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[Universal Audio] Intervista a Rik Simpson

Vi riportiamo l'intervista a Rik Simpson a Universal Audio, in cui il produttore rivela molti dettagli tecnici delle registrazioni di Mylo Xyloto.

Jay Z, PJ Harvey, Natalie Imbruglia, e Portishead sono solo alcuni dei grandi nomi per cui Rik Simpson ha progettato, prodotto o mixato durante la sua carriera. Ma il nome più importante del curriculum di Simpson sono senza dubbio i Coldplay, i quali, negli ultimi 11 anni, hanno venduto più di 50 milioni di dischi in tutto il mondo e ricevuto sette GRAMMY awards e 20 GRAMMY nominations. Simpson (con due GRAMMY al suo attivo come produttore) ha lavorato a tre dei loro album, incluso il loro ultimo, Mylo Xyloto, che ha co-prodotto, progettato, e aiutato a mixare.

Simpson è arrivato molto lontano dal suo primo lavoro in uno studio di Londra - che principalmente consisteva nel fare il thè. Da quell'umile inizio, come dalla sua esperienza in varie band, si è velocemente fatto strada nel mondo del lavoro in studio. "Sono arrivato come progettatore nei Mayfair Studios e negli Eden Studios, che non esistono più, temo," afferma Simpson," e pian piano ho, come dire, messo insieme le mie abilità da produttore." La prima volta che ha lavorato per i Coldplay è stato per il secondo album della band, A Rush of Blood to the Head, nel 2002. Per la produzione di Mylo Xyloto, Simpson ha usato una vasta gamma di Plug-In UAD-2 Powered e di hardware UA. Mike Levine ha avuto modo di parlare con lui recentemente riguardo alla produzione del nuovo album, nei 'doppi' studi dei Coldplay, ai prodotti della Universal Audio che ha usato, e altro ancora.

Parlami del tuo ruolo nell'ultimo album dei Coldplay, Mylo Xyloto.
L'ho co-prodotto e progettato per intero. C'erano tre produttori per questo album, che hanno lavorato insieme fino alla fine. Nel loro ultimo lavoro [Viva la Vida or Death and All His Friends] ho cominciato come ingegnere del suono, con Markus Dravs e Brian Eno che erano i produttori. Entro la fine della registrazione, si è ritenuto che i miei input fossero tali da elevarmi di grado e passare a produttore, il che è fantastico.

Hai iniziato con i Coldplay tre album fa?
Già, il primo album della band è stato Parachutes - al quale non ho lavorato. Ho incontrato la band per il loro secondo album, A Rush of Blood to the Head. Andavo molto d'accordo con i ragazzi e quando le registrazioni erano finite mi portarono in tour per un po' fino al completamento dell'album, dove aiutavo con un po' di tastiera extra e del lavoro sul mix delle tracce. Ma in realtà non l'ho fatto per tanto tempo - avevo nostalgia di tornare in studio, il tour non faceva proprio per me.
Quindi lavorai lì e poi ho continuato a fare il libero professionista per un po'. Non ho lavorato su X&Y, ma poi all'arrivo di Viva la Vida, i ragazzi stavano pensando di costruire un loro studio privato qua a Londra in modo da avere la libertà di un loro spazio creativo e di non dover usare così tanto spazi commerciali. Li ho aiutati a progettare e costruire quello studio, e là abbiamo creato la maggior parte dell'album.

E' quello dentro ad una chiesa? Sembra che avessero prima uno studio e che poi ne siano andati in un altro.
Sì, avevamo questo studio per Viva la Vida chiamato The Bakery. Di recente, hanno trovato uno spazio più grande lì vicino. E' distante letteramente 30 secondi a piedi dal posto originale, e questo nuovo si chiama The Beehive. E' una grande e vecchia sala. Una volta era una chiesa o uno spazio tipo salone per le feste. Abbiamo creato la maggior parte di questo nuovo album nella Beehive. Abbiamo aggiunto alcuni sounds e sviluppato un sacco di accompagnamenti nella Bakery, che portano ancora avanti, ma dato che lo spazio [nella Beehive] è così grande e risuona in modo così spettacolare, abbiamo fatto una sacco di registrazioni live e un sacco di riprese live.

