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[Rolling Stone] Intervista a Chris Martin

Il dio dei semplici

by Brian Hiatt

Quando Chris esce dall'auto in una strada del West Village in un pomeriggio di maggio, è vestito come un tecnico di teatro — pantaloni stile khaki neri, maglia nera con cappuccio. Passerebbe inosservato, questo forse è proprio il suo scopo. Ma poi inizia a cantare "Girlfriend Is Better" dei Talking Heads' ad alta voce, tanto da poterlo sentire dall'altra parte della strada. Non può evitarlo: é davvero un gran pezzo d'uomo. L'assedio dei paparazzi iniziato dopo il matrimonio con Gwyneth Paltrow e con la nascita di due biondi e angelici figli ha provocato un'eccessiva attenzione verso di lui, ma sembra che non possa reggerla. Quando si siede per quella che chiama "un'intervista epica" — sette ore in 3 sessioni — la band sta per lanciare il suo quarto album, Viva la Vida or Death and All His Friends. "Ė fantastico" dice. Martin, 31, adora Woody Allen tanto quanto Michael Stipe, e ha lo stesso spirito del bambino preso in giro che era una volta, autocritica e autodifesa in parti uguali. L'immagina di Martin che fa yoga, ed ascetico 'pescetariano' non è poi così lontana dalla realtà, anche se si è bevuto due drink (una Guinness, un whisky) in due giorni, e si offende quasi quando ho un attimo di esitazione nell'ordinare un hamburger in sua presenza. "Non sono un dittatore riguardo a queste cose," dice. "Non lo dirò a Chrissie Hynde ( Leader della band The Pretenders, vegetariana n.d.r. )!"

In contrasto con la tranquillizzante e tiepida atmosfera della musica dei Coldplay, Martin è quasi spaventosamente passionale: ha un affascinante balbettio alla Hugh Grant, ma quando sente nel profondo ciò che sta dicendo — e accade spesso — i suoi occhi scintillano, come se fosse uno scienziato pazzo che progetta un piano per dominare il mondo. Questa forza, insieme alla disinvoltura della band nel creare un rock sincero ed esaltante in stile U2 — allo stesso tempo melodico e immenso — ha alimentato l'ascesa dei Coldplay dall'essere una band di quattro giovani universitari ad una delle più grandi espressioni del rock del decennio. Ma nonostante tutto questo, Martin non smette di sentirsi un fallito. "Devi avere fame," dice. "Se tua moglie uscisse con Brad Pitt, dovresti dimostrare chi sei, capisci che intendo?"

Qual'era lo stato d'animo della band mentre lavoravate al nuovo album?
Nel nostro ultimo album, abbiamo preso una bella batosta da alcune persone, e alla fine pensavamo che nessun produttore avrebbe lavorato con noi. Eravamo più grandi che bravi — eravamo desiderosi di migliorare. Così ho chiesto a Brian Eno, "Conosci qualche produttore che potrebbe aiutarci a migliorare come band?" E lui rispose, "Beh, non voglio vantarmi, ma potrei essere io l'uomo che fa al caso vostro."

Quale fu il suo giudizio su di voi?
Ci disse, "Le vostre canzoni sono troppo lunghe, e siete troppo ripetitivi, e usate troppo gli stessi effetti, grande non significa sempre di buon livello, usate sempre gli stessi sound e i vostri testi non sono abbastanza buoni." Ci ha distrutto.

Come avete risposto?
Ce ne siamo fatti una ragione. Avremmo potuto stare lì, a guardare i nostri dischi di platino e dire, "Ma vaffan****, ti sbagli di grosso," oppure, "Ok, probabilmente ha ragione." Brian e Markus [Dravs, il co-produttore] ci hanno davvero smontato, in stile addestramento dei marine. In 20 minuti avevamo dimenticato ogni nostro record di vendite.

X&Y ha avuto recensioni contrastanti, ma la più dura in assoluto fu quella del New York Times, che vi ha definito come la band più insopportabile del decennio. Come avete reagito?
E' stato difficile. Il primo vero attacco alla tua band, e da una rivista che rispettiamo. Sono d'accordo sotto molti punti di vista. E come dire, "Si, qualche volta seguo la strada più ovvia, e qualche volta ricorro alle vecchie abitudini." Quindi, in un certo senso, è stato liberatorio vedere che qualcun altro se ne è reso conto. É secondo me c'è qualcosa di affascinante nel prendere una bella batosta ed andare avanti. Quando fai qualcosa che non piace alla gente, allora sei di nuovo libero. Il tuo scenario si apre. Non devi ricorrere all'uso del piano, o del falsetto o al fatto che ogni canzone parli di un amore struggente.

