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[Tagesanzeiger.ch] Intervista a Will Champion

di Adrian Schräder

Avete provato molto prima dei concerti di questo grande tour o una band come i Coldplay non ha necessità di farlo?
Sappiamo capire come una canzone deve essere per riuscire bene dal vivo, ma non spendiamo molto tempo nelle prove prima di iniziare un tour. Ciò succede prima di andare in studio. É in questo momento che proviamo le canzoni, scartiamo idee e lavoriamo minuziosamente sui dettagli. La stessa cosa accade quando siamo lavorando in studio con i produttori.

Per l'ultimo album uno dei produttori è stato Brian Eno, che ha già aiutato band come gli U2 e David Bowie ad arrivare a fama e successo. Per favore descrivici una giornata tipica in studio.
Di mattina iniziamo spesso con un programma di esercizi musicali. Dovremmo suonare quello che viene in mente, senza focalizzarci su uno scopo preciso – e questo a volte degenera in improvvisazioni jazz. Nel pomeriggio lavoriamo sulle singole canzoni, ma se ci blocchiamo è Brian Eno che ci interrompe e ci fa immediatamente passare alla canzone successiva. Non gli va che ci si focalizzi troppo sprecando tempo.

Ho sentito dire che usate anche delle carte 'magiche'.
Si. Quando non sappiamo come proseguire, Brian arriva con queste carte e noi dobbiamo sceglierne una. In un processo guidato dal caso, le catene di pensieri e la routine dovrebbero rompersi. Sulle carte ci sono scritte cose come "suonatela al contrario," o "semplificate la struttura”. A volte questo ci ha portato a fare cose a cui non saremmo mai arrivati durante il nostro normale 'processo creativo'.

Perchè una band come i Coldplay ha bisogno di un produttore?
Se non ci fosse ci metteremmo un'eternità per registrare un album. Un produttore può dare forma alle idee, sa organizzare le cose.

C'è qualcuno che 'comanda' tra di voi?
Abbiamo trovato il modo di lavorare bene come band. Chris Martin scrive tutte le canzoni, ma quando ci sottopone idee che non lasciano libertà creativa alla band o quando qualcuno di noi non è d'accordo, decidiamo insieme su come proseguire.

La casa discografica EMI sembra 'dipendere' molto dai Coldplay – se un album tarda ad essere terminato, sarà il mercato ad intervenire con forza. Come gestite una rapporto di questo tipo?
Questo non ci preocupa. E comunque non cambia il nostro approccio alla musica. Non scriveremmo mai un album migliore per aiutare la EMI, e allo stesso modo non faremmo mai un album scadente per metterla in difficoltà. Siamo ancora nella posizione privilegiata di poter pubblicare la nostra musica con l'aiuto di un grande gruppo. Fino a che funziona, non c'è ragione di preoccuparsi.

C'è un piccolo problema quando si ha a che fare coi Coldplay a volte: uno ascolta le vostre canzoni, se ne innamora magari e quando vede la band suonare dal vivo, deve condividere questa passione con altre 20000 persone. I Coldplay hanno accettato l'idea di essere una band da stadio?
Se amo una canzone o una band, non penso mai che siano solo di mia proprietà. Assolutamente non potrei pensare una cosa del genere! Voglio dare ispirazione a quante più persone possibile. La musica serve a questo: mette in comunicazione le persone. E ovviamente siamo una sola cosa con la musica, in senso buono, andiamo avanti con lei. Non ho problemi a dirlo. Abbiamo cominciato da musicisti con questa ambizione, e così vogliamo continuare. Ho già sentito dire tante volte: "Questa canzone è stata scritta per essere suonata in uno stadio." É ridicolo. Nessuno lo fa volontariamente. Se una canzone non suona bene quando la si suona al piano da soli in una piccola stanza, allora non riuscirà bene nemmeno in uno stadio. Ci vuole intimità in una canzone perchè essa diventi qualcosa di grandioso. Si può mixare in studio con chitarre e strumenti elettronici. Ma se la canzone non ha un'anima e non ha emozioni, non sarà mai una grande canzone. I Coldplay si sono sempre concentrati sull'anima delle canzoni.

http://www.tagesanzeiger.ch/kultur/pop-und-jazz/Niemand-macht-mutwillig-StadionMusik/story/29786045
(Grazie a Larry di Coldplaying per la traduzione tedesco - inglese)

amsterdam

Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.