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Roadie #42 - Blog #96

#42 e l'esaltazione da concerti negli stadi

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Sarebbe una battuta troppo facile iniziare dicendo che siamo solo a 16 mesi dall'inizio del tour e siamo finalmente arrivati alle prove di produzione. In realità, le cose si fanno più difficili per quest'ultima ondata di concerti. Si gente, è tempo di stadi.

Ho parlato un po' della scala di grandezza quando la band ha suonato a Toronto in quello che essenzialmente era uno stadio al chiuso. In pratica tutte queste persone che arrivano fanno si che le cose diventino davvero grandi. L'infrastruttura per supportare tutto ciò, però, porta con sè una grandezza addizionale.

Quando ho fatto i miei primi concerti con i Coldplay, l'intero concerto stava in un camion (guidato da un uomo adorabile di nome Johnny Burgess). Adesso siamo a 36. Ce n'è uno dedicato a portare solo i CD che la band regala ai concerti. Non avrei mai predetto UNA COSA DEL GENERE a quei tempi...

Nei concerti più piccoli, c'è un palco nella venue quando si arriva e, si spera, un tetto su cui poter attaccare le attrezzature. Ci sono corrente, camerini, uffici, linee telefoniche - avete capito. Andare in tour negli stadi significa che ci dobbiamo portare tutto.

Ci portiamo anche il palco; o meglio, ce ne portiamo tre. Essenzialmente, ce n'è uno per il concerto che stiamo facendo, uno per il concerto appena fatto e uno per il successivo. I palchi sono costruiti da tre crew indipendenti che saltano da una parte all'altra d'Europa - vedendo solo un concerto su tre e quasi senza mai vedersi - o davvero senza mai essere nello stesso Paese!

Abbiamo tutto il necessario per presentarci in un campo e preparare un concerto. Ma davvero, dato che la venue in Danimarca è essenzialmente un campo. In realtà, sembra più come qualsiasi altro festival che abbiamo fatto in questo tour. C'è un palco grande, c'è fango, e altro ancora. C'è anche un edificio piuttosto grande di fianco.

Ma quando scende la sera e le luci e i video si accendono, è chiaro che questi concerti non saranno la stessa cosa. Il concerto inizia solo quando il palco prende vita nell'oscurità.

La notte precedente al primo concerto negli stadi è la prima in cui assisto ad un concerto dei Coldplay. Bisogna ammettere che nessuno dei Coldplay è davvero presente. Chris è stato qui per gran parte della giornata, ripassando i dettagli. Il piano, però, è quello di suonare uno dei recenti concerti americani attraverso il sistema audio a volume di concerto mentre tutti stanno attorno a guardare le luci e il video, grattandosi il mento e dicendo "forse questo pezzetto dovrebbe essere più così....".

Ho visto Chris scappare da studi radio quando veniva suonata musica dei Coldplay piuttosto che ascoltare la sua stessa voce, quindi immagino che un'ora e mezza della stessa a 110dB sia fuori discussione. Al posto della band, allora, abbiamo quattro coraggiosi impersonificatori dalla crew, che mimano la registrazione dell'ultimo concerto.

Tiff, la ragazza che si occupa del guardaroba della band, è Guy stasera, Julie, la nostra responsabile promoter, è Jonny. Non sono completamente sicuro di chi sia seduto dietro alla batteria - senza dubbio uno dei nuovi arrivati di cui alla fine imparerò il nome con l'andare del tempo. E di fronte, facendo le mosse migliori di Chris, c'è Marguerite della produzione. La vista di sè stessi in primo piano su uno schermo grande quanto il Sydney Harbour Bridge fa si che si passi una bella fetta del "concerto" in convulsioni e risate.

Lo schermo è mostruoso e davvero impressionante. Anche le onde delle luci sembrano davvero magnifiche su questa scala, mentre cambiano e ondeggiano, dando alle luci una sensazione di organicità e grazia. Anche le sfere-video sono deliziosamente uniche. E' bello non riuscire a vedere una linea dritta o un angolo da nessuna parte nel disegno del palco. E' una vista stupenda e vorrei solo poter passare ogni sera qui davanti.

Così la band non è qui per le prove finali. Questo, gente, è un livello di confidenza mai visto prima. Osservo con lo show designer, Paul Normandale, che si trovano in uno spazio completamente diverso a quello in cui si trovavano nelle prove di produzione all'inizio del tour, alla Wembley Arena. Allora, non avevano idea se l'album sarebbe stato ben ricevuto o se il tour sarebbe stato un successo.

