sul palco, per il loro tour negli stadi. Durante le prime fasi di produzione per A Head Full of Dreams si decise che anche in questo caso sarebbe stato così.

“Siamo in balia delle condizioni metereologiche,” ha commentato Leabody. “Alla band piace essere connessa al pubblico, e se piove e il pubblico si bagna, vogliono bagnarsi anche loro!” Il direttore delle luci Graham Feast aggiunge: “Quando ci è stata proposta l’idea di suonare senza copertura sul palco, la prima cosa da gestire era il fissaggio delle luci.” La soluzione di Paul Normandale fu quella di avere le due torri sul palco che ospitano molti delle luci e degli altoparlanti. Il resto è posizionato nella parete dietro al palco. Avendo già esperienza di tour con il palco scoperto, lo staff ha sfruttato la sua esperienza. “Senza la copertura c’è anche il problema della protezione dalla pioggia, che può essere complicata ma abbiamo imparato dagli errori del Mylo Xyloto tour,” ha spiegato Feast. “Per questo tour sapevamo quali aree dovevano essere identificate per la gestione dei cablaggi; ogni attacco ha la propria protezione personalizzata per la pioggia.” Normandale pensa che la proposta del fornitore delle luci Lite Alternative sia stata vitale per affrontare questa operazione, riconoscendo loro “un’ampia conoscenza dell’impermeabilizzazione degli attacchi.”

Il palco è stato fornito dalla Stageco. Hanno costruito una sottostruttura per il palco principale che misura 65 metri per 25 di profondità, ed anche per il B stage con la passerella di 30 metri, sulla quale la band suona un breve ed intimo set in mezzo al pubblico. La Stageco aveva in carico anche la struttura di acciaio che supporta la parete video e gli schermi laterali, le strutture metalliche attorno al palco, gli altoparlanti delle torri, le pedane per il mixaggio e le piattaforme per le telecamere.

Il presidente della Stageco, Hedwig De Meyer, ha spiegato la realizzazione del progetto per il tour: “Il mio primo incontro con la produzione risale a Giugno 2015 e, dato che la band doveva prendere molte decisioni, per tanto tempo non si decise subito tra le diverse possibilità. Di conseguenza, alcuni aspetti del progetto dovevano ancora essere ultimati a poche settimane dal tour. Credo di poter dire che è stato un processo lungo ma la nostra esperienza e flessibilità ci ha permesso di reagire bene alla pressione del lavoro.”

A fornire il palco principale per il tour è stata la Brilliant Stages. La compagnia ha lavorato con la band per tanti anni ed è stata onorata di essere richiamata anche in questa occasione.
Ben Brooks, direttore della Brilliant Stages, ha spiegato il coinvolgimento della compagnia nel progetto: “La struttura usata per il tour europeo è stata una delle tre impiegate per il tour mondiale. Consisteva in un piano rialzato del palco principale disegnato per riprodurre la forma a fiore del logo dell’artwork dell’album. Abbiamo fornito la struttura delle passarelle per il B stage e il C stage in mezzo al pubblico.” La Brilliant ha anche costruito i supporti per gli schermi ai lati del palco, sempre per riprodurre il logo dell’album.

Matthew Kaye, manager progettuale della Brilliant ha spiegato gli elementi tecnici del palco: “Tutti gli elementi sono stati trattati con una finitura anti-scivolo, requisito essenziale dato che la band si muove molto sul palco. L’interno palco, incluse le passerelle e lo schermo a pavimento del B stage, sono stati fissati e montati su blocchi di gomma per assorbire gli urti quando Chris corre sul palco.”

La superficie del palco è stata decorata perchè fosse parte integrante dell’estetica dello spettacolo, dipingendola con un disegno creato da Misty Buckly. Essendo il palco soggetto alle condizioni atmosferiche, potrebbe essere esposto sia alle alte temperature e che alla pioggia battente. “La Brilliant ha ingaggiato una squadra di artisti diretti da Hannah Whitfield della Perry Scenic per assicurare che i disegni fossero sempre in ottimo stato,” spiega Kaye. Infine, da un punto di vista estetico un’altra caratteristica fondamentale del progetto è stata utilizzare un enorme tendone a forma di fiore appeso di fronte allo schermo a LED. É stato fornito dagli specialisti inglesi della Blackout che hanno creato lo sfondo del palco, realizzando un’apposita rete metallica dotata di cinghie incorporate.

Il ruolo di manager del palco è stato affidato a Craig ‘Fin’ Finly. Fin lavora con la band con diverse funzioni dal 2008 quando era manager di produzione. Dopo una pausa lontano dalla band, Fin ha colto l’opportunità di tornare con i Coldplay come manager del palco: “È davvero bello lavorare in questo tour. É il 20% più grande del tour del 2012 ma è comunque ben gestibile. C’è una bella atmosfera, specialmente con tanti vecchi membri dello staff – non solo della produzione ma anche molti della squadra dei fornitori.”

Fin ha una spiccata etica del lavoro che prova ad instillare al suo team, “Ognuno deve lavorare in sicurezza per questo spettacolo, durante lunghe giornate in cui si sollevano pesi, ma si lavora e si fa qualsiasi cosa col sorriso.”

Responsabile della supervisione della costruzione del palco è il capo carrpentiere, Jack Deitering. Insieme alla sua squadra di 10 forti elementi, Deitering ha discusso di alcuni problemi che si affrontano lavorando in esterno: “Non ci sono posti dove ‘nascondersi’ durante il tour, a meno che non sei uno dei tecnici che stanno sotto al palco. É importante tenere sempre a portata di mano l’attrezzatura da pioggia e lavorare con un atteggiamento positivo.”

