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Roadie #42 - Blog #76

#42 e l'enorme riassunto dall'Australia

Salve gente.

Mi scuso per la mancanza di aggiornamenti durante l'ultima settimana. Sto contribuendo con le mie foto al nuovo e aggiornato tourbook e riguardare tutte le foto che ho fatto è stato un compito da far impazzire. Sembrerebbe che dall'inizio del tour l'obiettivo della mia macchina fotografica si sia aperto e chiuso un po' meno di diecimila volte. Non ho la più pallida idea di come sia successo. Non ho nemmeno deliberatamente usato la annoiante modalità a scatto "chickkit-chikkit-chikkit"...

Come potete immaginare, riguardarle tutte e metterle secondo un certo ordine è risultato essere un compito che ha preso molto tempo. Non ci sono scuse per aver trascurato il mio dovere, lo so, ma eccoci qui.

Partire dall'Australia è stato tremendamente difficile. La amo di più ogni volta che ci veniamo. Tutte le cose che non sopporto della città in cui vivo sembrano perfette là. In termini di spazio personale, è meraviglioso - una distesa di terra paragonabile al Nord America con una popolazione che sembra avere meno persone di quelle con cui ho condiviso lo spazio in un tourbus in passato, quando andavo in tour con band meno famose.

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Potrei spiegare nei dettagli il mio estremo amore per questo posto, ma un paio di locali mi hanno detto di trattenermi. Non vogliono che tutti poi arrivino e lo rovinino, pare... Vi basti sapere che l'ultimo giorno, quando siamo stati chiamati nella lobby dell'hotel per la partenza, non mi sono mai sentito così tentato di sparire nella città e rifiutarmi di partire. Se andare in tour è come scappare e unirsi ad un circo, sicuramente darmi alla macchia a questo punto sarebbe un bel modo per abbandonare la scena no?

Ci sono un po' di operazioni di routine da fare in termini di eventi da raccontare prima di salutare l'Australia dallo specchietto retrovisore. Credo che più di qualsiasi altra cosa, l'Australia abbia segnato il punto in cui il tour è veramente passato da un qualcosa su cui ancora bisognava lavorare su a qualcosa da godersi.

Con questo non voglio dire che il concerto ha messo il pilota automatico e che a nessuno importi più niente. Intendo dire che gli sforzi immensi, tutte le rifiniture, tutti i piccoli miglioramenti difficili da ottenere si sono consolidati nel fantastico spettacolo a cui i ragazzi miravano da tanto tempo. Per evitare un'analogia più clichè, è stato un po' come imparare ad andare in bicicletta.

Se il concerto gratis al Madison Square Garden è stato un esempio dei primi euforici giri (con sbucciature di ginocchia annesse) sulla nostra nuova bici, ora siamo ben oltre il punto in cui è diventato normale riuscire a stare su. Ora si tratta solo di divertirsi e magari sperimentare qualche nuovo trucchetto lungo il percorso. Non riesco a pensare ad un esempio migliore di "per il puro divertimento" quanto il concerto per il Sound Relief. All'inizio sarebbe dovuto essere un set acustico, la band ha deciso di suonare normalmente. L'unione con John Farnham sarebbe potuta essere oggetto di derisione, ma è stata davvero perfetta. La cosa più bella di quel particolare momento è stata la notizia che mentre tornava nel backstage ha detto, "Beh, è stato davvero bello, andiamo a berci una birra". Se la canzone che avevano appena finito di suonare non era, come CM l'ha definita, "l'inno nazionale", non potrei pensare ad una alternativa migliore...

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E poi c'è stata la corsa. Il tuffo da pazzo con le braccia aperte tipo aeroplano nello spazio aperto che ha sfiorato il confine sottile tra estrema eccitazione e disastro quanto a controllo del pubblico, forse un po' più di quello che si pensava. E' sembrato starsene lontanto dal palco per un bel po' di tempo. Da dove stavo io, pareva abbastanza sicuro che non ce l'avrebbe fatta a tornare per finire la canzone. Forse è stato più azzardato di fare un'impennata, forse ha tolto le mani dal manubrio un po' troppo a lungo e la ruota anteriore ha perso il controllo?

A parte questo - Kelly si muove veloce quando ne ha bisogno, vero? ;-)

Mi sono subito ricordato di aver visto Fishbone al Reading Festival molti anni fa, quando Angelo Moore si è buttato sulla folla ed è completamente sparito, costringendo uno degli altri membri della band a prendere in mano il microfono per chiedere gentilmente alla folla, "Potete ridarci il nostro cantante per favore?".

Alla fine comunque il piccolo caos si è fatto strada lungo le transenne finchè Chris è riemerso dove si trovava la sicurezza. Solo in quel momento si è davvero capito quanto è stato intenso. Come un gatto sparito da casa da tanto tempo per cui i padroni avevano perso le speranze, è salito trottrerellando sul palco come se si fosse trascinato per una settimana. Appena salito sul palco è crollato per un secondo, prima di trascinarsi sul seggiolino del piano e cantare gli ultimi versi della canzone.

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Dopo sedici parole si conclude il tutto impacchettato in un momento perfetto.

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E a quel punto se n'è andato in camerino per poi passare il pomeriggio vomitando in un secchio chiedendosi come sarebbe riuscito a fare un altro concerto qualche ora dopo.

