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[Coldplay Q&A Session] Intervista a Chris Martin [Coldplay Q&A Session] Intervista a Chris Martin

[Coldplay Q&A Session] Intervista a Chris Martin - periodo Parachutes

Coldplay Q&A Session - Intervista con Chris Martin

Data: Dicembre 2001

Kristen Scalf: Qual è la vostra canzone preferita dell'album Parachutes?

Beh, è difficile dirlo perchè cambia sempre. Sono molto fiero di 'Everything’s Not Lost', l’ultima canzone dell’album.

Nancy Garcia: Per chi e perchè hai scritto 'Trouble'?

C’erano delle cose che non andavano tanto bene all’intero della band...la canzone si riferisce al comportarsi male nei confronti di qualcuno a cui vuoi molto bene e io stavo sicuramente facendo questo a qualcuno della band. Era un periodo in cui ero veramente una testa di c***o!

Ken Takada: Le tue canzoni si basano sulle tue esperienze personali? Sembra che rispecchino una gran quantità di dolore e sensibilità...

Scrivere canzoni è un mix tra finzione e mito. Le cose sono molto romanzate. Una canzone è come un film in cui puoi dire tutto quello che vuoi. Quindi ci sono pezzi basati sulla verità e altri che invece suonano bene o stanno bene. E’ un misto delle due. E’ tutta immaginazione. Non è strettamente la verità.

Theresa Cheriachangel: Cosa significa '...Cause You Were All Yellow' in Yellow?

Questo è un esempio perfetto di una cosa che suonava bene in quel punto. Non so cosa significhi. Non so perchè sia così. Funziona e basta. Ho cercato di non dire troppe volte quella parola ma non suonava bene…non mi piace nemmeno tanto il giallo…ma non pensavo quel colore come a qualcosa che splendesse come l’oro.

Rachel Hackett: Vi ammiro veramente per la vostra musica. Anzi direi che sono la vostra più grande fan, perciò mi chiedevo qual è stata l’ispirazione per 'Shiver'...

L’ispirazione per 'Shiver' è la tipica situazione in cui un ragazzo non è capace a far capire a qualcuna che hai fatto tutto per lei ma a lei non piaci.

Sheena M.: Perchè avete deciso di girare due video per Trouble?

Perchè non eravamo contenti del primo video e dovevamo farne uno nuovo per l’America. E dovevamo farne uno bello. E’ di Tim Pope – il ragazzo che ha fatto anche il video di 'Don’t Panic'. E’ un grande. Gli abbiamo detto 'Fai quello che vuoi'. E così fatto questo video che è fantastico.

Dan Roe: Come fai a inventarti queste bellissime melodie e testi?

Molte volte la melodia e il testo mi vengono di pari passo. Non puoi mettere davanti l’una all’altra perché vengono assieme e ti ritrovi con un bel pezzo. 'Yellow' è venuta fuori così. Anche se le parole non hanno molto senso, stanno dove dovevano stare. Di solito arrivo con un pezzo di canzone o metà canzone. E’ a quel punto che la cosa si fa interessante perché inizia a diventare una canzone dei Coldplay. Jonny inizia ad inserirci riff di chitarra per renderla migliore. Questo significa essere parte di una band. Io arrivo con il pezzo iniziale della canzone ed è quello che ognuno degli altri ci aggiunge che la rende una canzone dei Coldplay.

Paul Johnson: Nelle vostre canzoni scrivete di stress emotivi nei confronti delle ragazze. Questo stress è diminuito da quando siete diventati così famosi?

Molte canzoni sono sull’amicizia. Non parlano tutte di ragazze. Ma puoi scriverle su qualsiasi cosa ti piaccia. La parola 'You' può avere come soggetti molte persone. Può riferirsi a chiunque tu voglia. Quando canti 'I Love You', può essere indirizzato a chiunque. Alcune canzoni, come ho già detto, parlano dei membri della band. Si tratta sempre di relazioni.

Gerard Spennato: Credi ci sia una specie di mito che circonda le band inglesi? Band come gli Oasis e i Radiohead si assomigliano molto nei suoni a volte. Quante influenza hanno avuto queste band all’inizio della vostra carriera?

Tutte le grandi band ti influenzano. Quando pensi che siano delle grandi band è il momento in cui vengono registrate nella tua testa. Il motivo per cui assomigliamo di più ai Radiohead rispetto a Celine Dion è perché i Radiohead ci piacciono di più di Celine Dion.

Maria Carullo: Sembra che ci siano molte band inglesi che stanno tentando il grande passo negli Stati Uniti. Dato che la vostra popolarità aumenta sempre più ad ogni vostra visita, che suggerimenti avete per altre band inglesi che cercano di sfondare nel mercato americano?

