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Roadie #42 - Blog #105

#42 e l'enorme massa di uomini

Non è mai successo che non mi sia divertito a Dublino.

Scusate il doppio negativo, ma è assolutamente vero. A volte mi preoccupo che per voi lettori possa essere stancante continuare a leggere quanto il pubblico si stato fantastico, ma è stato un tour così assolutamente pieno di pezzi forti che è diventato impossibile evitarlo.

Viaggio da solo da Manchester a Dublino e arrivo al concerto piuttosto tardi. Mentre vago nel backstage, passo vicino ai bus e noto che uno pare essere completamente dedicato a "Stage Truck". Molti degli autisti in questa leg sono stati in giro così tanto che hanno richiesto "autisti doppi" che diano il cambio. Sembra che ci sia un intero tour bus per gli autisti "extra". Un altro piccolo indicatore che le cose sono cresciute moltissimo in scala.

Ci troviamo in un campo aperto e il tempo è un po' coperto e monotono, cosa che non ispira di certo molto entusiasmo. La realizzazione che si tratterà di una bella serata arriva solo quando i White Lies salgono sul palco. Nonostante il fatto che io mi trovi nell'ufficio del management a circa un quarto di miglio dalla prima fila, il rumore è assordante.

In questo momento arrivano tutti i ricordi. Ormai è da 15 anni che torno a Dublino con le band. Mi ricordo di essermi fatto una foto sul palco dell'Olympia Theatre, mentre guardavo la platea vuota. Sembrava così grande a quei tempi. Ma più di quello, ogni concerto mi è piaciuto tantissimo per l'intensità della risposta del pubblico.

E' stata la prima esperienza che ho avuto con un pubblico senza inibizioni se si stratta di divertirsi. Ovviamente, questo è evidente anche in altre parti del mondo che ho visitato da quel giorno in poi. Mi viene in mente il Sud America, così come l'Italia e Glasgow allo stesso modo. Potrei continuare a nominare nazioni e città per tutta la notte - e senza dubbio rattristerei molte persone perchè salterei inevitabilmente alcuni dei più passionali.

Il punto è che avevo dimenticato l'atmosfera di Dublino.

Mentre Chris introduce l'encore finale dicendo "Abbiamo altre due canzoni per voi. Suoneremo Where The Streets Have No Name e With Or Without You," Phil Harvey si gira verso di me e dice, "Questo potrebbe essere il pubblico migliore a cui abbiamo mai suonato".

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Come ho già detto, è una frase sentita in più di un'occasione durante questo tour, ma solo perchè le reazioni sono state così straordinarie. Non solo Phil di solito non si lancia in grandi dichiarazioni come questa, ma ha anche visto un numero assurdo di concerti dei Coldplay. Ciò significa che ha tutte le ragioni per essere nel giusto.

Gli encore finiscono e sbircio dal palco. Guardo il pubblico velocemente prima della fuga. E' illuminato da luce gialla e dal palco fino all'orizzonte ci sono persone sulle spalle di altre con le braccia al cielo. Dalla prima all'ultima fila, da un lato all'altro, ogni singola persona in questa grande massa di uomini sembra come se abbia vinto la coppa del mondo o la lotteria. Mi aspetto di portare questa immagine con me nella tomba.

Un'altra immagine è quella della scorta della polizia. Le quattro moto che ci conducono di fretta attraverso la città sono le più entusiaste che abbiamo mai avuto. Arrivati all'aeroporto, la strada verso l'aereo ha delle curve e per qualche motivo ci richiede di tornare indietro e passare attraverso il piazzale di una pompa di benzina.

C'è un tipo nel retro della pompa di benzina che si butta dietro un cassone dei rifiuti quando le luci blu ad intermittenza e i pullmini con i vetri oscurati passano rumorosi vicino a lui. Il fatto che si nasconda di fretta è piuttosto sospettoso. Girato l'angolo, vedendolo dallo specchietto retrovisore, si alza mettendo apposto la zip dei pantaloni e tutto diventa chiaro.

Questo povero ragazzo si era nascosto sul retro della pompa per i suoi bisogni solo per essere disturbato da una flotta di moto della polizia e pullmini dai vetri oscurati. Mi aspetto che torni a casa un po' sconvolto con una storia a cui la sua donna non crederà mai...

R#42