Senza sorprese il concerto quella sera è stato un assalto. Gli ha giovato il doppio fatto che era sabato, cosa che ha permesso al pubblico di scaldarsi come meglio credeva, e che avessero ancora nei loro occhi il concerto della mattina guardato alla TV. Questo terzo concerto a Sydney è stato senza dubbio un pezzo forte. Potente e celebratorio, un grande giro d'onore.

Ma questi non sono stati gli unici segni che hanno mostrato quanto si sta iniziando a godersi il giro. Tutte le cose sono giudicate come ottime idee mentre non sarebbero nemmeno state discusse durante i giorni super-stressanti delle prove di produzione ai tempi della Wembley Arena.

Ad esempio, se fossero stati là a preparare il C-stage e qualcuno avesse suggerito di portare una star dello sport a dare una sculacciata a Chris con un paio di maracasa, dubito che l'idea sarebbe stata accolta con lo stesso entusiasmo che c'è stato qui a Sydney.

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Un altro esempio dell'"alterato senso della ragionevolezza" è rappresentato dalla completa evoluzione logica del Roadie Ballerino a destra del palco. La cosa si è evoluta in modo magnificamente naturale durante il tour. Wayne, uno dei nostri adorabili tecnici delle luci, sembra che abbia effettivamente studiato danza. Ha iniziato a mostrare le sue mosse hip hop durante la canzoni dell'intro all'inizio del tour. Questa cosa si è trasformata quando tutti i ragazzi che lavorano da quel lato del palco facevano luce al suo spettacolo con le loro fidate torce da roadie. Alla fine la band l'ha scoperto e ha chiesto che lo facesse sul palco.

Adesso, ogni sera, emerge dalla rampa a destra del palco con uno spazzolone. All'inizio spazza senza pretese, fischietta un po' tra se' e se' e si fa i fatti suoi. Appena la canzone di Jay-Z comincia a prendere il ritmo, comincia a muoversi di più, prima che inizi il Danubio Blu durante il quale si trasforma in un bellissimo balletto. La band lo guarda ogni sera, piegata in due dal ridere e dalla meraviglia dal monitor di Andy Bramley. E' stupidità elevata. Il fatto che si sia evoluto tutto spontaneamente seguendo la pazzia che si è impossessata del tour con l'andare dei giorni, fa si che sia ancora più bello....

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Un'altra piacevole caratteristica di questi concerti a Sydney è l'arrivo giornaliero nel posto di lavoro con il taxi acqueo. Per quanto mi riguarda ogni concerto dovrebbe prevedere un piccolo giro in barca con splendidi paesaggi...

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Bisogna assolutamente menzionare Popey e Andy Mackrill (e tutti i ragazzi che lavorano con loro). Sono i reponsabili promoter australiani, che hanno contribuito tantissimo a rendere questi giorni così belli. Si sono destreggiati perfettamente tra organizzazione solida e il rendere il tutto abbastanza divertente come se si trattasse di un gruppo di ragazzi in gita. Ben fatto ragazzi!

Infine, Sydney ha dato fuoco alla creatività con una gara di didascalie nell'Ufficio della Produzione. Il nostro adorato Production Manager, Craig Finley, è stato fotografato in una posa alquanto sfortunata mentre dormiva nel volo di andata. Devo dire che seguendo il molto-rumore-per-nulla seguìto ad alcuni commenti del capo in uno show radiofonico, il mio voto è andato a Bash (il tecnico della batteria di Will) (Numero 8):

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Il mio ricordo preferito di Sydney deve essere stato stare seduto sul mio balcone guardando l'Opera House sapendo che il mio vicino di stanza non era altro che la leggenda della chitarra Pete Townshend degli Who. Rifletto sul fatto che sono soddisfatto con la mia scelta di fare un lavoro nel Rock and Roll piuttosto di essermi fatto fregare dal glamour di qualcosa di precario e imprevedibile come lavorare per una banca.

Poi siamo volati in Nuova Zelanda per un altro piccolo sguardo all'Eden. E' una nuova arena - non senza prolemi in termini di suono, ma con un pubblico rumoroso entrambe le sere che ha compensato questo problema. Al primo concerto sono venuti alcuni miei cari amici. Tutto questo viaggiare offre la possibilità (anche se breve) di trovarsi con persone che sono volate dall'altra parte del mondo. Li saluto alle 2 del mattino e poi inizio la riorganizzazione delle foto. Spariscono in lontananza mentre cercano il bar in cui si tiene il party del dopo concerto e finiscono con il rimanere fuori fino alle 6 e mezzo del mattino con il resto della crew. Si narra di storie in cui Chris è al bar a servire cocktail...

E con questo si arriva a oggi. Siamo a Singapore da un paio di giorni in un resort da paradiso tropicale che Franksy è riuscito a trovare. Due meravigliosi giorni liberi e siamo quasi pronti a rimetterci in carreggiata. Ho guardato circa quattromila foto e mi premio con un'ora di meditazione su uno scoglio che dovrebbe essere il margine più a sud del continente asiatico. Il sole tramonta e un carico merci passa lentamente.

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Mi chiedo come diavolo ho fatto a finire qui. Decido di non pensarci troppo in caso qualcuno si accorgesse che c'è stato un errore....

R#42