Non saprei. So che amo la mia band ed è per questo che faccio questo mestiere. So che il mondo della musica è completamente marcio. Ci sono alcune band, che di per sé sono fantastiche, che non vendono un cd e ci sono altre band disgustose che vendono milioni e milioni di dischi. Quindi mi sento veramente onorato di dove siamo arrivati. Secondo me siamo pieni di talento, ma potremmo non essere più nessuno fra un anno. Il mio consiglio è di suonare come sanno suonare con passione se stanno cercando di sfondare in America. I gusti musicali sono completamente diversi quindi nessun può predire come saranno i gusti delle persone. Non si può dire chi andrà come.

Kathryn Holloway: Torni mai a Exeter? Ci tornerai mai in futuro per fare un concerto con la band?

Ci torno spesso perchè la mia famiglia abita là. Stiamo progettando di fare qualcosa lì il prossimo anno con i Muse.

Rose T.: Qual è stato l’obiettivo più bello che hai raggiunto al di fuori della musica?

Non posso fare nient’altro. Siamo troppo contenti per quello che ci è permesso fare.

Marjolina Mendoza: Quali sono i tuoi piani a lungo termine per la band?

Quando succedono cose come quelle dell’11 Settembre si deve solo vivere alla giornata. Abbiamo programmato di pubblicare il miglior album di tutti i tempi e questo è il massimo a cui possiamo arrivare a pensare.

Tiziana Stecca: Quando uscirà il vostro nuovo album?

Credo uscirà il 1 Giugno prossimo.

Charlotte Grist: Le tue esibizioni dal vivo sembrano più rock rispetto alla produzione di Parachutes. Sembrate essere più felici quando suonate le canzoni più ad effetto. La direzione del nuovo album potrebbe seguire questa linea?

Stiamo cambiando perchè le cose che ci piacciono stanno cambiando. Mi piace Parachutes, ma non dimostra tutto quello che possiamo fare. Non so se stiamo diventando più rock. Le canzoni sono diverse e hanno uno stile diverso. Di sicuro abbiamo messo più energia nelle canzoni dal vivo che mai. Ci sentiamo più a nostro agio quando all’idea di suonare dal vivo. E’ una cosa che amiamo! Ci piacciono le melodie suonate con passione. E continueremo a provare a farlo.

Cindy La: Qual è la canzone che preferisci del nuovo album?

Non posso dirlo perchè probabilmente domani sarebbe già cambiata.

Ian Betley: Dato che porto avanti uno dei siti più popolari sui Coldplay (Coldplaying.com, ndr) volevo chiederti se navighi nei siti sui Coldplay per vedere cosa dice la gente di voi...

Occasionalmente lo faccio, ma a volte mi spaventa e volte mi intristisce. E questo non fa bene alla salute.

Mimi: Come vi siete incontrati?

Credo che questa storia si trovi anche in internet da qualche parte. Eravamo tutti al College assieme e siamo assieme da quasi 5 anni.

Stephanie P.: Siete stufi di essere paragonati ai Travis?

No, per niente. Non siamo assolutamente come i Travis. Noi veniamo dalla Gran Bretagna e non siamo distanti miglia. E’ bello. Scrivono delle belle canzoni. Non ci sono problemi. Puoi paragonare Elton John e Billy Joel perchè entrambi suonano il pianoforte e sono uomini di mezza età.

Isabelle Rohr: Immagino che probabilmente avete un bel po’ di attenzione da parte del pubblico femminile, ma è diverso avere fan donne in America e in Inghilterra, casa vostra?

Qualsiasi persona a cui piacciano i Coldplay mi va più che bene - femmina, maschio, o qualsiasi altra cosa!

E’ strano che gran parte del vostro successo in America sembra quasi venuto da un giorno all’altro?

Si, ma stiamo cercando di trarne più benefici possibili. Ecco perchè continuiamo a tornare…per solidificarlo piuttosto che fare la parte della fiammata nella padella. Dobbiamo ancora fare altri dischi. Non siamo ancora gli U2.

Jason R: C’è qualcuno dei vostri amici o parenti che viene in tour con voi? Come vedono il vostro successo?

Si. Mio fratello vedrà a vederci a New York. E’ opprimente ma ci divertiamo molto perchè sappiamo di essere persone veramente baciate dalla fortuna per riuscire a fare quello che facciamo. I miei genitori sono molto contenti. I genitori vogliono solo sapere che i loro figli sono contenti.

Editor: Hai qualche parola di addio per i fan?

Ogni fan dei Coldplay merita il pollice all’insù. Ci permettono di andare avanti. Basta dire questo.

amsterdam

Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.