Live, intendi quindi che tutti suonavano insieme in quella grande stanza
Si certo. Logisticamente è un po' strano perchè non c'è una sala di controllo. Lavoro nella grande sala con loro, con le cuffie. Quindi mentre ho il beneficio di comunicare molto più facilmente con la band, devo anche assicurarmi che tutte le mie strutture e le impostazioni degli amplificatori dei microfoni siano quanto più possibile buone. E' un modo di lavorare leggermente diverso per me proprio per questo. Dato che non ho avuto una stanza di controllo, non potevo concentrarmi nella manipolazione del sound contemporaneamente con Pro Tools. Quindi mi sono in qualche modo assicurato che i microfoni fossero a posto, e ho registrato in modo piuttosto neutro senza usare troppa equalizzazione o compressione. E poi proprio alla fine del processo, ho fatto tutto quel lavoro a computer, dove appunto l'UAD-2 plug-ins entra in gioco.

Dal momento che erano tutti nella stessa grande sala, ci sono stati molti disturbi?
Sì, ce ne sono stati. La mia convinzione è che sia tutta una questione di performance e di sensazioni. E' come la gestione del caos. Se senti che la melodia è fantastica, non importa se c'è qualche perdita. Infatti, molti tra i miei album preferiti di qualche tempo fa sono stati registrati così. Ci sono molti vantaggi nell'avere strumenti che 'coprano' altri strumenti, e disturbi tra microfoni, purchè la tua fonte sia ancora definita chiaramente.

Hai avuto qualche problema di sfasamento?
Non proprio. Un uso giudizioso dei plug-in di allineamento ci ha aiutato tanto su come posizionare i microfoni. Abbiamo registrato molto dal vivo. Molto del materiale dove si riteneva che avremmo potuto far meglio, l'abbiamo ri-registrato. Spesso abbiamo usato le registrazioni dal vivo per tenere il tempo.

Suppongo che tu abbia registrato solo la base delle tracce e che poi abbia aggiunto tutti le parti vocali e le varie aggiunte più tardi? 
Sì. Talvolta mantenevamo solo la batteria e il basso e le atre parti venivano le altre parti. Aggiunge una certa magia. Per esempio si può ascoltare un po' di chitarra della registrazione originale che è stata rimpiazzata, e ciò aggiunge uno strano effetto spumeggiante; una specie di dimensione extra.

Ti ha reso le cose più complicate avere a che fare con tutto questo nella fase di mixaggio?
Sì, qualche volta, ma il lato positivo è che potevo mixare mentre procedevo. Così facevamo tutte le registrazioni, poi i ragazzi ci lasciavano da soli per un giorno o poco più, e io giocherellavo un po' con il materiale e cercavo di capire cosa attualmente avevamo registrato del suono, in termini di qualità. Facevo quello che potevo per far suonare tutto al massimo, e poi magari i ragazzi tornavano, ne discutevamo e decidevamo se qualcosa aveva bisogno di una registrazione, e se qualcos'altro doveva essere registrato di nuovo. Il mixaggio procedeva quasi sempre come se stessimo registrando. E' quasi come dedicarsi ad un nastro di 4 tracce dei vecchi tempi, quando le persone mixavano semplicemente un po' di materiale insieme ed andava bene così. Quindi cercavamo di non cambiare troppo le cosequando tutti eravamo d'accordo che quel pezzo suonava alla grande.

Come diresti che questo album si relaziona al precedente? C'è musicalmente un cambio di direzione?
Credo che la band si spinga sempre ad evolvere. Non vogliono mai stare in un posto per troppo tempo perchè hanno troppe idee in testa. In questo album, hanno decisamente fatto un passo avanti da quello precedente. Ci sono più influenze di strumenti elettronici, ma resta ancora una forte sensazione di band. Credo che loro siano davvero attratti dall'uso della nuova tecnologia per creare musica che non sia mai stata fatta o sentita prima d'ora, ma mantenendone la fattezza di musica di una band. Non è il solo artista o il solo produttore in uno studio a creare un sound. Tutto è una performance basata sul feeling di quattro persone che suonano insieme in una stanza.

Ho sentito il singolo, "Paradise", sembra che ci siano molti sintetizzatori.
Si, ma è anche molto organica. E' radicata nel mondo reale. E nulla è mai quantificato, tutte le sue parti 'vivono'. Usiamo raramente il MIDI di questi tempi. Tutto sarà in formato audio alla fine. E' un modo di impegnarsi. Una decisione in meno da prendere.