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il capo carpentiere, Jack Deitering

Il fornitore degli elementi per la leg europea è stata la Actus Industries. Il capo è Russell Glen. “In tutto sono 127 elementi,” inizia a spiegare Glen. “Le quattro torri centrali sono tutte collegate e sorreggono la parete video dietro al palco, che da sola pesa 80.000 tonnellate.” La Actus Industries ha fornito alla produzione una gamma di argani. “Ne abbiamo diversi in questo tour, inclusi quelli da una e due tonnellate e mezzo,” ha spiegato Glen. “Sono il mio riferimento. Sono conosciuti in tutto il mondo e se hai qualsiasi problema c’è sempre la possibilità di sostituirli.”

Glen è stato entusiasta di sottolineare la presenza del sistema di sicurezza Limpet Hight Safety. “Lo abbiamo sperimentato per la prima volta in questo tour. Essenzialmente è un sistema di sollevamento per ognuno dei nostri operatori del sotto-palco in modo che non debbano arrampicarsi da soli e possano sollevarsi autonomamente. È una misura di sicurezza aggiuntiva che siamo entusiasti di aver implementato. Negli ultimi due mesi sono diventati un elemento fondamentale della nostra produzione.”

La eps ha fornito molti degli elementi e infrastrutture della leg europea del tour. La compagnia non ha solo fornito tutte le transenne (GIGs Stage Barriers) ed altri elementi speciali, ma anche 30.000 metri quadrati di tendoni usati per la zona dietro al palco.

Per assicurare che la venue dello show avesse abbastanza potenza, la produzione della band ha ancora una volta ingaggiato i servizi della Forth Generation. La compagnia ha lavorato con i Coldplay dal 2009 ed è stata onorata di essere stata richiamata. Il direttore della Forth Generation, Tweed Hurlocker, ha dichiarato: “La band e il loro management – in particulare Dave Holmes e Bill Leabody – sono stati incredibilmente fedeli alla Fourth Generation per questi due eventi e ne siamo davvero riconoscenti. È eccezionale lavorare con il team della produzione.”

“Per il tour di A Head Full of Dreams abbiamo fornito 2.2 mW di potenza. Sufficienti per una piccola città! Solamente i cavi principali si aggirano intorno ai 6 km di lunghezza. Quest’anno il tour ha richiesto che tutto fosse preparato il giorno stesso del concerto, una sfida che la nostra squadra ha portato a termine ammirabilmente. Sono 5 persone in tutto, dirette da Paul Traynor, il nostro capo staff.”

Hurlocker ha spiegato che ogni dipartimento si affida alla loro compagnia per lavorare; e la pressione a volte può essere stressante e impegnativa da reggere. Era anche felice di raccontare che tutta la sua squadra ha gestito il lavoro senza problemi: “È fondamentale che tutto il nostro materiale sia costruito secondo le specifiche esatte e che sia effettuata una corretta manutenzione. Amiamo il nostro lavoro e abbiamo una grande squadra. Siamo lieti di essere di nuovo in tour con loro. Realizzano sempre un grande spettacolo per il pubblico e sono riconosciuti per la loro creatività. Amiamo far parte di questa fase del processo e vedere il divertimento del pubblico in ogni tour negli stadi.

“Devo anche congratularmi in modo particolare con Paul e Susanne Howell, manager delle operazioni della Eat To The Beat, catering del tour, che sono anche riusciti a sposarsi durante l’itinerario del tour!” ha concluso Hurlocker.

É ora del tuo primo piano, Mr. Martin
Durante il tour la gestione audio-video era divisa in due; l’audio era posizionato a sinistra del campo dello stadio e il controllo degli effetti visuali a destra. Ad incontrare la TPi alla console di controllo degli effetti visuali è l’acclamato regista dei live Ben Miles. Nella maggior parte dei tour non è usuale che la parte video sia gestita dalla console di controllo, ma questo non vale per Miles, che ha detto a TPi quanto sia la voglia di prendervi parte. “Niente è più affidabile di guardare ad ‘’occhio nudo’’. Se guardi il concerto attraverso i monitor, dai per scontato che i colori siano correttamente bilanciati. Voglio vedere il mio lavoro prima sul grande schermo, specialmente per questo concerto all’aperto, per osservare i cambi di luce naturale.”

Mentre si sistema alla sua stazione di controllo, Miles descrive i suoi obiettivi dall’inizio del tour mondiale. “Volevo che lo schermo secondario non riproducesse semplicemente lo spettacolo per chi nel pubblico non può vederlo. Volevo che fosse parte integrante dello spettacolo in aggiunta a tutto ciò che è stato realizzato nel progetto del concerto.”

La produzione dei Coldplay ha ingaggiato per la prima volta la compagnia VER. Miles ha spiegato: “Avevamo davvero bisogno di una grande compagnia per questo tour, proprio per la grande dimensione dello spettacolo. Abbiamo realizzato un complesso sistema di controllo che volevamo da tanti anni, ma per crearlo avevamo bisogno di una compagnia che potesse produrre tutti i pezzi del puzzle. È la prima volta anche lavoriamo con la VER ed è stato grandioso.”

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Il programmatore video Leo Flint e il regista video Ben Miles.

Iniziando dal palco, Miles ha posizionato tre schermi VER RS5, un grande schermo dietro al palco 23.4 x 12 metri e due più piccoli IMAGs 8.4 x 9.6 di fianco al palco. “Durante la leg sudamericana abbiamo usato quelli da nove mm della VER ma eravamo entusiasti di utilizzare quelli da 5 mm nella leg europea. Molte delle immagini che sono proiettate sugli schermi sono riprese video dal vivo. Se riprendiamo un membro della band, lo schermo LED sopra al palco funge da sfondo alle riprese che sono proiettate sugli schermi IMAG laterali. Quindi avere uno schermo come l’RS5 che ha una risoluzione molto elevata crea un’immagine molto più nitida.”