C'è più libertà nelle nuove canzoni — non è più strofa-ritornello, non più.
Sai, io credo ancora profondamente nell'uso del ritornello. Ma un giorno arrivò Brian Eno e ci disse, "Penso che il progressive rock sia molto sottovalutato e un giorno tornerà di moda. E penso che voi dovreste considerare l'idea di non utilizzare necessariamente la struttura delle canzoni che avevate prima."E tutte le volte che lui ha un'idea entusiasmante, insomma, tu la metti in atto.

Nel primo singolo, "Violet Hill," tu canti di una volpe che diventa un dio e di un “carnival of idiots on show” (processione di idioti esibizionisti). La canzone è ispirata al canale Fox News?
Per nessuno, nessuno della band, è stato così. Il primo verso di quella canzone è il primo verso che abbiamo scritto, in assoluto. Anni fa, quando Guy [Berryman, bassista] ha ascoltato questo verso e quella prima melodia — "It was a long and dark December" — disse, "Ok, mi unisco alla band." Ma non abbiamo avuto pronti gli altri 49 versi fino all'anno scorso. E poi un giorno stavo guardando Bill O'Reilly (opinionista politico n.d.r.) e ho pensato, "So come finire questa canzone". Il mio migliore amico, Tim, è un musicista in una band, High Wire, ma lavora anche in un bar. Aveva qualche problema con il suo capo, e mi ha fatto pensare che tantissime persone trascorrono la loro vita prendendo ordini da qualcuno con cui non vanno d'accordo. Allora è stata questa l'idea, e anche guardando Bill O'Reilly, tutte queste parole sono arrivate.

In "Death and All His Friends", c'è questo attualissimo verso: "a cycle of recycled revenge (periodo di vendetta continua)."
Ė un verso di Brian Eno. Avevo degli spazi vuoti nel testo: "I don't want to battle from beginning to end (non voglio combattere dall'inizio alla fine). “? , ?, ?”. I don't want to follow death and all of his friends (Non voglio seguire la morte e tutti i suoi amici). "Stavamo mangiando un sandwich e così "Guardare troppi episodi di Friends? No, non lo farò. Ascoltare The Bends dei Radiohead? No. Mangiare gelati Jerry and Ben's? No." E allora a Brian venne in mente il verso, e disse, "Mi piace. Dovreste usarlo."

Parla della situazione del mondo.
Ed è dannatamente reale. Lo puoi vedere dappertutto. Quando impareremo? Non impareremo mai, questa è la risposta. É un disastro totale, gli ultimi uomini sulla terra si distruggeranno. Tu ed io viviamo nel tempo in cui la vendetta è la cosa più pericolosa, perchè gli interessi sono troppo alti e le armi ormai sono così avanzate.

Vedete qualche barlume di speranza?
Non appena Barack Obama diventerà presidente, la gente diventerà un po' più ottimista. Se Obama fosse presidente, tutto cambierebbe l'opinione che il mondo intero ha dell'America immediatamente. L'immagine che la gente ha dell'America è davvero pessima ora. Ed è un peccato perchè più della metà degli americani sono le persone più squisite del pianeta. Ma sono state anche mal rappresentate.

Pensate che possa vincere?
Si. Ma penso che, in realtà, la cosa giusta sarebbe, nell'eleggere il presidente dell'America, permettere a tutto il mondo di votare, perchè,comunque, è qualcosa che interessa tutti. Se ci fosse una votazione a livello mondiale, non c'è dubbio che vincerebbe lui. Nessun dubbio. Di certo, Barack Obama è un essere umano come tutti noi. Farà degli errori.Ma sto cercando di guardare il lato positivo. Che bisogno c'è di essere pessimisti?Dove ci porterebbe? Puoi parlare in radio, ma questo realmente non permette di fare nulla di utile per il mondo.

