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Roadie #42 - Blog #14

#42 ci parla di encore inaspettati a Chicago...

Dunque oggi facciamo a cambio tra le palme arse dal sole della California dell'Ovest con la "città ventosa", Chicago. E' un brusco risveglio mattutino quello che mi aspetta per prendere il volo - di certo non aiutato dal fatto che ho iniziato a fare le valige solo alle 2 del mattino. Saliamo sull'aereo e i posti per i bagagli a mano sembrano come un'esplosione in un negozio di giocattoli. Non puoi fare a meno di chiederti se questi colori e disegni artistici 'fatti in casa' che accompagnano questo disco sono il frutto dei nuovi piccoli Coldplay. Mi ricordo che Will mi ha detto che nei primi periodi vendevano le tutine da bimbo ufficiali dei Coldplay agli stand delle megliette. Mi domando, stanno pensando a farlo di nuovo?

Oggi durante il concerto ci sarà l'amico di vecchia data Mat Whitecross con tutta la sua squadra per registrare il tutto per i posteri. Per quelli di voi che si chiedono che ruolo ha, date un'occhiata alla timeline nel Settembre 1999. E' divertente rivedere quel filmato e capire che i cambiamenti dell'ultimo minuto  non sono esattamente una novità nel mondo dei Coldplay! Attualmente la setlist sta ancora subendo dei piccoli cambiamenti. Ogni volta che cambia, tutta la squadra deve saperlo. Per questo l'assistene alla produzione, Marguerite, stampa un mucchio di setlist e le mette in una cartellina sulla porta dell'Ufficio della Produzione. Ogni volta che c'è un cambiamento, la vecchia pila di fogli va a finire nel cestino della carta da riciclo e ne vengono stampate altre. Non posso fare a meno di ridere quando realizzo che ci sono state così tante versioni che l'ultima pila è stata messa direttamente sopra il cestino pronta pe il suo destino inevitabile. Che fiducia!

Ad essere onesto, mi va bene così. Quando i concerti cominciano ad essere troppo prestabiliti la noia si insinua facilmente. Di conseguenza, sono assolutamente contento quando stasera c'è un secondo encore completamente inaspettato. Il concerto finisce come al solito e mi accorgo di non sapere se la band andrà via di fretta (cioè se ne andrà dritta in macchina verso l'hotel prima che il traffico la intrappoli). Se lo fanno devo andare con loro, per evitare di essere lasciato indietro. Ma mi assicurano che Jonny e Guy se ne sono andati, mentre tutti gli altri stanno ancora lì per un po'. Ritorno al mio mondo sotterraneo sotto al palco per prendere le mie cose e il tecnico della batteria Bash mi dice che stanno tornando sul palco. "Non è possibile, - Guy e Jonny se ne sono andati". Punta il dito verso il palco, dove per davvero Will e Chris stanno facendo i gradini per salire.

La gente ovviamente impazzisce mentre la band ridotta in numero cerca di capire cosa fare. Decidono per Green Eyes - Will al piano e Chris alla chitarra acustica. E' divertente vederli e pensare che due di loro hanno iniziato assieme suonando a Covent Garden dieci anni fa senza essere (letteralmente) arrestati. Dopo tutti questi anni e a miglia di distanza, eccoli di fronte a questo grande pubblico che conosce ogni singola parola. Bello come funzionano le cose, no?

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Nel secondo giorno a Chicago continunano le riprese con Mat. Il soundcheck è il momento perfetto per le videocamere per provare i primi piani, senza essere in mezzo al palco o intralciare la vista delle persone durante il concerto. I ragazzi suonano Lost! un po' di volte. Devo ammettere che riescono bene a raccogliete l'entusiasmo nonostante la folla di sedicimila persona urlanti della sera precedente è stata rimpiazzata da circa 50 roadie coi postumi da ubriachezza e un po' di macchine fotografiche. Il soundcheck poi apre le porte ad alcuni vincitori di concorsi che possono ascoltare una Warning Sign improvvisata e una canzone completamente inaspettata proveniente dalle sessioni dell'album e che non ho mai sentito prima suonata da loro - non potrei nemmeno dirvi il titolo! Alla faccia dell'esclusiva...

Mentre l'ora di inizio del concerto si avvicina, Arlene, la squisita assistente al management della band mi chiede se voglio 'fare dei biglietti'. Spesso non capisco di cosa stia prlando - è scozzese, quindi c'è da aspettarselo. Mi spiega, invece, che le prime cinque file di posti non vengono mai messe in vendita. Questi biglietti sono tenuti di proposito dalla band da dare ai fan seduti nei posti in fondo all'arena che li apprezzeranno a pieno. Che idea favolosamente pazza!

Decido di salire i gradini su su fino a quelli nella terza parte più alta, dove distribuirò i miei biglietti. La prima cosa che provo è vertigine. E' meglio non perdere l'equilibrio lì sopra! Inizio a spiegare ad un po' di persone cosa sto facendo lì e all'inizio non mi credono. Soprattutto perchè devo avere in cambio i loro biglietti per evitare che escano e vendano questi posti speciali. Alla fine, una volta convinti, vanno fuori di testa, dandosi dei cinque e abbracciandosi. La voce gira e all'improvviso sono sommerso. Si sta raccgoliendo una piccola folla e io sono rimasto con solo tre biglietti. Tutti sono in gruppi da due o quattro. Non posso lasciare spazi vuoti nelle prime file. All'improvviso non è tutto più così divertente, ma poi qualcuno fa amicizia con un'altra persona e un gruppo di tre viene a reclamare i biglietti.

Vedo le prime file che si riempiono mentre sto preparando una delle macchine fotografiche di Guy di fronte al palco. Riesco a vedere cinque file di persone che non riescono a credere alla loro fortuna, che si girano e indicano i posti in cui sarebbero dovuti stare. La loro è già una grande serata e il nastro dell'intro non è ancora partito...

Stasera c'è un altro encore inaspettato. Ritornano per una canzone che dovrebbe chiamarsi The Dubliners. Credo ci sia una comunità irlandese abbastanza radicata a Chicago, quindi la canzone un po' country  e un po' folk ci calza a pennello. Stasera dovrebbero scappare via subito così quando vedo che la canzone sta andando bene, mi dirigo verso le macchine. Ma sembra che io sia un po' in anticipo. Evidentemente hanno suonato anche Green Eyes, stavolta anche con Jonny. Alla fine entrano di corsa in macchina e partono le sirene della polizia per scortarli fuori. Nessuno riesce a capire se il tecnico del suono Dan Green è bloccato in mezzo alla folla cercando di uscire o se nessuno lo ha avvertito che bisogna andare via di fretta stasera. Comunque sia, la macchina della polizia sta già salendo la rampa e noi dobbiamo seguirla. Ma domani è un giorno libero quindi ha 24 ore per trovare la strada verso l'hotel...

R#42