Hai accennato che anche Markus Dravs e Brian Eno hanno prodotto l'ultimo album. Per quanto questo? Chi erano gli altri due produttori con cui hai lavorato?
Markus era uno dei due. Ha prodotto gli Arcade Fire, Bjork, e i Mumford and Sons. Ho lavorato a due progetti con lui ad oggi, è un grande produttore ed è diventato un grande amico. L'altro è un ragazzo che si chiama Dan Green, con il quale lavora insieme per i Coldplay da tanto tempo. Dan è con i ragazzi praticamente dal primo giorno, che si occupa del pubblico e dei concerti. E' sempre stato molto appassionato nel cercare di essere più coinvolto nel lavoro e nelle registrazionidi studio, ed segue la band nelle loro idee. E' anche molto abile tecnicamente, è la persona da cui vai se c'è qualcosa che non funziona perfettamente. Generalmente sa spiegarti il perchè.
Quindi sì, Dan è salito a bordo come co-produttore per questo disco, il che è fantastico. L'ultimo disco è stato molto stressante, avevo un sacco di responsabilità sulle mie spalle. E anche se tutto si è risolto, è stata molto dura in certi momenti, molet ore consecutive di lavoro e piuttosto intense. Quindi questa volta, avere Dan con cui dividere le responsabilità era qualcosa di fantastico. E siamo andati anche molto d'accordo. Uscivamo sempre insieme, a parlare dell'attrezzatura e dei plug-in e cose del genere.

Quindi lavoravate tutti insieme, non succedeva che qualcuno si occupasse di una canzone, e un altro di una seconda e così via? 
No. Tutti e tre abbiamo lavorato insieme su tutto il materiale. Ed era molto bello, perchè potevamo lavorare insieme come un'unità, e potevamo dividerci i lavori che ci erano stati affidati. Per esempio, Dan stava alla Bakery a fare registrazioni sulle chitarre, e Markus stava di sopra a fare gli accompagnamenti con le parti vocali mentre io ero alla Beehive a registrare batteria e basso. Ci scambiavamo semplicemente le varie sessioni. Lavoravamo insieme, ma era bello poter dividere gli impegni tra i due studi.

Quali erano gli UAD plug-in, che hai molto utlizzato nel nuovo album? 
Ho sempre amato l' EMT® 140 Classic Reverberator. Il Plate l'ho praticamente usato in ogni registrazione che abbia fatto da quando lo possiedo. Ma se voglio meno spazio occupato, ho scoperto che anche l'EMT® 250 Classic Electronic Reverb, che è meraviglioso. Ho sempre usato il Roland® RE-201 Space Echo Tape Delay. Non lo uso più così tanto da quando è uscito l'EP-34 Tape Echo, perchè questo è un fantastico plug-in. Ha un suono molto terreno e realistico ed organico. Ho usato anche il Lexicon® 224 Digital Reverb ultimamente, è ottimo. E lo Studer® A800 Multitrack Tape Recorder e l'Ampex® ATR-102 Mastering Tape Recorder, mi piacciono davvero quei plug-in. Penso che aggiungano qualcosa come nessun'altro strumento sa fare.

Parliamone. Quale credi che sia la più grande differenza tra loro e come useresti uno piuttosto che l'altro? Entrambi imitano l'effetto del nastro. 
Credo di aver usato solamente l'Ampex nell'ultimo paio di mesi, da quando è uscito. Per il mio orecchio, l'Ampex sembra avere un suono leggermente più aperto. E' utilizzabile per due tracce di suono da mixare: usata correttamente nel mixaggio aggiunge davvero definizione, profondità stereo, e anche una profondità tridimensionale. E' un plug-in abbastanza 'profondo', mentre lo Studer aggiunge lo scricchiolìo su singoli strumenti o gruppi di strumenti, specialmente su batteria e basso. Trovo che li amalgami meglio.

Ricordi che impostazioni usi sullo Studer, tipo quali formulazioni e velocità ti piacciono per il nastro?
Dipende dalla fonte. Ma come regola generale, probabilmente inizierei con la 456 tape formula, e 15 IPS, forzando moderatamente sul nastro, perchè questo è il motivo per cui mi sono sempre piaciuti i nastri, quando li usavo prima di Pro Tools.

Quindi hai alzato molto il controllo sull'input?
Si. Sono fortunato, perchè ero nel giro prima dell'uscita di Pro Tools, dato che ho iniziato quando ero molto giovane. Ricordo tutti i vantaggi e gli svantaggi del nastro. é stato detto milioni di volte, ma questi plug-in fanno quello che faceva il nastro ma senza quei terribili artefatti che si eliminerebbero o nasconderebbero con l'equalizzazione, in passato. E' stato un momento molto emozionante per me quando usai per la prima volta il plug-in Studer.

