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[DigitalSpy] Intervista a Will: 'Ci sentiamo una nuova band una seconda volta'

Intervista ai Coldplay: 'Ci sentiamo una nuova band una seconda volta' (di Robert Copsey)
 
Potremmo fare a meno di dire che un nuovo album dei Coldplay è un evento monumentale del calendario pop.
 
Il loro ultimo album, Viva La Vida del 2008, ha venduto oltre 9 milioni di copie ed è salito in cima alle classifiche di tutto il mondo, sfidando i cali nelle vendite e assicurando la loro posizione di forza nel panorama mondiale indie-pop.
 
Con la loro quinta opera - curiosamente intitolata Mylo Xyloto - in uscita questa settimana, Digital Spy ha raggiunto il batterista della band Will Champion quasi 24 ore prima della consegna dell'LP per scorprirne di più.
 
Cosa staresti facendo se non fossi qui a parlare con noi?
"Abbiamo veramente solo 24 ore per finire il disco, quindi siamo in modalità 'rilettura' al momento! Immagina se ci fosse qualche terribile errore nel disco che non avessimo ancora notato?"
 
Sarebbe davvero imbarazzante. C'è un orologio gigante con conto alla rovescia sulla parete?
"Non direi, ma diciamo che usiamo ogni singolo minuto che ci è dato per lavorare su un album. Abbiamo avuto due anni ma comunque siamo ancora qui che lavoriamo fino all'ultimo secondo. 12 anni farebbero pensare che sappiamo come muoverci. L'ultimo 5% di un album occupa davvero molto tempo."
 
Sono passati tre anni da Viva la Vida. Come è andata per te e per la band?
"Stiamo bene grazie - non abbiamo fatto molto a dire la verità! Abbiamo lavorato in modo abbastanza continuativo. Siamo stati in tour e l'album ha iniziato velocemente ad evolvere. Volevamo che fosse un nuovo inizio come se stessimo formando una nuova band. Ci vuole rinnovamento per mantenerci motivati."
 
Sembrava che per un po' di tempo non sarebbe uscito un nuovo album dei Coldplay per quest'anno, cosa è successo?
"Non sappiamo chi abbia detto questo, ma impieghiamo molto tempo per costruire un album. All'inizio di quest'anno siamo arrivati ad un punto in cui ci siamo resi conto che dovevamo continuare il lavoro per partecipare ai festival. E' stato un 'termine' con cui confrontarci. Da allora, le canzoni nascevano, il che è fondamentale per l'album; ma ci sono anche canzoni che sono di tre anni fa."
 
Vi considerate dei perfezionisti? C'è sempre preoccupazione che possiate 'pensare eccessivamente' gli album...
"Siamo perfezionisti nel senso che prendiamo la cosa sul serio e vogliamo che tutto sia presentato in modo adeguato. Ci mettiamo anni a decidere gli intervalli tra le canzoni e a quanto debbano essere forti siano le note e a come le canzoni siano relazionate l'una con l'altra. L'ossessione è nei dettagli."
 
Cosa significa Mylo Xyloto?
"L'idea degli inizi era di creare un album in cui fosse raccontata una storia e la musica facesse da colonna sonora. All'inizio stavamo cercando di creare un film animato, ma ci sarebbe voluto troppo tempo. Mylo Xyloto era il personaggio principale, ma è anche un termine rappresentativo per l'album. E' misterioso, enigmatico e costringe le persone ad usare la propria immaginazione. C'è una storia nell'album se la si cerca attentamente."
 
È davvero singolare...
"Esattamente! Cercammo su Google la parola e non venne fuori nulla. E' divertente che il titolo sia unico per noi come band."
 
Quali sono i tuoi pezzi preferiti dell'album?
"E' come chiedere quale dei tuoi figli preferisci. Significano molto per noi, ci hanno ostacolato ma anche ispirato. La mia preferita al momento è 'Up In Flames', probabilmente perchè è quella che abbiamo registrato più di recente."
 
Si dice che questo sia il vostro album più da classifica fino ad ora, ed alcune delle canzoni ricordano 'Lovers In Japan' di Viva la Vida; sei d'accordo?
"Si direi di si, e inoltre è stata stranamente l'ultima canzone che registrammo per quell'album. Potendo tracciare una linea temporale, si potrebbe vedere la progressione e la continuazione di quel sound. Ci piaceva che quella canzone avesse carattere e che fosse di ispirazione - volevamo basare su quell'idea un album intero."
 
 Cosa rende il sound dei Coldplay così unico?
"Essenzialmente ognuno di noi ha contribuito. La musica è davvero dappertutto oggi ed è difficile essere originali, ma le band come noi e altri grandi band sopravvivono per quella chimica che si instaura. Ogni progressione dell'accordo è stata scritta prima, quindi la sola cosa unica che si può avere è proprio il coinvolgimento di ciascun elemento."
 
Tutti i vostri album hanno venduto davvero bene considerato il clima attuale nel mercato. Pensi che sarà lo stesso per questo album?
"Abbiamo imparato - specialmente in questo clima - a non pensare troppo a quest'aspetto. La sensazione di raggiungimento dell'obiettivo arriva dal sapere che abbiamo provato a creare il miglior album possibile. Credo che questo sia il nostro unico metro di misura al momento. I giorni in cui si vendevano decine di milioni di album sono finiti, quindi non più ha senso considerare questo criterio. Certamente, dentro di noi guardiamo anche a questo aspetto."
 
Sicuramente la casa discografica spera in grandi numeri...
"Francamente, non ci hanno fatto pressioni. Sentivamo di voler lavorare quanto più duramente possibile mentre ancora possiamo. La pressione è 'autoimposta' per andare avanti - siamo assolutamente coscienti che ci sono milioni di persone che vorrebbero essere al nostro posto quindi vogliamo fare il meglio possibile."
 
Cosa succederebbe se uno dei vostri album non vendesse come previsto? Sarebbe la fine dei Coldplay?
"Assolutamente no! Siamo felici di quello che abbiamo prodotto per quest'album. Non so quando finirà per noi e non vedo una fine per la band. Sto facendo del mio meglio ora che posso e sto lavorando al massimo possibile."
 
Siete già i favoriti per vincere un Mercury Prize per il prossimo anno. Pensate possa essere la volta buona?
"Ci abbiamo rinunciato molto tempo fa! Ad un certo punto nel 2000, credo. Non siamo più nella categoria credo, ma è bello che se ne sia parlato. Mettiamola così, non ci conteremo su questa vittoria! Non so quale sia il criterio di selezione, ma comunque scelgono sempre dei grandi album."
 
Preferisci i Coldplay del 2011 o del 2002?
"Il 2002 è stato un anno davvero divertente. Ci esibimmo a Glastonbury quell'anno per la prima volta e fu incredibile. Ci apparse chiaro che eravamo sulla buona strada. Detto questo, sono un uomo felice anche ora, quindi scelgo il 2011."
 
E' ora di tornare a completare l'album?
"Si, dovrei in effetti. Me ne vado a decidere l'intervallo di silenzio tra le tracce numero tre e numero quattro."
 
A quanti secondi stavi pensando?
"Uno e mezzo - Credo sarà rapido!"
 
amsterdam

Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.