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[Time Out Dubai] Intervista a Johnny Buckland

Il chitarrista dei Coldplay Jonny Buckland ha chiacchierato con noi dalla stanza dell'hotel di Singapore la scorsa settimana prima di recarsi ad Abu Dhabi per il concerto. Vi riportiamo quello ci chi ha detto.

Johnny Buckland dei Coldplay si confessa mentre le leggende del pop/rock britannico si preparano a salire sul palco dell'Emirate’s Palace il prossimo sabato…

Avete richiesto voi di esibirvi in Medio Oriente?
Beh, cerchiamo sempre di esibirci in posti diversi quando siamo in tour. Era da un po' di tempo che volevamo venire qui in Medio Oriente dato che non c' eravamo mai stati. Non siamo mai stati nemmeno in Africa e in India , ci sono un po' di posti che vorremmo visitare in futuro.

Giravano voci che avreste registrato il concerto di Abu Dhabi per darlo ai fan che vi avrebbero partecipato. É vero?
No [ride]. Stiamo cercando a montare un album live ma non è ancora pronto. Contiene materiale degli ultimi anni.

Era trapelata anche la notizia che a Viva La Vida sarebbe seguito un nuovo lavoro. É ancora nei piani?
No [ride ancora]. Alla fine il tour è durato più di ciò che prevedevamo e quindi non c'è tempo per lavorare ad un nuovo progetto. E comunque la gente ha bisogno di una pausa da noi!

Com'è stato condividere il produttore Brian Eno con gli U2?
Lavora a così tanti altri progetti che è difficile avere a disposizione 5 minuti di tempo con lui. Penso che la sua influenza si senta solo in parte nel nostro sound - ha suonato qualche pezzo con la tastiera e con la chitarra nel disco. Ma in realtà ci ha guidato nella scrittura dei testi e negli arrangiamenti, allargando i nostri orizzonti e le nostre influenze.

Vi ha fatto ascoltare un'anteprima del nuovo album degli U2?
Abbiamo cercato di evitarlo dato che è molto più eccitante uscire e comprare il disco. L'ho ascoltato e credo che sia fantastico.

Siete spesso paragonati a loro. Lo trovi giusto?
Beh, loro vogliono essere una grande band e anche noi - è semplice. Ci sono molte somiglianze tra noi, ma non sono gli unici ad averci influenzato.

Chi sarà la prossima grande band di successo a livello mondiale?
I Kings of Leon hanno molto successo in parecchi paesi - possono davvero fare molta strada. I Rolling Stones sono ancora incredibili, e i Beatles, se mai si riformassero, sarebbero la più grande band di sempre.

Piuttosto improbabile che succeda, giusto?
[Ride] Direi di si.

I grandi concerti ti intimidiscono?
Certo. Quando abbiamo fatto da band di supporto agli U2 in Irlanda, eravamo davvero ipnotizzati dalla loro grandezza. Ci intimidiscono ma allo stesso tempo sono una grande ispirazione per noi.

Qual' è l'ultima cosa che ti ha impressionato?
C'è questa band, i Naturally 7 – 7 ragazzi che fanno tutto solo con le loro voci. Sono venuti da noi in studio e hanno iniziato a cantare, è stato incredibile. La canzone si intitolava ‘I built this wall’ o qualcosa di simile. Dovresti cercarla su Youtube – è semplicemente eccezionale.

La propaganda sociale è davvero importante per le rock band?
Da uomo, penso sia molto importante; non riguarda solo i musicisti. Interessa dentisti e muratori, tanto quanto noi. Solo che noi siamo più spesso coinvolti in queste cose rispetto a loro.

Vi sentite tutti impegnati ad esporvi in questo senso?
Si, certo. Chris si è impegnato un po’ di più, e poi parla anche molto più di noi! Comunque, si, ci impegnamo tutti allo stesso modo.

Parliamo di Chris, che pensi riguardo al fatto che attiri l’attenzione dei tabloid mentre voi ne siete esclusi?
Non ritengo sia un problema, non ci penso. Sono davvero contento di come stanno andando le cose. Ci sono lavori molto peggiori di questo.

Qualche sorpresa ci aspetta per il concerto di sabato?
Ci piacerebbe spostarci dal palco – specialmente andare in mezzo al pubblico. Questi sono grandi show e spesso la gente si ritrova ad essere molto lontana dal palco quindi penso che spunteremo qua e là, nelle posizioni più impensate.

Su una fune appesa sopra il pubblico come dei veri dei del rock?
Forse non proprio in questo modo – non siamo i Darkness!

Fuochi d’artificio?
Sinceramente non siamo il tipo di band da esplosioni come gli AC/DC - anche se comunque abbiamo quelle fantastiche sfere [Ride] – le sfere di luce – e c’è molta energia sul palco.

Che succederà dopo il tour?
Ci prenderemo una piccola pausa e vedremo che succederà. Abbiamo molte idee in testa ma vogliamo trovare un nuovo modo di lavorare e potrebbe volerci un po’ di tempo.

Ma dicci qualcosa delle uniformi militari del diciannovesimo secolo che avete scelto.
A Guy [Berryman – il bassista dei Coldplay] è venuta in mente questa idea. Poi ci siamo ritrovati insieme in studio per lavorare sui costumi. Un ragazzo ci ha aiutato a confezionare le giacche e i pantaloni.

Li avete davvero confezionati voi?
Certamente! Il nostro desiderio era quello di fare un album tutto da soli, ricominciando da zero e facendo in modo che tutto venisse da noi.

Vi siete scusati con Paul McCartney per aver copiato lo stile del sergente Pepper?
Lo abbiamo incontrato ai Grammy e Will gli disse ‘Grazie per l’idea’.

Com’è uscire insieme ad un Beatle?
Beh, sai, non siamo proprio alla sua altezza, ma lui è una persona genuina e piacevole. È bello quando si incontrano persone come lui e scoprire che sono così simpatiche.

http://www.timeoutdubai.com/nightlife/features/7875-coldplay-interview
amsterdam

Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.