eventiinbus2017

Chris Martin rivela tutto, ma proprio tutto, sul nuovo album

Il nuovo album "è esuberante, con riferimenti lirici al volo degli uccelli, ai cuori che battono e al prendere quota". Parole del Wall Street Journal in un'intervista di Chris sul nuovo album.

Il frontman dei Coldplay si è aperto sull'LP7 di cui, man mano, si stanno delineando le varie caratteristiche. 

Il giornale definisce il nuovo album "più espansivo rispetto a Ghost Stories, fatto per le folle che saranno presenti agli show della band, il prossimo anno, questo grazie al duo Stargate. Il loro tocco si sente soprattutto in canzoni come “Hymn for the Weekend,” con Beyoncé come guest vocal —forse la traccia con cui i Coldplay sono andati più vicino a una palpitante pista da ballo".

Ma non è tutto: "Gwyneth Paltrow sarà il feat nella canzone “Everglow”, una ballad sulla scintilla duratura di una relazione. I due bambini di Chris e Gwyneth e una dozzina di loro amici e parenti cantano nel coro che si sente in varie canzoni, inclusa quella in cui compare il featuring con l'attrice - e nuova fidanzata di Chris Martin -  Annabelle Wallis".

L'intervista con il WSJ si tiene a Santa Monica, in California, vicino a casa sua e a uno degli studi dove la band ha registrato “A Head Full of Dreams”.

Chris smorza i rumour che volevano questo come l'ultimo album della storia della band, e anzi parla del nuovo sound dei Coldplay e della loro strategia per stimolare la creatività e la fiducia in se stessi. Ecco il testo dell'intervista:

A partire da Yellow i Coldplay sono stati una band molto colorata, e l'artwork del nuovo album è particolarmente vivido. Quale ruolo gioca il colore nella vostra musica?

"Ho letto di recente a proposito della sinestesia [in questo caso, l'associare la musica e altre informazioni sensoriali con il colore], e ho realizzato che per me è proprio così. Non penso che sia così strano per un cantautore. Quando penso a canzoni o a album di altri, spesso li associo al colore. L'ultimo album che abbiamo fatto avrebbe dovuto essere grigio e blu, due toni, come durante la notte. Con questo stiamo invece cercando di completare il quadro, trovare il colore che ci manda e che proviamo a creare insieme ai guest e ai producers".

Come è cambiato il colore della musica della band?

"Non restando sempre uguali a noi stessi: quattro persone al basso, alla batteria, alla chitarra e al piano. Quasi dieci anni fa, un gruppo di band, noi incluse, non avevano ancora scoperto le nuove tecnologie di registrazione. Li usavamo ancora come se fosse una disciplina. Avevamo questi sistemi sofisticati che ci permettevano di realizzare il sound perfetto e in tempo e ci accontentavamo. Si tratta di suoni che adesso vorremmo tutti registrare di nuovo "sporcandoli" un po' di più. A un certo punto abbiamo capito che il computer non era il padrone, ma solo un altro strumento da utilizzare, è stato liberatorio".

Com'è che la band ha deciso di lavorare con gli Stargate?

"Abbiamo iniziato con la canzone realizzata per il film di Angelina Jolie "Unbroken". Tutto nella nostra band è fatto di una serie di concessioni, quindi avevo paura che i membri più conservatori avrebbero avuto delle esitazioni a lavorare con i produttori di Rhianna. Ma la band ha detto che sarebbe stato favoloso. Anche per Tor e Mikkel è stato così, ma hanno voluto sentire delle demo perché non volevano lavorare su qualcosa che non gli piaceva. Quindi abbiamo fatto un'audizione per loro: sono venuti e io ho suonato una canzone al piano per loro".

E come ha funzionato la collaborazione?

"In studio, la band ha lavorato in una stanza, suonando insieme. Registravamo tracce con Rik Simpson e poi lo spedivamo a Tor e Mikkel nella stanza accanto. Poi ci ritrovavamo nella stessa stanza per vedere se funziovana. E' stato lunghissimo ma è stato un percorso fantastico!"

“Hymn for the Weekend” è nata proprio da questo procedimento, come una canzone molto diversa da quelle classiche dei Coldplay. Come è nata? 

"Ascoltavo un pezzo di Flo Rida e ho pensato "cavolo è un peccato che i Coldplay non abbiano mai fatto niente di questo genere musicale da club a tarda notte. Come la chiameremmo se ne avessimo una?" Ho pensato che mi sarebbe piaciuto avere una canzone chiamata "Drinks on Me", in cui tu sei seduto in un angolo di un club e compri i drink di tutti perché sei fottutamente cool. Stavo proprio fantasticando su questo quando la melodia è arrivata - "drinks on me, drinks on me" - e quindi anche il resto della canzone. L'ho fatta sentire alla band e mi hanno detto "Amiamo questa canzone, ma non è il caso che tu canti "drinks on me". Quindi l'abbiamo cambiata in "drink for me", sull'idea di avere una persona angelica nella propria vita. Perciò abbiamo chiamato Beyonce a cantare nel pezzo".

