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Roadie #42 - Blog #109

#42 è tornato, Tornato, TORNATO! Ed è in studio...

Continuo a voler augurare "Buon Anno Nuovo" ogni volta che incontro qualcuno.

Non posso parlare per gli altri, ma sei settimane lontani dal tour, nel calduccio di casa, con i propri cari e "vita reale" attorno mi sembrano quasi come essere in periodo di vacanza. Il fatto che abbia visto la prima pubblicità per lo shopping natalizio a metà Ottobre non mi ha di certo aiutato a credere il contrario.

Nessun altro sembra essere cronologicamente confuso quanto me, ma tutti sembrano quasi rinati. Gli sguardi persi nel vuoto dopo un anno e mezzo di tour sono stati sosituiti da grandi sorrisi, battute e una scoppiettante energia per essere di nuovo assieme.

Oggi c'è da fare qualcosa per la TV - il modo di passare il tempo preferito da nessuno - ma serve a dare un piccolo via al tour dell'America Latina del prossimo anno, per cui si danno da fare. Indossano di nuovo anche le uniformi per le videocamere, cosa da sottolineare per come vengono trasformate le cose, sembra come se fossimo tornati a lavoro e loro fossero di nuovo una band.

In realtà la scorsa notte ho dormito sotto le uniformi. Sono nel mezzo del mio spostamento a Londra e sono finito a passare la notte in un angolo su un materassino sotto le rastrelliere con i vestiti. Sono felice di potervi dire che nonostante la stampa sostenga il contrario, non puzzano come se avessero vissuto centotrenta concerti più o meno. (Più più che meno, bisogna dire).

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Spero di potermi trasferire nel mio ufficio nel nuovo studio la prossima settimana. Un po' di tempo fa è girata una e-mail da Moonie del management, per dirci che il nuovo posto era stato battezzato. Si chiamerà "The Beehive". Will chiede a Phil Harvey se può darci un'occhio mentre torna a casa dato che non ha ancora visto dentro. Phil chiede se sa dov'è.

"So in che via si trova, ma non quale sia"

"E'....." Phil si ferma per trovare le parole giuste. "E' quello che sembra stia per crollare".

Direi che sono d'accordo.

Ci avventuriamo là nel pomeriggio dopo che la band ha finito con gli impegni per la TV. Adesso come adesso è in pratica un cantiere. E' ricoperto di polvere di mattoni e rieccheggia di attrezzature elettriche e duro lavoro. Presto risuonerà del caos di nuove idee che si evolvono.

Anche se in questo momento è pieno di confusione, quello che non puoi fare a meno di notare mentre cammini in mezzo alle macerie è quanta luce ci sia ovunque. Gli studi possono spesso sembrare come bunker sotterranei. L'insonorizzazione vuol dire tutto e niente e le finestre possono spesso essere eliminate per tenere buoni i vicini.

Ma non è così qui alla Beehive. Ovunque ci si giri la luce entra dentro. Anche in un pomeriggio britannico relativamente buio, dentro è visibilmente luminoso. Posso solo immaginare che questa cosa si rifletterà nel nuovo materiale.

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Parlando di nuovo materiale, le lavagne dello studio esplodono di piani, schemi, e frammenti di nuove idee. In alcuni punti, quando Chris non ha più pezzi di lavagna su cui scrivere, ha continuato a scrivere direttamente sul muro. E' come se il tour fosse stato una sessione lunga 18 mesi passata a scuotere la bottiglia di bevanda frizzante che era l'immaginazione della band - e, ora che sono di nuovo in studio, il tappo è stato svitato.

E', piuttosto letteralmente, esplosa su ogni muro...