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[ChartAttack] Coldplay, dentro a un flusso di sangue [ChartAttack] Coldplay, dentro a un flusso di sangue

[ChartAttack] Coldplay, dentro a un flusso di sangue - periodo AROBTTH

A giugno di quest’anno, ChartAttack è andato a Londra per intervistare tutti e quattro i membri dei Coldplay sul loro nuovo album, ‘A Rush Of Blood To The Head’. Ecco un ‘compendium’ di citazioni prese da tre interviste: una con il chitarrista Jonny Buckland e il batterista Will Champion, una con il cantante Chris Martin e un’altra con il bassista Guy Berryman.

Influenze musicali

Jon: Abbiamo passato gli ultimi due anni prima di iniziare a scrivere l’album facendo un tour, comprando dischi e ascoltando tanta nuova musica. Credo che l’album rifletta il fatto che i nostri orizzonti musicali si siano allargati, visto che abbiamo comprato e ascoltato molti dischi su cui abbiamo trovato un sacco di tipi diversi di musica – più moderna, più datata, da qualsiasi paese e di qualsiasi anno. Avevamo veramente fame di ascoltare nuove cose. Suppongo che cambiare sia stata una decisione cosciente e assolutamente da fare: a lungo andare, non si possono sempre fare le stesse cose.

Guy: Chris ha ascoltato intensamente molta musica dei Bunnymen e dei New Order. Alla fine tutto si è fuso. Piccole idee. Non cerchiamo mai di prendere un’intera canzone, ma si capisce che abbiamo preso elementi di qua e di là.

ChartAttack: La batteria di ‘Politik’ ricorda la canzone dei Blur ‘Sing’…

Chris: Vivo in un piccolo appartamento, e c’è un punto rialzato a cui posso accedere salendo una scala. Stavo suonando questa canzone con una piccola tastiera. Mi ricordo di aver guardato giù verso lo stereo e ho pensato, 'Oh già, quella canzone dei Blur, andrebbe benissimo - il suono della batteria, quel Doom! Doom! Doom!...'. Ed ecco da dove l’abbiamo preso. L’album è un miscuglio di plagi. E’ come quando hai delle macchine usate saldate assieme

 ChartAttack: ‘God Put A Smile On Your Face’ ha un sound molto ‘blues’…

Guy: La batteria suona tipo alla Stax-y Motown - col tamburo militare che aumenta i battiti sempre di più. Ho sempre pensato che la chitarra di Jonny suonasse come una vecchia musica da surf - una chitarra pizzicata. Ma è interessante come stanno assieme. A volte ti piace qualcosa perché ti ricorda inconsciamente qualcos’altro... Ti piace perché potresti averla già sentita da qualche altra parte, o qualcosa di simile.

ChartAttack: Successivamente all’incisione di una canzone, scoprite qualcuna delle vostre influenze?

Guy: Una delle mie canzoni preferite, che non è poi stata inserita nell’album, si chiama ‘Crests Of Waves’ e abbiamo deciso di non usarla perché sembrava fosse influenzata troppo dagli Smiths.

Chris: C’era una canzone che si intitolava ‘Crest Of Waves’, che non è stata messa nell’album, perché è sfacciatamente presa dai Bunnymen. Ma è proprio una cosa ridicola. Il testo soprattutto.

B-Sides

Will: Ci sono delle b-sides davvero belle... perché quando abbiamo iniziato per la prima volta le sessioni di registrazione a settembre, abbiamo registrato poche canzoni. Poi abbiamo fatto un piccolo tour e dopo Natale siamo tornati e abbiamo pensato, "Non sono poi così buone come invece pensavamo fossero". Gradualmente ognuna di quelle canzoni è stata sostituita da qualcosa che pensavamo fosse migliore. Ma suppongo che una delle ragioni per cui sapevamo quando fermarci, guardando alla scaletta, era che non c’erano canzoni deboli, da pensare cose del tipo "Forse ha bisogno di essere sostituita". Ecco perché ci sono poche b-side. Le b-side sono sempre un modo per fare qualcosa di abbastanza diverso.

Chris: Spesso perdo la voce. Non so perché. Sto lavorando più che posso affinché non succeda. Ho imparato che Bono degli U2 non cancella mai i concerti anche quando non riesce a cantare. Ma non abbiamo ancora molte canzoni famose per poterlo fare. Perché lui può lasciare che tutti gli altri cantino. E’ impossibile far cantare al pubblico una b-side sconosciuta che vorremmo suonare.

