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Roadie #42 - Blog #84

#42 e il potente ruggito di Detroit

L'America è molto criticata per la sua eccessiva omogeneità e la mancanza di diversità. In realtà non mi pare proprio. Forse sono fortunato perchè il paese scorre come una macchia ad alta velocità, ma è un buffet di sapori e mini-culture che non puoi fare a meno di adorare. E come se non bastasse, se non lo adori ti succederà un paio di centinaia di Km più su.

Iniziamo la mattinata a Manhattan. Ci sono pochi posti al mondo che possano uguagliarlo per densità di popolazione. La gente è così fitta - sopra, sotto, di fianco e in mezzo. Poi, come succede quando un DVD salta, un attimo dopo la vista dal finestrino del pullmino a Buffalo è caratterizzata da vasti spazi aperti. Ci sono case alla fine di lunghi viali, con così tanto spazio attorno che molti neanche si preoccupano di mettere un recinto. Capisci dove finisce una proprietà dove l'erba tagliata finisce e inizia la prateria.

Ci facciamo strada verso la venue e sentiamo gli Howling Bells al soundcheck. (Abbiamo raggiunto il momento nel tour in cui i soundcheck dei Coldplay diventano un evento piuttosto raro). Sembra che il loro batterista stia provando In My Place (ed è pure piuttosto bravo). Prima che si fermi, tutta la band si unisce e viene fuori proprio bene. Mi piacciono molto questi ragazzi - ma in fin dei conti sono Australiani e questo serve solo a rinforzare una verità, e cioè che non ho mai incontrato un Australiano che non mi sia piaciuto.

Mi immergo nel mio mondo di roadie, giocherellando con alcune parti dei miei strumenti assieme al tecnico del suono Dan Green. Una delle gioie dei tour così lunghi è che puoi scavare a fondo in ogni aspetto del tuo lavoro per trovare il modo migliore di farlo. Stiamo per arrivare ad un anno ormai e stiamo ancora trovando modi per migliorare il concerto dell'uno o due percento alla volta. Si tratta ovviamente di una linea sottile tra il non mettere apposto quello che funziona e approfittare dell'opportunità di imparare ogni piccolo strumento per filo e per segno.

Arrivando a Detroit troviamo che gli Howling Bells hanno ancora voglia di suonare delle cover. Oggi provano God Put A Smile. Se continuano così avranno provato l'intera setlist prima della fine del tour. Una band supporter che non è solo brava con le sue canzoni, ma è anche in grado di preparare la parte degli attori principali è una cosa geniale. Non riesco a credere che nessuno ci abbia mai pensato prima...

La parte al C-stage sembra essere ormai caratterizzata da una piccola improvvisazione di Chris ogni sera. Per tutto il tempo che ho lavorato con la band, ha sempre inventato canzoni comiche improvvisate durante i soundcheck (di solito a spese di vari membri della crew). Non ho idea se queste improvvisazioni diventeranno un'aggiunta permanente al concerto o se spariranno presto quanto sono arrivate. Quello che so per certo è che quando ha cercato una reazione a Detroit, ne ha avuta una piuttosto evidente!

Sono davvero in grado di fare molto rumore. Per ragioni su cui non mi dilungherò, ero sulla torre su cui si trova la luce di illuminazione principale a circa nove metri sopra il pubblico mentre stavano facendo tutto quel rumore e sembrava una cosa veramente imponente. Potrei aggirarmi vicino al C-stage più spesso.

Oggi è il mio ultimo giorno libero a NYC per un po'. Mi rendo conto che dovrei sforzarmi e fare un giro da B&H. E' un grande negozio completamente strapieno di macchine fotografiche, lenti, attrezzatura video e altri gadget. Fare un giro a New York senza lasciarci un po' di soldi è come andare in Egitto e fregarsene delle piramidi. Nuovi giocattoli per #42....

R#42