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[Sourcedistribution.co.uk] Intervista a Rik Simpson

Ingegnere e produttore Rik Simpson vanta una lista di progetti che includono Jay-Z, Portishead, Kasabian, Black Rebel Motorcycle Club e PJ Harvey, ma è forse meglio conosciuto per il suo lavoro con i Coldplay – con la vittoria di un Grammy per ‘Best Rock Album’ nel 2009 con l'album Viva la Vida.

Lo abbiamo raggiunto allo studio di North London che comprende una sala regia e una sala registrazione. Non vi troviamo troppo equipaggiamento, la passione di Rik sono i sintetizzatori a moduli. Quando arriviamo c'è qualcosa in lavorazione in sottofondo, Rik lavora spesso così.

Adori i sintetizzatori modulari vero?
Molto, ascolta questo sound - è davvero particolare, c'è qualcosa dall'atmosfera grunge. Credo che l’utilizzo dei mini jack contribuisca a questo tipo di sound. Spesso metto su qualcosa e torno a lavorarci quando faccio una pausa dal mix (raggiunge la console per modificare qualcosa e sorride). Ascolta questo!

Allora Rik, su cosa stai lavorando di recente?
Ho appena finito di lavorare al nuovo album dei Coldplay Ghost Stories, con i co-produttori Paul Epworth e Dan Green, e da allora ho lavorato per alcuni show live della band e mi sono preso un po’ di tempo per stare con mia figlia.

Congratulazioni...Immagino che questa sia stata la tua migliore produzione quest'anno?
E' davvero speciale ed ha un 'sedere' bello sano - e lasciamo perdere l'argomento!

Parliamo di Ghost Stories e della produzione tra te, Paul e Dan - come avete lavorato e come andava in studio?
Dunque, avevamo molte canzoni in lavorazione, il 60% circa già completato, e sentivamo che serviva un'iniezione di freschezza e un'altra mente nella stanza per procedere. Nella fase di produzione si aprono diverse strade possibili, quindi è bello poter avere ascoltare una prospettiva diversa che proponga 'ok, proviamo questo.' Arrivò Paul - ragazzo di grande talento - e tutto ha preso forma molto velocemente sotto la sua guida esperta.

Avevate già lavorato insieme?
No, non avevo mai incontrato Paul prima che venisse in studio. Sono da sempre un suo fan e ho sempre pensato che fosse molto interessante il suo approccio alle canzoni e al sound. Penso che se si è aperti a nuovi stimoli allora non ci sono problemi, e solitamente ci si ritrova con persone con gli stessi gusti. C'è anche una sorta di rispetto reciproco agli inizi, ed è davvero emozionante collaborare sapendo che tutto si trasformerà in qualcosa di davvero meraviglioso e magico - e sono davvero felice del risultato finale.

Come con qualsiasi band di eccellenza, i Coldplay hanno un sound unico che è sempre atteso nei nuovi lavori - quindi c'è un desiderio di evoluzione per un nuovo album?
La band cerca sempre di lavorare su loro stessi, le idee vengono sempre da loro. C'è la loro firma - ascolti la voce di Chris e le originali idee degli altri membri della band e non potrebbero che essere loro, e questa è la loro forza. Hanno un'idea di ciò che vorrebbero realizzare e sta nelle persone come me far si che si realizzi. Mi sento come l’alimentazione di questa idea, che dal seme lo aiuta a crescere. Il compito di un produttore è davvero un concetto molto esteso, alcuni produttori sono più tecnici, altri più concentrati sulla musica. Alcuni si presentano di tanto in tanto per verificare che tutto proceda nella direzione giusta, altri lavorano 25 ore al giorno. Credo che il mio ruolo sia quello di guidare per ottenere le melodie giuste e far procedere l'idea dal punto A al punto B. Non si devono preoccupare dei dettagli tecnici, lavoro per eliminare quelle barriere in modo che possano lavorare agevolmente.

Passando alla disposizione delle strumentazioni alla velocità, hai un assistente?
Dipende dai periodi, a volte si a volte no. Posso chiedere a chi lavora con me di preparare la strumentazione, in modo da poter arrivare in studio, perfezionare le impostazioni ed iniziare subito a lavorare. Non registro molto con l'elettronica e gli equalizzatori, a meno che non sia necessaria una leggera correzione. Questo perché abbiamo la sala registrazione e la sala regia nello stesso spazio, quindi non si può essere molto creativi in queste condizioni, in caso di errori. Ci sono molti plug-in e hardware validissimi che possono recuperare l'errore. Aggiungo molti amplificatori durante la lavorazione comunque, dato che questi strumenti non sono disponibili in Pro Tools.

