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Corrado Minervini in una foto di Simona Ardito Simona Ardito

Coldplayzone intervista Corrado Minervini

Il nostro Patrizio ha intervistato Corrado Minervini, l'autore del libro 'Life Is For Living. Testi commentati', edito da Arcana Edizioni e da noi pubblicizzato a più riprese durante gli ultimi tempi. Messa alle spalle la timidezza iniziale, Corrado è stato davvero senza freni nel raccontare i 'suoi' Coldplay e il suo mondo. E siamo convinti che, dopo la lettura di quest'intervista, chi non ha ancora acquistato il suo libro si affretterà ad ordinarne una copia!

Ciao Corrado. E' davvero un piacere intervistarti. Come stai? Ma soprattutto, dove sei in questo momento?
Sto molto bene e sono, in questo momento, negli studi della mia radio dove ho concluso una settimana di lavoro molto dura.

Gli utenti e gli amici di Coldplayzone hanno imparato a conoscerti proprio grazie al tuo ultimo libro, 'Life Is For Living. Testi commentati', da noi ampiamente pubblicizzato e promosso perchè frutto di un'iniziativa davvero interessante: contestualizzare le opere dei Coldplay all'interno di un patchwork storico e nel contempo dare a quest'associazione di idee una tua interpretazione. Un progetto quanto meno ambizioso. Come è nata l'idea di scrivere un libro sui Coldplay, e poi di questo tipo? Saremmo curiosi di sapere se sei stato tu a promuovere la cosa ad Arcana Edizioni (la casa editrice del testo) o il contrario...
La cosa è andata così: c'è una collana che si chiama TXT che si occupa dei testi commentati dei dischi delle band più importanti della storia del rock, e io avevo proposto di scrivere un libro sui Coldplay da dover inserire in una collana che vanta praticamente tutta la storia del rock, dai Beatles agli U2, dai Nirvana ai Led Zeppelin. Via via che lo scrivevo, però mi sembrava riduttivo scrivere un libro di sole e pure interpretazioni dei testi, e quindi è nato - in corso d'opera - il desiderio di raccontare un decennio intero e sicuramente i Coldplay sono stati la band più rappresentativa degli anni zero. E' stato perciò questo il motivo per cui ho scelto questo percorso letterario e ho scelto di farmi accompagnare dai Coldplay nel racconto di un decennio che è stato davvero di grandi trasformazioni, talvolta anche drammatiche. Inizialmente tutto è nato dallo spunto di voler raccontare delle canzoni attraverso delle parole chiave, ma poi è diventato qualcosa di più grande, certe volte anche un gioco (ride, ndr). In realtà ho sempre pensato che tuto quello che viviamo diventa parte di quello che scriviamo e quindi automaticamente la storia è entrata nella storia dei Coldplay.

Il tuo scritto è davvero ricco di contenuti, spunti e idee che sono senz'altro la tappa finale di tue ricerche, approndimenti, analisi e recruiting di informazioni. Quanto tempo ti ha portato via la stesura del testo? Non dev'essere stato esattamente un attimo!
Il libro mi ha 'preso' sei mesi di vita. Ho iniziato a scriverlo, ricordo la data, il 13 agosto 2010, giorno in cui peraltro andavo in ferie e quindi ho dedicato tutte le mie vacanze a scrivere il testo. E' stato in quel momento che è esploso tutto, perchè si trattava di un progetto che doveva essere di circa 300 pagine e che poi si è protratto a 580 pagine. Il mio lavoro è terminato agli inizi di Gennaio 2011. Sei mesi pieni di musica, pieni di ascolti e belle letture, grazie anche ai Coldplay.