Le riprese di Miles durante l’intero concerto sono effettuate da ben 14 telecamere. “All’inizio avevamo due telecamere nella pit montate su cavalletti Vinten Ospreys usando un binario curvo, dato che volevo riprese in linea retta rispetto al palco. Avevamo anche due telecamere, che usavo per le riprese da lontano, ed anche per il B e C stage. Inoltre, un’altra telecamera montata su un cavalletto sotto al B stage con la quale riprendevo Chris mentre corre sulla passerella. Ci sono anche due telecamere manuali, di cui una sul palco per le immagini di Chris and Will. Abbiamo anche telecamere ‘robot’ fissate su appositi supporti per ottenere angoli di ripresa particolari e anche riprese dei fan ed immagini create dai braccialetti Xylobands.”

Uno degli altri obiettivi di Miles per il tour era quello di concentrarsi sulle riprese aeree per mostrare il palco dipinto e il pavimento video Viss Lighting NX7 LED del B stage. “Prima di questo tour non avevo mai lavorato con pavimenti LED, che si prestano ad essere ripresi dall’alto. Abbiamo tratto molta ispirazione della performance della band al Super Bowl halftime show e abbiamo iniziato a lavorare per realizzare le migliori riprese aeree.” Miles e il team degli effetti visuali hanno optato per una Spidercam per riprendere correttamente il palco. Inserita inizialmente per le quattro date di Wembley, la Spidercam, che richiede altri tre operatori, ha impressionato così tanto Miles e il resto della produzione che è stata mantenuta per il resto della leg europea. Le tre telecamere mobili, spesso usate per gli eventi sportivi negli stadi, si prestano incredibilmente bene ai live del tour mondiale, secondo Miles. “Da quando le abbiamo portate in tour, sono stato in grado di realizzare bellissime riprese aeree.” La telecamera si muove da sola su quattro cablaggi, che sono ancorati ai quattro angoli dello stadio. Il movimento scorrevole della telecamera consente di riprendere da vicino la band, prima di alzarsi per mostrare il palco e ricreare immagini cinematografiche, ottenute senza ostacolare la visione del pubblico sul terreno dello stadio.

Miles ha usato anche una telecamera robot sulla torre di fronte al palco, che poteva muoversi verso l’alto e il basso. “Così come la Spidercam, la telecamera robot aveva due scopi: avvicinarsi alla band mentre veniva portata verso l’alto sulla torre per mostrare l’artwork del palco principale. Ecco quello che mi ha davvero emozionato del tour.” Miles ha continuato, “Con un angolo diverso posso giocare con la prospettiva di ciò che viene proiettato sullo schermo.

“Sono molto fortunato ad avere questa squadra per le riprese,” ha spiegato Miles. “Sono tutti tecnici video eccezionali ma anche ottimi cameraman. Ho lavorato con loro in passato. Il capo della squadra video Phil Johnston ed io lavoriamo insieme dai tempi di Viva La Vida. Gestisce molto bene le riprese e sa esattamente come funziona – e questo vale anche per gli altri operatori. Onestamente, mi rendono il lavoro più semplice dato che realizzano splendide immagini.”

Le richieste del dipartimento video richiedono un controllo affidabile. “Abbiamo bisogno di un sistema capace di dirigere tutte le telecamere e gli effetti in ogni direzione, per poter realizzare il montaggio delle immagini, e anche le riprese per elaborarle, animarle e proiettarle su qualunque schermo vogliamo,” spiega Miles. Per creare questo sistema video, Miles ha ingaggiato la britannica Avolites insieme al distributore media server Avolites’ Ai e ai tecnici della RES (Realtime Enviroment Systems). Il sistema consiste in otto Ai R6 media server, che sono gestiti dal, descritto da Miles come “talentuossisimo,” programmatore video Leo Flint. Miles ha selezionato i prodotti Avolites dopo averli usati per il Ghost Stories tour. “Abbiamo iniziato a lavorare con Avolites più di due anni fa, nel tour precedente. Avevamo già sviluppato diverse idee che mi piacevano molto ed anche alcune totalmente nuove che non erano mai state realizzate. Sono stato fortunato ad essere stato coinvolto nel processo di realizzazione con i softwaristi di Avolites per gli ultimi due aggiornamenti del software: la versione 8 e la 9. Il mio contributo è stato principalmente quello di lavorare alla trasmissione a frame tra la registrazione e la proiezione, alle registrazioni dal vivo e all’utilizzo degli effetti. L’ambiente di programmazione di Ai è Salvation, che ci dà la possibilità di personalizzare gli effetti usando un sistema node-based. Questo significa che possiamo connettere molti moduli. Praticamente tutti gli effetti che ho sognato possono essere realizzati.”

Dave Green di Avolites ha spiegato: “Sono stato coinvolto molto presto nel progetto per aiutare Ben a realizzare il sistema. Consisteva in otto media server R6, quattro dei quali sono usati per il playback. Uno serve per lo schermo 4k.

“A quanto so, questa è la prima volta che uno schermo 4k è stato usato per un concerto come questo. Gli altri server gestiscono gli altri schermi. Poi c’è il back-up per ognuno, quindi il set up è da considerarsi standard per un concerto di grandi dimensioni, ad eccezione della proiezione sullo schermo 4k.

“Abbiamo usato dei server video solamente per processare gli effetti con il minimo ritardo. Quindi abbiamo preso gli output di quelli che chiamiamo ‘effect servers’ e li abbiamo trasferiti all’ Encore 2, che è il controllo finale per gli schermi. In alternativa possiamo processarli attraverso gli altri server Ai a valle. L’intero e sofisticato sistema di controllo è stato realizzato appositamente per questo progetto.”