Hai sempre apprezzato molto lavorare con i plug-in UAD, ma cosa puoi dirci delle componenti hardware? Rivelaci qualche tuo segreto.
Non ho problemi a svelare i trucchi del mestiere, la stessa strumentazione può dare risultati differenti in base a chi ci lavora. Penso che chi è riservato su questo tipo di cose perda di vista il vero obiettivo, un po’ come essere seduti su una Formula Uno e pensare di essere come Lewis Hamilton. Uso molto hardware Universal Audio - da sempre. I microfoni sono fantastici, apportano una solida qualità che nell'era della registrazione digitale è davvero importante. Abbiamo i pre-amplificatori stereo 2-610, e anche molti 6176 channel strip (strumento per gestire gli effetti del sound e per trasportare il segnale audio agli strumenti di registrazione, n.d.t.). Li abbiamo anche in studio. Due li teniamo qui, uno di essi è collegato ad una chitarra, con una unità DI per chitarra, bassi ed un amplificatore di bassi collegati agli altri. Ho anche un microfono stereo Royer, e alcuni microfoni per la voce collegati con il 6176.

Un bell’equipaggiamento – quasi un’intera band che attraversa quei circuiti! Quando c’è una così grande scelta perché si utilizzano altrettanti componenti hardware UA?
Sono molto funzionali e semplici da usare. Immagino che le persone pensino che io abbia tempo in abbondanza per lavorare in studio sul sound e per metterlo a punto, ma in realtà è tutto molto più caotico di quanto si creda – al contrario non c’è tempo. Tutto cambia costantemente e bisogna essere preparati anche ad eventuali cambiamenti drastici. Si è in attesa dei momenti rivelatori e non ci si può permettere di perderli – se si commette l’errore, sono persi per sempre. Quindi lavorare con gli strumenti di UA è molto semplice e so come usarli per ottenere il massimo, ma senza eccedere. So cosa aspettarmi, e ne abbiamo molti dato che l’organizzazione è davvero rigida – se la band ha necessità di registrare una canzone intera in tempi rapidi apro Pro Tools e siamo pronti.

Sono ricoperti di segni colorati?
Si è vero, oggi bianco, rosso e giallo. I colori hanno un significato, se è una canzone soft so che ci vorrà un determinato setting, 'media' un altro o potente un altro ancora. Tutto ha un senso per me. Faccio foto con il mio telefonino dell’hardware per ricordarmi, ma mi piace anche usarlo come punto di inizio e poi lasciarmi andare!

Passando ora alla fine del processo e al mixaggio, hai parlato molto dei plug-in UAD in passato e sappiamo che hai creato alcuni dei preset nel nuovo plug-in Culture Vulture. E’ stato divertente?
Si, lo è stato! Ho usato la versione hardware negli ultimi anni ed tutto sta nel trovare la strada giusta per dare energia alle registrazioni. Moltissimi usano le stesse strumentazioni per registrare e questo causa la perdita dei diversi ‘livelli dimensionali’ degli album. La nuova versione UAD di Culture Vulture mi sta aiutando a creare un sound caratterizzato dalla mia personalità, non pensavo che il plug-in potesse suonare bene come quello creato con l’hardware – ma in realtà funziona.

Quindi quali plug-in UAD usi nel mixaggio?
Ci sono molti validi plug-in a disposizione. Ho usato l’Ampex ATR-102 per Mylo Xyloto, ma più di recente ho usato il Dangerous BAX EQ – è davvero ottimo durante le fasi del mixaggio. Il BAX è quello che si avvicina di più ad alcuni degli equalizzatori che uso e c’è qualcosa di particolare nel sound deciso, è davvero simile. Adoro anche il LA2A (silver), il plug-in 1176 (blackface) e il Helios and Pultec EQ, li ritroverai tutti nei miei mix.

Quindi una volta che i mix sono stati completati, quali sono i tuoi piani?
Riposo, stare con la mia famiglia per ricaricarmi e poi un nuovo progetto verso la fine dell’anno.

Informazioni aggiuntive

  • Fonte: http://sourcedistribution.co.uk/featured_artists.php?fid=52
  • Autore: Sourcedistribution.co.uk
  • Traduzione: Elena
Elena

Mi definisco "Appassionata per caso" dei Coldplay. Siamo nel 2003, compro AROBTTH in un negozio di CD usati, perchè mi piaceva In My Place. Da quel momento non mi hanno più abbandonato, grandi interpreti di parte della mia vita. Con grande piacere entro a far parte della formidabile squadra di Coldplayzone come traduttrice.

In My Place.