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Roadie #42 - Blog #120

#42 ritorna con maggiori notizie dallo studio...

Saluti a tutti da Budapest. Sto arrivando alla fine di una pausa di due settimane dallo studio. Torniamo al lavoro lunedì. Vi saluto chinando il capo e chiedendovi perdono. Si, sette settimane sono un tempo oscenamente lungo in cui vi ho lasciato ad aspettare. A parte queste due settimane in cui sono tornato ad essere un civile, la mia distrazione maggiore è che mi hanno chiesto di essere maggiormente coinvolto nella parte di ingegneria dell'album. Ciò significa che ho passato molto tempo cercando di capire esattamente dove inserire le spine e soprattutto, perchè.

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Ma ormai sono abbastanza avanti nella curva dell'apprendimento che posso permettermi di tornare alla mia responsabilità principale di tenere voi persone meravigliose aggiornate sul progresso dell'album. Se mi perdonerete questa volta, vi prometto che quando torneremo in studio la prossima settimana mi farò perdonare ancora di più - come vi sembra questa soluzione? ;-)

Comunque, basta con le scuse, che è successo? Beh, "Your skin and bones, turn into something beautiful...." è stato il primo ritornello con cui i Coldplay sono stati conosciuti da molte persone - e descrive anche perfettamente il progresso nell'ultimo mese.

Dato che il progetto è stato più o meno riavviato dopo l'America Latina, sono tornati di nuovo nella fase di esplorazione. Come avevo descritto nel blog precedente, ora c'è una lista di canzoni che hanno versi, cori, riff, testo e robe simili. Queste sono le materie prime, però. Grezze e crude, queste sono la pelle e le ossa dell'album, se vogliamo fare un paragone. La parte del "turning into something beautiful", è il risultato di due metodologie.

La prima è una gran quantità di puro e semplice duro lavoro e attenzione ai dettagli. Brian Eno lo definisce il "lavoro del cacciavite" e non lo apprezza molto. E' la vera arte nella fase di composizione delle canzoni. Si prova e cambia tutto, lo si analizza e lo si rivaluta. Tutto questo per cercare un approccio che riproduca la magia che stanno cercando. Non tralasciando niente, significa che l'elusivo "arrangiamento perfetto" o "avere tutto al suo posto" verranno trovati, non importa quanto tempo sarà necessario per arrivarci.

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Il secondo metodo è il fulmine a ciel sereno degli "incidenti positivi". A volte ciò che dà la fiamma ad una canzone viene dal nulla - e bisogna fare parecchi passi all'indietro per capire esattamente cosa ha acceso la miccia. Potrebbe essere una cosa semplice quanto qualcuno che per errore suona un pezzo con il suono sbagliato, o potrebbe essere Will che improvvisa distrattamente con la sua drum machine e Chris lo segue creando una canzone da un giorno all'altro.

Entrambe le cose fanno si che la creazione del disco prosegua e nessuna può essere invocata tentando l'altra strada. Starsene seduti aspettando l'ispirazione non fa si che venga fatto il duro lavoro e lunghe conversazioni e approcci metodici possono mandare in fumo ore e ore quando un singolo momento di illuminazione può cambiare tutto in un istante.

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Non ho mai avuto modo di vedere questa crescita ed evoluzione delle canzoni nello studio (prima sono sempre stato con i ragazzi quando eravamo in tour). Mi ricordo quando ho sentito Lost! per la prima volta durante il tour di X&Y. Un pomeriggio eravamo in una arena deserta a Chicago. Chris mi ha chiesto di registrare alcuni demo con solo lui al piano che usa durante i concerti. Ha messo giù circa mezza dozzina di idee quel giorno, ma mi ricordo che Lost! è risaltata immediatamente come un'ottima canzone, anche se era solo uno schizzo in un'arena eccheggiante.

La volta successiva in cui ho sentito Lost! è quando l'album era finito e ci stavamo preparando per il tour. E' stato come vedere il nipote preferito per la prima volta in anni e dire "Caspita quanto sei cresciuto". (Ma se non ricordo male la mia espressione esatta è stata "Wow, ho sempre amato quella canzone, sono felice che non l'hai rovinata..."). Ci sono già molte canzoni per questo album su cui tutti hanno già messo gli occhi - e non c'è nessuna intenzione di rovinarle.

Parlando di altro, Brian è venuto in studio regolarmente, ma ha anche lasciato la band andare avanti da sola. Ci si è resi conto che ha lo stesso effetto sull'album sia quando c'è sia quando non c'è. La band ha osservato un po' di tempo fa che spesso quando non lavorano con lui e sono bloccati, pensano a qualcosa che lui potrebbe dire in quel momento e lo applicano, in modo da superare l'ostacolo.