Lavorando direttamente con i Coldplay, la RES ha anche prodotto alcuni degli effetti 'psichedelici' del concerto. Green ha anche contribuito a realizzare gli effetti in tempo reale usati per la sequenza aperta – basati anche sul logo del tour e la copertina dell’ultimo album della band. E inoltre, Miles ha commissionato alla RES la realizzazione dei 20 effetti, incluso quello in stile prisma-caleidoscopio e un altro che ha trasformato la ripresa video in fasci laser.

Una delle più grandi sfide del progetto per la Avolites, la RES e la squadra di Miles è stata quella dell’integrazione del sistema ‘Notch’ live FX – anche conosciuto come ‘Demolition’. “Lo strumento Notch funziona come plug-in nei server Ai e consente ai progettisti di creare contenuto in tempo reale e effetti video,” ha spiegato Green. “È progettato per utilizzare le tecniche software più aggiornate, raccogliendo ogni secondo della performance sull’hardware della grafica, che ha reso possibile a noi di fornire a Ben e alla band una vera e propria lista dei desideri di effetti visuali.”

Il tocco finale del sistema video – meravigliosamente decorato con favolose luci e immagini di Johnny Cash e Iggy Pop – era il mixer video di Miles, il Grass Valley Karrera. “Produco due differenti varianti; una per lo schermo principale e un’altra per i due IMAG laterali,” ha spiegato Miles. “Abbiamo anche un terzo ME (mix effect) che è usato ad esempio per contenuti televisivi. Per questo progetto avevamo davvero bisogno di tre banchi ME, lavoro sempre in queste condizioni."

Nell’elogio a questa mastodontica orchestrazione, Miles ha affermato: “Sono stato abbastanza fortunato nell’aver potuto scegliere la mia squadra video da sogno. Tutti i membri sono stati vitali nel realizzare la complessa progettazione. Mi considero molto fortunato di lavorare con così tante persone davvero dotate dal punto vista tecnico e creativo.”

“Fammeli vedere Graham”
Il direttore delle luci dei Coldplay Graham ‘Feasty’ Feast, un veterano con alle spalle 6 anni di lavoro insieme alla band, era stato ingaggiato per la prima volta dal progettista luci Paul Normandale per completare l’ultima fase del Viva La Vida tour. Ci ha spiegato la nascita creativa dello spettacolo di luci di questo tour. Con una band che è presente nel mondo musicale da tanti anni è comprensibile che i fan vengano ai concerti aspettandosi effetti visuali associati ad alcune delle vecchie canzoni: “Durante le fasi iniziali della pre-produzione le vecchie canzoni come Yellow e The Scientist erano state dapprima lasciate da parte. Nel caso delle canzoni più recenti, Paul osserva la situazione generale e Ben dà spesso un fondamentale contributo dal punto di vista degli effetti visuali di quello che vogliono realizzare. Ci sediamo e studiamo una dinamica per il brano in questione, discutendo della sequenza di colori sia per le luci che per le immagini video.” Feasty ha anche sottolineato come la band partecipi fin dall’inizio al processo creativo, esprimendo opinioni su quello che piace o non piace loro.

I fornitori di lunga data dei Coldplay, della Lite Alternative, hanno fornito un sistema di controllo completo che include due High End System Hog 4 (uno principale e uno che funge da back up). “Le console sono come le macchine,” ha spiegato Feasty. “Ti portano dal punto A al punto B e ciò che fa la differenza è il percorso. Ma per questo tour, l’Hog 4 è stato senza dubbio efficiente.” Il progettista delle luci ha continuato descrivendo l’attuale tour come un vero spettacolo dal vivo. Ha spiegato: “Questo progetto non può contare su una tabella temporale, ma è un processo ‘’naturale’’ in termini operativi.” Lo si può capire durante il concerto quando il cantante Chris si rivolge direttamente a Feasty, chiedendogli di accendere le luci per vedere meglio l’oceano di fan che ha di fronte. Per il networking del tour è stato scelto il Sistema Luminex RDM che, secondo Feasty, ha funzionato in modo fantastico.”

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Normandale ha descritto alcuni dei fissaggi fondamentali. “In tutto abbiamo sedici Martin della Harman MAC Vipers insieme a 45 MAC Auras, 14 wash MAC Quantum, 18 MAC Viper AirFX e 12 MAC Axiom (per i dettagli visitare il sito http://www.martin.com/en-us/product-details/mac-viper-profile).” Feasty ha aggiunto: “Abbiamo ricevuto i nuovi Axioms solo tre settimane fa e sono fantastici. “Inoltre sul supporto sono stati montati tanti Clay Paky Sharpys (74 in totale) e anche 60 Ayrton Magic Dots. “I Magic Dots sono fissati sul supporto dietro alla band e sono sottoposti a mappatura dei pixel attraverso l’Hog 4,” ha spiegato Feasty.
La Lite Alternative ha anche fornito una selezione di sistemi ProLight LED della A.C. Entertainment Technologies (AC-ET). Normandale ha specificato: “Avevo bisogno di un sistema IP-rated wash – e un blinder – che fosse affidabile e facilmente utilizzabile dallo staff. In uno stadio le attrezzature sono esposte a dei rischi e questo tour non ha fatto eccezione, essendo esposto alle condizioni atmosferiche. Quindi avevamo bisogno di attrezzature robuste, durevoli e resistenti alle intemperie. Fortunatamente la ProLights Arena COB4 ha soddisfatto queste esigenze.” Le 60 ArenaCOB4 hanno fornito illuminazione dall’alto e lateralmente per la band insieme ad altri 25 ArenaCOB4-Halos in sostituzione ai tradizionali 4-lite DWE blinder. “Le due attrezzature sono diventate un pilastro dell’offerta di materiale a noleggio della Lite Alternative,” ha affermato Feasty.
Un altro prodotto ProLights utilizzato nel tour sono stati i LUMIPIX 16H LED che sono stati posizionati sotto ai riser. Normandale ha anche utilizzato i ProLights StudioCOB UV LED PAR. Con una varietà di opzioni di lente, l’alta potenza e non caratterizzati dalla fragilità delle tradizionali UV gun, gli StudioCOB UV hanno offerto alla produzione una soluzione robusta e adatta agli eventi negli stadi per l’illuminazione UV. Sulla struttura sono stati montati anche 18 Philips Vari-Lites and 29 TMB Solaris Flares.
Tutti i riflettori orientabili sono stati forniti da Robert Juliat, otto in totale, usando sia i 4k che i 2.5k Lancelots Cyrano. Feasty ha commentato, “Entrambi sono molto validi.”

