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Roadie #42 - Blog #66

#42 è la nostra talpa nello studio

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Dopo lo "ying" costituito dal movimento continuo, pubblico rumoroso e ripetizione, lo "yang" rappresentato dal lavoro in studio porta la pace, il quieto isolamento e un torrente di creatività. Me ne sono stato in un angolo della sala controllo alla Bakery per le scorse due settimane, guardando la posa delle prime fondamenta per il prossimo gruppo di canzoni.

I lettori regolari si ricorderanno che mentre eravamo a Miami un paio di mesi fa, Chris ha passato un po' di tempo in uno studio buttando giù qualche idea di canzone. Bene, per le passate due settimane, i ragazzi e Brian Eno hanno lavorato su questi schizzi di canzoni.

Quando dico "i ragazzi", c'è una persona in particolare assente a queste sessioni. Chris è stato bandito dallo studio per le prime due settimane. Ora, prima che i pettegolezzi si diffondano, cioè non significa nessun tipo di scioglimento in atto. E' un esperimento di Brian (sento che avrò una gran difficoltà a non abusare di questa frase mentre il progetto andrà avanti). Piuttosto di avere i demo già belli pronti registrati da Chris, i quali porterebbero le canzoni a seguire una direzione particolare, Will, Guy e Jonny stanno costruendo il loro appoggio musicale sapendo ben poco di cosa Chris avesse in mente. Per molte delle canzoni sentono solo la traccia vocale.

Il fatto che questo sembra essere un metodo piuttosto folle di fare le cose li incoraggia e esplorare direzioni deliberatamente strane e avventurose. Spesso arrivano alla mattina e ascoltano l'idea di Chris una volta, prima di andare nella stanza "live" a lavorare a qualcosa basata puramente su come hanno "sentito" la canzone al primo ascolto, prestando poca attenzione alle note che aveva scelto o alla melodia.

L'assenza dell'immediatamente riconoscibile piano-e-voce rende i suoni che escono dagli amplificatori molto freschi, nuovi ed eccitanti. Quando Brian si sposta al suo portatile e rialza il volume della voce di Chris, le familiari melodie ed emozioni dei Coldplay sono chiare e forti, ma la trama su cui si posano è diventata più grande, più vivace e anche più audace.

Will, il solito multi-strumentalista, è ovunque nello studio. Passa buona parte del tempo al suo portatile (veramente una delle mie tracce preferite di queste sessione viene da un loop di batteria che porta subito nello studio. E' un po' come se la traccia di fondo di Lost! sia stata abbattuta da una febbre molto forte e sia partita per un safari attraverso un dipinto surrealista). E' anche ai pianoforti e alla chitarra di Chris per la maggior parte del tempo. Occasionalmente prova anche la batteria.

Anche Guy sta chiaramente apprezzando il terreno creativo che lo studio offre. Come spesso fanno i bassisti, sembra avere una visione d'insieme delle canzoni sotto ogni particolare. Il suo senso innato di cosa potrebbe funzionare e cosa potrebbe essere richiesto gli permette di dare un grosso contributo con idee di direzioni verso cui puntare. Jonny ha scovato il vecchio sintetizzatore Moog che Guy usava durante il tour di X&Y e l'ha collegato all'impianto della chitarra. I suoni che ottiene spaziano dal bizzarro e brutto alle cose più belle che potreste mai ascoltare.

Tutti si sono tolti dai propri ruoli assegnati ed è come se suonare gli strumenti "sbagliati" dia loro la libertà di suonare senza paure come bambini - come una nuova band appena nata. I risultati sono parecchio stupefacenti.

Dunque che ne è stato di Mr Martin in tutto ciò? Piuttosto prevedibilmente non si è disteso sul divano di fronte alla televisione. E' vicino in un altro studio che produce canzoni in un progetto di scrittura a quattro mani con un altro artista.

Per sottolineare il fatto che nonostante siano separati, la sintonia della band è più forte che mai, alla fine della prima settimana arriva una telefonata. Chris ha una canzone su cui ha qualche difficoltà e ciò di cui ha bisogno è una sessione ritmica aggressiva. I ragazzi decidono che il venerdì pomeriggio sarà dedicato ad una visita sul campo e vanno tutti là per curiosare su quale sia il problema.

Questa piccola parte di registrazioni segna la prima volta che mi trovo qui mentre i ragazzi sono al lavoro con Brian Eno. Guardare la progressione delle cose è l'aspetto più interessante. Mi ricordo il primo giorno, mentre guardavo attraverso il vetro della sala controllo mentre suonavano nella sala "live". Ecco quattro ragazzi, uno dei quali è diventato famoso negli anni '70, eppure guardando attorno alla stanza ci sono Jonny al sintetizzatore Moog, Will che suona una Fender Telecaster e Guy un basso vintage. Brian è seduto ad un tavolo pieghevole con un portatile e una piccola tastiera mentre guarda il mondo come un qualche moderno DJ con il suo portatile - mentre gli altri potrebbero far parte di qualsiasi band degli ultimi trent'anni.

Con il progredire delle cose, però, risulta evidente che il portatile è solo un mezzo di convenienza. Lo strumento di Brian pare proprio si trovi sopra le sue spalle. Le sue orecchie e il suo cervello sono le cose che risuonano di più quando inizia la musica. Può ascoltare una sezione molto breve che mostra belle promesse e capisce subito quello che serve per districare la confusione e permettere alle idee di risplendere.

Il ruolo di un produttore può essere poco chiaro a quelli che non lavorano negli studi di registrazione. Ma guardandoli lavorare è chiaro che non li sta spingendo o tirando in nessuna direzione - sembra molto più interessato ad incoraggiare l'esplorazione massima. Sembra quasi che se ne stia in un qualche elicottero che gli permette di dare dei consigli molto eruditi su quando è meglio prendere una strada diversa per aggirare un ostacolo, o quando schiacciare sull'acceleratore per arrivare in posti straordinari.

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Oh si - cantare. Adora il canto. Stanno cantando tantissimo. Armonie a quattro voci che si evolvono una sopra l'altra. Stare così vicino a quattro voci che armonizzano con tale gioia e abilità è davvero un piacere.

Non ho dubbi che ci sarà un mucchio di lavoro da fare tra quello che sto ascoltando adesso e quello che sarà pubblicato come prodotto finale, in qualsiasi momento ciò avverrà. Quello che so è che c'è abbastanza benzina per fare un gran bel viaggio.

R#42