Interviste e dichiarazioni della band, intuizioni, collegamenti, sensibilità. Quali di queste componenti hanno pesato di più nella stesura dell'interpretazione? E da quali hai avuto il più grosso colpo di scena? Sai, uno di quei fatti che non pensavi mai di poter venire a sapere 'studiando' i Coldplay...
Direi nella misura del 25% per ciascun aspetto, nel senso che una parte deriva dalle interviste dei Coldplay, un'altra dalle analisi che indubbiamente ho confrontato con altri autori e con altri libri che erano stati già scritti sulla band, poi un'altra parte è venuta fuori dalle mie esperienze letterarie e dalle mie conoscenze. Molti dei parallelismi e dei collegamenti e che ho creato erano frutto di miei precedenti ascolti e di mie precedenti letture. E poi c'è una quarta parte che credo dipenda dalla mia sensibilità e da quello che io ho provato ascoltando le canzoni e soprattutto da quello che è stato per me, in questi dieci anni, ascoltare i brani a cavallo dei vari periodi storici. In particolare, ritengo che i pezzi di 'A Rush Of Blood To The Head' siano la vera e propria elaborazione di quanto emotivamente il periodo precedente alla pubblicazione di quel disco mi aveva travolto con i suoi eventi, uno su tutti l'11 settembre. La stessa cosa vale per 'X&Y' e per 'Viva'. Tutto questo è stato 'filtrato' e trasposto su carta. Devo dire la verità, una delle cose che più mi ha colpito mentre mettevo a punto il mio progetto è stato leggere un'intervista di Chris Martin nel quale egli ammetteva che fino ad una certa età, nella sua vita, i suoi brani preferiti erano i canti liturgici, che a pensarci bene è una cosa che mi ha sorpreso enormemente e che arriva in un momento particolare del mio libro, spiegando tante cose del Chris Martin più privato, più spirituale, dove si rivela anche tutto un percorso individuale rappresentato poi nelle storie di 'X&Y'. E poi il mio stupore è stato individuare un antenato di Chris Martin, William Willett, fautore dell'ora legale, ed è stato davvero curioso riuscire a trovare un 'incastro' con l'ossessione per il tempo che in molte canzoni dei Coldplay viene fuori. Non so se sia una questione di DNA o è solo una suggestione, però il legame c'è e non si può negare. Tante sorprese, comunque, che hanno davvero sorpreso anche me, non ultimo lo scoprire che una delle prime donne afroamericane ufficiali dell'esercito statunitense si chiamava Violet Hill. Che poi la canzone 'Violet Hill' parli della guerra e passi, in qualche modo, sotto la lente della sensibilità dei Coldplay dimostra, tante volte, come una traccia casuale possa diventare parte integrante di un racconto. Senza tralasciare che Violet Hill è anche il nome di un campo di battaglia nel quale era stato coinvolto l'esercito britannico nel 1941. I Coldplay probabilmente non potevano saperlo, però c'è, è innegabile!

Ci confessavi qualche giorno fa che, inizialmente, 'Life Is For Living. Testi Commentati' era un vero e proprio tomo di tolkeniana memoria, con quasi 600 pagine di stesura iniziale. Credi che la riduzione operata sul testo abbia 'asciugato' i contenuti rendendoli più compatti e meno dispersivi oppure sei convinto che ci siamo persi qualcosa di tanto interessante quanto quello che abbiamo modo di leggere tenendo il tuo progetto fra le mani?
Credo che il lavoro di editing sia stato necessario, anche perchè talvolta i miei voli pindarici mi portavano troppo lontano, e quindi ringrazio la mia editor di Arcana Edizioni, Chiara Veltri, per avermi aiutato a ridurre un pò le dimensioni di questo libro, anche perchè andare oltre 432 pagine sarebbe stato troppo. E soprattutto perchè, augurando lunga vita ai Coldplay, fra dieci anni cosa dovrò scrivere, 'Il Signore Degli Anelli' per i Coldplay? Sarebbe troppo! (sorride, ndr)

