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[Coldplay.com] Intervista a Simon Williams, fondatore della Fierce Panda

Ciao Simon. Così sono passati 16 anni da quando hai fondato la Fierce Panda, davanti a una birra con un paio di giornalisti musicali.
É verissimo. Eravamo al Blue Post di Tottenham Court Road a Londra, che ora è diventato un farmacia Boots, purtroppo. Stavamo parlando del panorama musicale del genere chiamato New Wave of New Wave e a come avremmo dovuto celebrare la grandezza delle band di quel genereche pubblicavano i loro dischi.

Questo tipo di conversazioni da ubriachi sono frequenti, ma poi non ne viene fuori nulla.
Certo che si. E penso che ne stiamo prendendo atto anche ora dato che ne stiamo parlando. É il genere di conversazione in cui ci si vede al lavoro il mattino seguente, ci si guarda con un po' di imbarazzo e si prova a ricordare di cosa diavolo si è parlato. Ma in questo caso effettivamente conoscevo qualcuno che ne sapeva in materia di pubblicare dischi, Ian della Damaged Goods. Quindi, prima di schiarirsi le idee sulla sbronza, mi ero messo in contatto con lui che ci disse che poteva aiutarci. Questo è stato un enorme passo avanti senza che ce ne rendessimo conto. Significava che non avremmo più dovuto preoccuparci di come fare le registrazioni, o di metterle in vendita.

Quanto tempo passò tra quella conversazione nel pub e la prima pubblicazione della Fierce Panda?
Circa due mesi. Questo era più o meno il tempo necessario per pubblicare un disco in quel periodo. E noi inconsapevolmente abbiamo inventato l' EP 7'' con sei tracce. In origine doveva essere un 7 pollici con quattro band, ma poi altri gruppi ne hanno sentito parlare e volevano parteciparvi.

L'etichetta è diventata abbastanza famosa in poco tempo?
Si. Noi non sapevamo veramente cosa stessimo facendo, ma abbiamo pubblicato cinque di questi EP nel primo anno e abbiamo raccolto un fanbase di collezionisti. Abbiamo avuto gruppi come Supergrass e Ash in quelle prime pubblicazioni. Abbiamo acquisito abbastanza rapidamente una chiara identità e gente che ci pregava di mettere più materiale.

Quindi quando avete notato i Coldplay per la prima volta?
Nel novembre 1998, al Falcon a Camden. Una delle più puzzolenti venue di Camden. Qualcuno ieri notte ricordava proprio quei momenti in cui si respirava quella sporcizia nei bagni!

Frequentavate quei posti?
Sì, allora ci si incontrava al Bull & Gate, al Dublin Castle o al Falcon. Nel 1998 stavano uscendo band come i Muse e gli Elbow che si esibivano nei loro primi concerti a Londra. Ricordo di aver visto anche i Muse al Falcon. Un altro di quei concerti in cui si riusciva a malapena a respirare.

Non era un luogo particolarmente piacevole dove passare il tempo.
Assolutamente no. Ma non importava alle band come i Coldplay e ai Keane dopo di loro. Suonare in quei posti era quello che facevano. Non c'era una squadra alle loro spalle a decidere il luogo dello svolgimento del prossimo concerto e ad insegnare loro come sfruttare i fan, che è quello che succede con le band di oggi. Le persone sono molto più ciniche e arriviste a questo proposito. Sembra ridicolo che una band del calibro dei Coldplay arrivi da un posto con un bagno così orribile come quello del Falcon.

Ricordi bene la prima volta che hai visto i Coldplay?
Sì, si contraddistinguevano, perché erano assolutamente fantastici. Ricordo che c'era tantissima gente, ma non c'erano personalità dell' industria musicale. É abbastanza singolare per un gruppo di tale calibro avere una stanza piena di loro fans, senza essere spazzatura. Ma le canzoni erano eccellenti, la band ha saputo catturare il pubblico e mi hanno colpito sotto tutti gli aspetti. Avevano già suonato In the City e cose del genere, ed io ero alle prime armi come talent scout. Ma penso che eravamo al posto giusto al momento giusto. Ed eravamo l'unica etichetta indie che si sarebbe occupata di una band di questo genere, perché non avevamo un programma già fissato. Altre etichette si sarebbero preoccupate del fatto di inimicarsi il pubblico che comprava i loro dischi, ma noi non avevamo questi problemi. Non abbiamo mai preteso di essere 'cool'!

Certamente non rientravano nel panorama musicale di allora.
Infatti. Programmavano loro la loro agenda. Questo è ciò che li ha contraddistinti dagli altri - non c'era niente come loro, e non si atteggiavano fingendo di essere qualcun' altro. La scena indie era un po' confusa allora. C'era un po' di buon materiale indie-pop punk, ma nessuno con la musicalità e la grazia dei Coldplay.

