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La band parla del Super Bowl al CBS Sunday Morning

In un'intervista andata in onda ieri nel programma del mattino domenicale dell'emittente americana CBS la band ha parlato del Super Bowl, della preparazione per il grande show e di molto altro.

L'occasione è quella di una vita, lo sa bene la band, e lo si capisce dalle parole dei Coldplay che si sono confidati con il giornalista Anthony Mason.

I ragazzi hanno iniziato già da alcune settimane le prove ufficiali dello show ai Sony Picture Studios di Los Angeles per l'HalfTime show del prossimo Super Bowl del 7 febbraio.

"Praticamente proviamo su un palco che è l'esatta riproduzione di quello del Super Bowl, ma senza fronzoli", spiega Chris.

"Come vi aspettate che sia il pubblico? Ci sarà un sacco di gente!", chiede il giornalista.

"Ci sarà tre volte un sacco di gente!", chiarisce Chris.

"Se qualcosa va male, sarà sotto gli occhi di tutti", dice Jonny.

"Mia figlia ha detto una cosa dolcissima ieri - racconta Chris - Mi ha chiesto come ci sentissimo per lo show, e gli ho detto che certamente siamo un po' nervosi. Mi ha detto: Papà, il peggio che può accadere è che vi trasformino in dei meme su internet. In un mese o poco più tutti avranno già dimenticato!".

Lo show più importante della loro carriera sarà anche il più breve: "Amo questo concetto di cercare di presentare la tua intera carriera musicale in 12 minuti e mezzo", ride Chris. "E' una bella sfida!".

"Siete già riusciti a immaginarvi cosa farete?".

"Noi penseremo a fare bene 11 minuti, poi avremo dei magici special guest che faranno il resto!".

I guest a cui fa riferimento Chris non sono ancora ufficiali, ma sono stati fatti spesso alcuni nomi: "Magari ci sarà l'impronta di Beyonce. E' stata qui qualche ora fa. E poi aspettiamo anche Bruno (Mars, ndr)", dice Chris.

"Ho parlato con un artista che lo ha fatto qualche anno fa, Bruce Springsteen - dice Chris - mi ha detto che è tutta questione di allenamento e che 12 minuti non sono così lunghi, ma sono lunghi abbastanza!".

L'intervistatore chiede alla band: "Come ci si sente ad avere 20 anni?", riferendosi all'anniversario celebrato quest'anno.

"Non li sentiamo. Eppure è più di metà della nostra vita", dice Jonny.

"Sento che siamo come in una sorta di strano limbo - ride Will - non siamo più una band emergente, non siamo più nuovi, ma non abbiamo neanche una grande eredità alle spalle". Guy spiega: "Stiamo entrando in una fase di negazione su quanto siamo vecchi!".

"E' una crisi di mezza età!", ride Will.

Chris chiarisce: "Siamo dove avremmo voluto essere, e siamo in pace con ciò che abbiamo fatto per arrivare fino a qui".

"E se a qualcuno non piacete, va bene lo stesso?", chiede l'intervistatore. "Certo che va bene!", risponde Chris.

Poi si entra nel vivo del prossimo tour negli stadi che attende i Coldplay questa estate, il primo in quattro anni. "Vi piace stare in giro?", chiede Mason.

"Mi piace", risponde Chris. "Quando siamo sul palco mi sento come se stessi dicendo quello che voglio dire nel modo in cui voglio dirlo. Quando sono con i miei bambini mi sento il vero me. Ed è la stessa sensazione che provo sul palco".

"Cosa pensano i tuoi bambini della vostra musica?"

"Siamo nelle playlist dei nostri figli, e questo ci sembra figo! Eppure mi sento nervoso quando suono una canzone per loro: hanno una soglia di attenzione e di qualità molto molto elevata".

I bambini di Chris, come è noto, prendono parte anche all'ultimo album della band, insieme all'ex moglie Gwyneth Paltrow.

"Come è andata?", chiede l'intervistatore. "In maniera naturale", risponde Chris.

Sulla strofa cantata dalla Paltrow:

"How come things move on,
How come cars don't slow,
When it feels like the end of my world?"

"Erano parole che lei realmente ti diceva?", chiede Mason. "Sì", risponde Chris. "E quindi hai voluto che le cantasse?", "Sì - ripete Chris - è stato generoso da parte sua".

Quando Mason ha intervistato la band era appena morto David Bowie.

"Quando è stata diffusa la notizia, non sapevo cosa dire", spiega Chris. "E' molto strano per me che nonci sia più. Ho un bel ricordo di lui".

Chris non ha mai nascosto di aver chiesto una volta a Bowie di suonare una loro canzone che gli era venuta fuori da un sogno. "E' stato magnificamente spiritoso e gentile nel suo rifiuto! Eravamo al telefono, e gli ho chiesto cosa ne pensasse. Lui mi ha risposto che non era una delle mie migliori canzoni."

"E tu cosa hai pensato?"

"Ho pensato 'Sai cosa? Ha proprio ragione. E' una merda', ma alla fine ci abbiamo lavorato su insieme!".

Tornando alla performance di domenica prossima Mason chiede: "E' un show un po' diverso dagli altri, vero?"-

"Sarei più nervoso se mi dicessero che devo giocare il Super Bowl!", scherza Chris. "Sarebbe molto peggio!".

Trovate l'intervista per intero qui.

Benedetta

Anima vagante, in senso fisico e metaforico, nella vita mi innamoro di molte cose ogni giorno e non faccio niente se non mi appassiona. Nel 2002 la voce di un ragazzo con gli occhi blu in un video musicale su MTV mi fa pensare che forse, fino a quel momento, non avevo mai ascoltato musica in vita mia. Era Chris Martin che cantava "In My Place", erano i Coldplay. Tutto è iniziato così e dopo sono venute canzoni che ti rimescolano l’anima, concerti che sono diventati pezzi di cuore, dischi che conservo come reliquie, frasi scritte da portare sempre con sé. E adesso Coldplayzone, per me il coronamento di una passione che va avanti da anni e che mi piace condividere con chiunque voglia. A proposito: “Oh, what good is it to live with nothing left to give, forget but not forgive, not loving all you see” di “Swallowed in the sea” è una di quelle, una delle frasi che porto sempre con me.