Nei vostri sforzi per fare qualcosa per il mondo, vi siete presi della m***a addosso per aver fatto cose come scrivere sulla mano il simbolo del commercio equo-solidale.
Uno dei dialoghi di maggior interesse all'interno della band riguarda il non ritenere il rock & roll strettamente legato all'uso di cocaina, o come rivoluzione perchè si indossano pantaloni di pelle, perchè secondo noi non è più questa la vera ribellione. Lo spirito del rock & roll è libertà. Ė l'essere fedeli a ciò in cui si crede e non fare caso a quello che dicono gli altri. E se questo significa scriversi qualcosa sulla mano, allora lo devi fare. Non importa se non sei avanti come i Ramones —Non lo sarai mai, in ogni caso. E so già che verremo ridicolizzati e considerati stupidi per questo. Ma fino a che crederemo in ciò che stiamo facendo, non chiederemo scusa.

Tu sei cresciuto in una zona rurale nel sudovest dell'Inghilterra, in un ambiente piuttosto religioso. Questo in che modo ti ha condizionato?
Sono cresciuto con la prospettiva del paradiso e dell'inferno che incombeva potente sul mio futuro. Io sono cresciuto pensando che se solo avessi sognato un paio di tette sarei finito dritto all'inferno. Ci era stato inculcato nella testa che queste cose sono sbagliate. O era bianco o era nero, così come anche oggi continua ad essere per milioni di cristiani dell'estrema destra che abitano negli stati della cosiddetta bible-belt americana (stati che vanno dal Texas, alla Carolina del Sud, dall'Alabama al Tennessee ecc.). Ho passato un anno pensando che sarei stato punito se avessi cantato Sympathy for the Devil dei Rolling Stones.

Per punito intendi che saresti andato all'inferno?
Certo. Quando avevo all'incirca quattordici anni, la prima band di cui abbia mai fatto parte voleva suonare Black Magic Woman. Ed io dissi che non me la sentivo di suonarla perché avevo paura di attirarmi un karma negativo. Da ragazzino, non sai come stanno in realtà le cose. Ma poi con il passare del tempo, questi dogmi iniziano a sgretolarsi e tu incominci a dirti: 'Non sono mica poi così sicuro di questa cosa dell'inferno. E non sono tanto convinto che essere gay sia poi così sbagliato e non sono certo che abbiamo ragione noi e gli altri siano in torto'.

Hai mai pensato di essere gay?
Più che altro mi dicevo: 'Oh, cazzo e se lo fossi'? Perché sono stato cresciuto pensando che fosse qualcosa di molto sbagliato ma un giorno mi sono detto ma che cazzo me ne frega? E da allora, non è più stato un problema. Sembra sciocco dirlo adesso ma quando sei un ragazzino pensi che finirai all'inferno per l'eternità se ti innamori di un ragazzo o se sposi una ragazza ebrea.

Immagino che qualche ragazza ti abbia finalmente convinto che eri a tutti gli effetti eterosessuale.
Beh, sono sempre stato attratto dalle tette. Diciamocelo, sono proprio fantastiche!

Qual è stata la prima canzone da ragazzino che ti ha colpito sul serio?
Probabilmente Bad di Michael Jackson e Take on Me degli A-ha. Dato che eravamo sempre in chiesa con la mia famiglia, direi che la musica che sentivo più spesso erano gli inni religiosi. Con ogni probabilità, tutto il mio parlare dei vita e morte nella mia musica viene proprio da questa educazione.

Quando hai iniziato a cantare?
La prima volta che ho cantato in pubblico è stato a un concerto scolastico all'età di undici anni. Ho cantato una canzone sui giornali che avevo scritto io. Ad alcune persone la canzone è davvero piaciuta mentre ad altre no. Ricordo queste due ragazze che mi si sono avvicinate dopo la mia esibizione, hanno fatto un risolino e poi sono scappate via come a dire che ero stato una vera merda sul palco. E da quel momento, tutta la mia vita è un continuo ripetersi di quel giorno.

Allora perché sei andato avanti?
Per un po' di tempo, ho lasciato perdere il canto, poi un giorno alcuni amici volevano suonare Sweet Child o' Mine durante un altro concerto a scuola. Ok, ho detto, fatemela cantare. Alla fine questo tizio, Tom, mi ha detto 'Chris, ti spiacerebbe cantarla un po' meno come fossi Tina Turner'? Ed io gli ho risposto che non era vero e che stavo cercando di imitare la voce di Axl Rose!

