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[Mylo Xylotour Tour Book] Intervista a Chris Martin

La sensazione che ti da avere 20.000 persone che cantano assieme a te è davvero insuperabile

Chris Martin, il frontman dei Coldplay, parla di come si fa ad essere un ottimo performer e non vede l'ora di sentire i cori di massa del pubblico dei Coldplay.

Cosa differisce tra il modo in cui ti prepari ai concerti adesso rispetto all'inizio della carriera?
Beh, ricordo che prima del tour di Viva, ho guardato tantissime registrazioni video di Bruce Springsteen, Stevie Wonder e degli Stones, e sono tutti molti fisici nelle loro esibizioni, pieni di energia. E così mi sono detto: voglio essere più in forma e veloce ed essere in grado di ballare per due ore. Quindi per preparami per un concerto adesso ci metto un anno. E poi visto che stiamo invecchiando, tutti abbiamo delle routine. E' la stessa cosa che fanno gli sportivi per prepararsi alle gare, con liste di cose da fare e cose simili.

Cosa c'è nella tua lista?
Devo fare questo tipo di stretching o quel tipo di salti, dipingermi la mano e mettermi un cerotto sulla caviglia. Lo vediamo come se fosse un evento sportivo. E' come una partita che cerchi di vincere.

Poi giudichi i concerti allo stesso modo?
Non giudico esattamente in termini di vittoria, sconfitta o pareggio."Coldplay 1 - Hannover 0". Haha! No, non lo facciamo. Ma credo che sappiamo cosa significhi venire ad un concerto - si saltano i compiti a casa, o si deve prendere una babysitter, o si deve spendere un sacco di tempo nel traffico e cose simili. Quindi più riusciamo a dare e più riusciamo a far sentire le persone coinvolte e apprezzate, meglio sarà il concerto per tutti, noi inclusi.

Credi che si debba imparare ad essere un ottimo perfomer?
Si, credo che si debba osservare i propri eroi e andare ad un sacco di concerti. Ho imparato molto anche guardando Lady Gaga un anno fa. Credo che essendo britannico debba imparare a lasciarmi andare. Non è una cosa che ci viene naturale. Ma una volta che hai pigiato quell'interruttore, tutto diventa dieci volte più divertente. Quando inizi ad accettare che: OK, sembro un idiota quando ballo, ma lo faccio lo stesso. Andando a concerti di molte altre persone ho capito che mi piace quando sento che la persona che sto guardando sta dando tutto quello che può e se ne frega se sembra stupida nel farlo. E questa è adesso la mia filosofia.

Il pubblico è una parte importante del concerto?
Beh, molti degli artisti che amo dicono che si cerca sempre di saltare quel ponte che c'è tra pubblico e band per cercare di rendere tutto più interattivo possibile. Ed è per questo che stavolta speriamo di avere dei piccoli gadget che coinvolgano tutti.

Ah si, i braccialetti. Qual è stata l'idea che ci sta dietro?
E' uno dei lampi di genio di Phil. Un fan della band che si chiama Jason, un inventore del Sud Ovest dell'Inghilterra, a mandato a Phil questo prototipo e Phil ha deciso che ne avremo dato una per ogni biglietto, poi all'inizio del concerto tutti possono farne parte. E l'abbiamo provato per la prima volta a Madrid quando abbiamo fatto UNSTAGED, l'evento per Youtube, ed è stato bellissimo. E' come chiedere a tutti di tenere sollevati i cellulari, ma senza chiederlo davvero.

Riesci a vedere davvero il pubblico ai vostri concerti?
Si, noto sempre il pubblico. Dovunque. L'unica cosa che mi preoccupa è quando penso che qualcuno non riesca a vedere e mi sembra che le prime file siano piene di persone degli sponsor e non di nostri fan. Ma questo non succede più.

Perchè no?
Abbiamo cambiato le cose. Da quando abbiamo iniziato il tour per Viva, ad un certo punto prima dell'inizio del concerto, qualcuno della nostra crew andava dalle persone sedute nei posti più lontani a cui sarebbe piaciuto di più stare in prima fila. Questo aggiungere ancora più energia al concerto.

