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Roadie #42 - Blog #64

#42 vi parla della fatica da Tour

La Fatica da tour, la spossatezza da strada, la stanchezza mortale, "Ready for Bo-Bos", si può chiamare in molti modi ma tutti descrivono la stessa cosa. Ho evitato di descrivere alcune delle cose meno piacevoli di stare in tour perchè - beh, mettiamo le cose in chiaro, il nostro lavoro è meraviglioso e non sopporto di ascoltare nemmeno me stesso quando mi lamento, quindi figuriamoci quanto poco possa importare alle altre persone.

E' comunque una parte intrinseca dell'esperienza. Proprio come le vancaze estive al mare sanno di crema solare, così lo è anche l'intera esperienza da tour spesso vista attaraverso le riposanti lenti della spossatezza. I fusi orari hanno molta colpa. Anche il fatto che il giorno lavorativo si concentra in un flusso di adrenalina di novanta minuti che finisce verso le 11 di sera circa -  rendendo quasi impossibile andare a letto presto, nonostante le migliori intenzioni.

Unite tutto ciò all'inevitabile giro di raffreddori e vi rendete conto che alcuni giorni è veramente una battaglia solo uscire da letto. I tour sono una gigantesca macchina che viene fatta funzionare soprattutto da uno straordinario sforzo umano. Ogni sera alle 9 circa c'è un concerto. Questo andrà avanti senza preoccuparsi di come ogni persona coinvolta si senta, come se fosse stata investita da un camion (o 14, nel nostro caso). Prendersi del tempo per recuperare non è previsto nell'itinerario.

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Il tour è anche un grande ambiente sociale. Ci sono poco meno di 100 persone che viaggiano con questo particolare circo. Io, quando sono stanco, sono scontroso. Faccio questo lavoro da abbastanza tempo per conoscermi, quindi tendo a rinchiudermi in me stesso come una tartaruga quando non sono al mio meglio. Preferisco non stare in compagnia di nessuno. Tuttavia in questo ambiente ciò si può rivelare difficile. Ogni area è uno spazio comune, quindi starsene seduti da soli godendosi la propria tristezza non è un'opzione percorribile.

Fortunatamente, quando una persona è giù un'altra sta bene e la bilancia naturale dell'ecosistema del tour si mantiene. Basta solo una persona che dica qualcosa che ti faccia sorridere o che faccia qualcosa che ti faccia ridere in modo incontrollato per stravolgerti la giornata in meglio. Sembra una cosa scontata da dire, ma i clichè più semplici sono spesso delle verità - e in questo caso è tutto vero.

Succede però una cosa strana quando si sorpassa la terribile stanchezza, si tratta dello strano mondo della mancanza di sonno e completo sfinimento. In realtà per me questo stato non è difficile da controllare. Tutto sembra un po' ridicolo e divertente senza un motivo particolare. I giorni lavorativi si riducono da una massa di cose da fare a due semplici priorità su cui ti concentri del tutto da quando apri gli occhi alla mattina a quando torni a letto:

1. Cosa devo fare per far funzionare il concerto e non deludere nessuno?
2. Quanto presto posso andare a dormire?

L'altra cosa rassicurante di questa sensazione è che sai che il tuo corpo si rifiuterà di farti fare qualsiasi altra cosa il giorno libero seguente che non sia crollare e recuperare le forze. Posso felicemente dirvi che sono tornato a casa in metro dall'ultimo concerto all'O2 e ho passato la maggior parte degli ultimi due giorni di libertà russando.

Non so dirvi quanto a lungo durerà, ma posso dire che oggi parto per Belfast sentendomi molto più vivo di quanto non lo fossi stato per lungo tempo dopo questo bel riposo. La fine (beh, una pausa almeno) è all'orizzonte. Il pubblico di Londra è stato fantastico e gli irlandesi sanno una o due cose sul come divertirsi, quindi credo che arriveremo a Natale senza problemi.

Roadie #42