Parlaci di come usi l'Ampex.
Ok, sono appena stato in tour. Da quando sono tornato mi sono occupato di qualche mix live alla The Beehive. Ed è interessante perchè secondo me il problema del registrare live è che tende ad avere un sound freddo e un po' troppo trasperente, non c'è energia. Si perde molto senza poter controllare. Non si può equalizzare gran parte del materiale, per esempio, appena inizi ad equalizzare le parti vocali. significa che probabilmente la batteria avrà la stessa equalizzazione.
Quindi è un'azione di bilanciamento soprattutto, tante aspetti insieme. Avere qualcosa come l'Ampex, ho scoperto negli ultimi tre giorni, è stato fantastico per omogeneizzare tutto questo materiale insieme. Aggiunge quella 'verve' che manca e che rende il sound come quello di un album.

Quali settaggi usavi?
Lo elaboravo in modo sostanziale. Usando una testa da mezzo pollice a 456, o forse a 200. Ed ho giocato un po' agli estremi, che è qualcosa che non avrei mai fatto con l'attuale da mezzo pollice. Ma adesso è possibile farlo, sai come risulterà e ovviamente il controllo bias è il più importante, penso, perchè è da quello che deriva il suono distorto.

Qualcun'altro degli UAD-2 che usi oltre ai riverberi e ai registratori su nastri? Hai usato qualcuno dei plug-in dinamici?
Si, anche il FATSO™ Jr./Sr. Tape Sim. & Compressor Plug-In. Probabilmente si capisce lo scopo di questa scelta – è tutta una questione di ottenere qualcosa di particolare secondo me. Provare a tornare a ciò che abbiamo perso nel passaggio al digitale. Si, il Fatso è fantastico, lavora molto bene. Ed anche i sistemi più particolari come il Roland® Dimension D funzionano bene.

Registrate a 44.1 o 48 kHz?
A 48 kHz. Abbiamo sperimentato molte frequenze diverse in passato. Bisogna sempre bilanciarla con quello che senti. Per band importanti che vogliono lavorare in modo veloce, penso che nulla al di sopra dei 48 kHz sia ancora fattibile [per il multitracking] in termini di numero di tracce, e il tempo per dare il via alle sessioni di registrazione. Comunque, tutti i mix del disco sono stati fatti a 88.2 kHz. Avevo due computer attivi. Il primo a 48 kHz e con l'intera sessione alla quale ho aggiunto attraverso una tastiera analoga.

Quindi il secondo computer, che stava mixando, registrava a 88.2 kHz?
Si. E poi nel pannello 88.2 avevo anche dei plug-in UAD-2, dove erano anche molto dell' Ampex e Studer. Ho registrato una traccia stereo sul pannello da 2 tracce e l'ho processato da lì. Uso spesso il Manley® Massive Passive EQ Plug-In per renderlo un po' più elegante.
Da questi file derivava principalmente il mastering. Praticamente registravo 3 tracce stereo. Avevo il canale NP – “no processing” – che arriva direttamente dal pannello, e il WP channel – "with processing," – che è sostanzialmente il mix NP ma attraverso i plug in extra, e successivamente registro sul canale "X Mix", che ha qualche filtraggio ed ho alzato i livelli in modo da darlo alla band come riferimento.

Hai usato una grande console?
Non è enorme, una SSL Matrix allo studio, che è un mixer ibrido. Ha solo 16 canali, ma ha una funzione audio e una funzione digitale, quindi lavora anche come DAW controller. Posso usare i fader in Pro Tools, e a questo si somma anche l'audio. L'audio è molto pulito, trasparente, e il sound è robusto, il che significa che si addatta bene ad ogni tipo di distorsione aggiuntiva.

Quindi il mix è stato spostato al secondo computer, usando una traccia aux per assemblare i plug-in mentre veniva registrato?
Esattamente.

Apprendo che stai usando un UAD-2 Satellite?
Si. Abbiamo un pannello Pro Tools alla Bakery. Ne abbiamo due, 3 alla Beehive, due dei quai sono ridotti e solo per l'editing, e uno più grande. Tutti hanno delle card UAD Quad, quindi tutte le sessioni sono interscambiabili, cosa che ha aiutato molto. Mi sono affidato al Satellite abbastanza recentemente, ho usato molto il mio portatile, perchè ho fatto un gran lavoro di programmazione e solo di aggiunta di effetti sonori, tastiere. Essere in grado di comporre la parte vocale su un aereo è fantastico.

