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[Entertainment Weekly] 'X'-amination [Entertainment Weekly] 'X'-amination

[Entertainment Weekly] 'X'-amination - periodo X&Y

Chris Martin dei Coldplay chiacchiera con Chris Willman di EW sul nuovo album della band ''X&Y'', i paparazzi, e anche strani fenomeni che coinvolgono polli.

A Gennaio mi sono trovato con i Coldplay in studio a Londra, dove stavano lavorando per le ultime settimane al loro attesissimo terzo album, X&Y (uscita prevista il 7 Giugno). Durante la pausa pranzo, mi sono seduto in un parco a Notting Hill con il frontman Chris Martin, che era poco vestito considerato il tempo alquanto freddo dell’inverno in città, appena tornato da un viaggio di ricerca in Ghana con gli amici di Oxfam.

Da vegetariano abbiamo mangiato assieme nel vicino Asian Deli. Sebbene continuasse a spizzicare cibo dalla mia vaschetta, Martin stava mangiando leggero: ''Quando hai tutti i servizi fotografici da fare, non puoi mettere su peso''. Il cantante è molto bravo con le battute, ma non potrebbe mai essere accusato di prendere la sua musica alla leggera, come ha dimostrato l’anno e mezzo passato a registrare e ri-registrare X&Y.

Martin è il tipo di ragazzo che devia domande personali su sua moglie, Gwyneth Paltrow, e sua figlia di un anno, Apple, facendoti domande sulla tua vita - e prima che te ne accorga, hai vaneggiato per 15 minuti e lui è riuscito a farla franca. Ho cercato di fare del mio meglio per tenerlo sul tracciato.

CHRIS MARTIN: Di dove sei?

ENTERTAINMENT WEEKLY: Los Angeles.

MARTIN: Penso che L.A. sia fantastica. Ci sono un sacco di belle casette vecchie. Ho visto The Aviator, e mi piace quel periodo di L.A. Hai visto The Aviator? Cosa ne pensi?

EW: Mi sono piaciuti alcuni aspetti.

MARTIN [sospettoso]: Ti sono... piaciuti...alcuni aspetti.

EW: Si, diciamo che non mi ha fatto impazzire.

MARTIN: Davvero? Wow! A me ha fatto impazzire. Mi è piaciuto tantissimo. Ma non sono un giornalista. Dio, devi essere un critico molto cattivo. Per me era meraviglioso.

EW: Forse ti relazioni con Howard Hughes in qualche modo? E’ famoso per aver girato di nuovo Hell's Angels. Tu hai ri-registrato un sacco di tracce del vostro nuovo album. L’ho ascoltato un paio di volte con le tracce che avete tagliato fuori, e ho sentito circa 10 canzoni dall’album per ora.

MARTIN: Davvero? Mi dispiace. Nessuna è finita, lo capisci. Sarà molto meglio di così.

EW: Hey, secondo me va benissimo.

MARTIN: Stiamo cercando di finirlo, ma ci sono alcune canzoni a cui manca la giusta energia o non suonano abbastanza naturali. L’album non è ancora finito, ecco perché sono restio a parlare specificamente di come sarà. Se poi ci troviamo ad avere un album che suona molto piano-y, sarà dovuto al fatto che abbiamo intrapreso la strada dei sintetizzatori, ed è arrivata l’ispirazione, e poi l’abbiamo riportato sulla strada del pianoforte. Al momento pensiamo di essere andati un po’ troppo verso l’elettronica con un paio di canzoni, e stiamo solo cercando di renderle più reali. Ci sono sicuramente influenze dall’elettronica, ma odierei il nostro album se potesse essere descritto in una sola frase, tipo ''E’ un album elettronico.'' Perché non lo è assolutamente, e lo sarà ancora di meno fra una settimana.

EW: Sembra che ci siano stati alcuni momenti rock quando siete entrati la prima volta in studio.

MARTIN: Penso solo che noi come band non siamo stati in grandissimi rapporti “formali” per lungo tempo dopo la fine dell’ultimo tour. Non nel senso si essere nemici, ma nel senso di non avere nessuna prospettiva per il nostro rapporto. Ti sei visto per così tanto tempo che accetti tutto come se fosse vero. E non uscivamo o facevamo cose assieme.

EW: Il tono del nuovo materiale varia da upbeat a downbeat.

