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[Huffington Post] Recensione di Ghost Stories

In pubblicazione il 19 Maggio in America con l'etichetta Atlantic Records, Ghost Stories dei Coldplay è lontanissimo dai loro precedenti lavori. E' contemporaneamente un progetto sperimentale essenziale e un album progressive di elettronica dance. Con la produzione di Paul Epworth, Rik Simpson, e Avicii, i Coldplay hanno reso omaggio al passato ma hanno anche guardato al nuovo. Le canzoni in questo album sono profonde e di atmosfera, tormentate, gioiose e progressive. Ghost Stories è un percorso alternativo rispetto a Mylo Xyloto del 2011 che i Coldplay avrebbero potuto intraprendere successivamente a Viva La Vida or Death and All His Friends del 2008. L'artwork dell'album con un colore bianco in stile medievale inciso sopra ad un oceano blu e ad un cielo stellato supporta la qualità celestiale di Ghost Stories, che lo separa dai precedenti lavori dei Coldplay.

Con lo stesso coro di voci angeliche di bambini in apertura e chiusura dell'album, il disco è curato in modo attento, ciascuna canzone ha un proprio intento. E con il mix innario di voci e sintetizzatori, "Always In My Head" aggiunge percussioni con lunghe onde di lenti riff di chitarre. Con un finale improvviso, "Always In My Head" trasporta a "Magic," il primo singolo di Ghost Stories, pubblicato in Marzo. Con percussioni più incisive di prima, la voce quasi addolorata di Chris Martin svanisce e riappare, come un elogio d'amore. "Magic" sembra un tributo all'amore e all'assoluta meraviglia di questo sentimento.

Mantenendo il tema delle forti percussioni che accompagnano la traccia, "Ink" sorprende sotto tutti i punti di vista. Musicalmente, questa canzone è allegra, ma dal punto di vista dei testi racconta il dolore. Con l'inserimento di voci in sottofondo in alcune momenti della canzone, i Coldplay costruiscono un'altra dimensione in un pezzo le cui parti vocali avrebbero potuto essere molto più superficiali. Inoltre, la band usa in modo eccellente un sitar (strumento a corde indiano, n.d.t) per introdurre l'elemeno musicale orientale del raga (stile musicale indiano, n.d.t.), che rende molto più complessa la canzone.

"Midnight" è stato il secondo singolo pubblicato da Ghost Stories, co-scritto e co-prodotto da Jon Hopkins, lo stesso artista le cui influenze hanno creato l'atmosfera del capolavoro "Life In Technicolor" di Viva La Vida or Death and All His Friends. Distanti, distorte, e difficili da capire, la parti vocali di questa traccia trasmettono davvero disagio. Circa a metà della traccia, l'intera canzone si sposta marcatamente verso una stereotipata musica trance dai veloci ritmi. "Midnight" lascia l'ascoltatore piacevolmente confuso, tra l'interrogarsi su cosa ha appena ascoltato e la felicità di averlo ascoltato.

Per un momento, si potrebbe essere ingannati da "A Sky Full of Stars." Gli accordi di piano in apertura sembrano un'interpretazione più ritmata di "Clocks" di A Rush of Blood to the Head. Molto velocemente, l'influenza di Avicii pervade la canzone. Mentre il terzo e ultimo singolo dei Coldplay prima della pubblicazione di Ghost Stories, "A Sky Full of Stars" è stata sicuramente una sorpresa per i fan. La musica è ripetitiva, le parole banali, caratteristiche proprie della musica elettronica dance. Ci sono eco e percussioni creati da sintetizzatori, ma ci sono anche la chitarra acustica e il falsetto di Chris Martin. A prima vista, è difficile definire "A Sky Full of Stars" una tipica "canzone dei Coldplay," ma alla fine questo singolo dimostra di essere una versione più evoluta dell'archetipo coldplayiano. Ad ogni ritornello, ci si immagina Chris Martin che balla in uno stato di estasi sul palco, con le braccia che si agitano. Nonostante le basse frequenze e la potenza del sound, "A Sky Full of Stars" è soprendentemente leggera. Mentre la canzone si conclude in modo banale, note di atmosfera dominano l'ambiente sonoro. "A Sky Full of Stars" è una canzone il cui dinamismo aumenta ad ogni ascolto.

Ghost Stories rappresenta senza dubbio un'allontanamento dalla propria dimensione di serenità per i Coldplay e per i fan. La varietà di canzoni dell'album è ampia, con pezzi sull'amore e sulla perdita apparentemente mescolati nell'album. La musica corale che apre e chiude l'album funge da rassicurazione. Ghost Stories è un concept album sperimentale, che presenta un altro lato completamente nuovo dei Coldplay che accompagnerà probabilmente i lavori futuri. E' un catalogo estremamente variegato dei Coldplay, la realizzazione di una magnifica opera d'arte.

Informazioni aggiuntive

  • Fonte: http://www.huffingtonpost.com/judah-joseph/review-coldplay-ghost-sto_b_5327066.html
  • Autore: Judah Joseph
  • Traduzione: Elena
Elena

Mi definisco "Appassionata per caso" dei Coldplay. Siamo nel 2003, compro AROBTTH in un negozio di CD usati, perchè mi piaceva In My Place. Da quel momento non mi hanno più abbandonato, grandi interpreti di parte della mia vita. Con grande piacere entro a far parte della formidabile squadra di Coldplayzone come traduttrice.

In My Place.