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[Virgin Radio France] Intervista a Jonny

Avete sentito pressione prima dell’uscita dell’ultimo anno?
Si, senti la pressione quando l’hai effettivamente finito, circa 1 mese prima, direi. Lo ascolti moltissime volte, sei alle prese con le scadenze ed inizi a sentire la pressione. E poi ti dicono che non puoi cambiare più nulla e allora te ne fai una ragione. Poi arriva il giorno della pubblicazione ed io me ne sono dimenticato, ah ah! Nessuno ha ancora ascoltato l’album. Nel giorno dell’uscita sei contento, è una sensazione strana sapere che l’album è finito e nessuno ha mai ascoltato quello che hai creato.

Raccontaci delle collaborazioni dell’album
Abbiamo collaborato con altri artisti. Ad esempio, prendiamo in considerazione una canzone e ci diciamo ‘Per questo pezzo sarebbe bello collaborare con questo artista’, vogliamo solo essere aperti a qualsiasi ispirazione. Eravamo molto contenti di essere in studio dopo aver finito Ghost Stories, che è stato un album tranquillo ed intimista, fatto per essere ascoltato in cuffia. Quindi volevamo che questo album fosse molto più ricco di colori e che comprendesse tutto ciò che amiamo, includendo quindi anche le persone che amiamo nell’album, ed artisti come Beyoncè e Tove Lo.

Vi sentite vicini alle vostre radici musicali?
Certamente non puoi dimenticare le canzoni con cui sei cresciuto, le canzoni restano con te per sempre, quello che ascolti a 14-15 anni, io ad esempio ascoltavo i Beatles, gli Oasis e gli Stones Roses. Chris risponderebbe che ascoltava gli A-Ha, e molti artisti di grande talento. Sono contento di portarli sempre con noi.

Come si sono svolte le registrazioni dell’album?
Abbiamo lavorato in parte nel nostro studio (la Bakery) ed allo studio Air di George Martin. Metà dell’album è stato registrato a Los Angeles, nello studio degli Hanson che fu anche lo studio di Charlie Chaplin, tanti anni fa. Chris vive a Los Angeles, mentre noi, il resto del gruppo viviamo in Inghilterra. Le registrazioni si sono divise tra Los Angeles e Londra con le nostre rispettive famiglie. Ci trovavamo per due settimane a Los Angeles o Londra, per lavorare intensamente e poi facevamo una pausa di due o tre settimane in cui lavoravamo da soli, ed ha funzionato bene, perché quando eravamo insieme lavoravamo veramente duro. Brian Eno ci disse 8 o 9 anni fa “Lavorate troppo, state troppo insieme, dovete prendervi più pause”. Ed alla fine abbiamo imparato a farlo, siamo stati obbligati a farlo.

Come vi siete evoluti come gruppo?
Abbiamo sempre voluto avere la possibilità di cambiare. Passare da un album ad un altro cercando di ripetere quello che hai fatto prima, certe persone lo fanno, e finiscono per ottenere una sbiadita imitazione di ciò che è già stato fatto. Penso che provare sempre a sviluppare nuove idee ci ha dato la possibilità di migliorarci un po’.”

Informazioni aggiuntive

  • Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=9yIhmUP-JmI&feature=youtu.be
  • Autore: Virgin Radio France
  • Traduzione: Elena
Elena

Mi definisco "Appassionata per caso" dei Coldplay. Siamo nel 2003, compro AROBTTH in un negozio di CD usati, perchè mi piaceva In My Place. Da quel momento non mi hanno più abbandonato, grandi interpreti di parte della mia vita. Con grande piacere entro a far parte della formidabile squadra di Coldplayzone come traduttrice.

In My Place.