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[Coldplay.com] Intervista a Misty Buckley sulla Cerimonia di Chiusura delle Paraolimpiadi

Domenica sera, i Coldplay si esibiranno alla Cerimonia di Chiusura delle Paraolimpiadi di Londra 2012 nello Stadio Olimpico della città. Abbiamo incontrato la direttrice artistica/scenografa della cerimonia, Misty Buckley, per saperne di più sul suo lavoro con la band per la cerimonia di domenica...

Ciao Misty, per favore potresti dirci come sei arrivata a lavorare con i Coldplay?
Io e mio marito siamo i direttori creativi del Parco olimpico e di diverse aree del Glastonbury Festival. Gli organizzatori Emily e Michael Eavis hanno un rapporto molto stretto con la band dato che si è esibita molte volte al festival e si sentono molto legati ad essa. Credo che abbiano parlato della cosa. Ho lavorato per la prima volta con la band per il video di Christmas Lights.

Sei stato soddisfatta di come è risultato il video?
Sì. Fantastico. Avevamo solo 10 giorni per trovare la location, decidere la scenografia e costruire il set. Il set era un teatro mobile piuttosto complicato con un arco, le quinte e un sistema di tiranti per ogni parte del set per farlo 'muovere' durante tutta la canzone. E' stato bello lavorare con il regista Mat Whitecross e abbiamo riso molto per cercare di creare i trucchi delle foreste che lasciano spazio ad una scena a sfondo arabeggiante retroilluminato...un razzo e comete mentre sul retro passa il carrello con gli Elvis che cantano immersi nella neve. Non cosa ci sia venuto in mente. C'erano -2 gradi e abbiamo girato a South Bank due giorni prima della tempesta di neve nel dicembre 2010. Non ho mai avuto così tanto freddo in tutta la mia vita. Penso che lo staff abbia appena perdonato me e Mat per avei fatto passare loro quei momenti. Ma i risultati sono stati bellissimi.

Poi il gruppo ti ha chiesto di lavorare sulle scenografie per i concerti ai festival, con Glastonbury, ovviamente, in cima alla classifica. Com'è andata?
E' stato davvero emozionante, perché era come giocare in casa. Ho avuto una sensazione istintiva di cosa avrebbe funzionato a Glastonbury e di cosa era adatto. Abbiamo voluto creare un ambiente ispirato al mondo di Mylo Xyloto, il personaggio che sta dietro l'album. L'idea alla base era una sfera di energia che emanasse luce e colore. E' stato importante incorporare luci al neon, laser, colori fluorescenti e un'atmosfera pittorica .... fondere una tecnologia più avanzata con un tocco di manualità. La band era diposnibile ad utilizzare graffiti in un modo nuovo, offrendoci una sfida davvero emozionante. Questo fu l'inizio di una grande collaborazione creativa con la band, il designer delle luci Paul Normandale e Phil Harvey, direttore creativo della band.

E siete stati voi a far entrare nello staff Paris?
Si, abbiamo fatto conoscere noi Paris, il nostro artista graffiti preferito, con cui abbiamo lavorato per anni e lui ha ovviamente accettato la sfida. Abbiamo discusso - a lungo! - lo stile dei graffiti.Volevamo abbandonare i graffiti tradizionali e sviluppare il nostro stile personale, ispirato al lavoro di Jean-Michel Basquiat e Picasso. Abbiamo seguito alcuni workshop con la band in cui tutti avevamo la possibilità di esplorare e sperimentare con le bombolette spray, i colori acrilici, le vernici fluorescenti e i pennarelli. I risultati sono stati straordinari. Paris porta grandi 'luce' e creatività.

Come hai lavorato a stretto contatto con la band sulle scenografie?
Abbiamo lavorato molto da vicino con la band su tutte le diverse forme e sugli sviluppi delle varie scenografie. La band è profondamente affezionata alla creatività visiva, il tutto in combinazione con il concept album e i testi costituiva una ricca tavolozza con cui lavorare. Ho sempre fare un modello in scala del set, in modo che la band potesse avere il senso dello spazio. Si crea un punto di fuoco comune e ci si può sedere intorno al modello e spostare vari pezzi di set e glischermi fino a al momento in cui tutti siamo soddisfatti... Io amo lavorarci. Lo trovo molto stimolante.

Glastonbury deve essere stato un punto culminante per te, con il Pyramid Stageilluminato e l'incredibile risposta del pubblico.
Favoloso. È stato molto commovente.

Come avete fatto a trasformare il set per i concerti negli stadi?
Dato che abbiamo iniziato con un racconto da Mylo Xyloto, l'ampliamento per adattarci alle location ha significato dipingere un muro di graffiti. Il tutto è diventato migliore e più ricco quando abbiamo aggiunto livelli diversi e siamo andati oltre ai confini di ciò che si poteva ottenere. Avevo disegnato dei fiori di filo elettroluminescente per i concerti ai festival che cresceva per fiorire poi intorno alla band. E' stato sviluppato e costruito ... allargandolo a 5 schermi giganti da 13 metri di diametro attorno al palco. Il graffiti è un gioco di livelli, strati, lasci al tua firma ma non ne sei troppo geloso. Si deve continuare a re-inventare e ad aggiungere livelli, per cui si percepisce solo una parte di quello che c'era prima.

Hai potuto andare a molti dei concerti?
Sono stata al maggior numero possibile .. ma ho avuto il mio primo figlio, mentre stavo progettando Glastonbury e la la cerimonia di chiusura delle Paraolimpiadi. Quindi è stato un anno molto impegnativo!

Sei stata tu che ha reso possibile la partecipazione dei Coldplay alla Cerimonia di Chiusura delle Paraolimpiadi?
Si, se en era parlato! Kim Gavin (il Direttore Artistico) ed io abbiamo presentato le nostre primissime idee e i disegni alla band. Penso che abbiano detto di sì prima che Kim avesse terminato la seconda frase.

Sembra che ci sia stato un sacco di lavoro da fare per la cerimonia.
Una quantità incredibile di lavoro. Data la natura dello show, abbiamo deciso che la soluzione migliore era quella di costruire tutto da soli, piuttosto che affidare tutto a terzisti. Così abbiamo creato un laboratorio enorme nei pressi dello stadio Olimpico e abbiamo formato una squadra artistica di saldatori, ingegneri, meccanici, falegnami, pittori, costumisti di scena e produttori di struttute per palchi. Abbiamo contattato artisti da Glastonbury tra cui Joe Rush e la compagnia Mutoid waste per la realizzazione dei miei progetti e per rendere queste strutture inusuali.

Ci puoi dare qualche anticipazione di cosa ci aspetta per la notte di Domenica?
Non voglio dire niente per scaramanzia .. ma se tutto va bene, allora si dovrebbe vedere uno spettacolo molto creativo ed emozionante. Un' enorme quantità di amore è stata riversata in questo spettacolo.

Infine, chiediamo a tutti gli intervistati su Coldplay.com, qual è la tua canzone preferita dei Coldplay?
Charlie Brown ... Mi tira su... Mi fa pensare a scoppi di colore, al Festival di Glastonbury, al mio bambino e all'anno più felice della mia vita .... E abbiamo avuto un momento fantastico proprio durante questa canzone!

Elena

Mi definisco "Appassionata per caso" dei Coldplay. Siamo nel 2003, compro AROBTTH in un negozio di CD usati, perchè mi piaceva In My Place. Da quel momento non mi hanno più abbandonato, grandi interpreti di parte della mia vita. Con grande piacere entro a far parte della formidabile squadra di Coldplayzone come traduttrice.

In My Place.