Significato delle nuove canzoni

Will: Credo che tutte le canzoni nell’album possano fare riferimento a qualsiasi cosa grande e importante in significato, o piccolo a seconda di come tu vuoi. Le canzoni che sembrano riferirsi veramente a cose personali, hanno anche più significati. Ecco perché canzoni come ‘Politik’, la quale sembra riferirsi a grandi affari politici, può anche richiamare cose che ritieni molto importanti nel tuo piccolo mondo.

ChartAttack: Stavate cercando di creare diversi livelli di significato apposta?

Jon: Non apposta! [Ride] Mentiremmo se affermassimo di avere così tanto controllo sulle cose. Credo che Chris abbia lavorato davvero tanto sui suoi testi in questo album - molto più del solito. Semplicemente perché sentiva di avere una grande opportunità di scrivere dei bei testi. Quindi sono molto curati, ma dire che sono posizionati su diversi livelli di lettura in maniera voluta, presuppone che occorre essere veramente dei geni per farlo. Vuoi sempre che le tue canzoni funzionino su più livelli - per essere immediate e per crescere allo stesso tempo. Secondo me la canzone pop perfetta è una canzone che ascolti la prima volta e ti dice qualcosa, e poi ogni volta che riascolti ti dà qualcosa in più. Quindi vuoi che le cose funzionino su livelli diversi ma solo per sapere cosa è successo piuttosto che come farlo. Altrimenti le persone lo farebbero sempre... Avere delle parti pronte in testa è una cosa inconscia. Suoni e basta. Non pensi assolutamente a cosa ne verrà fuori. Puoi farlo fino ad un certo punto, da qualsiasi posto vengano - Non penso che ci siamo mai seduti a dire ‘Deve essere così’.

ChartAttack: Su NME, Chris ha detto che le canzoni hanno cambiato significato dopo l’11 Settembre…

Jon: Credo fosse qualcosa che si aggirava già tra le nostre menti, perché abbiamo iniziato a registrare il 16 Settembre. Quindi dire che la disgrazia non ha avuto effetto su di noi sarebbe una bugia. Credo che sicuramente tutto il mondo occidentale si è sentito colpito.

Will: L’11 Settembre non c’entra troppo nello specifico. Suppongo che grandi avvenimenti che hanno effetti su ognuno di noi ci facciano solo capire quali sono le cose veramente importanti. Credo che in parte - sicuramente nella testa di Chris - è stato il bisogno che tutto fosse completato. Volevamo veramente finire queste canzoni al meglio che potevamo perché altrimenti saremmo stati musicalmente morti. Sarebbe potuto accadere il giorno dopo. E scherziamo sempre - ogni volta che vola col pensiero, dice ‘Oh beh, se cadiamo giù, alla fine l’album è pronto quindi va bene lo stesso’. Quindi è come se sparisse un grosso peso da sopra le nostre teste, perché puoi morire felice.

Chris: Mio nonno mi diceva sempre di fare le cose al momento. E così ho affrontato il nuovo album. E una cosa nuova che mi si è insinuata nella testa recentemente è la paura del tempo che sta per finire.

ChartAttack: Come il tempo che dedichi a te stesso?

Chris: Sì, credo di sì... Si parla molto degli orologi che battono i minuti [Fa il rumore delle lancette che si muovono] E’ strano. Perché non ci pensi mai quando sei piccolo.

ChartAttack: Quanti anni hai adesso?

Chris: 25.

ChartAttack: Questa cosa ti ha colpito quando hai raggiunto il quarto di secolo di vita?

Chris: a 24 anni, credo. Non so. Forse è stato solo a causa della lunga permanenza in tour quando le forze che ci mandavano avanti erano cose tipo ‘Bene. Voglio formare un gruppo, e saremo il migliore gruppo al mondo e gireremo il mondo’ E quando poi finisci di girare il mondo, pensi ‘Bene. Sto facendo quello che ho sempre sognato’. E all’improvviso capisci che tutto quello a cui stavi mirando lo hai ottenuto - è fantastico. E l’altra cosa che mi dava lo stimolo per fare le cose era ‘Ora non abbiamo ancora iniziato. Non abbiamo nemmeno grattato la superficie’. C’è stato un momento in cui ho pensato ‘Merda, è tutto questo quindi? Lo abbiamo fatto. Ecco’. Poi fortunatamente ho pensato ‘No, non lo abbiamo fatto. Dobbiamo ancora provare tutto’. Anche se hai vinto un Grammy o altro, ciò non significa che tu sia bravo.

ChartAttack: Ti è mai sembrato che fossero gli stessi pensieri anche dei tuoi compagni?

