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[IQ] Vita, morte e farfalle

Quale seguito dopo un album numero 1 in 36 paesi ? Secondo i Coldplay, con un tour di uguale grandezza.
di Greg Parmley

Si percepisce un palpabile e pesante stress nell' 'accampamento' Coldplay prima dell'uscita del loro quarto album. Sono passati tre anni da quando X&Y ha portato il quartetto inglese alla popolarità, e anche se con la collaborazione del produttore Brian Eno, nessuno era sicuro di come il pubblico avrebbe potuto reagire.
Nel 2005, alcune notizie riguardo ad un ritardo nel completamento di X&Y furono così incisive che la EMI fu costretta ad abbassare il prezzo, e dato che l'iter dell'album finì per andare oltre le scadenze prestabilite a causa delle registrazioni eccessivamente meticolose, sembrava che la storia si sarebbe ripetuta.
“Il disco non sarà finito fino a quando non sarà finito,” disse il tour manager e veterano Andy Franks. “Non importano le scadenze, o quello che pensino gli azionisti della EMI, loro sono dei professionisti, – se ancora non sono pronti allora non saranno considerate le scadenze.”
Quando finalmente il disco Viva la Vida or Death and All His Friends viene pubblicato il 17 Giugno 2008 in tutto il mondo, le paure svaniscono, così come il nervosismo e i Coldplay tornano alle luci della ribalta. 720,000 copie nella prima settimana di vendite negli USA; 500,000 nel Regno Unito in 10 giorni; No.1 in 36 paesi e album più scaricato di tutti i tempi, Viva la Vida porta la band, già ad altissimi livelli nella scena musicale mondiale, ad un successo ancora più grande. Frutto di 18 mesi di lavoro, l'album li porta in vetta. Era solo una questione di organizzare un tour di pari successo.

Un'ondata di staff sul palco
Così come i loro album si sono fatti strada attraverso la Tv e la radio, sono gli show live dei Coldplay che hanno ampliato la loro cerchia di fan e consacrato la loro posizione ad altissimi livelli. E dopo il percorso dei tre precedenti album, gli incessanti appuntamenti li hanno portati ad esibirsi davanti a oltre 3 milioni di fan in tutto il mondo.
“Erano molte idee sbagliate sul loro conto negli anni passati, riguardo al loro genere come band,” dice il manager Dave Holmes, “ma quando il pubblico li ha visti dal vivo, hanno capito – hanno realizzato che erano una rock band.”
Holmes firmò l'accordo per il primo disco dei Coldplay nel 2000 mentre ricopriva il ruolo di manager alla Nettwerk Records, ma un rapporto più intimo con la band lo ha visto poi diventare co-manager prima di prendere il comando definitivo nel 2006. E come il più grande stratega dietro le quinte del tour, Holmes era pienamente cosciente dei cambiamenti drastici dell'ambiente musicale dai tempi d'oro delle date dell'X&Y Tour.
“Abbiamo dovuto riesaminare il mercato molto attentamente,” dice. “Tre anni fa assistevamo al boom del mercato immobiliare e al record dei tassi d'interesse – c'erano molti più soldi. Ci siamo dovuti rendere conto di questo, mentre prima non avevamo considerato niente di tutto ciò. Questo mi ha portato a fare un passo indietro e a non dare nulla per scontato.”
Le discussioni riguardo al tour sono iniziate dal 2007, ma con il posticipo del completamento dell'album, c'era poco tempo da perdere. “In realtà il tour è iniziato un anno e mezzo prima, ma abbiamo cominciato a lavorare seriamente solo circa due o tre mesi prima,” dice Franks.
I veri architetti del Viva la Vida tour sono stati proprio loro, Holmes, Franks e i due agenti: Steve Strange della X-Ray del Regno Unito e Marty Diamond della Paradigm degli Stati Uniti. Holmes capì che la maggior parte della promozione non era garantita.
“Nelle campagne promozionali precedenti aevavmo puntato tutto sull'album – facendo concerti e show in tutto il mondo,” dice. “Questa volta non volevo che il gruppo si stancasse troppo nella promozione, e ho pensato che non fosse necessario dato il livello ormai raggiunto dalla band.” Holmes ha cercato di evitare che suonassero negli palazzetti negli Stati Uniti con biglietti a basso prezzo, cosa che successe ai tempi dei concerti per X&Y.
“Abbiamo capito che eravamo già stati consacrati come band da palazzetto,” dice. Quindi, la band si è esibita in tre concerti gratis – alla London’s Brixton Academy (16 Giugno), all' Espacio Movistar di Barcellona (17 Giugno) e al Madison Square Garden di New York (23 Giugno). “Abbiamo puntato alla semplicità e ad attirare l'attenzione dei media.”
Promozionalmente è stato uno shock breve e intenso che ha risvegliato l'interesse nel pubblico. Dal punto di vista logistico, comunque, è stato un test. “Quella del Madison Square Garden è stata una delle peggiori esibizioni a cui ho partecipato in tutta la mia vita,” dice Franks, che però pensa a questo show come a uno dei momenti di maggior orgoglio della sua vita.
Spiega: “Di solito, ci vogliono dai 5 ai 10 show per riunire tutta la produzione, ma abbiamo provato con tutta la produzione nel Regno Unito, e poi abbiamo fatto Brixton e Barcellona con un set completamente diverso, e ci siamo spostati in America – alla più costosa venue del mondo – nuovamente con un assetto diverso per fare uno show gratis!”
Per la produzione muoversi nel continente in poco tempo può aver portato qualcuno del personale a prendere più Nurofen del solito, ma tre settimane più tardi, quando tutto era stato preparato con qualche elemento pionieristico, il tour Viva la Vida ha avuto finalmente inizio nel modo giusto al Forum di Los Angeles (14 Agosto). Fu il primo di 69 show e di tre date in alcuni festival prima di Natale, negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone, e con ogni singolo concerto virtualmente sold out, il tour ha rapidamente scansato ogni dubbio di malessere economico.

