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Roadie #42 - Blog #173

#42 e i concerti di casa

I concerti nella propria città possono essere considerati come un Natale in famiglia sotto molti punti di vista. Sono apparentemente un momento di gioia e festeggiamento. Ma si tende a dimenticarsi quanto stress ne consegue - e alla fine si collassa tutti assieme, felici che sia tutto finito per circa un anno.

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(cliccate per la foto in risoluzione migliore)

Londra è ovviamente solo l'ennesimo concerto - come qualunque altro. Ogni concerto deve andare bene e ogni concerto è importante. Tuttavia si può sentire la crew intera che stringe i denti (e altre parti) mentre i concerti di casa si avvicinano.

E' bellissimo poter tornare a casa in macchina (o in casi molto fortunati a piedi) dopo il concerto. Anche avere amici e parenti che vengono a trovarti è una gioia. E' una vista rara e anche un po' surreale, mentre i mondi del lavoro e di casa si scontrano. Di solito sono così separati a causa del tour, invece qui si mescolano felici. Mentre i membri della crew portano in giro i loro cari tipo pecore per il palco per guardare un po' in giro prima del concerto, all'improvviso le loro famiglie diventano parte delle nostre. E mentre veniamo presentati per nome e tipo di lavoro che svolgiamo, diventiamo per poco tempo parte delle loro.

Questo porta con sé la sua dose di pressione. Nessuno vuole fare casini di fronte ai propri amici - o peggio, di fronte alla propria mamma. E' anche difficile ignorare il fatto che le testate giornalistiche più importanti del Regno Unito sono a Londra. E' chiaro quindi che non fare cazzate sarebbe una gran cosa.

Tutti questi visitatori extra significano una crisi nella lista degli invitati su nell'ufficio della produzione. E' Nicole, la nostra fantastica assistente di produzione, che si trova in mezzo alla torrenziale pioggia di richieste. ("Posso aggiungere il mio vicino più un accompagantore?",  "Il tipo della compagnia che porta le lampadine in studio ha chiesto di aggiungere sua figlia più un accompagnatore"...e così continua). Se questa fosse la cena di Natale in famiglia, il suo ruolo sarebbe quello di cambiare i posti per preparare la tavolata più grande mai fatta.

Forse l'abilità di Nicole nel rimanere irreprensibilmente gioiosa in mezzo a tutto questo può avere a che fare con il fatto che è il suo compleanno il giorno del secondo concerto. Oltre a centinaia di biglietti e pass per gli ospiti, la sua scrivania è puntellata di torte, palloncini, pastine e biglietti di auguri - incluso quello firmato da tutti noi. La firma che "vince" nel biglietto, però, è quella di Arlene del management, che conclude il suo messaggio con: "Con tantissimo affetto da Arlene Moon (+3)".

Durante i concerti non mancano momenti di panico fra la crew. Niente di grave, ma abbastanza da lasciare tutti sulle punte dei piedi. Ogni sera sembra come un trionfo mentre si susseguono giri di bevute dopo il concerto con tutti che dicono agli altri, "No, sul serio, *è stato* davvero, davvero fantastico".

Non posso non essere d'accordo. Gli stadi non sono solo stati la presentazione più "Mylo" del concerto finora, sono stati in assoluto i concerti negli stadi migliori che la band abbia fatto. Forse si possono considerare i primi concerti negli stadi veramente superbi nella carriera della band.

Suonano negli stadi da X&Y. Mi è sembrato che Viva fosse il tour in cui la band si sentiva abbastanza sicura da riempire quello spazio - e forse anche per godersi la grandezza di un evento del genere. Stavolta però, ogni singolo pezzo sembra aver trovato il posto giusto. I coriandoli, i fuochi d'artificio, i laser, i palloni gonfiabili, e i spettacolari video sui megaschermi preparati da Andy Bramley. Lo straordinario design del palco di Misty e Paul e le meravigliose luci di Graham. Paris ha riempito tutto di graffiti. Per ultimo, ma non meno importante, ci sono i braccialetti di Jason che trasformano il pubblico nella cosa più bella del concerto - e i concerti stessi in qualcosa di veramente unico e innovativo.

Abbiamo anche fatto un passo oltre, suonando all'aperto senza un tetto. Sono sicuro che altri l'hanno già fatto prima, ma certamente non noi. Porto un amico in giro per il palco dopo il primo concerto a Londra. Lavora nell'industria della produzione da più di tempo di quanto molte delle persone nel pubblico sono vive. "Cosa cavolo state pensando?" chiede incredulo. "Cosa succede quando diluvia?" Faccio spallucce: "La band si bagna e succedono casini". Beh siamo arrivati fin qui...

L'umidità è stata ceratemente una grande opportunità per scoprire praticamente ogni modo nuovo ed esaltante in cui la strumentazione può fare cilecca. Ma passare i pomeriggi cercando di capire cosa è successo e cosa deve succedere perchè vada tutto bene, fa capire che il clichè secondo cui le crew sono come una famiglia è vero. Tutti si prendono in giro a vicenda senza pietà - è quasi uno sport. Ma una volta che c'è un problema, tutti si raccolgono attorno per dare una mano senza perdere tempo.

La vista di più di due persone che se ne stanno di fronte ad un pezzo di equipaggiamento con viso dubbioso è abbastanza per far arrivare il resto delle persone. All'improvviso il gruppo di esperti si applica e quello che non era solvibile viene man mano risolto portando di nuovo fiducia in tutti.

E così le festività di casa sono finite per un po'. Sono stati comunque dei giorni fantastici.

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