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[Coldplay.com] Intervista a Mila Fürstová (prima parte)

Ciao Mila, come stai?
Molto bene, grazie.

Come sei arrivata in contatto con i Coldplay?
E' stato il mio agente, Fraser, che dirige la Album Artists. Mi telefonò circa due anni fa dicendo che c'era una remota possibilità che ai Coldplay potesse piacere il mio lavoro e che avrei potuto lavorare con loro.

Cosa gli dissi?
Pensai, “Oh Fraser, sei un gran sognatore, da dove ti è venuta questa idea?" Poi passò da me e raccolse quattro delle mie opere da mostrare presso la Bakery ai Coldplay, tutto ebbe inizio da lì. Ma allo stesso tempo, c'era già un precorso, dato che Phil Harvey e sua moglie possedevano due mie opere in cui si erano imbattuti casualmente in una galleria. E credo che Fraser portò qualcosa a casa loro e vide una mia opera a casa loro. Pura coincidenza.

Quindi come procedette la cosa dal “potrebbe accadere”?
OK, era l'estate del 2012 e il mio bambino aveva pochi mesi. La sua nascita fu un'esperienza traumatica e non riuscivo a lavorare alle mie opere, era un momento veramente difficile per me. E pensavo “Come posso ricominciare a lavorare?” Provai a portare il bimbo con me in studio ma non funzionava. Ma tutta la situazione che si era creata con i Coldplay era talmente eccitante che pensai, lo devo fare. Fraser e Phil si sentirono ad un certo punto durante l'inverno, Phil mi contattò per la prima volta ed iniziò a propormi le idee per l'artwork.

Com'è andata?
E' un appassionato di arte e abbiamo avuto delle conversazioni molto impegnative. La parte creativa mi ha molto divertito. Cominciammo ad avere le prime idee. Ed il primissimo schizzo che disegnai dopo che Phil mi descrisse cosa volevano fu proprio quella donna che volava nel cielo / mare. Quindi l'anima del lavoro era già presente. Ma c'era ancora tanta strada da fare per trovarla.

Come la trovaste?
Dunque, parlammo con Phil delle idee per alcuni mesi e successivamente, credo in primavera, dissero, “Ti piacerebbe venire in studio e conoscere la band?” Ci andai e furono davvero adorabili nell'accogliermi e mi dissi, “Vi voglio come amici!” E ci sedemmo al tavolo e Chris disse, “Mila, hai davvero molto talento.” Ed arrossii, provando a buttarla sul ridere. Dissi, “Chris, hai molto talento anche tu!” Ma non mi cacciò, e fu un buon segno. E poi iniziammo a discutere del progetto.

Quale fu l'idea iniziale dell'artwork?
L'idea iniziale di Chris era questa foto che adorava da tanti anni di due leoni marini sott'acqua. E posso capirne il motivo, perchè sono come una metafora di un'anima o un essere umano in uno speciale stato d'animo. Quindi mi mostrò la foto e pensai di lavorarci, voleva vedere un leone marino sott'acqua e avevo bisogno di portare quell'idea nel mio lavoro ed è così che sarebbe stata la cover dell'album. E ci lavorai tantissimo.

Alla fine, non fu quella la cover dell'album.
No. Il problema era che non ero mai riuscita a intraprendere un lavoro con successo. Mi sentivo come in un matrimonio combinato. E pensai, “Voglio davvero che questo matrimonio abbia luogo!” Ma non ero innamorata forse. Facevo di tutto per provare a gratificarli. Produssi un'enorme quantità di schizzi ed avevo già individuato l'essenza dell'album che però non era ancora completa. Fraser e Phil ebbero questa grande idea quando proposero di stampare le mie opere in grandi dimensioni e di appenderle alla Bakery. Fu fantastico. Lo studio era diventato una mia galleria d'arte.

E' vero, di fianco alle scale e in tutto il resto dello studio.
Si! Pensai che fu un gesto davvero grande da parte loro. Pensarono, ok, dobbiamo darle una possibilità e vogliamo accogliere il lavoro di Mila. E credo che Chris osservò a lungo le opere, fino a che vide quella dell'angelo blu con due ali, e disse che gli piaceva molto e chiese se le ali da sole potessero funzionare. Gli risposi di si e poi stampai solamente le ali e quando le unimmo, sembravano un cuore spezzato. Disse che gli piaceva molto. Ecco quando l'opera fu 'concepita'.

Quindi non era stata disegnata per sembrare un cuore spezzato? E' stato casuale?
Si. Credo che questa sia la magia dell'arte, inclusa la musica, si segue un pensiero e poi succede qualcosa, come un intervento divino, e sta a te riuscire a vederlo. Chris lo ha visto. Fu fantastico. Me lo passò e disse, “Guarda, mi piace molto e voglio che tu faccia tutto quello che ti senti di fare.” Mi stava dando la totale libertà di essere me stessa. Ricordo che chiamò da LA e gli dissi, “Chris, sei sicuro che non vuoi un tema particolare?” E fu davvero generoso ed intelligente, un atto di comprensione del modo in cui l'arte viene creata. Mi diede la libertà.

Come hai iniziato a lavorarci?
Dunque, mi diedero l'album in anteprima. Un gesto davvero apprezzabile. Me ne andai, avevo le ali che avevo disegnato, iniziai ad ascoltare l'album e disegnavo direttamente sull'incisione delle ali.