Ti dà abbastanza potenza, è come se stessi usando le UAD-2?
Si, assolutamente. In realtà ho usato solo il Satellite sul mio portatile, che comunque mi limita in piccola misura. Ma solitamente uso molti più effetti del portatile, invece che quelli dinamici e gli equalizzatori. Molti dei reverberi, molti dei ritardi e molti dei suoni di disturbo arrivano dai plug in di saturazione del nastro – lo Studer e l'Ampex – sono effetti che non posso ottenere in altro modo e che non rendono così bene in nessun altro modo.

Quindi le tue sessioni essenzialmente passano da tutti i computer al tuo portatile, e sugli stessi plug-in?
Sul portatile,solitamente costruisco i mix delle tracce e solo il lavoro che è necessario fare, perchè non sarei in grado di gestire le diverse tracce su grandi console.

Quante tracce audio costituscono questo album?
Non poche. verso la fine del lavoro sull'album, avevo ancora problemi con il lavoro finale su quasi tutte le canzoni. Lavorando con altre band, mi piace tenermi impegnato. Sono fatto così. Ma per i Coldplay, dato che le cose sono così 'variabili' e così mutevoli, ho dovuto mantenermi aperte più opzioni fino alla fine.
Per esempio, stiamo lavorando su una canzone, e Chris Martin potrebbe dirmi, "ricordo di aver suonato il piano su una versione demo di questa canzone un anno fa che potrebbe essere su un'altra tonalità o un diverso ritmo, possiamo recuperarla?" E quindi io devo trovarla ed adattarla. O anche Will Champion, il batterista, potrebbe chiedermi, "Mi piacerebbe sostiture questo con uno alternativo che ho fatto 6 mesi fa." Così devo trovarlo e inserirlo, in effetti non posso procedere troppo nel mixaggio perchè tutto potrebbe trasformarsi in un campo minato, entrerei in un circolo vizioso, chiedendomi se il nuovo materiale suona bene come il vecchio.

Come arriva una band di quattro elementi ad avere un così alto numero di tracce da mixare? C'è un gran lavoro di strutturazione?
La strutturazione è nella norma ma a volte mi succede di esagerare con la batteria e i microfoni della stanza. Penso sempre al fatto di ritornare a quella vecchia 'verve', che è il modo in cui si ottiene un vero senso dello spazio e un marchio di fabbrica – quel 'carattere' dello spazio reale del disco. Lo ribadisco, è qualcosa che nessun altro può riprodurre, perchè tutto sta nel catturare quel particolare momento tenmporale e spaziale su questa terra. Non si ripeterà una seconda volta.

Usi qualche componente hardware UA?
Abbiamo circa otto 6176 Vintage Channel Strips, che coprono tutto dal basso, alla parte vocale fino al piano. Di solito uso sempre gli stessi amplificatori per l'intero progetto, così non devo risistemare ed tutto è già pronto. Abbiamo anche un paio di LA-610 MkII Tube Recording Channels dall'alra parte della strada alla Bakery. Abbiamo qualche amplificatore 1176LN Classic Limiting anche alla Bakery. E recentemente dispongo di un 4-710d Four-Channel Tone-Blending Mic Preamp, che è la mia nuova apparecchiatura per i disturbi. é un amplificatore a 4 canali che è ha una funzione di input drive function, dove puoi inserire una valvola termoionica o un transistore. Ha anche una funziona di blend, per mixare i due segnali.

Che rapporto usi solitamente tra la valvola e il transistore?
Inizio con l valvola di solito, dipende dalla fonte. In realtà registro molto delle tastiere con questo e anche molta batteria. Ha - ripeto ancora quella parola - 'carattere'.

Cosa ti piace in particolare dei microfoni UA?
Non suonano troppo 'piatti'. Aggiungono un senso di realtà alla registrazione. I controlli sono molto semplici, non necessitano di un setup molto lungo, e sono davvero grandi lavoratori. Fanno il loro lavoro. Puoi lasciarli lì sul retro della stanza, e sono sempre pronti e sai che il suono sarà eccellente.

Fonte: http://www.uaudio.com/blog/artist-interview-rik-simpson

(N.d.t. Ci scusiamo per eventuali imprecisioni di traduzione nelle parti prettamente tecniche del testo)

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Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.