La deriva dei continenti
Con così tante date da concentrare, forse l'aspetto più difficile del tour è stato proprio l'itinerario. Invece di organizzare le date in un continente in un'unica leg del tour, il Viva la Vida tour si sposta nel mondo senza tempi morti.
“Ci spostiamo dall'America all'Europa fino al Regno Unito in un lasso di tempo abbastanza ristretto, senza troppo pause,” dice il manager della produzione Craig Finlay. “Quando hai un disco di successo planetario in uscita, non puoi restare in America per 16 settimane – devi cercare di coprire il maggior numero di mercati possibile. A volte questo significa essere un po' tirati.
” Durante gli incontri per l'organizzazione del tour, gli agenti Diamond e Strange – che solitamente gestiscono gli stessi artisti – hanno suddiviso i periodi di tempo disponibili. “Si è trattato di decidere le necessità di Marty per la band così come le mie,” dice Strange. “Ho voluto lasciare il Regno Unito alla fine dell'anno perchè mi sembrava logico che la band suonasse in patria nel mese più frenetico dell'anno.”
Mentre le brevi distanze all'interno dell'Europa hanno permesso alla band di tornare a casa dopo ogni concerto, una volta che erano stati decisi i periodi di tempo da destinare alla date americane, era solo una questione di scegliere scali locali per evitare di stressare troppo la band. “Quello che ho cercato di fare, è stato pensare alle loro esigenze – anche per quanto riguarda le loro famiglie,” dice Holmes. “Abbiamo fatto in modo che loro potessero appoggiarsi a New York per due settimane durante le date previste nel Nord-est degli Stati Uniti, per poi spostarci in altre belle località come Miami dove potevano portare anche le loro famiglie.”

Il gioco si fa duro
Con il tour programmato nei periodi promozionali chiave, e lasciando alla band il maggior tempo possibile per riprendersi, le probabilità di riuscita erano buone, ma il successo del Viva la Vida tour non è mai stato una scommessa vincente. Ciò che ha permesso il successo, comunque, e ciò che rende diversa la band dalle altre, è una ossessiva etica di lavoro che ancora sorprende tutti le persone che gravitano attorno al loro.
“I Coldplay sono una band che non finisce mai di stupire,” dichiara Jason Garner a Live Nation degli Stati Uniti, che ha lavorato a stretto contatto con la band nella gestione del tour. “Loro sono sempre pronti ad imparare e a crescere, e sono assolutamente ossessionati dall'idea di offrire il miglior spettacolo possibile ai fan. E questo fa di loro una band davvero stimolante con cui lavorare – ogni giorno ci si chiede ‘come possiamo migliorare?’. E questo ci fa impegnare ancora di più.”
“Si sono presi questo impegno,” dichiara Marty Diamond della Paradigm. “Spesso le band di oltreoceano pensano che 12 date in America siano sufficienti, e anche se agli inizi della carriera, non cambiano opinione. Non si tratta di suonare in 10 o 12 delle principali città, ma piuttosto di cercare di coprire tutto il paese.”
Dopo la leg europea, quando sembrava che gli show di Cleveland e Detroit non avrebbero registrato i sold out, la band propose di fare più promozione, per un periodo di 10 giorni tra le due leg del tour. “Di solito non si sente mai di una band che chiede di poter fare più promozione,” dice Franks, “ma il loro desiderio era di avere concerti sempre esauriti, e gli piace lavorare sodo per raggiungere lo scopo.”
Infatti, la band, ed in particolare l'intuitivo frontman Chris Martin, è sempre coinvolta, in ogni aspetto di gestione e organizzazione. Lontani dall'idea di affidare il tutto agli esperti del settore, i quattro studenti dell' University College di Londra sono sempre partecipi nella questioni organizzative.
“Sono molto concreti sia negli aspetti estetici che artistici,” dice Finlay. “Sia per quanto riguarda cosa vedranno i fan e il modo in cui vogliono apparire. É molto importante comunicare con loro e coinvolgerli in ogni step del processo. Adorano avere tutto sotto controllo.”
Finlay è un nuovo arrivato in questo tour, e negli ultimi anni ha lavorato con le Barenaked Ladies. Mentre Franks – che si definisce come “supervisore supremo” – gestisce l'organizzazione per la band e le famiglie, Finlay coordina i 50 membri dello staff e i 17 autisti; i costi e la gestione delle trasferte; e dettagli dei futuri concerti e sulle leg del tour. Entrato a far parte dello staff in Aprile, è uno delle pochissime new entry.