L’affare di Strictly (FX)
I Coldplay sono sinonimo di effetti speciali, dagli enormi coriandoli ai concerti con i laser. A Head Full of Dreams non ha fatto eccezione. La produzione ha ingaggiato ancora una volta il designer di effetti speciali David Kennedy e il loro fornitore di lunga data Strictly FX, per ricreare la visuale panoramica piena di colori, per il più grande spettacolo dei Coldplay fino ad oggi. “Abbiamo incontrato i Coldplay per la prima volta nel 2008 durante il Viva tour e quindi abbiamo conosciuto la band e la loro squadra creativa davvero a fondo.” Inizia a spiegare Kennedy. “Appena furono scelti i progetti iniziali per il tour attuale siamo stati contattati da Paul Normandale e Phil Harvey per parlare delle nostre idee ed iniziare a realizzare il modello degli effetti speciali.”

La scelta dei laser ha tratto vantaggio da una delle più grandi espansioni del dipartimento degli effetti speciali in questo tour. “Durante il Mylo Xylototour iniziammo con 6 elementi, successivamente potenziati ad 8 a metà del tour. Questa volta ne abbiamo 40!” L’operatore dei laser Mike Hartle si è occupato di trasportare l’attrezzatura che ha parlato a TPi dell’allestimento degli impianti. “Abbiamo 12 sistemi diretti RGB di uscita delle luci laser che sono equipaggiati con differenti gradienti di diffrazione. Li abbiamo sviluppati noi in collaborazione con la compagnia Lightline. Inoltre disponiamo di 10 sensori laser scanner da 6.5W che abbiamo costruito con la Arctose Lasertechnik, che dispongono anche di gradienti di diffrazione, anche se li utilizziamo per le tradizionali proiezioni animate. Abbiamo anche quattro sistemi RGB da 15W e quattro da 30W, sempre della Acrtose.

Hartle ha spiegato alcune delle difficoltà affrontate dalla divisione laser. “La prima sfida che abbiamo affrontato è stata quella di essere all’aperto ed esposti alla pioggia e alle condizioni atmosferiche. L’esperienza della Arctose di creare sistemi adatti a qualsiasi condizione meteo è stata di valore inestimabile.” Hartle ha continuato a spiegare le misure di sicurezza da mettere in atto ad ogni data del tour. “Per la leg europea non abbiamo proiezioni sul pubblico ma usiamo i gradienti di diffrazione, che possono presentare alcuni problemi. In Europa esistono limitazioni legali e dobbiamo prestarvi molta attenzione. Dato che non c’è una copertura, in ogni città dobbiamo consultare l’aviazione locale per avere il permesso di provare i laser anche all’esterno dell’arena, e se la nostra richiesta viene rifiutata, decidere in quale punto fermare i fasci luminosi. Bisogna stare molto attenti a muoversi nel ‘campo minato’ delle legislazioni europee.” Kennedy ha aggiunto: “Quando si tratta dei laser, siamo estremamente consapevoli di dover lavorare in sicurezza. Per questo tour abbiamo un sistema di laser davvero robusto che rassicura chi viene a ispezionare il luogo del concerto. Le informazioni sono facilmente leggibili con la massima accessibilità al controllo.”

La Strictly FX ha anche fornito due tipi di distribuzione dei coriandoli. Nel primo caso i cannoni di coriandoli per gli stadi con un getto unico che ricordano le polveri colorati indiane – e richiamano il video di Hymn For the Weekend dei Coldplay. “Stavamo valutando se creare effetti di separazione dei colori per il futuro,” ha dichiarato Kennedy. “Abbiamo fatto centro stavolta. É l’inizio perfetto del concerto ed è davvero fantastico.” Sono stati usati anche 20 Confetti Cobras della Strictly FX. “I nostri Cobra producono getti di CO2 e la loro portata è incredibile, possiamo riempire l’intero stadio.” È stato uno spettacolo da togliere il fiato vedere quanto velocemente i Cobra sono stati in grado di riempire lo stadio con i due getti, anche se, mentre si cerca l’uscita alla fine del concerto, è stato difficile non pensare a quelli che avrebbero dovuto spazzarli via in un paio d’ore per ripulire lo stadio.

Un nuovo elemento al sistema di effetti speciali della Strictly è stata una selezione di fuochi d’artificio. “Per la maggior parte del tour li abbiamo posizionati tutti sulla copertura,” ha spiegato il capo staff Brook Blomquist. Comunque, per l’abbondante pioggia caduta a Copenhagen la sera prima del concerto, abbiamo deciso di chiudere la copertura dell’arena. “Data la dimensione dei fuochi d’artificio, non puoi semplicemente smontarli e metterli sul palco, quindi abbiamo dovuto modificare leggermente il set up e portarli a terra.” Parlando con Blomquist prima dei cancelli, gli altri otto membri della SFX stavano lavorando duramente per ricalibrare i fissaggi per assicurare che gli elementi pirotecnici non fossero danneggiati per regalare ai Danesi di Copenhagen il completo show dei Coldplay.