Chris: Si, di Guy in particolare - anche se è molto tranquillo. Beh, tutti vogliamo essere il gruppo migliore di sempre. Ovviamente è una cosa ridicola, ma è questa la forza che ci guida, e forse non ci arriveremo mai, ma è bene che sia questa forza a guidarci perché significa che vogliamo lavorare sempre di più. Sono sicuro che la maggior parte dei gruppi vogliono essere i migliori al mondo, ma noi lo vogliamo veramente. 

Perché tutte le canzoni terminano con un denominatore comune: la dolcezza

Guy: Alcune no. Alcune sì. Alcune non prendono forza finché non arrivano alla fine. Ci abbiamo messo la caratteristica particolare che abbiamo utilizzato anche nel primo album, cioè renderlo non troppo lungo con troppe canzoni, in modo da poterlo mettere su e ascoltarlo dall’inizio alla fine senza saltare le canzoni che non si vogliono ascoltare. Speriamo che le persone lo ascolteranno come un vero album, non come singoli o canzoni a sé stanti.

Will: Non siamo bravi a fare dei finali belli. Non siamo bravi a fermarci. Sembrano sempre mosce quando proviamo a suonarle, quindi credo che sia sempre naturale tornare all’inizio. Diciamo che prendono questo ciclo naturale: iniziano, si sviluppano e finiscono nello stesso punto in cui erano iniziate. Abbiamo provato a fare dei finali diversi. ‘Daylight’ per esempio ha un finale più ad effetto, ma si smorza lentamente.

Jon: Ma allo stesso tempo, abbiamo cercato di fermarlo...

Will: E faceva schifo.

Jon: Abbiamo all’improvviso capito che poteva essere veramente bello, hai questa spirale che continua e si sviluppa, si sviluppa e continua in lontananza.

Will: Cosa, il fade-out?

Jon: Si.

Will: Fa ridere - finire una canzone, come la concludi? Perché se è una bella canzone, vuoi che continui all’infinito, credo.

Cosa i Coldplay pensano dei loro critici

Jon: Credo che bisogna ascoltare un po’ le critiche e le lodi e accettarle entrambe. Non ti cambierà come persona ascoltare quello che le altre persone hanno da dire su di te e che percezione hanno della tua musica, e anche se è negativa non sono dei cretini. Non è bello quando non piacciamo a qualcuno. Da’ abbastanza fastidio, ma allo stesso tempo, non sbagliano anche se non gli piacciamo. Magari hanno anche una ragione valida per cui non ci gradiscono, e magari dovremmo cambiare per renderci migliori. Vogliamo migliorare sempre. Per questo ascoltiamo anche le critiche - possiamo ignorarle o meno, ma siamo noi a sceglierlo. Non possiamo semplicemente scartarle.

Guy: Non credo che ci importi di quello che importa alle altre persone... Noi, tra noi quattro come gruppo, abbiamo delle idee. Credo che siamo in grado di tradurre bene le nostre idee e non credo che ci siamo mai sentiti sotto pressione per suonare in modo diverso da quello che sentiamo. Sicuramente non abbiamo sentito alcuna pressione per fare in modo che questo album suonasse come il precedente. Volevamo andare avanti e mantenerci interessanti musicalmente. E questo album è venuto fuori molto più pronto per suonare le canzoni dal vivo, perché molte sono più allegre, e puoi immaginarti suonarle dal vivo con le persone che seguono il ritmo con il piede e si lasciano trascinare. La setlist avrà comunque alcune delle canzoni vecchie - quelle più mature come ‘We Never Change’ e simili, perché vanno bene per un break per cambiare il ritmo, ma credo che queste canzoni andranno sicuramente bene dal vivo. E credo che abbiamo inconsciamente preso questa direzione perché sapevamo che avremmo passato un bel po’ di tempo a suonarle live.

Sull’incontro con altri musicisti

Jon: Abbiamo suonato con alcun band davvero brave come i Grandaddy.

Will: I Grandaddy sono stati fantastici. Abbiamo suonato un po’ di volte con i Flaming Lips ad alcuni festival e sono incredibili... Abbiamo suonato in questo meraviglioso Festival in Australia che si chiama Big Day Out - è un’enorme festival itinerante. Voli fino in Australia, alloggi negli stessi hotel degli altri gruppi, prendi lo stesso volo, ecc... Abbiamo suonato con gli Happy Mondays, PJ Harvey, At The Drive-In, Black-Eyed Peas, Queens Of The Stone Age - una bella lista. Ah, anche i Rammstein.
Jon: Chris e il loro cantante si scambiavano medicine per la voce.

Will: Questo ragazzo, Till Lindemann, che è alto un metro e cinquanta, è il più grande e forzuto uomo che abbia mai visto, e lui e Chris si scambiavano medicine per il mal di gola.

Jon: Un po' di tempo dopo ci ha anche spedito un po’ di cioccolatini.

