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Roadie #42 - Blog #158

#42 ripensa ad una trionfante peformance in TV e a due concerti in patria

Nel 2002, poco tempo dopo la mia entrata nella squadra del circo itinerante dei Coldplay, ci siamo trovati in un piccolo club a San Francisco. Ricordo un soundcheck ricco di eventi, che finì quasi a scazzottate per questione di nessuna rilevanza. Poco prima del concerto, mi precipitai nei camerini per chiarire alcune cose riguardanti la setlist. Chris stava parlando da solo, offrendo un monologo veemente - a chi esattamente, non ricordo - ero più preoccupato di avere le informazioni che mi servivano senza interrompere.

Quando uscii però, sentii una frase che ridondava insistentemente. “…Offrire musica con passione, che è da sempre il nostro obiettivo...”

La frase ritorna (in qualche modo abbreviata) minuti più tardi quando il nastro dell'intro finisce ed esplodono in Politik. Chris grida la frase negli accordi iniziale (è solito gridare frasi casuali all'inizio di quella canzone da molto tempo a quanto ricordo).

Ero con la band da un mesetto o due a questo punto, ma presi la cosa come una dichiarazione di intenti. Non me ne separo nemmeno oggi.

In quel periodo, si vestivano come studenti trasandati e la maggior parte del pubblico non aveva idea di chi fossero. Potevano aver sentito parlare di Yellow, ma per la maggior parte, i Coldplay “appartenevano" ad un piccolo gruppo di persone “conosciute”. Questo significava che avrebbero potuto essere amati non solo da essere umani reali e viventi, ma anche da quelli che dichiaravano una certa “esperienza”.

La band non si veste più come studenti trasandati (ma poi perchè dovrebbero, essendosi laureati più di 10 anni fa e dopo aver percorso migliaia e migliaia di miglia da allora?). Hanno anche commesso molti crimini ritenuti efferati ed inaccettabili da chi detta le regole. Hanno venduto un gran numero di dischi, si sono innamorati e si sono sposati - e la cosa più vergogonosa di tutte, hanno dimostrato la volontà di promuovere la loro musica.

Non vedo davvero nessun cambio nelle loro intenzioni. La musica che suonano non è meno passionale di quando li incontrai. Se devo esprimere un parere, direi che sono più concentrati sulla loro forza e potenza. Sono una band diversa per tanti aspetti, ma stanno ancora portando la stessa identica bandiera. Stanno creando musica appassionata, e per quanto riguarda il fatto di portarla verso il grande pubblico? Bene, questo mi ha portato a parlare di tutto ciò.

La scorsa notte si sono esibiti alla finale di X Factor. (Per quelli che non abitano nel Regno Unito, sono sicuro che avete programmi simili - ad esempio American Idol, o qualsiasi altro programma equivalente della vostra nazione).

Si è discusso molto sul fatto che andarci fosse una buona idea - non per ultimo nello stesso quartier generale dei Coldplay. Mi ricordo una prima udienza in cui era una possibilità. “Oddio, state offrendo ai denigratori qualche bel pallottola...” fu il mio primo pensiero.

I contro sono ovvi. Diventa facile per la gente impostare la propria "lotta" contro la band. Per alcuni, X Factor è il peggio. E' regolarmente ritenuto come il peggio del peggio dell'attuale industria musicale. Infatti, da giovane ragazzo incavolato nel mio periodo da studente, avrei declamato a lungo contro, credo.

Mi ritrovo a lottare anche con tutte queste sensazoni quando arriva quel giorno. In parte era dovuto al nervosismo di un difficile live da affrontare di fronte a più o meno 15 milioni di persone. Mi sconvolse in tanti modi, mandare a pu***e la serata potrebbe essere un problema più grave di sbagliare Glastonbury. Il pubblico della Televisione è più grande ed inoltre non è per niente il pubblico dei Coldplay - molti lo guarderanno sperando di essere capaci di odiarli.

Tutto ciò mi metteva a disagio - era un concerto molto impegnativo, di sicuro. Mi ritrovai nello stato d'animo di iniziare a domandare se fosse stata una buona idea dopo tutto.

