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Roadie #42 - Blog #56

#42 e i ricordi random

Gah! Non sopporto quando trascuro il blog per un po' di giorni - mi dimentico tutti i piccoli dettagli di quello che è successo. Quindi se questo sembra una lista di ricordi random e scollegati è perchè lo è veramente!

Vediamo un po', dove eravamo arrivati? OK, ero arrivato al Texas.

Il concerto di Denver ci porta un ospite al soundcheck. Si unisce a noi un ragazzo di nome Ricardo Leon, che è qui con la fondazione Make A Wish - il suo desiderio è quello di suonare la batteria con i Coldplay. Si avvicina al palco su una carrozzina motorizzata, cosa che ti fa porre la domanda su come farà a suonare la batteria.

Una volta sul seggiolino, però, non ci sono più dubbi. Presto diventa evidente che non solo è bravissimo a tenere il tempo, ma sa anche le parti di tutte le canzoni dei Coldplay che loro accennano. Provano Politik, poi lui suggerisce Amsterdam. Chris ammette timidamente che non si ricorda assolutamente come suonarla (anche se Ricardo l'avrebbe saputa a memoria). Passano poi a The Scientist, prima di darsi a qualcosa di più rock con Sleep Chant. Arrivati a questo punto parlano ormai come vecchi amici e dopo aver provato Fix You, si siedono a chiacchierare per un po' prima che Franksy arrivi a ricordare ai ragazzi che il tempo per il soundcheck sta finendo e bisogna lasciare lo spazio a Jon Hopkins e gli Sleepercar. E' stato un piacevole pomeriggio, e Ricardo è davvero un ragazzo d'oro. Grazie per essere venuto amico.

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Eccoci poi a Salt Lake City. E' stata una leg fantastica dal punto di vista del divertimento in viaggio. Cinque settimane in un Paese sono davvero tante, ma per fortuna gli Stati Uniti hanno degli estremi davvero notevoli che rendono le cose interessanti. Qualche settimana fa stavo guardando fuori dalla finestra nella mia stanza a Manhattan chiedendomi come così tante persone riuscissero a stare in uno spazio così piccolo. Oggi sto dando un'occhiata fuori dalla finestra rotonda dell'aereo a miglia e miglia di deserto, chiedendomi dove potrebbero essere diretti i piccoli camioncini che vedo sulle strade sottili quanto dei fili. Chi esattamente vive in quei quattro puntini di case che ho appena visto? E cosa diavolo fanno quando finiscono il latte?

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Mentre viaggiamo verso il concerto, la Tour Accountant Yasmine (che chiede di far notare, in relazione ad un blog precedente, che è stata in tour con gli Who alcuni anni fa, e che quindi non è vecchia come il sole), guarda le miglia e miglia di spazio aperto e si chiede: "Da dove quindicimila persona che vogliono vedere i Coldplay dovrebbero VENIRE da questo parti?" Ha effettivamente ragione.

Eppure ci sono. E non solo si presentano, ma fanno anche un sacco di rumore! La gente nei posti più isolati può spesso essere il pubblico più eccitato ed eccitante. Stasera questa teoria non viene smentita. Con mio estremo piacere sembra che i glowstick con i cellulari durante il remix di Viva siano diventati un appuntamento fisso nei concerti. Ho la sensazione che non stancherà mai. Noto anche Mr Champion che dà un'occhiata da dietro il telo per vedere la scena prima che tornino sul palco per Politik.

Dopo il concerto continuiamo a muoverci verso ovest, e arriviamo a Los Angeles. La parte bella di viaggiare verso ovest è che guadagnamo un'ora ogni qualche giorno. Giorni di 25 ore sono molto utili per un lavoro in cui sei sempre in giro e cerchi anche solo di capire cosa ti sta succedendo. Ma all'improvviso mi rendo conto che il nostro spostamento verso ovest è simile a tirare una grande catapulta nei confronti del nostro orologio biologico. Una volta fatto il concerto a Phoenix, saremo lanciati ad oltre otto fusi orari verso i concerti in UK. Non vedo l'ora di vedere quanto le distanze non avranno più senso una volta arrivati a Sheffield!

Gli AMA awards sono appresso a noi all'improvviso, e questa sarà un'altra opportunità per continuare la mia ricerca sugli effetti della combinazione di estrema noia ed eccesso di caffeina. Ogni volta che sono terribilmente annoiato, (questo succede più o meno a intervalli di cinque minuti) vado a prendermi un'altra tazza. Ogni volta che finisco una tazza, mi ritrovo a tintinnare con un'energia nervosa e bisognoso di fare qualcosa. Inevitabilmente fino a che non arrivano i dieci minuti di frenetica attività per portare tutte le attrezzature dei ragazzi sul palco, l'unica cosa DA FARE è....bersi un caffè.

Per metà pomeriggio il palazzetto è diventato una situazione "Sopra / Sotto" . Sopra a livello del palco c'è la tana del roadie. Ci sono più magliette nere e cappelli da baseball lassù che nel nostro camion del merchandise. Nel frattempo sotto nel corridoio del camerino c'è la centrale dell'entourage. E' come una specie di frenetica sparatoia di massa tra Blackberrie e iPhone con persone del management, assistenti, addetti al guardaroba e alla sicurezza che si muovono tipo sciame in ansia per i dettagli.

Le farfalle di Brook ottengono tutto il loro effetto agli AMA e si trovano dappertutto nel palazzetto alla fine della performance. Si trovano in mucchietti lungo tutto il corridoio e calpestate lungo il corridoio del camerino lasciando una scia di Coldplay ovunque. Ci sono anche molti nomi importanti di Los Angeles che si aggirano per l'area degli ospiti cercando di impossessarsi dei loro souvenir dello spettacolo. E' bello lasciare il proprio segno!

Una delle cose più piacevoli che si è evoluta durante questo tour è il "campionato di calcio del giorno di libertà". La band ha finora un record di imbattibilità nei confronti della crew. Oggi però gli dei dei roadie sorridono ed è in parità fino quasi al fischio finale, quando la crew si porta sul 4-3. Le partite di rivincita per la leg inglese stanno venendo prenotate proprio adesso...

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Roadie #42