MARTIN: Fa ridere come a volte le persone dicano, “Oh, la vostra musica è ottimistica e mi fa stare meglio,” e le persone a cui non piace accusano sempre le persone che l’ascoltano di essere dei suicidi. Ero in Ghana due giorni fa, e ho fatto un’intervista con questo giornalista molto rispettato; è una delle poche persone che ho incontrato là che sapeva chi fossimo. E mi ha detto che quando ci ascoltava, i suoi amici dicevano, “Stai bene? Sei depresso?”. E lui rispondeva “No, mi piace”. Ho visto gente inscenare anche il taglio delle vene. Non mi pare sia una musica deprimente.

EW: La gente penserà - Oh, ha avuto una bambina, scriverà solo cose felici e allegre, canzoni tipo “Amo il mondo”. E un po’ ho sentito degli accenni a questo, ma anche canzoni tipo “Sono bloccato e non riesco a venirne fuori”.

MARTIN: Beh, la vita ricopre tutto la tavolozza dei colori, no? E io non conosco la risposta meglio di chiunque altro. Ma mi faccio questa domanda molte più volte negli album. Più lavoriamo per il commercio equo e solidale e più impariamo come funzionano le cose a livello globale, e quando vedi come funziona a livello di strada, ti accorgi che è molto simile - persone che si mandano affanculo in continuazione. Ma ci sono anche delle belle persone... E’ come in The Aviator, sai. C’è Howard Hughes, ti rendi conto che è uno che cerca di farsi avanti, come un buon ragazzo, e poi ci sono i cattivi ragazzi.... Mi sembra di essere un po’ come George Bush qui, con questo ''bravi ragazzi e cattivi ragazzi''. Ma ci sono cose positive e negative ovunque guardi. Mi ci è voluto molto per capirlo, e per capire che andava bene sperimentare entrambe e cantare di entrambe.

EW: Hai momenti di grande umiltà, e poi dici che ti dispiace non poterti paragonare a Paul McCartney.

MARTIN Quando diventi famoso, o attraverso la musica o attraverso un matrimonio, e inizi a incontrare persone famose, ti colpisce che questo mondo creato dal National Enquirer o da US Weekly, questa città favolosa delle star, non esiste nella realtà. E tutti sono confusi quanto te. Così da un lato ti dà grande sicurezza, ma dall’altro ti provoca grande paura, perchè ti rendi conto che se Abraham Lincoln non sapeva cosa stesse succedendo nello spazio, allora chi avrebbe dovuto saperlo? Capisci cosa intendo? Ed è lo stesso con la musica. Da un lato, ti fa sentire come, beh, se Paul McCartney può scrivere “Yesterday”, perchè io non posso scrivere una canzone altrettanto bella? Sono un essere umano come lui. Dall’altro lato, è anche un grande. Ecco perché passo da uno stato di sicurezza ad uno di paura.

EW: Considerato come le persone si relazionano a voi, specialmente qui nel Regno Unito, sembra che le reazioni contro di voi siano finite abbastanza presto. Vedendo quanto siete popolari, le persone in fondo non vi odiano quanto voi potreste invece aspettarvi…

MARTIN: Non lo credi? Davvero non ci credi?

EW: Mi baso sulla stampa inglese, e sembra che loro...

MARTIN: Loro ci odiano alla morte.

EW: Davvero?

MARTIN: Beh, non so se sia dovuto al fatto che quando non ti piace qualcosa sei più schietto a parlarne rispetto a quando invece ti piace, ma il 99% di quello che vedo o leggo o mi viene detto è negativo. E non incontro persone a cui piace la band più di quante ne incontri che invece mi infastidiscono e mi fanno arrabbiare. E’ davvero triste. Ciò mi ha reso molto più cinico rispetto al mondo. Sai, stavo camminando per strada l’altro giorno, e un ragazzo mi ha fermato solo per dirmi che figlio di puttana ero. Penso di non avergli fatto mai niente di male. Quindi credo ci sia una reazione negativa molto forte che aleggia, anche adesso che stiamo parlando!

EW: Ti ha spiegato perchè non gli piacevi?

MARTIN: Solo perchè ero sui giornali tutti i giorni, mi ha detto. Ma siamo tornati indietro 20 minuti dopo e gli abbiamo dato due bottiglie di champagne - che pensavamo sarebbero state la forma migliore di guerra - e così ha cambiato idea.

EW: Dato il modo in cui ti sei comportato con tutta l’attenzione che ricevi da parte dei paparazzi, sembra che il tuo modo di fare sia cambiato, e non so se ciò significhi che hai imparato a rilassarti o tu sia diventato più pragmatico su come comportarti con le persone. Se rileggiamo alcune interviste che hai fatto un paio di anni fa, avresti detto “Non ne voglio parlare”, e avevi battibecchi con i fotografi, mentre adesso posi per strada.