Come molti dei piani più pazzi della band, tutto acquista senso per me quando finalmente si sale sul palco. L'assistente del palco accompagna la band. La stanza si illumina mentre la canzone inizia e diventa presto chiaro che stanno spaccando là sopra.

Una volta che prendono il volo, è impossibile non esserne trasportati. Sono trasportato subito a quel camerino di San Francisco nel 2002. Stanno facendo quello che hanno sempre fatto. Stanno suonando la miglior musica che possono e lo stanno offrendo a quante più persone possibili perchè possano vederlo e convincersi.

La mia timeline su Twitter offre una bella selezione di cinismo sarcastico, ma quando lascio la venue e leggo velocemente i post, hanno anche postato messaggi sull'essere stati ad occhi spalancati durante la performance. Senza dubbio, ci sono tante persone che non hanno visto il programma che continueranno a pensare che questo segni l'ultimo tutto esaurito della band. C'è probabilmente qualcuno che lo ha visto e che non ne è stato così impressionato. Scommetto che sono tantissimi quelli che lo hanno visto e che ne sono rimasti molto sorpresi.

Ora, sono normalmente cinico e sarcastico (in effetti in una giornata buona, sono molto cinico…) ma non potrei evitare di essere orgoglioso dei ragazzi per la scorsa notte. Non hanno solo svolto il loro compito - trasformando semplicemente una performance decente in una controversa scelta di spettacolo. Hanno rischiato e lo hanno proprio “centrato” (per coniare un'espressione...)

Questi pensieri sono comunque miei punti di vista. Il vostro potrebbe essere diverso. Per quello che so, quello della band potrebbe essere anche diverso. (Ero fuori dalla porta sul retro entro 15 minuti dalla performance e non ho visto nessuno fino al giorno dopo.) Sento però che sarà accolto come una svolta in un certo senso.

Ma non è questo tutto quello che sta accadendo. Abbiamo anche un paio di concerti piuttosto importanti in patria.

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Il primo concerto alla O2 vede il ritorno in setlist di Don’t Panic. E una rara parte cantata dal Bucklander.

Come per ogni concerto in patria, ci sono molto amici e molte persone di famiglia. Dovunque ci si volti si può vedere un altro elemento della squadra del tour riuniti in piccoli gruppi del proprio clan nell'eterogeneo villaggio dei roadie, a lato e dietro al palco.

Il maestro delle corde Davide Rossi sta aspettando, e come sempre, porta il suo raggio di sole ai risultati. Anche diversi familiari della band sono qui e l'atmosfera di famiglia e di casa significa che ci si sta avvicinando al Natale.

Queste sensazioni aumentano la sera seguente quando ci esibiamo nella stessa venue per un altro concerto, ma di genere completamente diverso. E' il concerto per Under 1 Roof, per beneficienza all'associazione Kids Company, per la quale i ragazzi sono fortemente impegnati da qualche tempo ormai.

La frase “Under One Roof” e il logo è stato dipinto a graffiti in tutto lo studio nei due anni passati. Appare anche nell'angolo di diverse pagine del quaderno di appunti di Chris e anche su delle setlist scritte a mano che ci sono state date. Vedere finalmente l'evento che prende forma, è davvero una gran cosa.

Questo non per dire che sia una passeggiata. Si percepisce un fortissima atmosfera da Muppet Show per l'intera giornata, dato che ognuno se ne va in giro correndo cercando di capire proprio cosa cavolo sta succedendo. C'è un intero gruppo di ospiti aggiuntivi sulla lista stasera, da Tinie Tempah a Rob Brydon, e l'o (ohhh)nnipotente Alan Partridge di Steve Coogan.

Partridge è una leggenda assoluta della comicità per tantissimi di noi. Chris sembra conoscere le battute di ogni singolo episodio dei suoi programmi, quindi condidvidere con lui il palco è un gran colpo.

L'intera serata è naturalmente un positivo caos e finisce con un duetto che certamente non sarò in grado di dimenticare in fretta...

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Sta diventando difficile di rimanere aggiornati su quanti momenti unici continuino ad accadere durante questa campagna. Sta diventando davvero un'avventura.

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