Kennedy ha riassunto per TPi i suoi pensieri conclusivi: “È stato fantastico lavorare ancora con i ragazzi. Ci ascoltano davvero quando abbiamo idee e si crea un ambiente di lavoro davvero familiare. Durante il processo creativo, così come per la supervisione di tutti gli schemi per i colori per assicurare che tutto risulti logico, ogni divisione dà spazio all’altra. Per esempio, in alcuni momenti i laser sono davvero ‘pesanti’ e quindi Graham abbassa le luci del concerto per dare ad ogni divisione la possibilità di brillare!”

Braccialetti per la Band
Nel 2012, durante il Mylo Xyloto tour, i Coldplay e la loro squadra creativa volevano disperatamente offrire qualcosa di innovativo per i loro show negli stadi. Questo percorso li porta ad incontrare Jason Regler, inventore degli Xylobands, che ebbe l’idea di realizzare braccialetti interattivi a LED che permettevano al pubblico di fondersi in un’unica ‘figura scenica’ e diventare un’estensione del progetto dello stesso concerto. I braccialetti interattivi a LED sono stati usati durante quei concerti e hanno suscitato l’interesse dell’industria della musica live e furono incredibilmente apprezzati dai fan; quindi è stato naturale per il team creativo presentarli ancora una volta.

La TPi ha parlato con l’operatore degli wristband, Antony Burry, sull’impegno logistico di ‘’accendere’’ ogni elemento del pubblico: “Per ogni data di questo tour, abbiamo usato circa 47.500 braccialetti che venivano consegnati a tutto il pubblico all’entrata nello stadio. Ovviamente si è liberi di portarseli a casa, ma promuoviamo la loro restituzione fornendo dei contenitori dove riporre i braccialetti alla fine dell’evento.” I braccialetti sono stati aggiornati rispetto all’ultima volta che in cui sono stati utilizzati in un tour. Adesso contengono un circuito di LED RGB e un nuovo sistema di localizzazione, e offrono quindi una gamma più ampia di opzioni creative. Tutte le accensioni LED dei braccialetti sono azionate dal software dedicato, che è gestito attraverso un computer portatile che manda il segnale ad trasmettitore situato sulla consolle di controllo. Il ricevitore degli Xylobands ha un range operativo impressionante, 800 metri, con copertura in un raggio di 1.600 metri. “Il range è ottimo e non abbiamo problemi a raggiungere tutti i settori dello stadio,” ha commentato Burry che ha aggiunto, “L’altro vantaggio è che usiamo radiofrequenze per controllarli e quindi non si hanno problemi in caso di brutto tempo, cosa fondamentale dato che suoniamo all’aperto in ogni condizione atmosferica.”

Il futuro degli Xylobands si preannuncia ‘luminoso’ dato che lo stesso Regler ha rivelato che ci sarà un nuovo sistema di trasmissione rivoluzionario che arricchirà il già ampio range di effetti disponibili e che gli Xylobands saranno migliorati e resi più luminosi; quindi restate sintonizzati.

Audio
Le necessità di audio sono gestite dalla Wigwam Acoustics. Affiancando il capo designer audio dei Coldplay alla console di controllo, Tony Smith, alla TPi è stato raccontato del tempo che trascorre con la band e della loro rapporto con la Wigwam. “Sono con la band dal Rush of Blood tour del 2002. Abbiamo iniziato a lavorare con la Wigwam in occasione di quel tour quando ci fornì alcuni altoparlanti. Se la memoria non mi tradisce, sono diventati il nostro unico fornitore per l’X& Y tour dato che ci hanno soddisfatto in tutto. Il progetto è parecchio complicato in questo tour e ci hanno davvero aiutati a realizzarlo.”

Per il tour attuale la Wigwam ha fornito un sistema di altoparlanti (d&b Public Address System) con un componente principale con quattordici J8 e quattro J12 con nove subwoofer. I componenti laterali sono composti da sedici J8 e da un supporto curvato a 270°C di sedici altoparlanti e sedici INFRA subwoofer con un supporto frontale con otto YP. Ci sono anche quattro torri con sedici J8 ciascuna supportati da più J12. Smith ha anche progettato un sistema ad anello, con otto supporti di 8V8 e due supporti con 8 V12. Tutto il sistema è gestito da ArrayProcessing.

Smith ha dichiarato che il d&b’s ArrayProcessing è stato uno strumento di estremo valore in questo tour. Fu usato con i 146 D80 che sono stati distribuiti sui supporti. “Per i supporti delle torri sotto al palco gli agganci per gli altoparlanti J sono davvero vicini. Senza il d&b array processing non mi sarei azzardato a progettare in questo modo.” Questa è stata la prima volta in cui Smith ha usato l’array processing in un tour dei Coldplay, dopo aver testato il sistema in qualche data del tour di Ghost Stories. “É un valore aggiunto non solo per noi della console di controllo ma anche per il pubblico. Crea una sorta di ‘democrazia’ per gli ascoltatori, lo slogan di sempre della d&b’. Non offre solo una migliore copertura ma anche uno spettro sonoro migliore per il pubblico seduto sulle tribune e offre una continuità tra i supporti audio principali e quelli laterali.”

Dopo aver ultimato il sistema audio, lo specialista digitale della Wigwam, Alex Hadjigeorgiou, e il responsabile fornitori, Chris Hill, hanno preso in carico la gestione tecnica per creare lo ‘’scheletro’’ dell’ultimo tour della band. Smith aveva già inserito molti sistemi Optocore nella console DiGiCo SD7, ma in questo tour la squadra audio ha potenziato il sistema con l’aggiunta di un nuovo Route66 AutoRouter fornito dal partner BroaMan.