Make Trade Fair
Dato che la band divide tutti i profitti in modo equo, c'è lealtà nella squadra, generata da un senso di giustizia e rispetto che parte dall'alto e arriva fino ai membri dello staff; occupandosi delle persone attorno a loro, i Coldplay hanno saputo conservare una squadra di lavoro professionale ed efficiente.
“Qualche volta lasciamo un po' di denaro per lo staff al bar; li portiamo fuori a cena,” dice Franks. “È molto importante che si sentano coinvolti e che comprendano il nostro rispetto per loro, in quanto rinunciano al loro tempo lavorando duro per noi, e perchè saremo noi poi a metterli al lavoro. É questo il meccanismo che guida il tutto, dare ed avere, e penso che funzioni.”
La maggior parte dello staff che opera dietro le quinte fa parte della squadra dal tempo dei furgoncini Transit alla fine degli anni 90, il manager di allora Phil Harvey (ora direttore artistico del tour) è il quinto membro della band, e l'ingegnere Dan Green fu 'prelevato' per primo dal Dublin Castle di Londra (pub per concerti live, n.d.r.) più di 10 anni fa. E appoggiando chi lavora con loro, l' ispirazione regna sovrana.
Il roadie di Jonny Buckland, Matt McGinn, tra breve sarò autore di un libro, dove racconterà la sua vita con la band; Matt Miller, tecnico delle tastiere, è passato da editor delle registrazioni video degli amici a 'fornitore di informazioni' per uno dei più popolari siti internet dedicati ad una band; e molti altri informatori si stanno adoperando per stare al passo.
“Le persone dello staff non devono essere messe in discussione; loro vogliono persone che siano invogliate a lavorare e che sappiano lavorare per loro, ” dice l'agente Steve Strange, insieme alla band fin dai tempi in cui frequentavano i club di Londra. “Non puoi comprare la fiducia ma se tratti bene le persone, penso che la fiducia venga da sè.” Provate a parlare con persone al di fuori dello staff dei Coldplay, l'opinione comune è di professionalità e qualità; opinioni che avrebbero sconvolto Sid Vicious o Brian Jones, ma che hanno senza dubbio aiutato l'ascesa della band.
“La band e tutto lo staff sono un gruppo di persone davvero fantastico,” dice il promoter del Metropolis Music Bob Angus, che ha pubblicizzato tutte le date della band nel Regno Unito insieme alla SJM Concerts. “So che sembra stupido e sentimentale, ma è la verità. É tutto stupendo – molto organizzato, ma molto rilassato allo stesso tempo.”
“Sono uno staff davvero professionale, che ovviamente ci rende il lavoro molto più facile,” dichiara Lester Dales ai contabili della Dales Evans & Co. “Sono un grande band con cui lavorare,” conferma Paul Twomey agli assicuratori della Robertson Taylor. “I tour sono stati ben organizzati, pianificati al meglio anche per quanto riguarda i momenti di pausa necessari. E hanno il miglior tour manager del mondo!”

