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Roadie #42 - Blog #179

#42 ci fa ascoltare la premiere mondiale di Graham Against The World

Ci dirigiamo a Boston divisi in un paio di piccoli aeroplani. Pare che ci siano stati dei danni causati dai temporali all'aereo che usiamo regolarmente, quindi questo sembra essere il miglior mezzo di strasporto. E' impossibile non guardare fuori dal finestrino alla pista di decollo verso l'altro aeroplano dall'aspetto agile e non pensare: "Facciamo una gara". Ovviamente non accadrà - e nell'altro aeroplano c'è la band, quindi non è pensabile che arriviamo prima noi. Il trainer Dan, però, suggerisce di fare una colletta e dare al pilota un po' di soldi contanti per "spingere sull'acceleratore". Non posso dire che non sia allettante...

A Boston c'è di nuovo il soundcheck e si provano velocemente alcune canzoni. Oltre a rispolverare God Put A Smile, si dirigono al C-Stage per provare Us Against The World. Il cambiamento in programma è microscopico, ma la versione che finiscono a suonare si trasforma in una canzone di scherno. Ho già parlato in passato di come a volte si lancino in una canzone durante il soundcheck e Chris si inventi sul momento il testo per farla diventare una canzone tributo ad una persona della crew.

Oggi è il turno del direttore del reparto luci, Graham Feast. La modifica del testo è minimalista, ma è comunque meravigliosa. Come sempre, l'armonia vocale di Mr Champion è esemplare...

E passano così tre minuti e mezzo...

Quando ci sono i soundcheck le giornate di lavoro sono più lunghe - di solito stiamo nella sede del concerto solo per alcune ore, ma adesso ci siamo da un po' più tempo. Rispetto alla maggioranza della crew, noi in realtà è come se facessimo un part time, ma è comunque un'esperienza diversa. Sono seduto a controllare le casse della mia strumentazione proprio appena dopo l'apertura delle porte e il primo centinaio di persone è intento a cercare il proprio posto.

Saltellano e gridano "Coldplay!" da ogni parte dell'arena vuota che rimbomba come una caverna. Sono dei pazzi. Non c'è praticamente nessuno qui e mancano ancora un bel po' di ore all'inizio del concerto. Dà l'idea che sarà una bella serata...

Sto osservando tutto questo quando DeeDee, che ha lavorato per l'etichetta della band qui in america dall'inizio, arriva con la sua adorabile figlia per raccogliere i coriandoli a forma di farfalla della sera prima. Faccio un commento sul fatto che il pubblico sembra essere composto da pazzi e lei risponde che ieri sera è uscita alla fine del concerto mentre migliaia di persone cantavano il coro di Viva scendendo con gli ascensori e fino in strada.

Questo mi ricorda la prima sera a Montreal la settima scorsa, quando hanno continuato a cantare il coro di Viva per oltre dieci minuti da quando la band era scesa dal palco (e nel caso di Guy - dopo che aveva lasciato l'edificio, se ricordo bene). Forse una sera farò un giro in mezzo al pubblico per capire se è una cosa che succede spesso...

Una ricorrenza regolare e sicura è rappresentata dai vestiti fatti in casa. Il trainer Dan fa un salto durante il cambio di strumentazione sul palco perchè ha trovato una coppia che deve essere fotografata. Entrambi hanno vestiti nello stile graffiti di Mylo, ma il ragazzo ha qualcosa di leggermente più permanente, cioè un tatuaggio con il testo di Everything's Not Lost e anche il logo di Viva creato da Will. Wow!

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C'è un cambi di canzoni al B-stage durante la seconda serata a Boston, con la riapparizione di Green Eyes per la prima volta da un bel po' di tempo.

Anche il C-stage ha un'aggiunta a Detroit, ma non è Us Against The World con il testo riscritto in onore di Graham.

Si, si tratta invece di una menzione per il compleanno di Mr. Champion e Detroit aveva la voce adatta per dare una mano con gli auguri.

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