A pensarci bene, non c'è poi molta differenza.
Ma per quei ragazzi era troppo. Allora ho detto che avevo una canzone scritta da me e che avremmo potuto suonare quella. Penso molto ai musicisti che scrivono la propria musica: lo fanno perché non sono bravi a interpretare le cover. Dal quel momento in avanti, ho iniziato a fare parte di diverse band: Identity Crisis e poi un'altra chiamata Floating Insomnia. Quindi ho fatto parte dei Rocking Honkies, che era una sorta di band di blues composta da musicisti bianchi. Fare parte di questa band di blues è stata la mia migliore scuola di musica. Spesso le canzoni migliori hanno un solo accordo. È così che mi sono messo a suonare il piano per canzoni come Mustang Sally e altre simili.

Nella musica dei primi Coldplay, nella tua voce c'era una forte influenza soul.
Sì era probabilmente soul ma attraverso il filtro di Jeff Buckley, ad essere completamente onesto. Prima di questa fase, ho passato tre anni a cercare di imitare Eddie Vedder.

A tredici anni, i tuoi genitori ti hanno mandato a studiare in collegio. Che tipo di esperienza è stata?
Credo che non sia un'esperienza facile per qualsiasi ragazzo avere tredici o quindici anni. È tutto una grande corsa verso la pubertà e se ci arrivi per ultimo, non è piacevole fare parte di una simile gara. Ero un ragazzino estremamente religioso, piuttosto ingenuo e molto propenso a dare giudizi. Per tre anni sono stato uno sfigato e poi le cose hanno iniziato a cambiare dai sedici anni. Ma ormai ero stato etichettato come il tizio recluso, strano e incazzato quindi sono molto grato a quel periodo di grande sfide tra i tredici e i sedici anni, in cui ho dovuto affrontare quella mentalità ottusa tipica dei ragazzini a scuola, tipo sei un frocio, sei una sega negli sport, sei questo e sei quello. Perché questo mi ha fatto capire che non avrei voluto finire a lavorare in qualche istituto bancario, dove avrei dovuto mandare giù la merda della stessa gente per il resto della mia vita. Dovevo scendere da questa cazzo di strada prestabilita per me: scuola pubblica, università, quindi banca e poi casa al mare in Francia. Ho sentito che ci doveva essere di più nella vita del rugby e della birra a buon prezzo ai fine settimana.

Tu hai dichiarato una volta che sei rimasto vergine fino a 22 anni. Ce l'ho su nastro.
Su quale nastro? Credo di aver detto su ogni nostro nastro qualcosa di simile [ride]

Ma come mai hai aspettato tanto?
Beh, per questioni religiose e cazzate del genere. Inoltre per mancanza di fiducia. All'incirca fino ai ventuno anni, sono sempre stato piuttosto imbranato con le ragazze. Sono sicuro che non sia facile per nessun ragazzo ma io ancora non ci ero arrivato. Però ho sempre avuto un sacco di amiche.

Rimanevi incastrato nel purgatorio dell'amicizia, quindi.
Sono rimasto incastrato in quella zona davvero un sacco di volte. Mi dicevo che sarei dovuto diventare una rockstar perché le cose così sarebbero andate bene; ero il ragazzo che piace a tutte ma con cui nessuna vuole andare a letto. Non voglio essere la persona che le fa ridere prima che fuggano per andare a letto con qualcun altro. Voglio essere io il tizio che tutte vogliono scopare. Quindi alla fine tutte queste cose si sommano insieme per darti piccole dosi di energia.

Tu sei un grande amante dei film di Woody Allen. Forse parte di questa tua passione ha a che fare con il fatto che un tipo così nevrotico riuscisse sempre a conquistare donne bellissime?
Sì e aveva ragione Woody. Persino io sono la dimostrazione vivente di questo.

Hai scoperto di piacere di più alle donne quando eri sul palco a suonare?
Perché mai dovrei sprecare il tempo a farlo se non fosse per le ragazze? [ride]

Non ti piace parlare del tuo matrimonio. Ti dispiace se però ti chiedo di raccontarmi la prima volta che hai incontrato Gwyneth?
Inventati la cosa più interessante che ti viene in mente e io dirò che sono stato io a dirla. Oppure facciamo così: ci siamo conosciuti al museo delle cere di Madame Tussauds ed è stato solo dopo mezzora che mi sono accorto che stavo parlando con una statua di cera. Non avevo ancora conosciuto la vera attrice. Ma è stata un'eccellente pratica [ride]. Credo che sia un'idea divertente per la scena di un film.

Hai avuto parecchie relazioni durature nella tua vita?
Ho avuto solo una relazione seria.

A parte la tua attuale?
No, questa è l'unica che abbia mai avuto. Suona strano? Non penso sia poi così strano; di certo non lo sarebbe stato 200 anni fa.