Il Live è online
Come i Coldplay hanno 'regalato un sorriso' alle persone intorno a loro, così il rapporto con i loro fan è stato cruciale in una carriera che li ha portati a vendere 40 milioni di dischi in tutto il mondo.
“Fanno in modo che i fan si sentano davvero partecipi, e molte band sono colpevoli di non farlo,” dichiara Diamond. “È davvero stupendo essere delle superstar e conservare la propria umiltà. Sono celebrità a tutti gli effetti, ma c'è un senso di vicinanza che fa si che ogni fan si senta parte integrante della loro notorietà – non è una cosa facile da trovare. Questa è stata la loro magia.”
Questa 'accessibilità” si è intensificata in questo tour attraverso Coldplay.com, che ora conta un numero di visitatori pari a 25,000/30,000 al giorno. “Lo scopo era quello di 'far arrivare' il nostro messaggio,” dice Holmes. “Tutto si incentra sul trovare idee intelligenti per rendere noto quello di cui occupiamo. Però è necessario rendere le persone partecipi.”
In aggiunta ai 750,000 iscritti, il lancio del download di Violet Hill (il primo singolo estratto da Viva la Vida) ha fatto registrare 1.3 milioni visitatori in più. Gli show promozionali che hanno preceduto il tour hanno portato il computo totale di iscritti a più di 2 milioni, e Holmes stima che il numero totale sfiori quota 3 milioni.
“Ci si può esibire davanti a 16,000 persone ogni sera ma ce ne saranno altre 30,000 che cercano informazioni sul web,” dice l' 'alimentatore' del sito e esperto di Pro Tools Matt Miller. “Quando le band sono in tour, un sacco di materiale raccolto è disponibile per essere distribuito ai fan. Tra 10 o 15 anni, ogni tour avrà una persona dedicata al sito internet – sarà fondamentale.”
“Magari arriveremo a vendere tutta la nostra musica e i biglietti per in concerti direttamente ai fan dal nostro sito,” aggiunge Holmes.

Twisted Logic
Il Viva la Vida tour è orientato a far assistere i fan ad un esperienza in tempo reale. Ed è davvero difficile immaginare quanto un tour 'errante' di queste dimensioni– che in soli 5 mesi ha ospitato più di 1,1 milioni di persone – possa essere definito “riduttivo”, ma l'agente agent Steve Strange lo ha fatto.
“Il problema è che spesso sottovalutiamo il nostro potenziale,” dice. “Ogni concerto che abbiamo fatto, in particolare quelli in Inghilterra, sono andati sold out. Nel periodo di Parachutes, quando suonammo per due sere allo Shepherd’s Bush Empire, il gruppo era già sufficientemente popolare da poter riempire lo stadio di Wembley. Preferisco provare a migliorare le cose in modo sistematico per evitare che la band non bruci le tappe – è un'importante strategia a lungo termine.”
Lontani dall'idea di soddisfare ogni potenziale spettatore, le richieste per la band superano chiaramente l'offerta, e molti organizzatori in Europa semplicemente vogliono di più.
“I concerti sono stati fantastici,” ha detto Tor Nielsen aLive Nation Svezia. “Abbiamo venduto 28,200 biglietti per le due serate alla Globe Arena di Stoccolma [17-18 Settembre] e avremmo potuto tranquillamente coprire altre 3 città. Sono una delle più grandi tra le nuove band e non ce ne sono di pari grandezza. É davvero fantastico.”
“Sono un passo avanti rispetto ai gruppi attuali,” ha confermato Robert Grima della Gamerco, Spagna. “Se avessi la possibilità di fare 6 concerti all'aperto dei Coldplay la prossima estate, lo farei, perchè c'è davvero grande richiesta.”
Mentre IQ era in stampa, i Coldplay hanno annunciato 4 date negli stadi del Regno Unito per Settembre 2009, confermando le voci riguardanti le performance all'aperto. Con più date europee in discussione, la band è destinata a diventare una tra le poche ad aver avuto successo negli ultimi decenni per quanto riguarda gli show negli stadi. “Siamo in cerca di nuove idee e forse proveremo a creare qualcosa di eccitante per dare un tocco in più,” ha detto Holmes. E con Jay-Z di supporto alle date nel Regno Unito, la somma di denaro prevista sarà assolutamente sufficiente ad evitare la recessione che manterrà anche i venditori secondari durante il duro 2009.
Considerando tutte le nazioni attraversate dal Viva la Vida tour, si può dire che il tour abbia raggiunto il suo massimo, e con il Giappone, l'Australia e il ritorno verso gli Stati Uniti e l' Europa programmati per il prossimo anno, gli organizzatori a lungo termine della band non rimarranno assolutamente delusi.
“Sono ragazzi di 30 anni che hanno un grande futuro davanti a loro,” ha detto Garner di Live Nation. “Ci hanno dimostrato che possono andare oltre il confine e scrivere grandi canzoni. Questo, insieme al loro desiderio profondo di regalare ai fan il miglior concerto possibile, significa che il loro potenziale è realmente illimitato.”

