eventiinbus2017

[dugdaleblog.com] Ghost Stories: the Film

Dirigere il film per l’opera ‘Ghost Stories’ è stata un impresa avventurosa e gratificante.

Vedere il suo sviluppo dalla nascita dell’idea alla fine del 2013, all’inizio ci stimolò a scegliere un forte approccio concettuale non solo per renderlo un concerto live, ma anche per interpretarlo come una rappresentazione visiva del nuovo album dei Coldplay. Collaborare con la band e il loro team al concerto è stata un’esperienza molto importante in tutto il processo creativo e settimana dopo settimana nuove idee nascevano e componevano questo spettacolo veramente unico ed estremamente “personale”. Alla fine dei lavori, le riprese furono effettuate con 18 telecamere Arri Alexa per oltre due giorni negli Sony Pictures Studios appena fuori Los Angeles, su un palco circolare davanti ad un pubblico di 800 persone.

Dagli schizzi originali di Chris e della band, dalle corrispondenze email e dagli incontri, il nostro approccio al film ha attraversato diverse tematiche durante la creazione, ma l’unico tema ricorrente era quello del senso della vita come ciclo. I temi sugli eventi ciclici, dal giorno alla notte, dalla luce al buio, la vita e la morte ed altri temi toccati da questo introspettivo album, senza citare il titolo della canzone ‘O’, fecero sì che il ciclo fosse sempre un riferimento. Fui molto scrupoloso nel gestire questo tema nel film. Per noi fu come renderlo qualcosa di nascosto, impercettibile ma sempre presente e che completasse concettualmente l’album, ma che avesse anche grandi valenze estetiche. Come la loro presenza concettuale, reali cerchi dominano la scenografia dello show, la forma del palco, il tatuaggio sulla mano di Chris, etc...

Prendemmo tante decisioni del processo creativo allo scopo di giocare con l’idea del “ciclo”. 2 binari per le riprese, concentrici a 360 gradi (uno dei quali realizzato appositamente) circondavano il palco. Uno era posizionato ai piedi del palco; l’altro era più allargato ed inquadrava il pubblico con la band sullo sfondo. Su entrambi si poteva riprendere ininterrottamente riprese in movimento a 360 gradi. Il secondo giorno abbiamo abbassato il palco e montato due steadicam che potevano riprendere la band ad altezza palco ed attorno ad esso sempre senza fermarsi, e che avrebbero fatto sentire il pubblico ancora più vicino alla band durante il concerto, accrescendo così la sensazione di intimità. Questo era un obiettivo cruciale da perseguire per rendere omaggio alla musica- per far sì che a chi avrebbe guardato il film sembrasse di poter veramente raggiungere e toccare la band. Riprendere in questo modo attorno ad un palco circolare ha reso le riprese molto dinamiche. Una telecamera sopra al palco rafforzava la prospettiva sul palco circolare e le luci poste sul bordo del palco enfatizzavano la forma ad ‘O’.  Il film inizia e finisce con lo stesso fotogramma, e per la versione DVD / Blu Ray abbiamo “looppato” il filmato in modo che non si interrompesse, e che fosse riprodotto all’infinito. Il cerchio perfetto. Il cuore gigante (ali) si spezza all’inizio del film quando la porta si apre, e si riforma alla fine, per ricominciare tutto daccapo.

Nella gestione del contenuto del film, ci siamo impegnati al massimo per renderlo particolare. Le immagini degli schermi appositamente creati ci sono state di aiuto per dare al concerto un'atmosfera artistica, ma abbiamo anche utilizzato momenti visuali che evitassero allo spettatore di sentirsi troppo a propio agio e immerso nel ritmo nella musica e nella bellezza delle immagini e della performance. Ci sono molti esempi di scenografie che cambiano costantemente - il film inizia e finisce con una ripresa coreografata e sincronizzata alla musica che abbiamo registrato in un enorme hangar ad un'ora dalla location di ripresa di LA, che faceva si che la performance sembrasse eseguita al suo interno. Questo ha contribuito all'atmosfera e al ritmo delle riprese dall'inizio del film. A metà del film scegliemmo di far lasciare lo spazio della performance a CM. E il ritmo e l'ambientazione sono stati ancora trasformati. Ciò riporta il tutto al testo delle canzoni e al 'momento' che lui racconta cantando. E' davvero emozionante e l'emozione del pubblico è proiettata su Chris nel suo viaggio solitario e nella performance solista al molo Paradise Cove. Questo elemento di sorpresa è stato molto importante per me per cercare di rendere lo spettatore ignaro di ciò che poteva succedere successivamente. Questa idea è sviluppata all'inizio del film quando iniziamo a filmare senza il pubblico. All'inizio della seconda canzone ‘Magic’, il pubblico appare improvvisamente attorno al palco. Illusioni come questa costruiscono una sensazione di curiosità e il pensiero 'cosa succederà dopo?’ che è stato molto importante per rafforzare il flusso del film. 

La qualità cinematrografica è alta. Il formato widescreen, la profondità di campo e il movimento continuo delle videocamera riescono a creare un vera esperienza cinematrografica. Combinando questi elementi con un edit di musica contemporanea si mantiene la giusta energia e la spontaneità che il pubblico dovrebbe provare durante un concerto live. 

Ho trovato le riprese ‘circolari’ davvero divertenti, e invece che essere complicate da realizzare, il nostro progetto di ripresa è stato talmente ben sviluppato da rendere facile il movimento delle telecamere e di poter visualizzare la band in gruppi di 2, 3 e 4 invece che come elementi a sè stanti. Tutti questi fattori hanno contribuito a creare una sensazione di intimità e vicinanza e in qualche modo a cancellare la linea di separazione tra il palco e il pubblico. 

Phil Harvey, il ‘quinto membro’ della band e direttore creativo ha descritto questo progetto come ‘uno dei momenti di massimo orgoglio con la band’. E’ certamente un momento di grande orgoglio anche per noi. Realizzare un progetto così ambizioso con il piacere di lavorare con un team davvero eccezionale è un’esperienza elettrizzante. Spero che il pubblico e i fan ne possano godere tanto quanto noi durante la lavorazione. Un grande ringraziamento alle incredibilmente talentuose e squisite persone che hanno reso possibile realizzarlo.

[Trascrizione di alcuni articol riguardanti ‘Coldplay: Ghost Stories The Film’. Paul Dugdale]

Informazioni aggiuntive

  • Fonte: http://dugdaleblog.com/post/88471563582/coldplay-ghost-stories-directors-creative
  • Autore: Paul Dugdale
  • Traduzione: Elena
Elena

Mi definisco "Appassionata per caso" dei Coldplay. Siamo nel 2003, compro AROBTTH in un negozio di CD usati, perchè mi piaceva In My Place. Da quel momento non mi hanno più abbandonato, grandi interpreti di parte della mia vita. Con grande piacere entro a far parte della formidabile squadra di Coldplayzone come traduttrice.

In My Place.