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Roadie #42 - Blog #95

#42 e lo strisciante sfinimento

Grande. Una parola il cui scopo è descrivere la vastità, l'enormità e assoluta grandezza. Vi sareste aspettati che avessero usato più di queste poche lettere. Certamente non dà giustizia all'esperienza che è camminare dal fondo dell'arena qui a Toronto.

Un'altra cosa che non dà giustizia alla grandezza della venue è salire dal palco su su verso gli ultimi posti con una borsa piena di attrezzi della macchina fotografica e scoprire, una volta posizionato il tutto, che la tua memoria è giù attaccata al computer.

Eppure, è questo il motivo per cui Dio ha inventato l'iPhone...

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Ora, se questo scatto non vi da un senso di vertigine, pensate al tecnico delle luci Wayne Kwiat (ai più conosciuto come "il roadie ballerino"). Il velo che scende sul palco per fare in modo che il concerto inizi nell'ombra si è in qualche modo incastrato stasera. L'unica soluzione è stata abbassare la struttura delle luci a forma di onda per fare montare Wayne e farlo poi salire lassù per liberarla. Immaginatevi come deve essere sembrato il posto visto da lassù, su un tubo di metallo di sette centimetri e mezzo...

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Questo posto è essenzialmente uno stadio al coperto, con una capacità di circa 44,000 persone stasera. Pare che una volta si chiamasse Skydome. Era probabilmente quello che avevano in mente quando parlavano del "The Enormodome" in Spinal Tap. Ripensandoci, anche loro continuavano a ripetere la parola "grande"...

Durante The Scientist c'è un invasore di palco che arriva fino a dietro il palco e poi davanti alla batteria. Ma l'invasore non è altro che il "quinto membro" Phil Harvey e arriva portando una torta e dei palloncini per il compleanno di Mr. Champion. Il pubblico ovviamente canta buon compleanno prima che Life In Technicolor ii concluda il concerto.

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Mentre torniamo all'hotel rifletto sul fatto che Will ha festeggiato due compleanni in questo tour, il che ovviamente vuol dire che siamo in giro da un bel po'. Mentre ci avviciniamo all'hotel inizio a riconoscere i dintorni e capisco che è la stessa città in cui abbiamo passato lo scorso compleanno di Will. Non è quindi una grande sorpresa trovarsi a stare nello stesso hotel.

Le cose mi mettono un po' di paura quando esco dall'ascensore e mi accorgo di essere esattamente nella stessa STANZA di un anno fa. Cado in un buco mentale di emozioni alla "Il giorno della marmotta". E se fossi nella stessa stanza anche il prossimo anno? Finirà mai il tour? Riuscirò mai più a vedere il mio gatto? Cosa facevo prima di tutto questo?

Tratto tutto questo come farebbe un umano sano di mente. Mi dirigo verso il bar. C'è una soirée nel patio stasera in onore del compleanno di Mr. C, quindi sembra maleducato non partecipare. C'è cibo, musica e roba da bere. Un po' più tardi arriva una splendida torta. Non si vede il piccolo tom-tom, mangiato da Mr. Champion alcuni secondi prima...

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Presente alla festa (o piuttosto, un po' fuori) c'era un tipo piuttosto accanito che cercava di farsi firmare una pila di giornali. E' difficile dire se fosse un Ebayer o un fan. Il fatto che riuscisse a distinguere chi erano i membri della band (diversamente dal chiedere autografi al personal trainer Dan o a Dan Green) va a suo favore. Il fatto che passasse un sacco di tempo a nascondersi dietro ad una siepe sbirciando in un modo un po' viscido e avesse un atteggiamento allarmante va a suo sfavore.

Siamo ancora in Canada il giorno seguente per un festival vicino a Montreal. Mi ricordo poco di quel giorno ad essere onesto, a parte il fatto che c'erano miliardi di zanzare e sono caduto dal retro di uno dei camion.

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Torniamo a New York la mattina dopo quando riceviamo un'email dall'assistente della band, EJ, che ci informa che il parco dove si svolge l'All Points West Festival è estremamente fangoso e umido. Ha predisposto degli stivali per la band e ci suggerisce  di fare lo stesso per noi. I festival sono davvero delle cose divertenti. Si può sostenere come alcuni festival abbiano un'atmosfera unica e come certi spiccano davvero nel loro campo (scusate...). Ma davvero, se c'è il sole è sicuramente una bella giornata da passare all'aperto. Se è umido, è la miseria.

Vado a dare un'occhiata quando arriviamo. Molte persone stanno facendo il possibile per tenere i piedi fuori dal fango.

