eventiinbus2017

[Editoriale] Satriani e i suoi legali, i guastafeste

Succede che una band come i Coldplay, ormai acclamata in tutto il mondo grazie ai tre album Parachutes, A Rush of Blood To The Head e X&Y che hanno venduto più di 30 milioni di copie, nel maggio del 2008 decida di pubblicare la più grande hit della sua carriera, Viva La Vida (inclusa in un album, Viva La Vida Or Death And All His Friends, che alla fine dell'anno risulterà essere la pubblicazione musicale più venduta), prodotta da Brian Eno, il violinista italiano Davide Rossi che crea il caratteristico loop iniziale, il tecnico del suono Jon Hopkins, l'altro tecnico del suono Rik Simpson e, ovviamente, dal gruppo stesso.

Succede che al momento della release qualcuno azzarda l'ipotesi di un possibile plagio: la canzone in questione sarebbe infatti molto somigliante a If I Could Fly del chitarrista Joe Satriani, che però decide di non commentare, non intervenire contro i Coldplay, non puntare il dito contro nessuno. Forse perchè Viva La Vida è sotto accusa perchè sempre 'molto somigliante' a The Songs I Didn't Write (che titolo, ma d'altronde il destino quando ci si mette...) della band Creaky Boards. Ma si tratta di poca cosa e l'eventualità della copiatura sfuma ancor prima di diventare concreta.

Succede che Viva La Vida ottiene alcuni record stupefacenti, che vanno al di là delle più grandi aspettative. Ne sono sorpresi anche i Coldplay e persino Davide Rossi che ammette che 'Eh eh... penso che 'Viva la Vida' sia destinato a diventare una hit incredibile in tutto il mondo... ne parlavo con Phil proprio pochi giorni fa al telefono... Mi ricordo che la prima volta che sentii 'Viva la Vida', fu a giugno, a New York, quando andai a lavorare con Chris per mettere su l'arrangiamento di un'altra canzone chiamata 'Rainy Day', che poi però venne scartata dall'album. Mi ricordo ancora Chris cantare davanti a me con la sua solita passione e foga. Mi ricordo le discussioni sul testo, da subito imponente. Mi dava una sensazione, come di qualità redentiva, persino per colui che, essendo stato un tiranno o un dittatore, riesce a vedere tutto cio' che non possiede più in un altro modo, in modo più umano. Mi ricordo che fu proprio a New York dove buttammo giù il famoso loop d'inizio. Il resto della traccia l'ho registrata a gennaio del 2008. Di giorno provavo con i Goldfrapp [...], e di notte registravo gli archi di 'Viva la Vida' e poi chiamavo Chris, che in quel periodo stava a New York...'.
Succede che Viva La Vida diventa il brano più ascoltato su Last.fm del 2008, vende 2 milioni di copie solo su iTunes e solo negli Stati Uniti, va al top delle charts Uk e Usa nella stessa settimana (evento così raro che potrebbe non accadere più per i prossimi anni), diviene il singolo più scaricato al mondo per ben due settimane consecutive, con innumerevoli passaggi in radio, distribuzioni qua e là e promozioni varie. Da molti, Viva La Vida viene ribattezzata 'la hit rock più importante del decennio'.
Succede poi che il brano ha ormai raggiunto una tale popolarità nell'immaginario collettivo, un tale indice di vendita su scala mondiale e una così grande importanza che entra in corsa per conquistare alcuni prestigiosi riconoscimenti. In particolare, potrebbe fare mambassa ai Grammy Awards del 2009, visto che i Coldplay sono in nomination per ben 7 premi, di cui 2 per 'Viva La Vida'.
Succede anche che, solo e soltanto a distanza di 7 mesi, proprio dopo la notizia delle nomination ai Grammy (e non prima), in evidente ritardo rispetto a chiunque voglia avanzare delle richieste di patria potestà di qualsiasi cosa e dopo che il brano è diventato incontrovertibilmente la hit mondiale più apprezzata del 2008 grazie a oltre 7 milioni di copie vendute, il chitarrista di cui parlavamo prima, Joe Satriani, probabilmente 'fulminato sulla via di Damasco' o forse caduto dalle nuvole proprio in quel momento, chiede ai Coldplay un sontuoso indennizzo che lo possa ripagare dall'evidente (a suo dire) plagio di Viva La Vida del suo brano If I Could Fly.

Succede che i Coldplay hanno voglia di far sentire la loro riguardo l'accaduto e, attraverso il loro sito ufficiale Coldplay.com, dichiarano che 'con il massimo rispetto possibile per Joe Satriani, purtroppo ora abbiamo ritenuto necessario rispondere pubblicamente alle sue accuse. Se vi sono somiglianze tra i nostri due pezzi musicali, esse sono del tutto casuali, e ciò è sorprendente sia per noi che per lui. Joe Satriani è un grande musicista, ma non ha scritto o non ha avuto alcuna influenza sulla canzone Viva La Vida. Rispettosamente chiediamo a lui di accettare le nostre garanzie su questa vicenda e auguriamo a lui ogni bene per tutti i suoi futuri sforzi'.
Succede anche che i legali di Satriani redigono la formale accusa legale il 7 dicembre 2008 depositandola presso la corte di Los Angeles in attesa di trovare una giuria che possa dar loro ragione, o perlomeno accettare l'istanza di un processo.
Succede che durante la settimana di vigilia dei Grammy (e solo in quel momento!), vista la grande attenzione dell'opinione pubblica verso i Coldplay e verso Viva La Vida (artisti e brano di riferimento per quest'evento) viene fuori l'assurda decisione di Satriani e i suoi di voler consegnare - in un altro evidente ritardo di quasi un mese - l'accusa formale e la documentazione probatoria e tutti gli incartamenti del caso proprio ai Coldplay, e di farlo in uno stile unico, quasi con effetti speciali: proprio durante i Grammy Awards, con tanto di riprese via telecamera fatte ad hoc, in una scena che sarebbe riduttivo definire inutile, umiliante e senza alcun senso logico.
Succede anche che l'avvocato di Satriani, tale Howard King, fa del subdolo terrorismo psicologico, tira l'acqua al suo mulino, fa di tutto per spaventare qualcuno (chi, poi, non si sa), cerca l'attenzione dei media con dichiarazioni degne della figura dello sparring partner: 'Abbiamo tentato di dialogare prima che tutto divenisse di dominio pubblico. Siamo stati quasi costretti a far loro causa. Loro dicono che il tutto è una semplice coincidenza, ma per quanto riguarda 'questa coincidenza', sarà compito della giuria decidere'.
Succede che proprio ieri, esce questa notizia, ancora su questo caso, pubblicata da MusicRadar:

'Non succederà nulla (di tutto ciò che era stato detto)' ha detto Howard King, avvocato di Satriani, parlando in esclusiva a MusicRadar. 'I Coldplay hanno scelto una della associazioni di assistenza legale migliori della California e molto esperte del mondo dello ‘spettacolo’, che è un fatto positivo per tutti. La loro nuovo squadra sarà sicuramente in grado di capire i punti di forza e i punti deboli delle nostre richieste', dice King, 'e consiglierà alla band come arrivare ad una soluzione della faccenda veloce ed equa. [qui si parla del fatto che c'è l'intenzione da parte del legale di Satriani di NON consegnare più i documenti legali dell'accusa di plagio e che i Coldplay sono stati consigliati su come risolvere il problema nel miglior modo possibile].
'Sarebbe potuto andare tutto diversamente, comunque', ha detto King. Fino a poco tempo fa, i Coldplay avevano fatto di tutto per evitare le accuse di plagio da parte di Joe Satriani. 'Abbiamo provato a dialogare con loro, ancora prima di fare causa', ha dichiarato King. 'I loro avvocati inglesi ci dissero che non c’era nulla di cui parlare. E poi, dopo che intentammo causa verso di loro, non accettarono nemmeno la consegna della denuncia'. [Scrivere una nota ufficiale sul proprio sito ufficiale - qui si parla dei Coldplay - fornendo un'adeguata delucidazione riguardo al caso non è forse accettare l'accusa e rispondere per difendersi?]
Come spiega King, 'i documenti legali devono consegnare personalmente se si vuole che tutto proceda – proprio come nel divorzio, devi essere messo davanti alla realtà'.

[Leggete con attenzione da qui in poi] Secondo King, erano già stati valutati alcuni modi per raggiungere la band o alle feste mondane e nei posti che avrebbero frequentato in California. 'Sapevamo che sarebbero stati presenti', ha detto. 'E se non ci saremo ancora riusciti, e loro non avranno finalmente accettato di ricevere la documentazione entro allora, non avremo scelta e faremo loro visita in occasione dei Grammy'. [ma non aveva detto proprio King che ai Grammy NON avrebbe consegnato nulla?]
E se King non ha ammesso che la pubblicità generata nell’ultima settimana dal clamore suscitato dalla causa ha costretto i Coldplay ad assumere un avvocato negli Stati Uniti, ha però ammesso che 'chi vorrebbe essere colpito proprio sul tappeto rosso?'. E che cosa pensa King delle chance dei Coldplay di vincere durante la notte dei Grammys? 'Speriamo che la canzone di Joe Satriani vinca un Grammy', dice ridendo. 'In effetti, speriamo che Joe trascorra una fantastica serata ai Grammy!'.

Succede che, ad un certo punto, Coldplayzone scopre per caso l'esistenza di questa pagina internet in cui ci si chiede se veramente Satriani possiede la verità in tasca. Siamo sicuri che Satriani sia il santo e i Coldplay il diavolo? Siamo sicuri che Satriani abbia tutte le ragioni di questo mondo? Siamo sicuri che Satriani ha mosso tutto questo non per motivi economici, ma per pure ragioni d'onore e per rivendicare la proprietà e i diritti della melodia di Viva La Vida scritta dai Coldplay? Una persona che conosce l'onore non umilia la band più importante del mondo sul tappeto rosso del riconoscimento musicale più importante del mondo! Fossi in Satriani, mi chiederei come mai la mia If I Could Fly (e qui scorro il contenuto della pagina internet menzionata prima) somiglia paurosamente a Teeny Weeny String Bikini di Gunther (precedente al brano di Satriani), a Frances Limon dei Los Enanitos Verdes (ancor più precedente), a Hearts di Martin Balin dei Jefferson Airplane (del 1981), a Love/Heaven di Cat Stevens degli anni '70, a Everything Happens To Me di Matt Davis (datata 1940) e a un motivo musicale rinascimentale.

Io sono profondamente convinto che la vicenda Viva La Vida-If I Could Fly non possa essere considerata un plagio. Non è un plagio. E non lo dico da fan dei Coldplay, lo dico da intenditore musicale, forse non sopraffino, ma sicuramente di buona data.

E adesso... che succederà? Mi dispiacerebbe vedere i Coldplay con le ossa rotte (ovviamente in senso figurato) ritornare a casa senza un Grammy per colpa di accuse che possono starci ma che non vanno esternate in una maniera così meschina. Ma con piacere penso sempre al fatto che ci sono migliaia e migliaia di sostenitori di Chris, Will, Jon e Guy che la pensano come me e che vogliono dimostrare il loro affetto e la loro vicinanza alla band, colpita dall'accusa di aver scritto il brano più bello della sua carriera.

amsterdam

Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.