L'effetto farfalla
Lontano dall'essere una nozione teorica all'interno della teoria del caos, il battito delle ali delle farfalle ha portato una grande mole di lavoro per la Strictly FX dell' Illinois, che fu contattata in maggio dal designer delle luci Paul Normandale per fornire i 'ventilatori' dei coriandoli e i laser per il tour.
“All'inizio nello show di Brixton show ce n'erano solo quattro, posizionati a terra, per delle farfalle colorate di un pollice quadrato,” ha dichiarato il capo Ted Maccabee. “Ma Chris [Martin] ne voleva di più.” Al concerto gratis tenuto al Madison Square Garden, solo una settimana più tardi, quasi 20 apparecchi furono impiegati per ricoprire il pubblico di farfalle, e ancora non era sufficiente per il frontman. E quando le farfalle furono ingrandite a 2 pollici e mezzo, fu necessario progettare nuovi ventilatori per raggiungere lo scopo.
“Abbiamo iniziato a costruirli come pazzi,” ha detto Maccabee. “Ci sono volute sei settimane per poter spargere tutte quelle farfalle. Ci venne in mente di usare dei ventilatori a CO2 fissati in alto, e abbiamo brevettato il progetto. Ora ne abbiamo 31/32 fissati al soffitto e in effetti è la più grande cascata di farfalle di sempre.”
La Strictly FX ha anche fornito quattro delle unità di laser a diodi, in grado di emettere luci di ogni colore. “In pratica il sistema è di tipo plug-and-play, e non richiede alimentazione extra o acqua,” dice Maccabee. “Sono la prima band in assoluto ad aver usato in tour sistemi di tale potenza.”

Gestione dello sviluppo
Così come molti componenti dello staff originario dei Coldplay sono stati incoraggiati a salire di grado, in parallelo all'ascesa al successo della band, anche l'ingegnere FOH Dan Green è diventato parte integrante della squadra.
Green (considerato come ingrediente così fondamentale della squadra da viaggiare con la band) fu strappato all'oscurità di addetto ingegnere del pub di Londra Dublin Castle dopo averli aiutati per un vecchio concerto. Da allora ha offerto tutta l'esperienza acquisita in 10 anni, e il suo ruolo è ben lontano dalla semplice gestione del tour.
“Sono molto interessato a tutto quello che ha a che fare col sound, sia che si tratti di aiutare Jonny [Buckland – chitarrista] a regolare il sound per i concerti, o di sistemare le registrazioni per il tour, ” dice. “Se c'è qualcosa da sistemare nella parte audio o nel sound, il mio compito è fare in modo che questo venga fatto.”
L'approccio di Green è del tipo “più cose si riescono a fare in anticipo, più facile il tutto sarà al momento del concerto ,”ma altri sono ancora meno propensi a lasciare che una riduttiva pianificazione abbia il sopravvento. “Dan è probabilmente uno dei migliori ingegneri sul mercato,” dice l'agente Steve Strange. “È fantastico, assolutamente incredibile.”
Oltre al materiale fornito dalla compagnia Eighth Day Sound per la parte del tour statunitense, l'impianto di amplificazione e i set dei monitor sono stati forniti dalla Wigwam Audio, originariamente cliente della TourTech. “Abbiamo messo tutto insieme e poi abbiamo provato,” dice Chris Hill della Wigwam. “I Coldplay stanno utilizzando i nostri monitor, radio, auricolari, microfoni, supporti, ecc, che si portano dietro in giro per il mondo, e successivamente siamo noi a scegliere i sistemi locali dall'America.”
“Negli Stati Uniti, abbiamo fornito 4 squadre di staff mentre dalla Wigwam abbiamo in squadra Tony Smith [tecnico amplificazione], ‘Mystic’ Nick [Davies – tecnico dei monitor] e Stephanie [Davies – tecnico radio] e poi ci sono i due ingegneri, Chris Wood [monitor] e Dan Green,” dice Owen Orzack della Eighth Day. “La squadra dedicata all'audio è enorme ma è necessaria proprio per come si svolge il concerto – ci sono 3 palchi: il palco principale, uno piccolo a lato e in più lo spazio in mezzo al pubblico in cui suonano un paio di canzoni.