No, non è strano che tu abbia avuto solo una relazione seria. Però è bizzarro il fatto che la tua unica storia d'amore importante sia quella tra una rockstar e una star del cinema.
Sì, lo so. Ma l'amore è così e bisogna assecondarlo. Pensa a Romeo e Giulietta o alla gente con matrimoni davvero impegnativi: tra persone che vivono lontane, o tra razze miste o addirittura tra cugini. Molte persone si trovano a vivere storie d'amore particolarmente complicate.

Avevi considerato quanto intensa sarebbe stata l'esperienza di uscire con una star del cinema? Sì, lo avevo fatto ma ho sempre pensato che sarebbe stato favoloso stare con una donna di potere perché in un certo senso ti fa rimanere nel tuo posto e ti ricorda che ancora non sei abbastanza bravo. Quindi sapevo che ci sarebbero stati anche degli aspetti negativi, che sono abbastanza ovvi da non doverli nemmeno elencare, ma quelli positivi li superano di gran lunga. Essere sposati con qualcuno di grande successo e molto potente in pratica mantiene viva la tua voglia di migliorarti di continuo.

Continui ad usare il termine ‘potente'.
Hai capito cosa voglio dire. Per quanto tu sia un musicista famoso, non sarà mai la stessa cosa come essere una famosa star di Hollywood.

Ti dà fastidio vedere tua moglie sullo schermo, ad esempio con Robert Downey Jr?
No, assolutamente no. Non sono un tipo geloso. Credo che in questo ambiente, se sei geloso, non riuscirai ad essere molto felice. Anche se la tua ragazza o tua moglie è a casa mentre tu sei in tour, comunque andresti fuori di testa di continuo perché la gelosia è una bestia difficile da tenere sotto controllo.

Sei giovane per avere già due figli. Hai mai pensato che ti saresti sistemato così presto?
Devi lasciare che la vita segua il suo percorso, altrimenti per prima cosa la tua vita sarebbe noiosa e secondo anche il tuo modo di scrivere ne risentirebbe se non lasci che le cose accadano.

Ma quando sei una rockstar, puoi anche scegliere di prolungare la tua adolescenza all'infinito.
Lo so ma poi la tua musica finisce per diventare una schifezza. Fammi l'esempio di un musicista che non ha mai smesso di comportarsi da adolescente e sia riuscito a fare un ottimo album.

Nel passato, ti è capitato di reagire in maniera piuttosto aggressiva nei confronti dei paparazzi: c'è stato un incidente con la macchina di un fotografo e quest'anno hai sbattuto a terra un fotografo.
Il motivo per cui come famiglia siamo molto riservati e la ragione per cui indosso sempre un cappuccio in testa e sfuggo da un posto all'altro, è perché non voglio imbattermi in certi tipi di persone che mi tirano fuori un rabbia fisica che davvero non sono capace di controllare. Puoi spendere i soldi dei contribuenti per sostenere le guerre e uccidere i civili, ma non hai il diritto di tirare un ceffone a una persona che sta disturbando il tuo compagno di band o tuo figlio. Non è divertente essere arrestato: è un'esperienza terrificante. È per questo che non mi piace parlare di questo argomento e perché non amo partecipare agli eventi da red-carpet perché così facendo invito un certo tipo di individui nella mia vita. E questo proprio non lo sopporto. Quindi me ne sto alla larga perché non puoi certo andare in giro ed essere aggressivo a livello fisico con la gente. C'è stato un momento in cui ho pensato: 'Ok, non devo più finire in una situazione in cui mi prendono le impronte digitali e mi rinchiudono in una cella. Non è una bella cosa, è ovvio che come tattica non funziona'.

Tu e Jonny Buckland siete stati i primi membri dei Coldplay. Come vi siete conosciuti?
Abitavamo nello stesso dormitorio all'università a Londra. Io non sono un gran dormiglione quindi ero sempre sveglio di notte, a lavorare o a scrivere della roba. Jonny era in una camera vicina alla mia alle tre del mattino a suonare qualche pezzo alla chitarra. Una volta gli dissi che non sapevo suonasse la chitarra e lui mi rispose: 'Beh, in effetti non lo dico in giro'. E qualcosa nel mio cervello mi spinse a dirgli di incontrarci il giorno dopo. E da quel giorno siamo sempre stati insieme. Ancora oggi a Jonny non piace dire alla gente che suona la chitarra, persino quando è sul palco cerca di nascondersi il più possibile. Passo tutta la mia vita a cercare di tirarlo fuori dall'ombra perché so che è un eroe alla chitarra, almeno io la penso così. Jonny è l'unica persona al mondo che sia mai riuscita a far risultare eccellente qualsiasi cosa abbia mai scritto.