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Altri invece, hanno abbracciato la sporcizia.

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L'aspetto peculiare di questo festival (di cui sicuramente tesserei le lodi se il tempo fosse stato bello), è lo scenario. Per il pubblico il palco è adornato da un'ulteriore attrazione sottoforma di Lady Liberty. (Come nota aggiuntiva, credo di aver scoperto dove Guy Garvey ha preso le sue mosse sul palco...)

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Per le band, la vista dal palco è un orizzonte davvero bellissimo con i contorni di Manhattan.

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Come ho detto queste viste sarebbero la cosa più bella del festival se il tempo fosse stato stupendo. Ma dato che non lo è, la cosa che mi ricorderò è l'odore. Pare che il terreno una volta fosse un immondezzaio. No, davvero, intendo una vera e propria discarica. Ora che il terreno è stato calpestato e rivoltato e la pioggia si è infiltrata in profondità, c'è una puzza oltremodo sgradevole.

Tanto di cappello al pubblico, sono pronti a sopportarlo e sono perfetti. Non sono in alcun modo sottomessi e sconfitti. Nella trincea verso il C-stage è passata tantissima gente ed è ormai essenzialmente una lunga pozzanghera di fango arrivati alla metà del set. Ci sono quattro sedie richiudibili sul lato sinistro del palco con quattro paia di stivali pronti per la band, ma in solidarietà con il pubblico, vanno al guado senza.

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E' un testamento sia al pubblico della band sia al fatto che il tour ha ormai uno slancio inarrestabile, che il concerto è stato un tale successo. Aveva tutti i presupposti per essere un fiasco eppure è stata comunque una festa.

Ce ne andiamo verso Manhattan in barca - non tanto una fuga a piedi (runner ndt.) quanto una al timone (rudder ndt.) (lo so, lo so, mi dispiace...) La barca è piuttosto di lusso, ma ha un orribile vibrafono jazz che suona nell'impianto stereo. Mr. Berryman arriva di corsa con il suo iPod e il bilanciamento del ritmo dell'universo viene ristabilito.

La sera seguente Chris commenta dal B-stage al Comcast Center che si può sempre capire quando è giunto il momento di mettere fine al tour dei Coldplay, cioè quando il suo taglio di capelli ha raggiunto un momento in cui non dovrebbe più farsi vedere in pubblico. Ora, non farò commenti sul taglio di capelli del capo, ma prenderò la sua citazione per fare capire che, almeno io, sto veramente iniziando a sentire il bisogno di una pausa.

I concerti, come ho detto, sono innarestabilmente potenti e il pubblico eccezionale. Ma il tempo trascorso lontano dal concerto è il momento in cui il tuo corpo e la tua mente iniziano a ricordarti che è forse giunto il tempo di fare qualcos'altro per un po'. Tipo dormire di più, passare del tempo con i tuoi cari (se ti fanno rientrare in casa).

Siamo alla fine di un ciclo di date davvero lungo ed intenso. E' stato il tour più piacevole della mia vita, non fraintendetemi, ma sfinimento è sfinimento. Ad essere onesto, non ho idea di come la band riesca ad andare avanti. Io guardo sempre verso il vuoto e non so mai cosa dire. Loro, invece, sono ancora vivaci e allegri e fanno dei concerti da ko ogni sera.

Eppure lasciamo il Massachusetts verso due preziosissimi giorni liberi. Sto pianificando di dormire tantissimo. Ma mi rendo anche conto che sono uno dei fortunati. Gironzolo nel gruppo che segue la band, arrivando dopo che tutto il lavoro pesante è già stato fatto. La crew ha dimostrato di essere fatta di materiale davvero forte - mettendo assieme quel miracolo che sono i concerti giorno dopo giorno - un'impresa per cui non esistono bacchette magiche, ma solo tantissimi sforzi. Mi toglierei il cappello, se ne indossassi uno, davanti ad ognuno di loro.

Sono sicuro che 48 ore di recupero mi daranno l'energia per arrivare alla fine della leg. Senza dubbio il cambio di scenario e produzione che gli stadi Europei porteranno, assieme all'emozione che quei concerti avranno senza dubbio, mi ridaranno un rinnovato entusiasmo.

Avrà lo stesso effetto anche vedere la linea di fine. Sicuramente si festeggerà per tutto quello che si è riusciti ad ottenere quando l'ultimo concerto sarà nei camion e se ne sarà andato salutando. Alcuni giorni la strada è più in salita di altri, credo.

Comunque sia, ora di andare a dormire. Non disturbare......

R#42