“Il principale obiettivo era progettare un sistema che permettesse al sistema d&b audiotechnik array di essere modulare ed adattabile – dato che alcuni concerti necessitano di una diversa gestione audio,” ha spiegato Hadjigeorgiou.

Il nuovo Route66 AutoRouter costituisce una soluzione più elegante. “Ho discusso dell’idea e dopo aver mostrato l’efficienza dell’unità, ho basato il mio progetto iniziale su quella,” ha continuato il progettista.
Alimentato dalla Optocore, il Route66 AutoRouter è compatibile sia con Optocore che con DiGiCo, e crea una ‘stella’ ridondante che ricalca la topologia circolare della diffusione sonora. Il Route66 trova automaticamente i dispositivi mobili e remoti, chiude il loop dell’Optocore e gestisce i commutatori audio per stabilire la ridondanza. “In parole semplici, il Route66 è il cervello ‘pensante’ (della squadra audio) quando si tratta della connessione dei cavi – e della velocità di messa a punto dello show – che permette di lavorare sul sistema di controllo principale senza i problemi di ritardo dovuti alla forma circolare della fibra ottica del sistema,” ha spiegato.

Smith ha commentato sulla proficua collaborazione lavorativa: “Dopo aver compreso le nostre necessità, Alex ha sviluppato una soluzione adatta, non solo per i segnali ma anche per la durabilità, e la qualità ‘plug and play’ che è richiesta durante il tour.” A Jack Murphy, ingegnere dei sistemi, la flessibilità del nuovo sistema è piaciuta molto: “Il Route66 è fantastico. Ogni giorno colleghiamo tutto con un ordine diverso e il sistema è in grado di ristabilire le connessioni senza influenzare negativamente l’audio..”

In trincea
Nascosto nelle profondità del palco è l’ingegnere dei monitor, Chris Wood. Veterano, da 16 anni al lavoro con la band, Wood iniziò a lavorare per i Coldplay come attrezzista. Un anno più tardi, l’attuale ingegnere dei monitor dovette abbandonare l’incarico e Wood colse l’occasione di lavorare dietro alla console.

Per il controllo dei monitor, la Wigwam ha fornito per il tour un DiGiCo SD7 e secondo Wood, “È una delle poche console mi permettono di avere tutti i canali che mi servono. Attualmente sono 140 e 5 liberi.”

Gli in-ear monitor scelti sono stati gli SR2000 della Sennheiser. In tutto 14 canali senza fili in-ear; Quattro per la band e il resto dello staff. Nonostante la band si affidi a questi dispositivi, hanno ancora qualche altoparlante sul palco soprattutto per il bassista, Guy Berryman. “Abbiamo un paio di d&b audiotchnik M2 e anche shaker fissati sul lato inferiore del palco,” ha affermato Wood.

I microfoni usati per il tour sono prodotti Shure, con tecnologia wireless UHF-R. “Per la parti vocali di Chris usiamo lo Shure SM58,” ha spiegato Wood, che aggiunge “ne usiamo quattro per lui sul mainstage più un altro paio sui B e C stage. Sono attivati uno alla volta. Il mio obiettivo principale durante il concerto è gestire la parte cantata. Ma con tutti i microfoni di Chris, insieme a quelli degli altri membri della band, mi tengo parecchio occupato.”

Trasporti
I trasporti per la leg europea sono forniti dalla Stagetruck with Beat The Street, con i pullman per lo staff. Will Johns, manager delle operazioni alla Stagetruck ha discusso il coinvolgimento della compagnia per il tour: “Abbiamo fornito 32 autocarri con rimorchio Megacube per la produzione principale, insieme a un Megacube per il merchandise di Live Nation e un autocarro con rimorchio a due piani per ciascuno. Necessitavano di oltre 45 piedi si spazio, non sufficienti per garantire due autocarri, quindi avere due piani consente di avere quasi 90 piedi di spazio.” La Stagetruck ha lavorato con i Coldplay per tanti anni, cominciando dal Viva La Vida tour. “É stato sempre un piacere lavorare con loro, hanno un ottimo staff, dal manager di produzione Bill Leabody, al coordinatore di produzione Nichole Massey e al manager del palco Fin. Si lavora benissimo con tutti. Nel tour ci sono state alcune tappe complicate da affrontare che necessitavano il doppio autista, non ci sono stati problemi.”

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Fin dall’inizio del 2000 Beat The Street ha lavorato con i Coldplay e, secondo il direttore e proprietario, Jörg Philipp, è un rapporto lavorativo di cui va molto fiero. Ha aggiunto: “Siamo stati con la band per quasi 16 anni, ma abbiamo lavorato con Bill da metà degli anni '90. Tutte le persone del loro staff sono deliziose. Ciò dimostra che si può fare un grande tour rock, senza giochi di potere. La loro agenda era molto serrata ed è stata una grande sfida per loro, che hanno viaggiato in lungo e in largo per il Regno Unito e l'Europa continentale. Ad un certo punto del tour hanno suonato a Glasgow, poi a Zurigo per poi tornare a Londra, Amsterdam e successivamente a Glastonbury.

Hanno percorso gli stessi tratti di viaggio molte volte, per tantissime miglia di strada e il tour ha sempre richiesto il doppio autista. Ma è stato un altro grande tour. Anche se è stato un duro lavoro, tutti i nostri autisti hanno riferito che si sono trovati benissimo.”