Molti dei fans nostrani dei Coldplay si sono chiesti il motivo per cui hai voluto intitolare il tuo libro proprio con il nome della traccia nascosta del primo album della band, 'Parachutes'. Forse perchè tutto quello che è racchiuso in 'Life Is For Living' è il caleidoscopio che permette di esplorare ogni angolo della musica del complesso inglese oppure perchè è il sunto della 'non così scontata' equazione semplicità=profondità dei contenuti?
Molto semplicemente posso dire che 'Life Is For Living' arriva in 'Parachutes' quando meno te lo aspetti e, in qualche maniera, è il finale perfetto per un disco. In 'Life Is For Living' ho trovato dei parallelismi con Shakespeare e con la chiusura di 'La Tempesta'. E' lì che l'artista viene fuori, si libera dal peso del suo ruolo e si confida col pubblico, dice quello che tutti noi abbiamo detto almeno una volta nella nostra vita. Forse per questo 'Life Is For Living' è il sunto del pensiero e dell'atteggiamento artistico dei Coldplay e di Chris Martin. A pensarci bene, 'Life Is For Living' non è poi molto lontana da 'Viva La Vida' perchè entrambe aprono e chiudono un cerchio. E poi, rendere 'Life Is For Living' in spagnolo non ne sarebbe tanto distante. In più, trovo che sia una frase bellissima da dire: non uno slogan, ma un pensiero apparentemente superficiale ma molto profondo. La vita va vissuta, non ci sono alternative.

In calce alla copertina, possiamo trovare i primi versi di 'Politik', brano d'apertura del disco 'A Rush Of Blood To The Head'. Un messaggio forte, d'impatto, mai troppo scontato in un periodo come quello in cui attualmente viviamo, dominato da contrasti, incertezze e timori per il futuro del pianeta. Messaggio che poi hai esplicato alla perfezione all'interno del libro stesso cercando di racchiudere in un secondo ciò che il nostro pianeta, nonostante tutto, ha di bello da offrire. Sei dell'idea che il testo di 'Politik' sia un pò il manifesto culturale dei Coldplay e della generazione ad essi legata?
Si, assolutamente! Credo che sia un'invocazione piena di speranza. E non è necessariamente rivolta a un dio, può essere rivolta al tuo migliore amico, al genere umano o a quello in cui credi. E' un'invocazione che ci può dare forza in momenti in cui abbiamo la sensazione che tutto sia perduto. A ben pensarci, 'Politik' discograficamente viene subito dopo l'ammissione che 'tutto sia perduto' in 'Everything's Not Lost'. La rinascita è quindi tutta racchiusa nei versi di 'Politik'.

E' stato davvero coinvolgente notare come la tua chiave di lettura di 'Parachutes' sia da ricercarsi con l'ascolto della opera prima dei Coldplay come se fosse un concept album. E' un'idea della quale sei fermamente convinto? E, soprattutto, quando ti si è accesa la lampadina nel pensare a 'Parachutes' come un filo logico attorno al quale ruotano tutti gli aspetti principali della vita umana?
Per quello che mi riguarda, essendo legato alla cultura dell'LP e avendo 37 anni, posso dire che ogni album sia, a suo modo, un concept. Che poi ci siano artisti in grado di dare compattezza a quel concept è un altro discorso. I Coldplay fin dal loro primo disco hanno dato un'idea di grande unità nelle loro opere. 'Parachutes' ha un certo suono, ha un insieme di colori, ha dei sentimenti che scorrono dall'inizio alla fine e che, in alcuni momenti, creano una parabola che parte da 'Don't Panic' e termina a 'Everything's Not Lost' (che poi è un pò la risposta a 'Don't Panic'). Si parte dall'idea che si possa vivere un viaggio col timore che tutto sia perduto e che non bisogna farsi prendere dal panico, e quest'idea sviluppa leit motiv che si ripropongono continuamente e che portano alla fine alla più naturale delle conclusioni. Magari la mia è una sensazione opinabile, però io ci vedo un concept in 'Parachutes', l'ho sempre sentito. E sai cosa me lo fa pensare? Il fatto che non riesci a dividere il disco, a fermarlo, a interromperlo. Quando ascolti 'Parachutes', è inevitabile che tu voglia ascoltarlo fino alla fine, e questo rende il disco già di per sè un concept. Non ci sono pause, non ci sono pezzi in cui si stoppa traumaticamente l'ascolto e poi c'è questa continua rivelazione. Tu pensa che c'è stato un pezzo che ho dovuto tagliare e che parlava di 'We Never Change', un brano nel quale Chris Martin passa al raccontare dalla prima persona singolare alla prima persona plurale. In quel momento, secondo me, accade qualcosa, davvero prende per mano chi lo ascolta e dice: 'Non stavo parlando di me, stavo parlando di noi'.

