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Roadie #42 - Blog #139

#42 e il grande scherzo sul karaoke

Siamo seduti alla reception dell'hotel di Brisbane, e ciò credo significhi che abbiamo concluso i nostri giorni a Tokyo. Devo dire che sono stato molto contento la notte scorsa quando il tipo dell'immigrazione mi ha accolto con un "'giorno".

Non significa in alcun modo che sono contento di essermene andato da Tokyo, ma che è bello ricordarmi che le persone salutano davvero così quaggiù.

Il Giappone è passato nella prevedibile immagine sfuocata dovuta al jet lag e al disorientamento. C'è stata un sacco di promozione da fare, mi pare di ricordare. Innanzitutto, un piccolo concerto in uno studio TV - di cui mi ricordo solo che cinque persone al massimo potevano connettersi contemporaneamente alla rete wi-fi. Sono sicuro che potete immaginare che ciò ha richiesto un'attenta coreografia, dato che serviva a circa trenta persone lontane da casa.

A questo è seguito un giorno intero di interviste, ad alcune delle quali ero presente anch'io. Guardavo Guy mentre gli veniva chiesto se gli piace il karaoke. Sono rimasto un po' confuso quando ha risposto affermativamente con grande entusiasmo.

"Strano" ho pensato, "E' l'unico che non c'è mai quando ci sono le serate karaoke". I miei sospetti su un possibile scherzo sono stati confermati quando gli è stato chiesto se si dilettava nel karaoke a casa a Londra. "Quasi tutte le sere" è stata la sua discutibile risposta.

Infine, gli è stato chiesto quali canzoni gli piace cantare. "Oh, solo le nostre" - la band è puntualmente scoppiata in risatine scoprendo le carte.

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Ci sono alcune foto da fare per un giornale inglese, così i ragazzi si radunano fuori dall'hotel per una scena di strada. C'è un piccolo gruppo di fan arrivati una volta scoperto che la band era lì. Quando la band sale negli stretti sedili posteriori di un taxi di Tokyo, loro saltano entusiasti in un taxi dietro, presumibilmente esortando a "seguire quella macchina" nel corrispettivo giapponese, per poi capire che "quella macchina" non stava andando proprio da nessuna parte. Dopo i necessari scatti, la band esce in massa e si allontana, lasciando i loro possibili inseguitori in qualche modo confusi.

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Il giorno successivo era quello del Fuji Rock festival. Una veloce dormitina nel bullet train e arriviamo che inizia a fare scuro. E' un po' un peccato viaggiare fin qui per un concerto che ha una vista meravigliosa su questo spettacolo della natura - per arrivare quando è troppo buio per vedere. E' sicuramente un festival in cui le band che suonano prima se la godono di più...

Il concerto finisce ed è tempo di correre verso le macchine che ci aspettano per essere scortati fuori e verso casa dalla polizia. Mi guardo intorno confuso mentre scendo l'ultimo gradino della scala che porta giù dal palco e non vedo macchine. Una volta che il pubblico è dentro, pare, nessuna macchina può arrivare fino al palco. Il punto di accesso più vicino è un parcheggio oltre un ponte dietro il palco, che mi fa esclamare verso il co-produttore Rik Simpson, giunti a metà strada, "è la prima fuga in cui dobbiamo attraversare un fiume".

Mentre percorriamo lentamente la strada tra le colline, mando un messaggio a casa. Il gatto manca da quando sono arrivato qui. Curiosamente, è scomparso solo due volte nella sua vita - ed in entrambi i casi io ero qui in Giappone. Non sono sicuro se stia cercando me o voglia semplicemente ricordarmi di prendergli dei regalini di Hello Kitty.

Comunque sia, è un sollievo quando il telefono vibra e si accende mostrando le parole "E' appena rientrato dalla porta sul retro". Solo in quel momento mi rendo conto di quanto sia fantastica la tecnologia. Sono immerso nelle montagne in una piccola isola dall'altra parte del pianeta e ricevo aggiornamenti su dove si trova il mio gatto. Quando ho iniziato, andare in tour non prevedeva nemmeno i cellulari, figuriamoci tutte le cose che abbiamo adesso. Andare via di casa significava essere completamente assente per gran parte del tempo. Tutto questo rende le cose molto più sopportabili.

Questo non significa che non temo il conto del telefono quando tornerò, eh...

R#42