Hai parlato con loro quella notte?
Sì, è sempre una questione di ubriacarsi e di battere il ferro finché è caldo! Ho chiesto loro se volevano pubblicare un singolo con Fierce Panda e così iniziò una bellissima collaborazione.

Successivamente diedi loro dei soldi per registrare un singolo.
Sì, credo fossero 400 sterline. Andarono agli Station Studios di Southgate, che credo non esistano più, proprio come per qualsiasi pubblicazione della Panda.

Gli hai detto quali canzoni registrare e cose di questo genere?
Penso che se mi aveste chiesto quale canzone avrei davvero voluto tra tutti i primi demo, avrei detto Shiver. Ma normalmente lasciamo decidere alle band. E i Coldplay scelsero una canzone che non era mai stata sentita prima, in Brothers And Sisters. É una buona canzone. Ma sei mesi dopo, scrissero Yellow, che modificò il loro livello di fiducia e anche il loro controllo sulla qualità. E così quelle canzoni che avevano tanto successo nei concerti al Falcon improvvisamente non erano di pari qualità a questo posteriore successo.

Eri consapevole del fatto che i Coldplay avrebbero fatto così tanto successo?
Beh, quando vedi 15 band alla settimana, puoi certamente renderti conto di quelle che spiccano di più. Non puoi prevedere se venderanno 50 milioni di dischi, o comunque quanti ne venderanno, ma certamente c'era qualcosa di diverso e sorprendente nella personalità della band. Erano meglio di qualsiasi altra cosa avessi visto quella settimana e meglio di tutti i successivi 20 singoli che pubblicammo successivamente. E da quel punto in poi, è stata una questione di slancio. In tutto il tempo che abbiamo lavorato con il gruppo, non li ho mai visti suonare in una stanza vuota. E ogni volta che suonavano di fronte ad un pubblico nuovo, lo conquistavano molto velocemente. In realtà, sembrava quasi come se qualsiasi band in tour con i Coldplay – come i beniamini della stampa musicale Terris e Bellatrix – fosse immediatamente sconfitta perché i Coldplay in un certo senso catturavano tutte le belle sensazioni e la loro fortuna!

Pensi che il singolo della Fierce Panda abbia cambiato il corso della carriera dei Coldplay?
Beh, è stato non tanto il singolo pubblicato ma piuttosto il fatto che sia stato trasmesso alla radio. Dopo che fu sentito alla radio, l'industria musicale cambiò parere su di loro. Le persone che lavorano come talent scout spesso dimenticano che la maggior parte delle persone conosce la musica con la radio. Così la prima volta che il pubblico ascoltò i Coldplay, non sapevano che Chris assomigliasse a Leo Sayer! Molte delle band osannate dall'industria musicale e dalla stampa non hanno mai avuto una canzone che fosse abbastanza buona da essere trasmessa in radio. Ed è questa la cosa che i Coldplay avevano in più rispetto agli altri.

Il singolo fu anche chartato.
Sì, credo che ottenne la posizione 99 in classifica! Ricordo che ne erano davvero entusiasti.

Hai provato ad ingaggiarli per altri progetti oltre a quello?
Si. Avevamo un accordo con la Mushroom Records e abbiamo disperatamente cercato di ingaggiare i Coldplay. Ma alla fine, la Parlophone li scritturò. E, ad essere onesti, se fossi stato nei Coldplay, anche io avrei firmato con la Parlophone. Erano assolutamente intoccabili in quel particolare momento. E ovviamente se hai una passione per i Radiohead, allora questa è l'etichetta per te. Ma abbiamo assolutamente fatto del nostro meglio per averli con noi.

Doveva essere molto deluso.
Beh, Dio li benedica, abbiamo ricevuto una chiamata da Chris che disse: "Ci piacerebbe portarvi fuori per un drink, siamo ad Hammersmith, ma stiamo partendo per Walthamstow adesso". La Parlophone aveva sede ad Hammersmith, fu allora che ci rendemmo conto. Vennero fino a Londra per dirci faccia a faccia che avevano firmato con la Parlophone.

É stato un comportamento ammirabile da parte loro.
Sicuramente - e mi auguro che la Parlophone abbia pagato per il taxi! Quello che ho trovato affascinante nella band è stata in assoluto la loro grande attenzione per i dettagli. Sono andati alla registrazione del singolo a Walthamstow, e se esci a bere qualcosa con Chris, costantemente ti bombarda con mille domande, ma senza farti sentire sotto interrogatorio. Erano sinceramente affascinati da tutto il processo. E disposti a tutto - anche essere i primi sul cartellone di un posto piccolo come il Bull & Gate. E da tutta questa curiosità e diligenza nasce il loro fascino. Questa è stata la chiave del loro essere band. Ma mi chiedo che vita sarebbe stata per i Coldplay se avessero firmato subito con una major. Sarebbero finiti su NME? Non si fingevano cool, girovagando a Camden cercando di comprarsi della droga. Erano incredibilmente eloquenti, ragazzi alla mano. Detto questo, ho visitato il loro appartamento studentesco della ULU una volta. Era qualcosa di davvero speciale.

