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Roadie #42 - Blog #70

#42 fa un resoconto da una magica notte a Londra

Beh sono proprio scemo - ce l'abbiamo fatta!

Ovviamente, ora che è tutto finito sembra come se non fosse stato niente di che, ma mentre eravamo nel mezzo, sembrava ci fosse la possibilità di un deragliamento imminente. Abbiamo fatto un giro completo intorno alla terra in poco più di una settimana, un po' di pazzia da award shows, un veloce tour giapponese e il tutto è finito con una pazza corsa per Londra per il concerto di beneficenza, preparando in poche ore tutte le strumentazioni che servono di solito per un concerto intero, per una notte eccezionale.

Le prove dei Brits passano confusamente. C'è una pausa di 8 ore tra le prove e lo spettacolo, quindi ci dirigiamo verso l'hotel. Decido di aspettare il secondo pullmino e passo un po' di tempo nel camerino. Sul tavolo delle bibite c'è una brochure per una serie di trattamenti gratis in una spa disponibili nell'area del backstage. Ovviamente queste cose sono pensate per le super star del pop e non per sporchi roadie, ma cavolo, la band se n'è andata da un bel po'. Sono tentato a farmi il trattamento abbronzante spray per divertimento, ma alla fine faccio marcia indietro, e scelgo un massaggio al collo e alle spalle per rilassarmi dalle lunghe distanze percorse.

Dopo trenta minuti di messa a posto della mia spina dorsale, mi sento così rilassato che riesco a stare a mala pena sveglio per tornare in hotel. Mi prenoto la sveglia per essere pronto a prendere il pullmino alle 6pm. Ovviamente alzo la cornetta e la rimetto giù e torno nel mondo sei sogni. Per un gran colpo di fortuna sono risvegliato dal rumore del traffico e mi tuffo dalla porta dell'hotel direttamente in un taxi.

La performance ai Brits va abbastanza bene, credo - non che non lo sappia, ma dal posto in cui sto riesco a mala pena a vedere il retro del basso di Guy. L'impianto del basso è andato davvero bene, ho pensato...

E poi è tempo di portare tutta l'attrezzatura allo Shepherd's Bush. All'usicta di Earls Court, la crew degli U2 ci ha fatto saltare la coda per caricare i nostri camion per primi. E poi ci hanno anche aiutato a caricare il tutto - che gentiluomini.

E poi, il concerto allo Shepherd's Bush Empire per War Child.

Erano anni che non facevo un concerto dentro allo Shepherd's Bush Empire. L'ultimo volta che ci sono stato era stato il mio concerto più grande. Oggi però sembra davvero piccolo. E' essenzialmente un teatro. Cosa potrebbe essere allora più pratico che cercare di far stare due band da arena in un piccolo palco?

I The Killers sono i primi e in perfetto stile Vegas, hanno il palco adornato con palme. Non li avevo mai visti prima dal vivo e sono davvero bravi, Quando iniziano Somebody Told Me, la risposta del pubblico è così grande che il concerto dei nostri ragazzi potrebbe preoccupantemente diventare solo un'aggiunta.

Come sempre in queste situazioni la setlist cambia parecchie volte prima che arrivi l'ora del concerto. Mentre i Killers suonano, il piccolo corridoio accanto al palco diventa il nostro ufficio mentre studiamo attentamente il piano e cerchiamo di capire come fare a farlo funzionare. Will passa accanto per andare a vedere i Killers. Si avvicina per chiedere una domanda a Bash (che non c'entra niente con il concerto) e credendo che sia venuto per darci qualche informazione di quello che succederà più tardi, è immediatamente circondato dall'intera crew, che gli sta attorno come le mucche attorno al contadino con la borsa del cibo. Ne sa quanto noi. Sappiamo che dalla setlist che abbiamo di fronte, però, sono state eliminate Yellow e I'm A Believer.

Il cambio del palco avviene senza nessun problema. Credito va alla meravigliosa crew dei Killers e alla calma previdenza del nostro stage manager Kurt. Dopo poco i ragazzi sono sul palco ed è chiaro che sarà una notte speciale.

E dopo ancora meno tempo la setlist diventa un ricordo. Chris urla dal palco che faranno Yellow alla fine. E per me ha senso che la facciano. Come per me l'ultima volta che ho lavorato qui per un concerto è stato il più grande che avessi mai fatto, così per i Coldplay che hanno suonato qui nel 2000 sembrava un posto grandissimo. Quasi dieci anni dopo stanno letteralmente mandando i frantumi ogni limite con la stessa canzone.

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Il limite si è alzato ancora di più con il progredire della serata (o piuttosto del giorno, visto che a questo punto è l'una). L'encore è iniziato con un gioioso gioco celebratorio con Viva La Vida. Il rumore del pubblico che canta che arriva fino al backstage e non smette di impressionarmi. Ma c'è qualcosa di diverso dovuto al fatto di trovarsi in un posto così piccolo, e cioè che si possono vedere gli occhi anche delle persone più lontane dal palco, che rendono il tutto come un grande coro di Capodanno. Non male dato che siamo in Febbraio, credo.

Chris ha promesso il migliore encore di tutti i tempi e la sua prima arma per far seguito a questa dichiarazione è Gary Barlow dei Take That. I ragazzi hanno suonato una breve versione durante i loro concerti, e quindi è stato abbastanza inevitabile che avrebbero provato a farla per intero. Il pubblico accoglie Gary e la festa inzia. Jon Hopkins è al piano e tutto diventa un coro da ubriachi all'una del mattino.

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L'ultimo colpo arriva sotto forma della canzone All These Things That I've Done dei Killers. All'improvviso il palco è pieno di gente. Sono arrivati i Killers per prendere posto alle strumentazioni dei Coldplay, la batteria e il piano. Bono, dalle giovani speranze dublinesi chiamati gli U2, è arrivato con nonchalace sul palco accolto da un applauso assordante. Chris ha trascinato di nuovo sul palco Gary Barlow. E' tutto rumoroso, caotico - è veramente un casino pazzesco, ma è assolutamente come dovrebbe essere ed è perfetto.

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Mi ricordo alcune settimane fa alla Bakery, Chris parlava di fare questo concerto e menzionava l'idea di invitare ospiti per un gran finale. "Sarebbe bellissimo se si trasformasse in una grande festa dei Brits" aveva detto. Beh, non soltanto hanno avuto una festa, ma avevano anche qualcosa per cui festeggiare. E' stato un concerto da cantare assolutamente a squarciagola.

Roadie #42