Muovere lo show
di Victoria Sayce
Uno dei disagi più frequenti di essere in tour è quello di poter osservare i luoghi che si attraversano viaggiando solo attraverso il finestrino di un autobus, di in aereo o dalla finestra di un hotel. Ma almeno i fornitori dei mezzi di trasporto dei Coldplay hanno degli ottimi finestrini... Quando una delle band più grandi inizia una viaggio che spazierà in lungo e in largo per il continente, con la più vasta produzione che abbiano avuto sino a oggi, c'è una enorme quantità di ostacoli da affrontare che potrebbero bloccare la mastodontica impresa. É una prova difficile per tutti le persone che si adoperano per far 'girare' il Viva La Vida tour, che finora ha proseguito senza inghippi. E insieme a chi già da tempo vi ha preso parte avendo già lavorato con la band in passato, questo è dovuto in gran parte a chi è considerato già membro di questa famiglia allargata.
John Aiken della Senators Coaches, che ha fornito 5 autobus a 12 posti letto, della serie Prevost Le Mirage utilizzati nel tour negli Stati Uniti, ha detto della band: “Ogni volta che lavoriamo con loro tutto fila liscio. Agli autisti piace lavorarci dato che l'atmosfera è rilassata e amichevole.”
Con la loro flotta di 80 autobus, la Senator è anche conforme all'etica ambientale della band. “Utilizziamo già il bio-diesel e i Coldplay sono stati entusiasti di poterne usufruire, facendo in modo di avere il bio-diesel a disposizione presso i luoghi dei concerti,” Aiken dice.
La Beat the Street, di cui 5 autobus sono utilizzati per trasferire la produzione nel Regno Unito e in Europa, hanno affrontato le richieste 'ambientali' della band in modo diverso. MD Jörg Philipp ha spiegato: “Abbiamo fornito 3 autobus a 12 posti letto e due a 14 posti a due piani, nessuno dei quali più vecchio di un anno, in modo da avere a disposizione le tecnologie più recenti. I nostri Cetras e Van Hools non possono essere alimentati con il bio-diesel, perchè rovinerebbe i motori, ma sono molto efficienti e utilizzano l'additivo del carburante AdBlue, che migliora ulteriormente l'efficienza. Questo è il terzo tour che facciamo insieme a loro e siamo orgogliosi di essere parte della loro squadra. Sono tra le poche band con cui si può instaurare un vero rapporto. C'è qualche autista che si è messo in lista per poter lavorare con loro anche in futuro.”

Trasporto di terra
Questo senso di fiducia si estende anche ai fornitori del trasporto di 'terra'. Bob Daitz della DPL, che fu un tour manager prima di entrare a far parte del business delle limousine, ha compreso prima di tutti quanto una situazione come queste sia alquanto rara. “Ad un certo punto del tour, ho smesso di essere un venditore e sono diventato parte della squadra,” dice. “Sono stato 3 volte in tour con questi ragazzi e l'unica loro cosa 'speciale' è la musica. Sono così 'alla mano'.”
Secondo Daitz, I Coldplay utilizzano auto berline, SUV e furgoni. “Tutta la band viaggia unita e preferisce auto di piccole dimensioni per avere maggior riservatezza.” dice. “Non ci sono veicoli particolari, solo ciò che è necessario. Non ho molti veicoli a disposizione e mi appoggio ad aziende del posto, in modo da poter soddisfare le esigenze: optano veicoli ibridi, ad etanolo o bio-diesel ma le persone più sensibili a questo tipo di problema, come Andy Franks, hanno voluto dei monovolume. L'utilizzo di pochi mezzi è un vantaggio sia dal punto di vista dei costi che del rispetto dell'ambiente. Al giorno d'oggi non c'è spazio per le frivolezze, e anche gli eventi più importanti devono prestare attenzione ai costi.”
Tutto ciò è confermato anche da Manfred Frank della Stars and Cars, che dice: “È piacevole lavorare con i Coldplay. Franksy è il migliore! Andrei dovunque per lui.” Frank sicuramente ha viaggiato per tutta l'Europa, insieme alla band con le sue auto e altre due squadre. “Utilizziamo le Mercedes Vianos, molto semplici senza attrezzature particolari,” dice. “Abbiamo lavorato con la band nell'ultimo tour ed erano rimasti soddisfatti, così quando vennero in Germania per i mondiali del 2006 ci siamo presi cura di loro. É come essere in famiglia piuttosto che in affari quando si ha a che fare con loro.”
In Inghilterra, i Coldplay si appoggiano alla Moorcrofts di Londra, con cui hanno già lavorato negli ultimi 8 anni. “Ci siamo occupati dei trasferimenti verso/da gli aeroporti al loro ritorno dai concerti in Europa e anche all'interno del Regno Unito,” dice Mike Moorcroft. “Sono padri di famiglia ora quindi è importante che trascorrano tempo a casa. Abbiamo optato per monovolume e auto della Mercedes e anche Audi A8.”
Per le distanze più lunghe, per assicurare viaggi confortevoli di notte, Altour e Music By Appointment (MBA) hanno organizzato tutto, prenotando gli hotel lungo il percorso così come per gli spostamenti in aereo. Andy Hampshaw è della MBA, facente parte della The Appointment Group, responsabile anche dei trasferimenti sull'aereo privato della band in Europa. Andy dice: “Gli aspetti logistici che interessano i trasferimenti e i pernottamenti per 15 membri della squadra della band e di uno staff di 50 persone sono davvero difficili da gestire specialmente in un tour mondiale. Uno degli ostacoli più grandi è soddisfare le esigenze ambientali della band. Abbiamo lavorato insieme alla direzione per ridurre il più possibile gli spostamenti. D'altra canto, possiamo sinceramente dire che è stato davvero facile organizzare gli spostamenti con la band.”
Stacie Langendorf della Altour concorda, dicendo: “A volte non è facile prenotare per gruppi numerosi, specialmente quando in quell'area c'è un evento che attira molto pubblico, ma abbiamo ricevuto disponibilità assoluta da parte degli hotel per ospitare la band anche in futuro. E questo ci rende il lavoro molto più semplice.”
Si continua a caricare
Una cosa è gestire gli spostamenti della band e dello staff, ma non solo il personale del Viva la Vida tour ha bisogno di spostarsi – c'è un altro piccolo particolare da tenere in considerazione: la produzione. Chanon DiCarlo della USUpstaging, Inc ha messo a disposizione 11 tir. “Questo tour è di vaste dimensioni,” dice. “Tutto ciò che supera i 10 tir diventa difficile da gestire. Abbiamo scelto dei Peterbuilt con rimorchi da 53 piedi che sostituiamo ogni 4 anni, equipaggiati con unità ausiliarie di energia e motori a basso impatto ambientale”. É la prima volta che lavorano con i Coldplay ma Chanon dice che non ci sono state difficoltà: “È piacevole lavorare con tutti loro – è andato tutto liscio”.
Il fornitore dei tir per l'Europa Will Johns della Stagetruck ha aggiunto: “Il tour è andato bene. I Coldplay si preoccupano molto dell'impatto ambientale e sebbene i nostri mezzi come il DAF XF95 Super Space Cabs non possano utilizzare bio-diesel, sono comunque tutti dotati di motori Euro3, i più efficienti attualmente.”