Ora, abbiamo fatto 150 concerti in un tour che deve aver visto un paio di milioni di persone attraversare i cancelli e dio solo sa quanti album venduti. Non sto parlando di una confidenza piena di arroganza e compiacenza. Sto parlando della confidenza di sapere che possono suonare al meglio in termini di performance. Sto anche parlando della confidenza di sapere che le persone che lavorano al concerto sanno cosa vogliono e come produrlo.

In più, come al solito, abbiamo Mr Phil Harvey alla guida di tutte le cose creative. Phil ha l'unica abilità di essere in grado di vedere le cose sia attraverso gli occhi della band sia di quelli del pubblico. Si tratta sia di una abilità sia di una prospettiva unica. La confidenza ultima della band è qui nel loro quinto membro.

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C'è un leggero venticello che dice che qualche giorno in più per giocherellare con le cose sarebbe stato bello, ma non c'è niente come una folla di 40,000 persone che attraversa i cancelli per tenere la mente focalizzata!

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Sono andato in giro in mezzo al pubblico meno di una dozzina di volte nell'intero tour. Ogni volta che lo faccio mi cambia completamente la giornata. Così tanto che dovrò farlo più spesso prima che tutto finisca. Gironzolando dietro al palco è un mix di tensione ed esaurimento. Là fuori c'è un'atmosfera di festa e anticipazione. E' davvero intossicante; come un doppio espresso per l'anima.

Mi giro dal fondo del prato pronto a tornare indietro quando la nebbiolina di pioggia regala un arcobaleno. Riflette l'arco del tetto del palco e, come se volesse indicarla, pare finire alla tenda del catering, dove si trova la macchina del caffè. Chi sono io per disobbedire a madre natura?

Per la prima volta in tantissimo tempo sono davvero leggermente esaltato mentre si avvicina l'ora del concerto. E' una delle cose che un roadie deve assolutamente non fare, deve solo essere leggermente scorbutico e completamente concentrato prima del concerto. Essere un po' stordito e impressionato dalla scala delle cose apre le porte alla fatina delle cazzate.

Mi metto sotto con i preparativi per il concerto e mi concentro così tanto nel far bene le cose che alla fine mi riprendo dal mio stress da concerto. Inevitabilmente le cose passano come se fossero un'immagine confusa. Come primo concerto devo dire che è andato davvero bene. Inevitabilmente ci sono un milione di piccoli cambiamenti da fare e il concerto crescerà ed evolverà man mano che la band si sentirà a suo agio nel nuovo ambiente. In generale però è senza dubbio il più potente primo concerto negli stadi che i Coldplay abbiano mai fatto - e di molto.

La combinazione del fare la prima fuga da una settimana a questa parte e il sollievo di aver ormai alle spalle il primo concerto significa che lascio la Danimarca con la scheda di memoria piena di foto e storie dei giorni passati nella macchina fotografica che si sposta di concerto in concerto con i camion. Oh beh. Ci sono comunque le prossime sei settimane da mostrarvi...

Grazie ad un colpo di fortuna piuttosto bizzarro, la band è volata al primo concerto negli stadi con l'aereo degli U2. Pare che quello nostro abbia un'accensione difettosa. Credo che non funzioni più la testa di biella, o una roba simile. Il modo più facile per risolvere la cosa è stato prendere il jet "360 Air" degli U2 per un giro. Stanno attualmente facendo dei concerti in UK, quindi sarebbe lì fermo altrimenti.

Posso confermare che, come si potrebbe immaginare, quei ragazzi viaggiano davvero nel comfort e nello stile. Sto scrivendo adesso mentre andiamo in Norvegia per il concerto odierno. Siamo di nuovo a bordo del 360 Air. Mentre camminavamo sulla pista verso l'aereo c'era un aereo della Ryanair che stava imbarcando i passeggeri. Alcune persone si sono fermate sui gradini per scattare delle foto all'aereo degli U2.

Non so cosa abbiano pensato mentre vedevano un gruppo di roadie trasandati salire a bordo. Mi aspetto, però, che fossero ancora più confusi di non vedere gli U2, ma piuttosto i Coldplay che salivano allegramente le scale. Ancora una volta questa è una cosa che non avrei mai previsto anni fa quando sono entrato per la prima volta al Forum di Kentish Town, Londra, per il primo giorno di lavoro con la band.

E' stato davvero un viaggio lungo e strano e mi chiedo dove andremo a finire.

R#42