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Roadie #42 - Blog #101

#42 e la merce falsa

L'Italia può occasionalmente essere una sfida per la comunità dei roadie. Le cose non sono mai come te le aspetti e hai la netta impressione a volte che la gente vorrebbe mettersi gli occhiali da sole e fumarsi una sigaretta piuttosto che aiutarti a fare il lavoro. Francamente, non li biasimo. C'è qualcosa di questo tempo meraviglioso che fa sembrare tutti questi sforzi un po' stupidi.

La ricompensa ovviamente, è che gli Italiani sono uno dei pubblici migliori che mai vedrete. Persone meravigliosamente calorose e appassionate, trasformano qualsiasi concerto in un evento emozionante. Sono anche delle persone piene di inventiva. L'etica del "fallo da te" è fortemente presente nel commercio dei bootleg. E' presente ad ogni concerto, ma normalmente, ci sono alcune persone posizionate sulla strada che porta alla venue con qualche maglietta poggiata sulle braccia, mentre si guardano sospettosi attorno.

Qui invece hanno un bazaar completo fuori dalla venue con bancarelle su bancarelle di merchandise falso. Negli anni abbiamo scovato del merchandise falso davvero bello. Da Dublino, magliette senza la D nel nome della band. Da Singapore, una maglietta che aveva il nome giusto, ma con una foto dei Travis. Mi sembra di ricordare un apribottiglie messicano con un adesivo dei Coldplay sopra, durato cinque minuti prima che venisse via e rivelasse il logo degli AC/DC sotto.

Mentre i White Lies stanno suonando, prendo 50 Euro dal fondo cassa e faccio un giro là fuori su una macchinina da golf con Eric Wagner, la persona che si occupa del merchandise ufficiale dei Coldplay. Ci imbattiamo in Bash, il tecnico della batteria di Will, e ci avviamo in cerca delle offerte più pacchiane disponibili oggi.

In realtà è un po' deludente, perchè la maggior parte delle cose sembra anche passabile. Ma ne vale la pena anche solo per vedere Eric (che ha passato l'intera giornata cercando di far chiudere bottega a questa gente) contrattare con un ragazzo per un cappellino che costava di più di quello ufficiale (che è anche di qualità migliore) - mentre gli veniva detto o prezzo intero o niente.

Marta del dipartimento luci è stata così gentile da fare la modella per una maglietta a righe, ma ha scoperto che appena infilate le mani nelle tasche le cuciture si sono mollate. Ricordate gente - potrebbe sembrare un affare, ma otterrete quello per cui avete pagato. ;-)

Completamente di maggior impatto è l'esibizione coordinata dei fan all'inizio del concerto. Hanno portato con loro palloncini e alcuni hanno corone di carta. Prima che la band metta piede sul palco, l'atmosfera è completamente carica e il concerto finisce per diventare un indubbio momento di spicco.

Arriviamo allo Stade De Suisse a Berna e c'è stata pioggia. Molta pioggia. Per tutto il giorno. Ma quando arriviamo inizia a migliorare. Sono pronto a scrivere di come le nuovole si siano allontanate e di come sia spuntato il sole per il concerto, ma madre natura ha altre idee. Arrivati al C-stage, sta diluviando. Come sempre il pubblico non delude e da il meglio senza preoccuparsene.

Fanno anche questa cosa meravigliosa qui in cui al posto di applaudire e battere i piedi per un encore, agitano le punte delle dita. E' ancora più strano la prima volta che lo vedi, ma molto impressionante. Chris torna sul palco e inizia The Scientist, ma giunti a questo punto madre natura ne ha abbastanza di essere ignorata. In una delle sezioni più tranquille del concerto, arrivano tuoni e fulmini che sembrano prendere in giro i nostri magri tentativi dei bassi e delle luci.

Chris improvvisa il "thunderbolt and lightning, very very frightening", pezzettino preso da Bohemian Rhapsody e lo stadio scoppia. E' davvero un peccato che questo giro negli stadi sia così corto, perchè sembra calzare loro a pennello. Ma almeno adesso sappiamo di cosa sono capaci...

R#42