A questo scopo hanno chiesto a Brian di dare loro dieci comandamenti da appendere al muro ed essere applicati in caso di qualsiasi dilemma. Ovviamente questa non è una cosa completamente nuova, le Carte per la Strategia Obliqua di Brian sono famose quanto alcuni pezzi della strumentazione dello studio. In questo caso, però, i Dieci Comandamenti di Brian (che in realtà sono undici), sono fatti su misura per questo progetto e forniscono delle linee guida molto decise su come sviluppare le canzoni.

Proprio come ad un bambino si deve mostrare cosa è giusto e cosa è sbagliato, le canzoni sono ora libere di esprimersi come vogliono - sapendo che se vengono prese mentre fanno ciò che non devono, riceveranno uno sguardo di rimprovero come minimo. Ho visto più di una volta Chris arrivare a suonare più di metà di qualcosa troppo elaborata o "già fatta", prima di scoppiare a ridere e scuotere la testa dicendo "Nella mia mente riesco solo a sentire Brian che mi rimprovera".

Bisogna dire che all'interno della band, le intepretazioni di Brian stanno diventando piuttosto sconvolgenti.

Tutto questo rende l'idea che Brian sia in un certo senso un tiranno e abbia un impatto negativo, cosa che non potrebbe essere più lontana dalla realtà. Quando arriva nella sala controllo dello studio, porta con se il suo brillante entusiasmo portatile. Il suo entusiasmo è molto contagioso e provoca assuefazione. E' come un compagno di scuola disubbidiente che incoraggia tutti quelli con cui viene a contatto a provare alcune cose che forse non si dovrebbe, o andare ad esplorare qualcosa di entusiasmante che i genitori hanno sempre detto di evitare. E' la dicotomia fatta persona, in parte maestro benevolente (grazie a Phil…) e in parte un'influenza meravigliosamente cattiva. Impersona entrambi i ruoli estremamente bene e i risultati parlano da soli.

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Così adesso siamo in pausa per un paio di settimane, dando a tutti l'opportunità di passare un po' di tempo con le proprie famiglie. Come prima, una pausa nell'avanzamento del progetto ha dato una scadenza importante e la scadenza ha dato una gran motivazione. Le ultime settimane sono state un vero sforzo congiunto a mettere ogni canzone nel posto in cui tutti volevano che fosse.

Tutto quello che non va bene come canzone preferita del momento viene analizzato nei minimi dettagli. I problemi vengono messi sotto i riflettori in modo che non si nascondano. Un verso che non si trasformi tranquillamente nel bridge può stare sotto osservazione per tutto il giorno - i cacciaviti sono stati tirati fuori e sono al lavoro.

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L'attuale guerra agli ostacoli verso la grandiosità si è inasprita ancora di più con l'arrivo di Markus Dravs. E' tornato al lavoro con la band negli ultimi giorni prima della pausa. Viene definito come "Drillmaster Dravs" sulle lavagne dello studio e adesso capisco il perchè. Non è uno che lascia diminuire il ritmo del lavoro.  Markus, per chi non lo sa, è tedesco.

La sua padronanza della lingua inglese è ovviamente perfetta - arriva fino al punto di apprezza tantissimo il noioso humour britannico. Quando si è messo a studiare la lingua, però, pare non abbia imparato le frasi "va bene così" o "abbastanza buono". Non credo abbia nemmeno mai pronunciato le parole "non me ne può fregare di meno".  Non ci sono dubbi del perchè vada così bene qui...

Per finire in bellezza la settimana prima della pausa, è stato chiesto a Rik di mettere assieme i "monitor mix" di tutte le canzoni in lavorazione. L'ultimo giorno la band e Markus si sono seduti per riascoltarle tutte. Il piano è di ascoltarle, discuterle e suonarle dal vivo una alla volta.

E' inevitabilmente un piano troppo ambizioso e il giorno finisce prima che siano arrivati alla fine. Ma accade qualcosa di molto interessante mentre ascoltano le prime canzoni.

Dopo settimane e settimane di lavoro sui piccoli dettagli, di attenzione solo sulle sfumature, ora stanno cercando di capire obiettivamente cosa hanno fatto finora. Potrei sbagliarmi ma è come se un entusiasmo genuino abbia iniziato a diffondersi nella stanza. Forse i ragazzi hanno cominciato a capire che quello che hanno è più di una raccolta di intro, versi e cori.

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Le canzoni non hanno ancora la loro bella forma finale, ma hanno fatto moltissima strada dalla fase della "pelle e ossa". E' impossibile non concludere che hanno delle canzoni davvero formidabili. Non ho la più pallida idea se i ragazzi hanno iniziato la pausa orgogliosi di quanto raggiunto finora ed entusiasti  di quello che hanno, ma lo spero vivamente. Dovrebbero proprio esserlo.

R#42