In giro per il mondo
L'espressione '360 gradi' è spesso eccessivamente utilizzata tanto da portare i guru dell'industria della musica a gettarsi operazioni simil-harakiri, ma il Viva La Vida tour ha introdotto il proprio concetto dei 360 gradi sottoforma di 'sfere' video prodotte ad hoc; una colonna portante dell'artwork attuale dei Coldplay. Un'altra novità in tema di tour, l'effetto di queste 'palle' – dotate da un sistema interno di proiettori Barco – appese sopra il pubblico e il palco è davvero stupendo.
“L'obiettivo della band era quello di non avere degli schermi Led e schermi IMAG, che sono molto utilizzati nei concerti nei palazzetti oggi,” dice il designer delle luci Paul Normandale. “Inizialmente le avevo pensate come piccoli oggetti in cui proiettare immagini, per esempio cubi o altre forme esterne al palco, ma poi ho scelto le sfere come punto di partenza dalle quali sviluppare qualcosa di utilizzabile.”
Le sfere – 5 di 2m in larghezza e una centrale di 4m – erano state prima progettate dall'azienda scozzese Pufferfish per uso privato, ma per renderle adatte ad un tour mondiale, la Normandale e la XL Video’s Des Fallon hanno lavorato tanto per aumentarne dimensioni, luminosità e resistenza. Infine, un modello di dimensioni ridotte fu mostrato alla band in un locale a Londra.
“È positivo che siano così partecipi alla creazione del concerto,” dice Fallon della XL. “A volte può rallentare le cose ma è la loro idea. Loro stessi hanno gestito questo progetto e dovrebbero andarne fieri – è uno spettacolo bello da vedere.”
La XL ha fornito tutto l'attrezzatura video per il tour, occupandosi del trasporto e di tutto il resto, incluse le palle (che sono poste in custodie apposite) e scegliendo I pezzi base dalle loro filiali in tutto il mondo. “Questo ha ridotto i costi per la band e anche l'impatto ambientale,” dice Fallon.
Durante gli spostamenti, lo show e lo staff addetto alle videocamere (4 persone) è controllato dal direttore video Andy Bramley, che ha rifiutato un'offerta di George Michael per un altro concerto. “In questo tour la gestione è stata davvero ottima,” dice. “Puoi sentire davvero che la band domina il mondo. La loro presenza scenica è di alto livello, così tutti devono cercare di adeguarsi a loro.”
Bramley registra tutti i concerti, a volte montando alcuni video per il sito della band, ed è stato fondamentale nel'ideare il posizionamento dei due schermi laterali (posizionati in modo da non sottrarre spazio al palco) nelle due settimane del prima parte del tour Europeo. Ha anche lavorato a stretto contatto con lo staff delle luci. "Non sono due squadre a sé stanti ma un unico team addetto alle luci," dice. "Abbiamo lavorato a stretto contatto con loro.”
Con otto staff operativi in tour, i sistemi di illuminazione del Viva La Vida’ sono forniti dalla Lite Alternative in Europa e dalla Upstaging negli Stati Uniti, sotto la direzione di Fraser Elisha che ha sostituito di recente Mark Risk.
“Apportiamo sempre delle piccole modifiche allo show perchè il set può subire variazioni e inoltre anche la canzoni del nuovo EP hanno iniziato ad essere introdotte nella setlist,” dice Elisha. “Phil [Harvey – direttore artistico] è una sorta di quinto membro della band ed assiste sempre allo spettacolo tra il pubblico, in modo da poter modificare le cose, e a volte anche Chris lo fa – avendo una visione più precisa di tutto l'insieme.”