MARTIN: Non sono sicuro di aver veramente posato per strada. Hai visto foto in cui ero in posa...?

EW Ce n’era una in cui tu e Gwyneth vi siete fermati e avete permesso alle persone di farvi una foto dopo che è nata la bambina.

MARTIN: Ah è vero. Occasionalmente, se si dimostra essere l’unico modo di sbarazzarsi di qualcuno, lo fai e basta, e te lo togli di mezzo. Credo che la vita privata di una persona non sia affare di nessun’altro, ma a volte devi prendere quelle decisioni per cercare di tenere le cose su un certo livello. E se fai una cosa simile, è solo perché se non lo fai, la scocciatura sarà cento volte peggiore. Queste cose mi fanno star male, e non mi piace parlarne. La mia unica regola adesso è di cercare di stare calmo, e sapere quando devo dire di no e a volte dire di si; altrimenti potrei incazzarmi con i fan.

EW: Hai detto che pensi molto alla morte. Di solito ciò implica il fatto di essere depresso e nichilista. Ma in una canzone come ''Speed Of Sound'' [il primo singolo da X&Y] sembra che tu sia felicemente scioccato dalle meraviglie che vedi attorno a te.

MARTIN: Trovo un immenso conforto dal fatto che ci siano così tante cose che non capiamo, e così tante cose che sono inspiegabili. Penso che sia meglio non sapere tutte le risposte, e puoi ancora trarre una speranza dal non sapere tutto.

EW: E’ la definizione ti ottimismo agnostico?

MARTIN: Si. Ma ci credo davvero... Non sono agnostico, perchè credo in Dio. Non necessariamente una religione specifica, ma c’è un potere sopra di noi, qualsiasi esso sia. Intendo, se ci sono esseri umani che possono fissare delle capre e farle morire, allora ci sono delle grandi forze là fuori da qualche parte. Capisci cosa intendo?

EW: Hai letto Fortean Times?

MARTIN: E’ in questo libro che Jonny sta leggendo delle capre. Ma mi diverte il fatto che quando ero in Ghana ho incontrato uno il cui cugino può uccidere i polli solo parlandogli. Quindi la cosa bella della mia vita è che incontro persone molto diverse tra loro. Anche se non tutti sanno veramente cosa sta succedendo, puoi ancora essere sorpreso di quali strane cose abbiano scoperto altre persone. Sono stato in un posto dove se fai una foto ad una persona che non vuole essere fotografata non comparirà nella foto una volta sviluppata. Che per me sarebbe la soluzione ideale ai paparazzi.

EW: Quando hai fatto commenti anti-Bush, ci sono state ripercussioni?

MARTIN: Solo da parte di mio papà. [ride] Se faccio commenti politici, temo solo il giudizio di una persona, cioè mio papa. Per strani motivi andiamo sempre d’accordo su tutto tranne alcune cose fondamentali, come chi dovrebbe governare il paese. Ma è per questo che cerco di non fare più commenti specifici su persone specifiche. Preferisco parlare su come sarebbe bello che le leggi del commercio fossero migliorate e le barriere tariffarie fossero livellate in tutto il mondo. Quindi mi piace focalizzarmi su qualcosa di possibile e realizzabile, piuttosto che offendere qualsiasi persona alla Casa Bianca. Mio padre mi ha insegnato così e ha ragione. E’ come con quel ragazzo per strada che aveva ragione ad avercela con me l’altro giorno. Stavo per picchiarlo e Jonny era con me e ha detto “Lascialo perdere, su lascialo perdere”. E così abbiamo deciso che il modo migliore di comportarsi sarebbe stato comprargli dello champagne e portarglielo, e così avremmo vinto la guerra. E così è stato.

EW: Hai parlato poi con il ragazzo?

MARTIN: Si, e mi ha chiesto scusa. Incredibile. E me ne sono andato senza note da criminale e sentendomi molto sollevato.

EW: Ma non daresti mai dello champagne ai paparazzi.