Quindi, quando hai iniziato a scrivere le canzoni insieme a lui, quanto diverse erano dalle canzoni dei Coldplay che noi tutti conosciamo oggi?
Probabilmente non erano poi così diverse. Quando Guy si è unito al gruppo, le canzoni si sono fatte ancora più simili. Poi è arrivato Will [Champion] e la musica è diventata sempre più uguale a quella di adesso. Per due anni abbiamo suonato ogni sera. Per un lungo periodo non abbiamo avuto un batterista perché Will ancora non era entrato a fare parte della band - non avevamo uno Stumpy Joe (batterista degli anni Settanta che morì soffocato nel vomito di un'altra persona NdT) - nessun batterista originale. Quindi non facevamo serate o altro ma ci concentravamo nello scrivere e scrivere. Eravamo talmente presi da questo che un membro della band, di cui non farò certo il nome, ha fatto finto di essersi rotto la caviglia per starsene un mese a casa. Ma quando è tornato al lavoro, ha dovuto tenere un mazzo di chiavi nelle scarpe per ricordarsi che avrebbe dovuto zoppicare. Questo dimostra quanto fossimo devoti al nostro lavoro.

Secondo te, qual è la stata la vostra canzone più importante? Quando avete capito che non eravate solo una band del college?
Beh, tutti vivono con la paura di essere smascherati. Quindi non c'è mai stato un momento in cui ho pensato: 'Ok, ecco. Siamo una band di livello internazionale e nessuno può portarcelo via'. Ma non appena è comparsa la canzone Yellow, mi sono detto 'Ok, questa canzone ha le potenzialità per essere un singolo di grande successo. Andiamo'!

È buffo che tu dica ‘comparsa' perché l'hai scritta tu quella canzone.
Le brutte canzoni vengono da me e dalla mia consapevolezza di saper scrivere le canzoni e quelle belle vengono da qualche altra parte, non so bene da dove. Anche perché tendono a comparire alle due del mattino in maniera inaspettata. Tu devi semplicemente essere lì per riuscire a coglierle. È così che mi sento nei confronti delle belle canzoni. Quindi per me la maestria è davvero essenziale. Ed è per questo motivo che la maggior parte dei bravi musicisti conosce molto bene la musica degli altri, come si armonizza insieme, come funzionano gli arrangiamenti e cosa entra in gioco nella seconda parte di una canzone come Once in a Lifetime dei Talking Heads in modo da sollevarla immediatamente. Ma nessuno può dirmi da dove provenga la melodia di Strawberry Fields Forever perché sarà venuta dal nulla. Potrei scommettere che John Lennon non l'abbia pianificata ma che a un certo punto sapesse di averla trovata. Si può ascoltare ancora il demo di questa canzone [nell'album The Beatles Anthology] ed è ok, un pezzo acustico. Poi in qualche modo, si trasforma in Strawberry Fields Forever. Solo allora il lavoro si fa davvero tosto.

Quali canzoni hai ‘dissezionato' per imparare la tua maestria?
Per un certo periodo sono stato molto preso dalla musica dei Black Crowes –The Southern Harmony and Musical Companion. E da Bob Dylan: Blood on the Tracks e Bringing It All Back Home. Poi dagli A-ha e dagli Oasis. Il loro primo disco lo abbiamo letteralmente analizzato pezzo per pezzo. E ovviamente anche OK Computer dei Radiohead.

Ti capita mai di scrivere canzoni in uno stato diciamo di alterazione?
Beh, sì mi è capitato. Mi dispiace molto ammetterlo ma ho una sorta di dipendenza da sonniferi. Non riesco a dormire quindi devo prendere molte pillole per riuscirci. Non mi piace davvero dirlo ma i sonniferi portano il cervello in un altro luogo.

