Will: 'Siamo davvero fortunati a fare questo lavoro' Will: 'Siamo davvero fortunati a fare questo lavoro'

Will Champion: 'Siamo davvero fortunati a fare questo lavoro'

“C’è un momento subito prima di andare sul palco in cui ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a fare questo incredibile lavoro”

Molti dei membri della crew sono con voi da molti anni. Quale ruolo hanno per voi?
Molti membri della crew sono con noi da più di dieci anni, alcuni c’erano addirittura dall’inizio. Hanno il difficile compito di trasformare le nostre idee in realtà. Creare uno show che possa essere riprodotto dovunque nel mondo e che possa essere impacchettato in dei camion (un sacco di camion) è un grande successo e l’entusiasmo e la dedizione della nostra crew sono ciò che rende possibile tutto questo.

Gli auricolari che indossate durante lo show. Che funzione hanno e che suono percepite rispetto a quello che sente il pubblico?
Indossiamo gli auricolari per una serie di ragioni. Prima di tutto è sicuro per le nostre orecchie perché possiamo controllare il livello del suono sul palco. Secondo, ci aiuta a sentire molto chiaramente le cose che, a livello individuale, abbiamo bisogno di sentire. Per me, ad esempio, è fondamentale sentire il basso di Guy e ovviamente la mia batteria, mentre gli altri ragazzi hanno un mix specificamente fatto per loro. Inoltre quando siamo sul B e C stage c’è un enorme ritardo tra quando sentiamo il suono e quando arriva al pubblico, quindi gli auricolari sono fondamentali.

Ovviamente la parte ritmata è fatta da te e da Guy, quindi sei la persona adatta per dire quanto questa parte apporti al sound dei Coldplay.
Guy è quello di noi che è più versatile musicalmente. Penso che potrebbe letteralmente suonare in qualsiasi band. Ci si può sempre fidare di lui musicalmente e questo è importante perché se il basso sbaglia una nota questo si riflette sull’intera musica. Raramente fa qualche errore. Abbiamo un linguaggio nostro per comunicare durante lo show: consiste in una serie di ammiccamenti e movimenti della testa, alzate di sopracciglia e occasionalmente qualche urlo. Devo comunque sempre avvertirlo quando smettere di suonare The Scientist in ogni caso!

Cosa fate normalmente nelle ore prima di uno show?
Le ore prima di uno show ci rilassiamo nel backstage. Facciamo alcune prove vocali e discutiamo degli eventuali cambiamenti che ci sono stati sul palco. C’è un momento subito prima di andare sul palco in cui ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a fare questo incredibile lavoro.

Come praticante e appassionato di calcio, probabilmente per te è ancora più eccitante suonare in alcuni degli stadi più prestigiosi al mondo.
Adoro suonare negli stadi. Viaggiare con un pallone è il massimo in quei giorni. Avere la possibilità di calciarlo al Maracanà, a Wembley o a Hampden Park è un privilegio.

Come selezionate i vostri supporter per l’apertura degli show?
Cerchiamo di selezionarli in base al bilanciamento del suono e delle voci con il nostro show, e in base alla complementarietà degli stili musicali. Inoltre è un privilegio poter scegliere artisti che ci piacciono e la cui musica rappresenta qualcosa per noi.

Il B stage e il C stage sono diventati una parte importante dello show negli anni. Cosa apportano alla performance?
I due palchi sono, per noi, l’opportunità per entrare dentro alla folla, per connetterci con le persone. Alcune delle venue in cui suoniamo sono molto grandi e non vogliamo che le persone si sentano lontane rispetto a ciò che succede sul palco, quindi portando il palco tra le persone creiamo – spero – l’atmosfera giusta.

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