Andando qualche pagina più in là, nella sezione dedicata all'album 'X&Y', troviamo le interessanti analogie fra la 'Talk' che tutti conoscono e la versione primordiale del brano, che tu chiami affettuosamente e rispettivamente 'Talk X' e 'Talk Y', non solo a richiamare gli assi cartesiani che ti accompagnano nell'interpretazione del terzo disco dei Coldplay, ma anche le due facce della stessa medaglia, lo yin e lo yang, l'io e il superio. Reputi 'Talk' la canzone più profondamente interessante del suo disco?
No, di quel disco credo che il brano più rappresentativo sia 'Twisted Logic' perchè identifica un vero e proprio punto d'arrivo, però effettivamente 'Talk' parla di qualcosa che è un'esigenza vera di quest'epoca: quella di comunicare. L'idea di avere due canzoni quasi speculari fra loro, quasi in dialogo fra loro, è un gioco, ma a confrontare bene i due testi hai talvolta l'impressione che i protagonisti di ogni pezzo siano due persone che si stanno parlando fra di loro con due monologhi che si incontrano alla fine nella frase conclusiva, 'Let's Talk'. E' sicuramente una canzone molto importante per la discografia e la filosofia dei Coldplay.

La cosa che più ci ha colpito è che sei riuscito a dare e a darti una frase particolare quale punto di partenza per la narrazione di ogni opera dei Coldplay. Si passa da 'tutto sembra perduto' di 'Parachutes' all''attimo prima' di 'A Rush Of Blood To The Head', toccando la 'felicità e frustrazione' di 'X&Y' e il 'deve esserci qualcosa di più' di 'Viva La Vida Or Death And All His Friends'. A quale di questi ti senti più assoggettato, ripensando a come hai voluto rendere il tuo testo fruibile per tutti?
Questa è una bella domanda! Credo che il concetto che più appartenga a me sia quello della felicità e frustrazione, del trovare un punto di equilibrio fra gioia e dolore. Questo continuo oscillare fra i due momenti sia uno dei caratteri costanti delle canzoni dei Coldplay.

Curiosità e risposta secca: perchè l'interpretazione di 'Life Is For Living' è proprio alla fine?
Perchè ho voluto porla alla fine del libro come se fosse una 'ghost track' complessiva di tutta la discografia dei Coldplay. Nella versione originale del libro, l'ultima parte non riportava proprio il titolo del brano, ma solo la dicitura 'ghost track'. Mi piaceva ricondurre tutto all'inizio, al momento in cui l'artista si spoglia dai suoi panni, esce fuori dal sipario con il suo volto, il suo vestito abituale e si confidi col suo pubblico per l'ultima volta, provando a confessare tutte le verità che ancora non era riuscito a dire.

Dopo aver letto miliardi e miliardi di parole scritte sui e dai Coldplay, hai avuto modo di comprendere profondamente quali siano le tre canzoni della band che dovrebbero entrare di diritto nella sezione 'Capolavori'? Bada però, non necessariamente un testo profondo ed una canzone orecchiabile deve essere la tua preferita...
Le tre canzoni che entreranno, anzi che sono già entrate nella storia del pop-rock sono 'The Scientist' (che è già patrimonio dell'umanità) e 'Fix You', che parlano direttamente all'anima del mondo. E poi, 'Shiver': anche se è stata un pò rinnegata per l'impatto che ha avuto sulla sua epoca, è davvero formidabile. E' stato davvero, per quel che mi riguarda, il ritorno delle chitarre e il manifesto dell'importanza dell'influenza dei Coldplay su tutto il pop britannico dei giorni futuri. Quella canzone lì è un punto di svolta.

