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Roadie #42 - Blog #59

#42 e la fastidiosa influenza

Non avvicinatevi troppo, lettori. Sono completamente raffreddato. Stare male in tour (OK, lo so, si tratta solo di naso che gocciola e mal di gola...) è un'esperienza piuttosto seccante. Se avessi un lavoro pratico mi sarei messo in malattia e avrei passato il giorno sotto il piumone autocommiserandomi. Ma questa non è un'opzione che posso scegliere nel mio lavoro, così mi sono presentato in un'arena fredda e piena di correnti d'aria e mi sono autocommiserato qui. Dovrei veramente far andare la macchina per i succhi del catering e riempirmi di sane vitamine. Forse più tardi. Per ora pastiglie, acqua con vitamine e autocommiserazione sono all'ordine del giorno.

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Roadie #42 - Blog #58

#42 sul tornare in patria

Spesso ho affermato che non mi sento tanto britannico quanto quando torno a casa dopo un bel po' di tempo. Ma siamo stati fuori dal paese per così tanta parte degli ultimi sei mesi che per la prima volta nella mia vita è quasi strano tornare in patria. Senza voler parlare solo di clichè e della "vita in tour", devo ammettere che mi sembra che il mio paese sia un po' straniero e non familiare stavolta.

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Roadie #42 - Blog #56

#42 e i ricordi random

Gah! Non sopporto quando trascuro il blog per un po' di giorni - mi dimentico tutti i piccoli dettagli di quello che è successo. Quindi se questo sembra una lista di ricordi random e scollegati è perchè lo è veramente!

Vediamo un po', dove eravamo arrivati? OK, ero arrivato al Texas.

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Roadie #42 - Blog #57

#42 e la zuppa di zucca

Marguerite arriva al suo posto al tavolo per cena ad Anaheim e sembra come se sia appena stata assalita. La spiegazione è abbastanza semplice - siamo a Los Anegeles e di conseguenza ha appena presentato una lista degli ospiti che supera i presenti al primo vero concerto della band per tre a uno. I concerti a Londra, New York e Los Angeles tendono ad essere sempre così. Non sono solo concerti, sono mini eventi del music business. Stasera però c'è un aftershow e va tutto inusualmente bene. Forse sono solo un vecchio scorbutico, ma gli aftershow tendono ad eccitarmi minimamente. Di solito sono pieni di gente che non ho mai visto prima in vita mia - è come se ci si intrufolasse al ricevimento di nozze di uno sconosciuto. Invece stasera è molto bello. La musica è rilassata, il sushi è fantastico e la compagnia è assolutamente piacevole.

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Roadie #42 - Blog #55

#42 e il massacro del cavo Texano

"If you're from Tex-as, won't you le-e-e-et me know...".  Chris termina Violet Hill con questo verso a Houston e passano l'intera serata a dimostrarglielo. Il pubblico di Houston è estremamente pieno di voce. Non è solo la frase di Chris a farli iniziare. L'altro giorno stavo riflettendo su come in alcune città il pubblico applaude quando si spengono le luci ma poi sta calmo per tutto l'intro di Life In Technicolor - e riprende vita di nuovo solo quando quattro sagome di figure salgono sul palco. E' come se non credessero che la band sia nell'arena finchè non lo vedono con i loro occhi.

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