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[Coldplay.com] Intervista agli Elbow

Guy Garvey ci parla dei concerti con i Coldplay in America

Mentre gli Elbow, gli artisti dalle canzoni degli amori non corrisposti di Manchester, stanno facendo da band di supporto ai Coldplay nelle ultime settimane, ci siamo incontrati con il frontman Guy Garvey per parlare un po' prima del concerto di Charlotte.

Ciao Guy. É da due settimane che siete in tour con i Coldplay, come sta andando?
Benissimo. C'è molta energia. Lo staff è davvero accogliente e l' altra band che è con noi, Kitty, Daisy and Lewis, è grande – siamo usciti insieme molto spesso. I Coldplay sono stati molto generosi. I loro concerti sono fantastici. E abbiamo suonato davanti ad un pubblico di 40.000 persone tutte le sere, è stato stupendo. É un tour molto piacevole.

Secondo i blog di Roadie #42 molti dello staff dei Coldplay guardano il concerto dal pit ogni sera.
Si, è vero! Ne siamo molto lusingati. Ci hanno fatto molti complimenti per le nostre esibizioni. Sono soddisfatto.

Avete trascorso due anni pieni di successi nel Regno Unito. Come stanno andando le cose in America?
Rispetto al Regno Unito, siamo ancora agli inizi qui. Dovevamo essere ospiti nello show di Letterman l'altra sera, ma erano in ritardo nella scaletta del programma e non ce l'abbiamo fatta.

Siete andati allo studio?
Certo, eravamo già stati preparati al trucco, pronti per entrare in scena e ci dissero, "Scusate, ma siamo in ritardo, non abbiamo tempo per voi".

Chi era l'ospite che si è dilungato troppo?
Un certo produttore di teatro. Ha combinato un casino, si è 'fregato' il tempo a nostra disposizione! Ma comunque sembra che accada molto spesso – anche ai White Stripes è successo, due volte!

Tutti i vostri quattro album sono usciti negli Stati Uniti?
Si, e hanno avuto riscontri diversi. Questo è sicuramente quello che ha riscosso più successo da queste parti fino ad ora. Ci segue la Geffen negli Stati Uniti, stiamo facendo sul serio stavolta.

Gli Elbow e i Coldplay hanno iniziato molto tempo fa, tanto che siete stati entrambi chiamati al festival In The City.
É vero. A Manchester nel 1998. Non ricordo se ci siamo incontrati allora, ma abbiamo molti ricordi legati a loro. Pete mi ha fatto ricordare di uno di questi momenti proprio ieri. Al festival scozzese T nel 2000 o 2001, il nostro furgoncino rimase bloccato nel fango e molti dello staff iniziarono ad aiutarci per sbloccarlo e Chris ci ha dato una mano. Ci ha raggiunto e ci ha aiutato. Ecco, si, ci conosciamo da tanti anni.

Ti ricordi quando vi siete incontrati?
Conobbi Chris al Barfly di Camden la settimana in cui Yellow uscì. Dovevamo esibirci e Chris ci ha raggiunto. Aveva una copia dell'EP Newborn e abbiamo iniziato a chiacchierare con lui, ci disse che gli piaceva molto la nostra musica.

E avete anche suonato con loro al concerto di Bolton nel 2005.
Si, al Reebok Stadium. Tempo tipico del nord, molto piovoso. Ma meraviglioso.

Prima di quello show, dissi che avevi portato tua madre in limousine.
Ahah! Non è successo davvero. In realtà, lei si perse il nostro concerto perchè il traffico era molto intenso. É stato davvero un peccato.

Come siete arrivati a suonare in questo tour dei Coldplay?
Chris mi telefonò per proporcelo e naturalmente ne fummo onorati e accettammo. Credo che si stesse lavando quando chiamò. Ero al settimo cielo.
Scusami, ma davvero ti ha chiamato mentre si stava lavando?!
Si, almeno credo. O magari stava facendo il bagno ai suoi figli. Sentivo chiaramente il rumore dell'acqua.

Vi siete anche esibiti nei vostri concerti degli Stati Uniti all'interno delle date con i Coldplay.
Esatto. Abbiamo suonato al Wiltern di LA, e al 9.30 Club di Washington DC. É piacevole intervallare con qualche concerto tutto nostro.

É stressante essere così impegnati? State suonando praticamente tutte le sere.
Diciamo che è piuttosto devastante. Anche se suoniamo solo 40 minuti prima dei Coldplay, quindi non è proprio come fare un concerto solo nostro. Comunque posso dire di essere molto stanco, lo ammetto.

State portando in giro questo album da molto tempo.
Si, probabilmente per tanto tempo quanto i Coldplay. Il nostro album è uscito prima di Viva, credo.

É difficile conservare l'energia per suonare dal vivo?
Se devo essere onesto, il problema non è il concerto in sé, è tutto quello che c'è attorno al concerto. Il viaggio, e le attese per farsi una doccia – tutte cose non molto piacevoli.