Dacci ora, invece, nell'ordine, le tre canzoni dei Coldplay ascoltate di più ultimamente da Corrado Minervini, magari a casa, alla fine di una giornata di duro lavoro, mentre non pensa a nulla fuorchè a rilassare i suoi neuroni...
Per ragioni strettamente personali, ho ascoltato tantissimo 'See You Soon', 'Twisted Logic' e, tra i brani di 'Parachutes', posso dire che 'Yellow' è una presenza costante della mia vita e se non l'ascolto almeno una volta al giorno mi sento un pò perduto!

Dicci la verità: quanto del tuo testo è stato assorbito dalle pagine di Coldplayzone? Sii pure sincero, a noi fa piacere se siamo, in qualche modo, riusciti a dare un piccolo contributo ad un progetto che onestamente mancava nel panorama degli scritti sui Coldplay già da un bel pò...
Ho avuto modo di visionare le pagine di Coldplayzone e, devo dire la verità, ho letto in alcuni casi le schede presenti nel vostro sito e ho trovato molto interessante il confronto coi vostri articoli, con il vostro archivio informazioni, e quando ho avuto qualche dubbio nella traduzione dei testi. Il vostro è un sito molto bello, tra l'altro credo sia uno dei migliori in assoluto come fansite sui Coldplay, anche a livello mondiale. E poi l'ho citato in ogni mia intervista su questo testo!

Nella tua ricerca e nel tuo reperimento di informazioni necessarie per questo libro, ti sei mai fermato un attimo per giudicare l'evoluzione musicale della band partendo dall'intimità di 'Parachutes' ai cori da stadio di 'Viva La Vida'? E hai provato anche ad andare più in là con la mente, dando uno sguardo a come questa evoluzione potrà continuare in futuro?
Certo! Molte delle mie osservazioni sul piano strettamente musicale sono rimaste fuori dal libro, però posso dire che c'è stata chiaramente un'evoluzione importante, che secondo me ha come punto di svolta il terzo album della band, musicalmente il più omogeneo ed è quello che segna un certo tipo di passaggio. Ora, non so cosa accadrà ai Coldplay e non so nemmeno cosa ci aspetta con il quinto album, però ho sempre il timore che una band giunto ad un certo punto della sua carriera e della sua evoluzione si fermi sulle sue posizioni. Fin qui, comunque, i Coldplay hanno mostrato un percorso di crescita costante, quindi sono fiducioso per il futuro.

Noi di Coldplayzone abbiamo accettato volentieri di darti una mano a pubblicizzare 'Life Is For Living. Testi commentati' perchè sappiamo che in Italia, nonostante la band abbia sempre sfornato singoli che qui hanno riscosso grande successo, il nome 'Coldplay' non è ancora diffuso e famoso come forse dovrebbe essere. Cosa ne pensi in merito? E secondo la tua opinione, qual è lo scalino che i Coldplay devono ancora compiere per diventare davvero i nuovi U2 o i Beatles di ultima generazione?
Ora farò un discorso che potrà non piacere. Io credo che i Coldplay non potranno mai diventare i nuovi U2 o i nuovi Beatles per un semplice motivo: il mercato discografico è cambiato. E' difficile, se non impossibile, che una band possa affermarsi e avere una vita discografica così importante. Si vende sempre meno musica, c'è sempre meno affezione del pubblico nei confronti delle band, quindi non credo che esisteranno dei nuovi U2 o dei nuovi Beatles o dei nuovi Rolling Stones anche perchè sta scomparendo l'album come supporto fisico e sono davvero in pochi a credere a quell'obiettivo. Detto questo, credo che i Coldplay non abbiamo la necessità di essere i 'nuovi qualcos'altro', i Coldplay sono i Coldplay. E' più facile cercare i nuovi Coldplay! E' cambiato proprio il mondo della musica, il che è un limite ma per certi versi anche una risorsa. I Coldplay sono, in questo momento, la pop band più influente e più importante in circolazione, credo che nessuno possa dire il contrario. Penso che le vendite lo dimostrino, il fatto che riescano a riempire stadi a diverse latitudini lo dimostri. Nella loro generazione loro hanno già vinto, si sono già affermati. Nessuno ha realizzato più di quanto abbiano fatto i Coldplay negli anni zero; i Radiohead magari sotto altri aspetti, ma non vendono quanto i Coldplay e difficilmente riempirebbero degli stadi in un tour mondiale. Insomma, credo che i Coldplay abbiano raggiunto il loro apice e l'apice delle possibilità offerte dal mercato musicale di oggi. Adesso c'è un altro decennio da affrontare ma loro hanno già lasciato una traccia indelebile nella storia della musica. Sono d'accordo, però, con chi li reputa alla pari con le band che hanno fatto le epoche: loro lo hanno fatto in maniera diversa, magari meno traumatica. I Coldplay, infatti, non hanno avuto un impatto su un'era così come accaduto per i Nirvana, il punk o i Led Zeppelin, però sono simbolo di un'epoca, e ne hanno tutti i caratteri, sia dal punto di vista musicale sia dal punto di vista della simbiosi col loro pubblico e con la loro generazione.

