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eventiinbus2017

Roadie #42 - Blog #130

#42 si sta tenendo occupato in vista della stagione festivaliera

C'era una email che girava, spedita dal nostro intrepido production manager (devi veramente essere intrepido...), Wob Roberts. L'oggetto era "Ulteriori cambiamenti - nessun cambiamento da questa punto di vista". Ora, a prima vista potrebbe sembrare un lamento di sdegno, ma data la natura imperturbabile di Wob, ovviamente si tratta solo di un occhiolino da parte di chi ha già vissuto tutto questo più volte.

Il processo che sta dietro alla realizzazione di un tour, come qualsiasi altra creazione artistica, è qualcosa che inizia con un foglio di carta bianca (o nel caso dei festival, un campo vuoto). Il cambiamento che intercorre tra il campo vuoto e il grande evento non accade schiacciando un grande interruttore. Accade durante un numero incredibile di riunioni di progettazione, decisioni, esperimenti, trionfi e idee finite nel cestino.

Il viaggio intero è una processione di cambiamenti - alcuni piccoli, alcuni grandissimi, ma tutto ti sfreccia accanto e cambia il panorama ad una velocità allarmante. Quando lo si vive per la prima volta, può causare una sensazione di disagio. Non c'è niente di solido su cui poter iniziare a costruire, perchè niente rimane uguale per un tempo sufficiente.

Non diventerà mai più facile da affrontare, si fa prima ad ignorare la voce nella propria testa che continua costantemente ad urlare "scappa".

Niente di quello che ho detto finora significa che il tutto sia meno sconvolgente. Quando un lavoro  si basa sulla fine di un altro cosicchè puoi iniziare a darti da fare con un terzo, le cose possono diventare interessanti in poco tempo. Quando la scadenza per la cosa che stai aspettando viene anticipata di qualche settimana e quella per la cosa per cui devi essere pronto viene posticipata - il risultato è che devi finire il lavoro due settimane prima rispetto al momento in cui in teoria avresti dovuto iniziare.

Comunque, a nessuno piace un mugugnone e in realtà, a parte il carico di lavoro, non vedo l'ora di scappare dallo studio per un po'.

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Anche i ragazzi sono in grande forma. Forse è colpa del tempo, forse è colpa dell'idea di scappare dallo studio e andare fuori a fare casino, chi lo sa? Ho appena salito le scale passando vicino alla 'stanza dell'arte'. Questa spesso si trasforma in una stanza per riunioni e un posto in cui risentire il materiale in fase di lavorazione. La porta era ben chiusa. Quando lo è penso sempre che siano in corso discussioni serie e ci sia una profusione di fronti corrugate, ma mentre ci passo vicino, sento un commento di Jonny che fa esplodere Phil in una risata genuina e gioiosa. Sembra che l'umore sia molto alto.

La cosa più bella dei festival per me è che sono una solida impalcatura per quello che arriverà dopo. Tutti sanno dove saranno e cosa faranno per buona parte dell'estate - e in un ambiente in cui il cambiamento costante ti sferza come il vento, avere l'assoluta certezza di qualcosa (o il più vicino alla certezza che si possa avere in questo gioco) è davvero una bella cosa.

Speriamo che il sole continui a splendere...

R#42