Quindi la copertina dell'album non vide la luce fino al momento in cui ascoltasti l'album?
Esattamente. E' completamente legata all'abum. L'incisione prevede la lavorazione su lastre di metallo. Le si ricopre di cera e ci si lavora. Avevo la punta da incisione in mano e stavo ascoltando la musica. E sentivo come se stessi camminando in una stanza buia dove Chris stava cantando. E l'oscurità era la lastra ed io avevo in mano la punta di incisione. Provai e disegnare i suoi sentimenti. Mi fidai della mia intuizione. Disegnai l'ala graudualmente. La completai, ispirandomi a tutto l'album. C'era qualcosa di ogni canzone.

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Quindi se si guarda da vicino si può riuscire a capire quale parte del disegno è associato a quale canzone?
Si, esattamente. E alcune immagini possono valere per due canzoni, perchè secondo me alcuni brani sono connessi tra di loro. E a quel punto A Sky Full Of Stars non era ancora nell'album. Fu aggiunta successivamente. Ma già appariva nelle ali attraverso l'intervento divino, sottoforma di stelle. Quindi disegnai un'ala e la mandai a Phil e Chris che furono gentilissimi e dissero “E' bellissimo, ecco quello che vogliamo" e poi Phil disse “E dov'è l'altra ala?” Ed io risposi, “Quale ala?" Pensai che fosse come un'immagine speculare dell'altra ala. E quindi disegnai anche l'altra! 

Hai disegnato prima l'ala sinistra?
In realtà quella di destra. Disegnai iniziando dalla coppia sotto alla coperta di stelle. Poi disegnai l'uomo che cammina con gli uccelli, perchè l'ultima traccia dell'album mi ha rapito da subito. E devo precisare che molto lavoro è stato fatto successivamente dalla Tappin and Gofton. Realizzarono molte altre cover degli album della band. Io mi occupai della stampa in metallo e gli descrissi tutte le variazioni di stampa su metallo e furono proprio Mark e Simon della Tappin and Gofton che la presentarono alla band per sapere come potevano essere posizionate le ali. E' stato un lavoro di gruppo. Sono stati davvero bravi con me. Mi hanno supportato molto. Avevano a disposizione le ali e lo sfondo - il mare - è una lastra da inicisione di piccole dimensioni, le stelle sono incise a mano e successivamente l'opera è stata riprodotta e assemblata con tecniche digitali.

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Quindi l'artwork di Magic e gli altri sono stati sviluppati dopo?
Si. Da parte loro non c'era stata la proposta di lavorare anche sul resto dell'album. Non sapevamo come sarebbero andate avanti le cose. Fino all'ultimo minuto non sapevo che avrei davvero sviluppato la cover dell'album. Poi ci dissero, “Ci piace molto la cover” e che gli avrebbe fatto piacere vedere qualche schizzo per Magic. Risposi, “Ok, solitamente non faccio mai schizzi” ma in quel momento avendo già lavorato al disegno delle ali ero già molto coinvolta in una relazione creativa con loro, e quindi decisi che potevo proporre qualche schizzo, non era solo il loro progetto, era come se fosse anche mio figlio!! Solitamente sono molto impaziente di disegnare - amo disegnare sulle lastre, perchè è più divertente per me non sapere cosa succederà - ma tutto è progredito con il tempo mentre lavoravamo.

Il dettaglio dell'artwork di Magic è incredibile.
Avevo tre schizzi a disposizione. Uno ritraeva un mago, ma la band decise per quello con una coppia. Era più poetico, credo. C'è anche il vinile di Midnight, con un'incisione con tre leoni marini. Quest'ultima era precedente alle ali. Quello fu il momento in cui sentii di essere davvero dentro al mio progetto, c'è qualcos altro e non ci sono più i leoni marini, ci sono queste strutture, e una di esse ha un uomo al suo interno, che fluttua.

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Ad un certo punto ti dissero che volevano che lavorassi a tutto l'artwork per l'album?
E' stato graduale. Era come essere in una relazione! Pensi, ok, sta andando bene, possiamo continuare a lavorare insieme? Mi stavo veramente divertendo. Lavoravo a casa ed era un lavoro 'intimo' su piccola scala. Mi prendevo cura di mio figlio e poi rimasi ancora incinta, e non potevo viaggiare quindi sentivo che questo progetto era tempo che stavo dedicando soprattutto a me. Continuavo a disegnare e in un certo senso mi aiutavano ad essere anche madre. Avere un bambino, mai avrei immaginato che sarebbe stato così impegnativo! Avevo bisogno di qualcosa di mio e il progetto con i Coldplay ha finito per diventare qualcosa che sentivo davvero mio.

E' un lavoro piuttosto impegnativo da svolgere mentre si è anche i genitori - creare la cover per un album di grandissimo successo mondiale!
Lo so! Se me lo avessi detto non ci avrei mai creduto!

Informazioni aggiuntive

  • Fonte: http://www.coldplay.com/newsdetail.php?id=1826
  • Autore: Coldplay.com
  • Traduzione: Elena
Elena

Mi definisco "Appassionata per caso" dei Coldplay. Siamo nel 2003, compro AROBTTH in un negozio di CD usati, perchè mi piaceva In My Place. Da quel momento non mi hanno più abbandonato, grandi interpreti di parte della mia vita. Con grande piacere entro a far parte della formidabile squadra di Coldplayzone come traduttrice.

In My Place.