In che senso?
Non ho mai visto un bagno così sporco! La gente avrebbe potuto chiamarli Posh, figli di papà, ma di certo sapevano come sopravvivere!

Che pensi delle altre canzoni del Brothers & Sisters EP?
Erano ottime. É un bel EP, anche se credo che di quelle canzoni poi non si fece più nulla. Abbiamo pubblicato due singoli con i Keane e credo che tre di quelle canzoni siano state successi da Top 10. Ma mi ricordo che i Coldplay odiavano le sessioni di registrazione. Non c'è da meravigliarsi se ora hanno a che fare con perfezionisti come Brian Eno. Capivano che si trattava di una sessione da 400 sterline ma lo hanno fatto senza lamentarsi. Ma Chris non è mai stato timido nel storcere il naso sulla qualità della registrazione. Anche allora avevano quella sensibilità commerciale, suppongo.

Da dove viene l' artwork dell'EP?
Penso che sia stato fatto da loro o da un loro compagno di studi. Certamente non è stato commissionato da noi.

Non è la più bella copertina che hanno fatto.
No, affatto. Si riesce a malapena a vedere il loro nome. Ha una sorta di quella vibe cosmica tipica dei maturandi. Ma, ancora una volta, credo che questo dimostri che stessero ancora cercando di trovare la propria identità.

L'EP è ancora disponibile su iTunes. Lo comprano molte persone?
Si, lentamente, anche se non sarò in grado di ritirarlo! C'è ancora un sacco di gente là fuori che ha gli album dei Coldplay che non sa che esiste. Ma è certamente parte della loro storia, accanto al Safety EP.

Come vanno le cose con la Panda Fierce adesso?
Stiamo andando forte. Più forte che mai in realtà. Le etichette major sembrano aver smesso di ingaggiare band di chitarre, così noi possiamo avere l'opportunità di fare un album coi Goldheart Assembly, mentre forse due o tre anni fa sarebbero stati coinvolti in guerre dei talent scout e avrebbero firmato un accordo troppo presto. Eravamo arrivati a un punto in cui sembrava che l'unico motivo per cui si pubblicava con noi fosse perchè potevamo aiutare nell' ottenere ingaggi più prestigiosi. Mentre con i Coldplay, tutti quello che stavamo facendo era cercare di pubblicare un grande album di una band nuova.

Siete ancora in contatto con i Coldplay?
Non proprio. Me lo chiedo spesso, in realtà. Abbiamo lo stesso avvocato e sono stato a un paio di concerti che hanno fatto, ma non ho i loro numeri di telefono. Hanno il loro tour sudamericano da fare e io devo trovare qualcun altro per pubblicare un disco!

Ma la band sembra avere ancora affetto per la Fierce Panda.
Sì, ho bevuto una tazza di tè con loro prima di Natale ed è sconvolgente quanto poco siano cambiati. Hanno mantenuto quella fenomenale etica del lavoro e si sono sempre dimostrati molto grati nei nostri confronti. Credo che questo può essere dimostrato dal fatto che sono venuti da Hammersmith a Walthamstow per darci la notizia. É stato un gesto assolutamente sincero e non dovuto. E non hanno mai negato l'esistenza dell'EP Brothers & Sisters, o ri-scritto la storia per escluderci dal loro percorso.

Così i Goldheart Assembly sono il vostro grande progetto per quest'anno.
Si. Ne ho sentito parlare per la prima volta nel novembre del 2008, perché il loro manager era alla ricerca di un concerto per la nostra serata. Abbiamo finito per farli esibire un paio di volte e piano piano ci siamo sempre più innamorati della loro musica. Sono assolutamente brillanti. Ogni singolo passo fatto con loro è stata una gioia.

Credi che piacerebbero ai fans dei Coldplay?
Sicuramente. Ancora una volta, è una questione di canzoni. Hanno influenze dei Midlake, Fleet Foxes e Low Anthem, ma sono inglesi in tutto e per tutto, e i due cantanti pensano a Lennon e McCartney. Lo chiamano folk, ma per loro è solo pop. Vale la pena di ascoltarli.

E si guarda indietro con affetto, come capo dell'etichetta dei Coldplay?
Sì, assolutamente. Si va via da molti concerti, perché la band fa schifo o si è stufi di pagare 3 sterline e 90 per una lattina di Fosters o è troppo pieno di gente del settore, o altro. Ma posso dire onestamente che il secondo concerto dei Coldplay al Bull & Gate - il party di lancio per il singolo - è stata l'unica volta in cui ho lasciato un concerto, pensando fossero troppo bravi. É stato assolutamente fenomenale. A metà di Shiver, sono dovuto uscire e andare al bar perché stavo cedendo alle emozioni. Erano semplicemente troppo incredibili.

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Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.