Hai un concerto preferito?
Il miglior concerto che abbiamo mai fatto è Glastonbury 2011. E anche Glastonbury 2002. Quei due. Perchè sono stati dei momenti chiave per il resto di quello che facciamo. E poi Glastonbury è quello che possiamo quasi definire come casa visto che veniamo tutti da parti diverse del paese. Quindi quando suoniamo a Glastonbury è come un ritorno a casa per noi. E' il posto che visualizzo sempre quando cerco di scrivere qualcosa nel mezzo della notte. Ogni volta che chiudo gli occhi e penso ad un posto in cui una canzone possa suonare bene, è quel triangolo che si vede quando si guarda dal Pyramid Stage.

Politik, ovviamente, è stata la prima di quelle canzoni scritte con Glastonbury in mente.
Si, al 100%. Ho pensato: OK, cosa andrà da suonare come headliner a Glastonbury quando hai pubblicato solo un album? Questo! E lo stesso vale per Hurts Like Heaven, in realtà. Suona qualcosa di veloce e balla.

Sembravate davvero preoccupati da Glastonbury quest'anno.
Si, davvero. Il problema è che più grande diventa un concerto, più ti preoccupi per colpa di tutte le cose che potrebbero andare davvero male. Ma allo stesso modo la sensazione è fantastica quando finisci un concerto e tutto è andato bene.

Presumibilmente non suonerete tutte le canzoni da Mylo Xyloto in questo tour. E' difficile avere nuove canzoni per le quali non c'è spazio in scaletta, adesso che avete cinque album?
Beh credo che ci piacciano le cose bilanciate. Quando parliamo di scalette, tendiamo a scegliere le canzoni che pensiamo siamo più apprezzate dalle persone. E per ogni nuova canzone che inserisci, devi toglierne una di vecchia. E tutte le canzoni vecchie che suoniamo adesso sono quelle che più ci piace suonare.

Ci sono canzoni dagli album che non avete mai suonato dal vivo?
Si, ce ne sono un paio da X&Y. Credo che abbiamo suonato tutte quelle degli altri album. Anche se abbiamo suonato A Whisper da A Rush Of Blood To The Head solo una volta, a Seattle.

Cosa è successo?
Non è andata bene. Ma non abbiamo mai suonato A Message e Twisted Logic.

E avete bisogno di un pubblico per i cori.
Si, è la cosa che unisce di più ai nostri concerti. La sensazione che ti da avere 20.000 persone che cantano assieme a te è davvero insuperabile. Avere figli e fare certe cose con la tua metà sono allo stesso livello. Tutte queste persone che probabilmente non si parleranno mai per il resto della loro vita che però cantano assieme. Ti da davvero una bella sensazione.

Pare che questa cosa abbia influito anche su come scrivi le canzoni.
Si, sono sicuro che l'abbia fatto in alcuni punti. Sicuramente dopo due minuti e mezzo di certe canzoni, qualcosa nel mio cervello mi dice: OK, ora sarebbe bello se cantassimo questo pezzo tutti assieme.

Prima che Viva fosse pubblicata avevi affermato che ti sarebbe piaciuto scrivere l'inno per una squadra di calcio. E adesso le persone cantano quella canzone durante le partite di calcio, quando voi non siete nemmeno lì.
Non so se sia vero. Beh, mi pare che ogni tanto lo facciano a Barcellona.

Si, è solo la miglior squadra di calcio del mondo.
Si, è davvero una bella cosa.

E canti anche tu ai concerti degli altri?
Assolutamente si. In realtà ho avuto una strana esperienza guardando gli U2 a Glastonbury, perchè Bono ha cantato un pezzetto di Yellow. Io mi trovavo in fondo al pubblico, ed è stata l'unica canzone in cui mi sentivo che non potevo cantare con il resto delle persone. C'erano tanti ragazzi vicino a me, così mi sono tirato su il cappuccio e li ho ascoltati mentre la cantavano!

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Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.