L'ultimo tassello del puzzle dei trasporto è stato gestito dalla Global Motion che fornisce veicoli a noleggio. Adam Hatton della Global Motion ha spiegato: "Con un tour di queste dimensioni dobbiamo essere coinvolti fin dall'inizio nell’organizzazione. Con la grande quantità di apparecchiature da spostare (sopra le 200 tonnellate), trasportare fisicamente il materiale da un concerto all’altro è un fattore limitante per le date del noleggio e dobbiamo essere informati da chi si occupa del noleggio". La Global Motion ha gestito i trasporti per le attrezzature in aggiunta a eventuali ricambi, inclusi i braccialetti. "Il Sud America è stato problematico per questo, dato che i viaggi erano in media di 20 ore, per trasportare 100 tonnellate di attrezzatura da una location all’altra. Una squadra di quattro persone ha viaggiato in aereo per gestire il montaggio e smontaggio del set e tutto ha funzionato. Tra Santiago e Lima abbiamo avuto un problema tecnico su un aereo ma siamo riusciti a procurarci un aereo di riserva e caricare tutto prima delle nove del mattino del giorno dello spettacolo!” Hatton ha espresso il suo pensiero sul tour: “In genere lavorare al tour è stato piacevole. È un progetto impegnativo con le sue problematiche, però la maggior parte dello staff è con la band da anni ed è un bell’ambiente di lavoro.”

Backstage
All'inizio della giornata, mentre si smistavano i pass di produzione per il tour, la Tpi ha parlato con il capo della sicurezza, Jackie Jackson. Dopo aver lavorato in modo non continuativo con la band per quasi una decina di anni, l'ingresso di Jackson nel mondo della sicurezza dei tour ha a che fare con il voler rompere i pregiudizi di genere: "In passato ho lavorato nel campo dell'istruzione e nel tempo libero facevo lavoretti di gestione della sicurezza. Ma mentre lo facevo ho cominciato a sentire che occuparsi di sicurezza non era ‘per donne’. Non ci potevo stare! Così ho deciso di dare tutti gli esami importanti e ho iniziato la mia nuova vita nella gestione sicurezza nei tour. Per molto tempo sono stata l’unica donna che conoscevo in quell’ambiente quando incontrai Kim-Maree Penn che lavorava nel team di sicurezza personale della band. È bello avere due femmine di lavorare in questo campo, nello stesso tour!"

Dopo aver trascorso 10 anni con la band, la Jackson ha potuto osservare la naturale evoluzione delle misure di sicurezza: "La band e la produzione hanno un atteggiamento certamente rilassato, ma per il modo in cui il mondo è cambiato, abbiamo dovuto diventare molto più esigenti sul nostro modo di gestire la sicurezza. Tutte le credenziali devono essere sistemate e ora dobbiamo aggiungere altre misure, come ad esempio i cani antidroga. Comunque, è tutta una questione di trovare un equilibrio. L'ultima cosa che vogliamo è diventare pesanti. Detto questo, però, vogliamo che tutti si sentano davvero al sicuro. È un equilibrio. E credo che lo stiamo facendo nel modo giusto."

Dell’alimentazione dello staff durante il tour si occupa la Eat to the Beat (ETTB). Susanne Traynor, manager di ETTB, che supervisiona il supporto dei concerti dei Coldplay, ha coordinato la logistica del tour dalla sede centrale di ETTB a Chesham, Buckinghamshire, oltre a lavorare in loco per molte delle date europee. "L’A Head Full of Dreams tour è un grande spettacolo e una grande sfida logistica. I Coldplay hanno uno staff numeroso, incluso il team di produzione, gli equipaggi e gli autisti che hanno bisogno di avere i pasti per ogni data. In Europa abbiamo gestito il catering per circa 180 persone dello staff per ogni data, più 50 persone per la festa della band" ha detto.

Una giornata tipica del tour prevede che la ETTB cucini e serva pranzo e cena per tutto lo staff e gli artisti, offrendo un menù da ristorante di alto livello per soddisfare ogni necessità, anche per vegetariani, senza glutine e per molte altre esigenze dietetiche. Traynor ha detto: "Se la band si esibisce per serate consecutive la nostra squadra pernotta in hotel. Quando la band si sposta, il magazzino della ETTB rifornisce i pullman dello staff dei Coldplay con bevande, panini e snack, per lo spostamento verso la prossima destinazione. Inoltre carichiamo il nostro autocarro con l'aiuto di staff locali, ci facciamo una doccia e ci dormiamo sopra per essere pronti al lavoro alla fermata successiva.

"È impegnativo e non ci si annoia mai. Viaggiare può essere difficile, ma è divertente lavorare al fianco di una grande produzione, il loro staff e gli artisti. Tutti lavorano veramente per tante ore in un ambiente molto dinamico, e quindi avere il buon cibo a disposizione tutto il giorno è di vitale importanza per essere freschi e pieni di energia".

Up&Up
Anche se la data di Copenhagan ha segnato la fine del tour europeo dei Coldplay, il viaggio per la band e lo staff è tutt'altro che finita, con la produzione che si sta preparando per un volo di prima mattina per New York. Un’agenda così estenuante potrebbe spaventare anche i viaggiatori più estremi, ma una cosa che la TPi ha capito dal tempo trascorso in tour con i Coldplay è che ogni membro dello staff è davvero dedito al suo lavoro e nutre un amore puro per l’industria delle produzioni live. Per chiunque legga questo articolo negli Stati Uniti, procuratevi un biglietto!

Informazioni aggiuntive

  • Fonte: http://www.tpimagazine.com/coldplay-a-head-full-of-dreams/
  • Autore: Stew Hume
  • Traduzione: Elena
Elena

Mi definisco "Appassionata per caso" dei Coldplay. Siamo nel 2003, compro AROBTTH in un negozio di CD usati, perchè mi piaceva In My Place. Da quel momento non mi hanno più abbandonato, grandi interpreti di parte della mia vita. Con grande piacere entro a far parte della formidabile squadra di Coldplayzone come traduttrice.

In My Place.