Ma in teoria è un problema relativamente piacevole per una band?
Si ovvio, è maledettamente stupendo. Sono contentissimo di quello che stiamo facendo con questo album.

A quasi 20 anni da quando avete formato la band, avete improvvisamente iniziato a vincere i premi più prestigiosi e a suonare nelle arene.
Pazzesco vero? Ancora stento a crederci. Credo che avrò bisogno di una pausa per realizzare quello che ci è successo.

La vostra vita è cambiata molto? Vi riconoscono adesso?
Riconoscono spesso me. Sia quando sono in forma, sia quando sono un po' intontito, me ne dimentico. Così mentre cammino per strada e qualcuno mi osserva, penso, "Che c***o di problemi ha? Perchè mi guarda così?"

La gente ti dice cose particolari?
Spesso mi salutano coi gomiti. E ci dicono spesso "mantra lunar" dopo il nostro concerto alla Delamere Forest. Io dissi al pubblico, "In futuro se incontrate qualcuno della band e dite questo, sapremo che siete stati al concerto." E poi dissi "mantralunar", perchè c'era la luna piena.

Dopo che il vostro ego è stato esaltato dai successi dell'ultimo anno, com'è fare da band di supporto?
All'inizio è un quasi uno shock, ma niente di serio. Pensavamo, "Oh m***a, dobbiamo conquistare di nuovo il pubblico"! Ma ci eravamo già fatti le ossa nel Regno Unito per tutti quegli anni!

Siete stati in America spesso?
Si, per ogni album, veniamo qui almeno una volta. Mi piace molto. É un posto davvero affascinante – 50 paesi racchiusi in uno solo.

Avete avuto la possibilità di fare turismo?
In questo tour non quanto avrei voluto, solo perchè molti concerti erano in luoghi appena fuori dalle grandi città. In passato invece si, ho visto davvero tantissime cose. Abbiamo visto posti bellissimi, e anche le grandi città.

C'è un posto in particolare che consiglieresti di visitare?
Chiunque non sia stato a New York deve assolutamente andarci. É incredibile. Se avessi la possibilità di vivere lì per un po', certamente lo farei. In effetti sto pensando di stabilirmi lì per 6 mesi. Vedremo.

Avete sicuramente visto almeno un concerto dei Coldplay in questo tour.
Si, è davvero un gran concerto. Appena possiamo, non ce lo perdiamo.

Avete visto molti dei loro concerti in passato?
Sicuro. Il primo concerto fu quello al Camden Monarch. L'unica scenografia che avevano era il globo della copertina di Parachutes, sul piano di Chris.

Hanno fatto molta strada da allora.
Dannazione, solo un po', certo che ne hanno fatta.

Pensi che avresti potuto immaginare allora al Monarch che sarebbero arrivati dove sono ora?
No, direi di no. Ma sono dei professionisti che lavorano duro e ambiziosi, e ce l'hanno fatta. E non sono assolutamente fuori posto nelle grandi location. Devi essere una di quelle band che vuole che il pubblico interagisca con loro. E una delle cose più belle dei concerti, per quanto mi riguarda, è il fatto che tutta quella gente è lì per un solo motivo. Ed è come se stessero festeggiando il loro coinvolgimento con quella musica nel farlo. Se non fai in modo che le persone pensino che quella singola performance sia speciale e diversa per te, allora credo che possa diventare noioso. Devi dare qualcosa alle persone.

Quindi, quali sono i vostri prossimi programmi per il resto dell'anno?
Abbiamo un altro concerto con i Coldplay a Dublino. E un paio di date con gli U2, incluso quella allo stadio di Wembley. Suoneremo al V Festival e siamo headliners al Bestival. Inoltre ci sarà il grande concerto di Manchester il 18 Settembre. Dopo tutto ciò, ci ritireremo per un po'.

Avete fatto progressi nel lavoro al nuovo album?
Si, abbiamo 30 o 40 nuove idee. Ora hanno solo bisogno di essere sviluppate per farle diventare canzoni.

La gente si starà già chiedendo se sentite la pressione per l'uscita del nuovo album.
Si, certo. Anche se per ora noi non la sentiamo. Ma sono sicuro che succederà quando staremo per arrivare alla fine, quando inizi a perdere di vista quello su cui stai lavorando. Oppure, potrebbe anche essere l'album più facile di sempre. Potremmo farlo uscire in appena due mesi e potrebbe essere il più bell'album mai pubblicato. Ho questo obiettivo! Sappiamo che in termini di riconoscimenti, non potremmo mai raggiungere il successo dell'album attuale. Ma mi sono stancato delle cerimonie di premiazione comunque. Le ho viste tutte. E ho assaggiato ogni tipo di canapé possibile. Ahah!

Infine, qual'è la tua canzone preferita dei Coldplay?
Mmm, sto pensando. Adoro The Scientist. É stupenda proprio per quella sua emozionante semplicità. Impazzisco per le canzoni romantiche.

Per maggiori informazioni sugli Elbow cliccate qui.

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Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.