MARTIN: No. Ma tutta questa cosa sui paparazzi… in realtà non ho mai picchiato nessuno. Si è creata questa credenza che in realtà è totalmente falsa. E’ solo una parte tratta da un articolo noioso. Ma, per la cronaca, è questo che più mi rattrista del mondo oggigiorno. C’era questo tipo che continuava a seguirmi [quando Martin e la Paltrow si sono presi la “licenza matrimoniale”], e quando me ne sono andato ha tirato fuori la storia che gli ho dato un pugno in faccia e gli ho fatto un occhio nero. Queste cose mi rendono confuso, è da pazzi, perché non l’ho mai toccato. Se lo avessi fatto, avrebbe dovuto chiamare la polizia, e sarei stato veramente nei guai, perché non ci pensano mai due volte prima di chiamare la polizia. Quindi era falso. In più sarebbe come se qualcuno continuasse a seguirti, desse fastidio a tua figlia, e poi il giorno dopo qualcuno venisse a reclamare che gli hai fatto qualcosa. Sarebbe da fuori di testa.

EW: Forse hai imparato a far diventare l’occhio nero a qualcuno da lontano, come il ragazzo che uccide i polli.

MARTIN: Ecco, esatto. Okay, mi hai scoperto. [ride] Bravo. Forse dovrei impararlo veramente. ''Puoi rimanere un attimo fermo e lasciarti fissare un attimo?” E’ un’idea geniale. Questo e la cosa della sparizione dalle fotografie sarebbero un’idea fantastica.

EW: I tuoi testi non sono molto insicuri, cioè cercano di essere intelligenti. Leggo molte interviste in cui tiri fuori queste battute, poi però non cerchi di essere come Elvis Costello quando devi scrivere le canzoni.

MARTIN: No, no, no. In realtà ho una canzone che si chiama ''Goose Abuse,'' che fa così: ''Non direi boo ad un’oca, perché dire boo ad un’oca sarebbe abusare dell’oca.'' Che è la frase più bella che abbia mai scritto, ma non starebbe per niente bene nell’album. [ride] Spero che Morrissey lo legga, perchè posso dargli quella frase. Non sarò mai Morrissey, che è il grande genio dei testi di questo tempo. Lui e Dylan, ovviamente. Ogni volta cerco di dare un nome ad una canzone, Will, il nostro batterista, dice sempre che devo sbarazzarmene. Ci sono state delle volte in questo album in cui ho provato e mettere dentro il nome di qualcuno o qualche citazione letteraria. Ed è sempre il batterista che dice “Uh, puoi cambiarla per favore? È troppo pretenziosa.”

EW: Quindi la band ha una sorta di potere di veto sui testi?

MARTIN: Oh mio Dio, hanno il potere di veto assoluto sui testi. Will in particolare.

EW: E hanno la regola “nessun-nome-proprio”?

MARTIN: Nessun nome proprio. Sono riuscito a mettere Giappone e Cina, ed è stata una battaglia. Credo sia un bene per una band o un cantautore non essere circondato da “non”-uomini. Hanno un grande potere. Ma anche io ho lo stesso potere sui giri di batteria. Ecco perché ci mettiamo due anni per fare un album.

EW: Gli U2, ogni volta che fanno uscire un album, fanno commenti su come la loro missione sia quella di salvare il rock and roll. Voi siete sullo stesso livello e le persone vi paragonano, ma nessuno si aspetta che i Coldplay salvino il rock and roll. Il termine ''rock and roll'' in qualche modo non si adatta ugualmente a voi, rispetto al modo in cui lo usano loro.

MARTIN: No. La nostra musica, almeno spero, parla di sentimenti sinceri. E ogni volta che mi metto un paio di occhiali da sole, o dico che voglio farmi un buco all’orecchio, penso ''The Scientist'' suonerebbe ancora così bene se la cantassi con quel tipo di abbigliamento? Probabilmente no. Andrebbe bene, ma sarebbe più difficile da fare... Loro fanno le loro cose e noi facciamo le nostre. Non fraintendermi: la mia missione è sconfiggere le band meno conosciute. Amo gli U2 e i Radiohead più di quanto tu possa immaginare. Ma non temo nessun’altra band. Quando il mondo finirà fra 200 anni, sarebbe bello dire ''Oh si e la band migliore erano i Coldplay.'' A meno che tu non abbia questa ambizione, non ha senso andare avanti. Non significa che pensiamo di essere già arrivati o che ci arriveremo, ma ci proviamo. Bono è una grande rock star e lo è sempre stato, e quindi gli viene naturale. Se fai qualcosa che non ti viene naturale diventi qualcosa tipo Pop Idol [il precursore inglese di American Idol]... mi piacerebbe essermi fatto il piercing all’orecchio ma è troppo tardi, perché sembrerei uno scemo.

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Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.