Palco: istruzioni per l'uso
Potrebbe costare molto di più ai promotori di una manciata di bottiglie di Becks una volta finito il concerto, ma avere un palco intero per ogni concerto da gestire ha inciso molto sui costi e sul sistema di trasporti del tour. Così quando lo staff deve preparare per lo show, sarà necessario preparare la struttura del palco principale e gli altri elementi.
Per la California-based All Access Staging, il progetto del palco comprende due 'botole' che nascondono uno scivolo e un materassino, e due elevatori che sollevano il retro del palco per certe canzoni.
“La maggior parte dei palchi vengono noleggiati e anche forniti in loco per evitare di dover trasportare il tutto in giro per il mondo,” dice Rob Achlimbari della AAS. “La nostra suddivisione è di 80/20: 80% a noleggio, e il restante 20% studiato ad hoc.”
Il risultato è che il set dello show necessita di un solo tir per il trasporto, insieme al materiale affittato nelle filiali locali della AAS. Il set stesso è stato fornito dalla Hangman di Norfolk, specializzata proprio nei sistemi delle quinte.

L'ultima meta
Quando si tratta di preparare infusi pronti all'uso per il pre-concerto e cibo caldo per il post-concerto, gli addetti del catering arrivano a lavorare un numero di ore molto maggiori rispetto ad altri addetti, e gli specialisti inglesi della Eat to the Beat (ETTB) non sono estranei al lavoro durissimo del servire preparare portate rock ‘n’ roll.
Servire cibo a 135 persone al giorno e con almeno sette squadre dello staff del tour, diventa davvero un lavoro molto impegnativo, ma questo è normale per le storiche dipendenti Heidi Varah e Pauline Austin che si sono messe all'opera sui loro fornelli in ogni tour modiale dei Coldplay fino ad oggi. Il vantaggio di non cambiare lo staff secondo Liz Madden della ETTB, è che “arrivano a conoscere i gusti di ognuno.”
Portando con loro tutte le attrezzature da cucina, frigo, forni, generi alimentari e divise, le 20 valigie della ETTB sono sempre in continuo ricambio, ma nelle ore di lavoro più frenetico, Madden dice che con il database dei fornitori di generi alimentari di ogni città, procurarsi cose fresche non è mai un problema.
“Se fossimo in mezzo al Sahara potremmo avere problemi a trovare delle fragole, ma se lo show si svolge in grandi città, ci si può procurare tutto ciò che si vuole”.

Esempio di menu
Patata dolce e zuppa di cocco
Bruschetta con pomodoro e basilico o tonno e fagioli borlotti
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Costine di agnello con patate baby arrosto, porto e salsa di ribes rossi, verdura mista
Pollo al barbecue con risotto di funghi e pesto di basilico
Filetti di pesce persico con salsa verde, patate baby arrosto e verdura mista
Tortini di patata dolci e tofu con insalata croccante stile Thai e salsa di peperone dolce
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Crème brûlée di lamponi
Brownies ai tre cioccolati con salsa di cioccolato e gelato alla vaniglia
Macedonia
Formaggio e biscotti

Fonte: http://www.ilmc.com/images/stories/iq_pdfs/iq_21.pdf
 
 
amsterdam

Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.