Mi vuoi dire che prendi un sonnifero e poi rimani sveglio lo stesso?
Sì ed è una cosa che mi piace da morire perché è come essere fuori ma con la ricetta del medico, credo. Il mio problema è che spesso prendo un sonnifero per andare a dormire ma poi vengo preso da una canzone allora finisco per suonare e poi la pillola inizia a fare effetto a metà del mio lavoro.
A casa, ho un piccolo angolo dove nessuno mi può sentire nel bel mezzo della notte ed è lì che trascorro la maggior parte delle mie serate. Mi alzo il giorno dopo e trovo su di me degli strani appunti. Non credo ci sia nulla di cui andare fieri e un po' mi vergogno per questo.

Yellow rimane ancora la tua canzone più famosa. Come sei arrivato a comporla?
È carino provare a scrivere senza sapere cosa stai facendo esattamente. Insomma, avevo questa chitarra accordata in una maniera strana per suonare un'altra canzone intitolata "Shiver", che avrebbe dovuto essere il nostro singolo di punta. Io e la band eravamo in Galles a registrare il disco e la cosa che più mi spaventa è che sia capitato assolutamente per caso. Stavo aspettando mentre Ken, il nostro produttore, parlava di come fosse bello il cielo per via delle stelle. A un certo punto, mentre stavo aspettando di fare un pezzo con la chitarra, mi sono ritrovato a cazzeggiare [si mette a cantare]: 'Look at the stars/Look, they shine for you/They were all yellow'. (Guarda le stelle/Guarda, brillano per te/Erano tutte gialle)

Quindi avevi solo quella frase e quella melodia.
Sì poi ho fatto una fuitina: se ho un problema con un ritornello, mi piace andare al bagno degli uomini perché l'eco è molto carino. Certo, non c'è un buon odore lì quindi devi scrivere in fretta e andartene quanto prima.Ho scritto il ritornello poi l'ho mostrato a Jonny, che ha incominciato a inventarsi tutto questo sound sinuoso alla chitarra ed allora mi sono detto: ok, è questo il singolo.

Le parole di quella canzone esprimono qualcosa che sembra molto centrale nella tua vita, una sorta di stupore nei confronti della bellezza del mondo.
Beh, è una questione molto importante per me perché altrimenti, senza speranza, che cosa rimane? Senza meraviglia e stupore, cosa c'è là fuori?

Una volta avete fatto la cover di What a Wonderful World, una canzone che esprime proprio sentimenti simili.
Non è solo pensare alle piramidi o al Rio delle Amazzoni. C'è anche Beyoncé o la torta al cioccolato che abbiamo mangiato ieri. È come quella scena del film Manhattan in cui Woody Allen fa una lista delle cose che rendono la vita magica. Io stesso ho una lista lunghissima piena di molte, molte cose. E sono certo che anche tu ce l'abbia.

Sì, devi tenerti stretta quella lista.
Assolutamente, altrimenti finiresti per suicidarti.

Come avete preso la battuta sui Coldplay presente nel film 40 Anni Vergine ['Sai come faccio a sapere che sei gay? Ti piacciono i Coldplay'!]?
Ero in aereo quando ho visto il film. Ha qualcosa a che vedere con l'essere gay? Sì insomma se sei gay, ti piacciono i Coldplay? Beh, è grandioso, amico. Sarei preoccupato se piacessimo solo a ragazzi bianchi eterosessuali di destra.

Non siete mai stati il genere di band che ama minacciare la gente con la forza della chitarra o roba simile.
Beh, in generale quando sei sul palco durante un tour, il rumore di tutti i ragazzi che applaudono e gridano non è altrettanto piacevole come sentire molti ragazzi e molte ragazze allo stesso tempo. E quando guardi il pubblico dal palco e vedi che ci sono tante ragazze, è proprio questa la cosa più bella al mondo.

Alcune rock band hanno difficoltà a trovare ammiratrici.
È vero. Credo che sia per questo motivo che la maggior parte della gente sostiene che la nostra non è musica rock. Non credo molto nel categorizzare i generi. Suppongo che probabilmente noi facciamo musica soft-rock. Non ho idea in quale sezione potremmo essere collocati in un negozio di dischi. Ormai tanto non ci sono più negozi di dischi quindi non abbiamo di che preoccuparci.

Ma è stato chiaro sin dall'inizio che alle ragazze piaceva la vostra musica?
Questa sembra un po' una domanda alla ‘Spinal Tap' (This is Spinal Tap è un documentario/parodia sul mondo della musica heavy-metal del 1984 NdT).

Ehi, amico sono tutte domande alla Spinal Tap!
[Ride] Credo che fossero intimorite da quello che avevamo nei nostri pantaloni. Armadilli. Avevamo armadilli nei pantaloni. No, non abbiamo mai mirato di proposito a una cosa o a un'altra. Non abbiamo mai avuto problemi a scegliere qualcosa che risultasse troppo femminile.

