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Roadie #42 - Blog #103

#42 e il "miglior concerto che abbiamo mai fatto - in assoluto"

E' assolutamente pazzesco. Ho sentito molte folle esaltate prima che la band salisse sul palco, molte volte. Qui a Parigi però sono tutti impazziti. Iniziano una ola, anche questa non inusuale. Poi iniziano il coro di Viva la Vida. Anche questo accade molto spesso. Ma qui alzano la voce sempre di più finchè non arrivano ad un fragoroso applauso - ben 20 minuti prima che la band sia uscita dai camerini.

Sembra un qualcosa di veramente peculiare - come se vedessero qualcosa che noi non riusciamo a vedere. Mentre noi roadie andiamo avanti e indietro impegnati con nastri adesivi e cavi, loro urlano come se fosse già il tempo degli encore. Io e Neill facciamo un sacco di controlli parlando con i walkie talkie e il pubblico è così forte quando lui si trova sul B-stage che non riesco a sentire la sua voce a causa di tutto quel rumore. Faccio questo da 20 anni ormai e non mi era mai successo.

In un tour di questa durata, la ripetizione e la fatica possono lasciarti come se fossi ubriaco e intontito per la maggior parte del tempo. A volte però accadono queste cose che ti scuotono. Il cinismo e il rifiuto di lasciarsi impressionare sono quasi dei punti fondamentali del lavoro di roadie, ma è impossibile ignorare il livello di esaltazione di tutto lo stadio questa sera. Questa sarà una serata che molte persone qui ricorderanno per il resto della loro vita. E' difficile non essere toccati da questa cosa.

Ora, Chris è un ragazzo entusiasta. Ha detto in più di un'occasione "questo è stato il miglior concerto che abbiamo mai fatto - in assoluto". Io, però, questa sera potrei essere completamente d'accordo. C'è qualcosa di completamente inquantificabile che rende un concerto davvero straordinario. Non è qualcosa di cui puoi fare una fotografia, e a cui puoi puntare una videocamera.

Per me, il concerto di Parigi è davvero il miglior concerto che ho visto finora in questo tour. E forse in tutti questi anni che ho lavorato con loro. C'è uno scambio di energia tra il pubblico e la band che si alimenta da solo finchè pare che prenda tutto lo stadio. Una serata davvero speciale in un tour di grandi concerti.

E con questo ci spostiamo a Nijmegen. Dovrete perdonarmi adesso se parlerò un bel po' dei Flaming Lips. Come spettacolo, sono assolutamente la cosa più gioiosa che mai potreste vedere. I loro concerti sono una delle cose più pazze che mai potreste vedere. La mancanza di sonno mi priva delle parole giuste per rendere loro giustizia. Andate a vedere con i vostri occhi, avete la mia garanzia che non ve ne pentirete.

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Come persone sono magnifici sotto tutti i punti di vista. Mentre lavoricchio nella mia postazione di lavoro sotto al palco, vedo Crhis seduto al lato del palco con Wayne Coyne, mentre guardano le Bat For Lashes suonare. Nonostante la grandezza dello spettacolo e la macchina che questo tour è diventato, è bello vedere due persone che godono della compagnia l'una dell'altra e condividono un entusiasmo genuino per un altro artista.

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Neill, che lavora vicino a me, è un vecchio amico dei Lips, avendoci lavorato assieme un po' di tempo fa. Stephen, il loro batterista, passa la maggior parte del concerto dei Coldplay stando vicino a Neill e me, guardando il concerto dal nostro piccolo monitor e dal buco da cui si vede il palco. E' vivace, entusiasta e si sta chiaramente divertendo.

Quando la band suona una rarissima versione di Trouble al C-stage, si lascia scappare la notizia che era per lui. Pare che Chris abbia chiesto ai Lips di suonare Somewhere Over The Rainbow stasera. Stephen ha chiesto che suonassero Trouble in cambio. Mi sembra un accordo più che equo. Tutti sono vincitori...

Lasciamo il grande prato a Nijmegen, davanti a 60,000 spettatori, con l'aiuto della scorta della polizia. Per una qualche stranissima ragione, l'unico hotel disponibile per noi stasera è un posto carino ma piuttosto di base un po' fuori città. Quando entro in stanza, mi ricorda degli hotel nelle stazioni di servizio delle autostrade in cui ho passato la maggior del tempo nei primi anni della mia carriera di roadie. Ora, certamente, non condivido la stanza come ai vecchi tempi, ma la nostalgia si sta comunque impadronendo di me.

Quando mi dirigo al bar, c'è un piccolo gruppo di noi riunito per una giro gratis al bar e una po' di relax. Si continua perfettamente il "come ai vecchi tempi". Il barman è uscito in terrazza per portare via i bicchieri. Will si sporge verso il bar e prende in mano un bicchiere per versarsi una birra. E' proprio come ai vecchi tempi. Sono sempre i batteristi a prendere l'iniziativa...

Due concerti di fila significano un'occasione molto rara per la crew di godersi una piccola pausa dalla solita (e piuttosto faticosa) routine di montare e smontare il palco e gli strumenti. Il fatto che nessuno riesca a pronunciare una frase in modo corretto significa che è difficile capire esattamente come abbiano festeggiato la loro serata di libertà, ma è facile scommettere che sono stati molto accurati.

Non c'è una versione improvvisata di Trouble al C-stage stasera. Il pubblico, invece, prende in mano la situazione e ne approfitta tra una canzone e l'altra per cantare Tanti Auguri a Jonny. E' un altro momento alla "questa è la seconda volta che gli abbiamo cantato tanti auguri in questo tour".

Sto scrivendo disteso su un divano in una casupola che faceva da camerino. I rumori che sento fuori dalla porta sono quelli di casse per le attrezzature mentre vengono issate sui camion. Persone urlano in lingue diverse e i muletti corrono qua e là pieni di lavoro da fare. Stasera ho saltato la fuga per unirmi ai tour bus in viaggio verso Manchester. Due notti di "proprio come ai vecchi tempi" - dio santo, che qualcuno mi fermi...

R#42