'Life Is For Living. Testi Commentati' sta avendo un discreto seguito fra i fans dei Coldplay. Da Arcana Edizioni ci hanno fatto sapere che sono soddisfatti sia del tuo operato sia delle vendite. E tu, in cuor tuo, sei compiaciuto del tuo risultato finale?
Sono moderatamente soddisfatto, perchè credo che la perfezione sia sempre da raggiungere, però mi riservo, per la seconda edizione del libro, di fare qualche passo in avanti! (ride, ndr)

Passiamo a te. Sei caporedattore di un'emittente radiofonica pugliese e hai già collaborato con numerose riviste musicali scrivendo recensioni e interpretazioni. La stai godendo appieno la tua vita in questo momento? Ti ritrovi a fare davvero quello che sognavi da piccino?
Sto vivendo un momento particolarmente felice della mia vita, per tante ragioni, anche professionali. Si, faccio quello che mi piace fare, è un lavoro che comporta grandi sacrifici, 'felicità e frustrazione', come dicevo prima, però non lo cambierei con nessun altro al mondo. Ho vissuto un periodo difficile a causa della crisi dell'editoria giornalistica e musicale, ho anche vissuto la chiusura delle riviste per le quali ho lavorato per anni, però nulla mi ha privato della possibilità di godere ancora del piacere di ascoltare un disco e di soffermarmi su una canzone. Questo non me lo toglierebbe nemmeno la mancanza di un libro da scrivere!

Sappiamo che sei un amico di Francesco di Coldplayitalia, che anche noi conosciamo bene perchè ha frequentato insieme a noi tanti concerti dei Coldplay, facendo parte di quel pubblico e di quella generazione di cui parlavamo prima. Che giudizio ti ha dato sul tuo operato?
Devo dire la verità, Francesco non lo sento da un pò. Il nostro rapporto è stato un pò fugace. Negli ultimi tempi non l'ho sentito, devo chiederglielo in effetti... Anzi, devo chiamarlo alle due di notte così lo sveglio!

Bene, Corrado. Ti ringraziamo per l'intervista e per la pazienza. Come sempre accade alla fine di ogni nostra chiaccherata, chiediamo alla controparte un saluto a tutti i sostenitori, gli iscritti e gli amici di Coldplayzone. Se sarai buono con noi, proveremo a consegnare una copia del tuo libro nelle mani di Chris Martin prossimamente! Scherzi a parte, quello che continueremo a fare ancora per un pò sarà tenere la copertina del tuo libro come foto del profilo della nostra pagina Facebook ufficiale. Potrebbe bastare?
Basterà! Io vi sono davvero grato per quello che avete fatto per il mio libro e anche per la vostra band preferita. Confesso una piccola verità: non sono mai stato un fan di una band in tutta la storia, però sono entrato a contatto coi Coldplay studiando attentamente le loro canzoni e capisco davvero chi si dice e chi si professa fan dei Coldplay. Lo credo davvero e credo che ci meritiamo tutti quanti una band come i Coldplay!

Ricordiamo che 'Life Is For Living. Testi Commentati' è disponibile in tutte le migliori libreria e sul sito ufficiale di Arcana Edizioni.

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Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.