Tutti percepiscono una sorta di vulnerabilità emotiva nella vostra musica.
Sì, ma non credo si tratti di un aspetto prettamente femminile. Anche gli uomini sono dolci e vulnerabili e tutte le donne che conosco sono molto meno vulnerabili e decisamente più forti. Magari sono solo le donne che frequento io ma credo che noi uomini siamo più deboli e teneri di quanto non ci piaccia credere.

Nel complesso, ti piace il tuo lavoro?
Stai scherzando? Morirei per il mio lavoro. Ancora non riesco a credere che sia la mia professione. E fin tanto che l'avrò, faremo di tutto per essere sempre meglio. Se pensi all'insicurezza e a tutto il resto, c'è una straordinaria energia, non trovi? Solo non vogliamo smettere fino a quando non faremo qualcosa che sia davvero eccezionale. Devi essere stimolato, altrimenti per quale motivo essere al mondo?

Quando un domani dovessero girare un film biografia sui Coldplay, quale pensi dovrebbe essere la scena d'apertura?
Probabilmente la scena dell'assassinio e il successivo concerto in nostro onore.

No, dai.
Come no? Il film inizierebbe con Barbra Streisand che canta Yellow al Madison Square Garden, raggiunta quindi sul palco da Mariah Carey, con una nostra grande foto sullo sfondo e un grande punto interrogativo su come abbia fatto ad affondare il traghetto su cui eravamo. Ecco, è così che aprirei il film.

Come lo concluderesti?
Lo chiuderei con un'orgia di massa perché penso che al pubblico piacerebbe molto.

E cosa reciterebbe il tuo necrologio?
C'è un episodio del serial Curb Your Enthusiasm dove ricevono il testo sbagliato di un necrologio, in cui al posto di ‘beloved aunt' (adorata zia) c'è scritto ‘beloved cunt' (adorata figa). Ho sempre pensato che questo in qualche modo riassume i due aspetti della mia vita, le due facce della medaglia. Mi piace.

LE RADICI MUSICALI DI CHRIS MARTIN

Come lo spirito vagabondo di Bob Dylan e la mistica intrisa di soul di Jeff Buckley hanno influenzato la musica dei Coldplay.

RADIOHEAD
«Il nostro rapporto con i Radiohead è piuttosto buffo: eravamo dei ragazzini quando sono diventati famosi e ovviamente abbiamo saccheggiato molto dal loro repertorio nei nostri primi dischi. A volte mi sembra come se i Radiohead abbiano spianato la strada con un macete e poi siamo arrivati noi e abbiamo costruito un centro commerciale. Ancora adesso sarei disposto a privarmi della mia palla sinistra per scrivere qualcosa di straordinario come OK Computer. Diventerei un eunuco solo per essere in grado di scrivere una canzone come Paranoid Android».

JEFF BUCKLEY
«Ho provato a cantare come lui. Era scomparso da poco quando ho scoperto la sua musica, quindi percepisco questa mistica: chi è questa persona scomparsa così angelica che ha scritto canzoni talmente complicate e che cantava come una ragazza? Se non fosse morto, oggi sarebbe una star».

R.E.M.
«Noi adoriamo i R.E.M. Amo il modo in cui cambiano di continuo e come nessuno riesca mai a dire di cosa stia parlando Michael Stipe. Abbiamo analizzato pezzo per pezzo le canzoni presenti nell'album Automatic for the People, che non abbiamo plagiato ancora, anche se stavamo per farlo. Nightswimming è una canzone così dolce e diretta, che non cerca di sembrare cool. Negli ingredienti di ogni canzone dei Coldplay, c'è sempre un pizzico di R.E.M.».

MICHAEL JACKSON
«Nell'ultimo anno, ho ascoltato più musica di Michael Jackson di chiunque altro, soprattutto Off the Wall. In questo album ci sono così tante percussioni. Bisogna studiare questa musica per cercare di riuscire a far muovere i piedi della gente».

BOB DYLAN
«Da dove incominciare? Non gliene mai fregato un cazzo di quello che pensava la gente, sia che cambiasse la sua voce in Nashville Skyline o che diventasse cristiano estremista negli anni Ottanta. Per me, tutto questo appartiene alla sua natura radicalmente cool».

amsterdam

Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.