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Roadie #42 - Blog #83

#42 non ha la più pallida idea di chi sia Susan Boyle

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Tre giorni liberi di fila sono un fenomeno praticamente sconosciuto nel mondo dei tour. Il fatto che non siamo abituati all'idea di passare così tanto tempo lontani dai concerti mentre siamo "in tour" significa che ci si scambia frasi tipo "da quanto che non ci si vede" e "che hai fatto nella pausa?" con ridicola regolarità al concerto a Pittsburgh. Starete pensando che siamo appena tornati dalle vacanze estive o una cosa simile.

Comunque sia, ovviamente, a nessuno piace cancellare un concerto. La ragione per cui noi tutti siamo qui è fare un concerto. Ma devo dire che sono felice che il buon senso abbia prevalso sull'impulso di continuare malgrado tutto. Sono anche contento che l'impegno di recuperare il concerto non sia mai stato in dubbio. Per tutte le persone che non hanno passato la serata fuori mercoledì scorso, questo vecchio detto sarà sicuramente vero - le cose migliori sono davvero per chi sa aspettare...

Mentre le macchine si avvicinano a Pittsburgh, Becky, la futura moglie di Franky, fa un'osservazione: "Sono solo io che me ne sono accorta, o non si è vista una macchina per chilometri?" Ha perfettamente ragione. Pare quasi che stiamo passando attraverso l'Area 51. Il nostro autista ci informa che è perchè stiamo viaggiando su una strada nuova - ed è a pedaggio. Ci avviciniamo alla cabina del pedaggio e aspettiamo di vedere il prezzo. Sono 50 centesimi. Sono circa 30 pence in inghilterra. Beh direi che non è niente...

Chris inizia il concerto chiedendo al pubblico se sono gli attuali campioni del Superbowl. Pare proprio che lo siano. Parrebbe anche che ne siamo estremamente felici. Quando i ragazzi vanno al C-Stage sul prato, stanno ancora cantando. All'inizio Chris non riesce a capire perchè.....

Dopo un paio di concerti con alcune difficoltà (e che hanno dovuto molto del loro successo all'entusiasmo del pubblico) stasera è un bel ritorno alla piena forma per i ragazzi. Anche qui il pubblico è molto rumoroso. Notevolmente direi. E' bello vedere i ragazzi dare il meglio di sè.

Ci infiliamo di nuovo nelle macchine e torniamo a NYC per il giorno libero. Ogni sera riceviamo per email un "Foglio del Giorno" da parte di Franksy, nel quale ci sono gli orari e i dettagli per i successivi uno o due giorni. Stasera il foglio contiene anche i risultati di "Britain's Got Talent". Evidentemente è una cosa importante per la band alla stregua dell'ora in cui ci dobbiamo trovare nella lobby dell'hotel per il prossimo concerto. Inoltre sembra che io sia l'unica persona che non ha la minima idea di chi sia Susan Boyle.

Dato che Will sta con la sua famiglia in una parte diversa della città rispetto a noi, è da solo nella sua macchina. Ci manda un messaggio dicendo che è solo in macchina e che verrà comunque al bar dell'hotel per una bevuta veloce prima di andare a "casa". Sorpassiamo la sua macchina a qualche semaforo e vediamo solo un paio di scarpe da ginnastica bianche (sentite, siamo negli stati uniti quindi le chiamo come mi pare) contro il vetro scuro. Evidentemente, ha passato il momento di isolazione e si è messo a suo agio.

In qualche modo arriva prima di noi e si siede facendo amicizia con le persone presenti aspettando che arriviamo. Io, da festaiolo quale sono, mi dirigo direttamente all'ascensore. 'Notte ragazzi'.

Oggi è un giorno libero per dedicarsi alle "facende di casa". Devo raccogliere i vestiti da lavare, giro anche l'angolo per un taglio ai capelli. In termini follicolari, la mia testa presenta dei segni evidenti di calvizie. Le punte hanno bisogno di un piccolo taglio ogni tanto, quindi mi dirigo dal barbiere più vicino. Dunque, il ragazzo che mi mostra la sedia su cui sedermi stava o andando a tutta velocità, o si stava allenando per un qualche evento Olimpico di masticazione della gomma. La cosa preoccupante, considerando che è una persona che sto per far avvicinare alla mia testa con strumenti taglienti motorizzati, è che parla esattamente come il rapitore de Il Silenzio degli Innocenti. Almeno è stato davvero rapido....

Mi mancherà NYC quando ce ne andremo.

R#42