Will: Ha spedito a Chris una scatola di cioccolatini, con un bigliettino che diceva: ‘Goditi queste fottute caramelle!’ [Ride.] Credo che scrivere imprecazioni sia doppiamente impressionante.

Jon: Era un bigliettino veramente carino, che alla fine diceva, ‘P.S.: Goditi queste fottute caramelle’.

Will: Ha un doppio impatto quando è scritto.

ChartAttack: Avete la reputazione di “bravi ragazzi”. All’opposto dei Rammstein…

Will: Hey, sono i ragazzi più tranquilli del mondo. Davvero.

Guy: E’ bello quando ti ritrovi a suonare con un gruppo diverso ogni sera, che rispetti sia a livello professionale sia a livello personale, e puoi uscire in compagnia. E’ come una grande famiglia in tour.

ChartAttack: David Bowie vi ha scelti per suonare al ‘Meltdown Festival’…

Chris: A quanto pare c’è un po’ di opposizione perché ci considerano troppo commerciali per quel festival, ma non vedevamo veramente l’ora. E ovviamente, è un bel posto in cui suonare e un bel festival a cui partecipare. E Bowie è eccezionale. E’ ‘Boh-wie’, scusate. Si pronuncia ‘Boh-wie’. Perché ieri ho letto un’intervista che ha fatto in cui accusava le persone che lo chiamavano ‘Bough-wie’.

ChartAttack: L’hai incontrato?

Chris: No, non c’è stata nessuna telefonata importante.

ChartAttack: Potresti sempre inventare.

Chris: Si, David è venuto e ci siamo fatti una partita di golf…

Il rapporto con la Regina

Chris: Ci è stato chiesto di suonare, ma abbiamo detto di no.

ChartAttack: Non eravate interessati?

Chris: Sono un grande ammiratore del Principe Carlo. Credo sia un’eccezionale filantropo e si impegna tantissimo, ma non sono sicuro che sarebbe stata la cosa migliore per noi suonare ad un concerto reale per sostenere il nostro secondo album. Non sono molto sicuro che Buckingham Palace sia il posto giusto per convincere le persone che sei una gran band.

Cosa ne pensano dei gruppi definiti ‘i nuovi Coldplay’

Jon: Un po’ mi dispiace per loro. Nessuna delle band che ho sentito definire "i nuovi Coldplay" lo meritava davvero - non nel senso che non sono bravi come noi; è che non c’entrano proprio con noi. Non so, sono dell’idea che la maggior parte dei gruppi venga paragonata a noi perché stanno andando alla grande.

Will: E’ strano paragonare un gruppo nuovissimo ad uno un po’ nuovo che ha fatto solo un album. Le persone stanno paragonando band nuove a noi, e per fortuna abbiamo registrato quello che la gente pensa sia un gran bell’album, ma ciò non significa che siamo una gran band; significa solo che siamo una band con un buon album. Alcuni neanche lo considerano buono; altri si. Mi piacerebbe poter pensare che siamo ad un passo dal diventare una buona band, piuttosto che essere una band da un buon album.

Su come ‘Yellow’ avrebbe potuto chiamarsi ‘Purple’

Will: No. ‘Purple’ è già stata fatta. Da Prince…

Guy: Si. Sono il motivo e la melodia ad essere popolari, non il nome. [Purple] non ci sta bene...

Chris: No, non direi proprio. Non so neanche che senso abbia la parola ‘Yellow’. Non mi piace neanche tanto il colore. Ma mi piace come suona. Mi ricordo quando è venuto fuori quel pezzetto, ero in uno studio in Galles. Ho pensato, ‘c’è bisogno di una parola’. Ho visto la parola ‘Yellow’ scritta e ho pensato: ‘Bene, questa è perfetta!’.

ChartAttack: Come quando ‘Yesterday’ dei Beatles si chiamava ‘Scrambled Eggs’ (cioè uova strapazzate)…

Chris: E’ stata un’idea di Paul McCartney. L’unica differenza è che la parola che ho cambiato io non era uova strapazzate. Ho tenuto le uova strapazzate!

[ChartAttack] Coldplay, dentro a un flusso di sangue - periodo AROBTTH
Tratta da: ChartAttack
Web: www.chartattack.com
Autore: Mike Doherty
amsterdam

Ideatore e sviluppatore di Coldplayzone, Gabriele è un webdesigner milanese emigrato in Sicilia nel 2004 (per scelta di vita), il quale sente il desiderio di creare un 'posto' online [ zone ] da condividere con tutti gli appassionati di musica, in particolare quella dei Coldplay. Grande appassionato di musica inglese e di tutto ciò che si possa definire 'British'.