Quindi in quel caso hai partorito una canzone fantasticando sul gioco di ruolo. Hai altre tecniche per far scaturire nuovi pezzi?

"Una forma di scrittura libera. Prendi un pezzo di carta e una penna, e per 12 minuti scrivi tutto quello che ti passa per la testa, senza censure. Non lo rileggi, e lo distruggi subito. Fa bene scrivere subito dopo perché un po' della confusione e del rumore che erano nella tua testa non ci sono più. Sai che altro fa bene per la creatività? Il digiuno. Una volta a settimana non mangio per 24 o 30 ore. Il tuo cervello diventa molto lucido sulle idee. Mi fa anche sentire grato per il cibo e per la vita, ed ecco perché tanta gioia scaturisce dalla nostra musica, credo. Scrivi una canzone un martedì mattina dopo che hai mangiato dei cornflakes e il mondo è perfetto."

Quando concludete una canzone con un coro senza parole, come alla fine di "Adventure of a Lifetime" o nella canzone che dà il titolo all'album, è perché tu hai sentito la melodia in quel modo nella tua testa o perché nessun testo sembrava andare bene per quel coro?

Quando lor faccio è perché voglio che niente intralci la strada della musica. La sensazione è la stessa anche senza che tu abbia bisogno di descriverla. E lo facciamo spesso. Le persone pensano che sia ripetitivo dire “oh oh oh oh oh oh,” ma non puoi sempre tradurre la melodia in parole".

E quando 20mila persone nella stanza cantano con te..

"Lì è fantastico, non c'è nessun dubbio. Ma non penso tu possa attrarre gli ascoltatori solo con quello, altrimenti lo inseriremmo in ogni canzone."

Tu in genere sei molto autoironico, ma è diverso dal non avere fiducia in quello che si fa, giusto?

"La differenza tra gli ultimi due album e i cinque che li hanno preceduti è una visione nitida che abbiamo avuto fino alla fine, senza mai metterla in discussione. Una poesia chiamata "The Guest House" di Rumi ha realmente cambiato la mia vita. Parla del fatto che ogni sensazione che hai la devi vivere come un dono. Il dubbio su se stessi e la depressione, come anche la gioia, tutti i sentimenti sono utili se riesci ad acchiapparli".

E' più facile sfuggire a tutto questo quando sei in studio con i tuoi compagni di band?

"No non lo è. Perché sono piuttosto spietati, e i produttori con cui lavoriamo non ci dicono che qualcosa gli piace se non è così. Quindi per ogni nostra canzone pubblicata, prima ci sono da passare otto livelli di opinioni sincere. E' un miracolo che riusciamo a pubblicare qualcosa. Ma quando sono in quel gruppo di persone e stiamo facendo quella cosa, mi sento dove dovrei essere. Quindi se questo è avere fiducia in se stessi, io ce l'ho".

Preferiresti che le persone potessero ascoltare la musica dei Coldplay senza che la collegassero alla tua biografia personale?

"Se io sento una canzone che mi piace, il primo istinto è di capire di più su chi l'ha scritta. C'è una parte di me che desidererebbe che nessuno sapesse niente di me, ma non sarebbe realistico. Ma una cosa ancora più strana è anche alcune delle cose che le persone pensano di sapere di te non sono vere in prima battuta. Spesso vengono da una dichiarazione riportata male o da un rumour. Ma sono colpevole di questo anche io, lo so. Se sento una nuova canzone di Rhianna che mi piace, voglio sapere cosa le stia succedendo".

Hai dato alle persone parecchio di cui parlare con le note dell'album, che elencano tutti i "non membri" del disco.

"Ti riferisci a figli e a ex-mogli..."

...e a qualcuno a cui sei legato sentimentalemente.

"Tutti quelli a cui è stato chiesto di collaborare nell'album rappresentano una parte importante delle nostre vite. E' il Wall Street Journal, quindi non vorrei sembrare troppo hippie, ma quello che sto cercando di imparare nella mia vita è il valore di ogni persona. L'inclusività è la chiave, e la lezione mi arriva dalla poesia "Guest House". Il coro inizia con i miei due bambini che ci hanno raggiunto dopo la scuola per registrare. Abbiamo registrato con Blue Ivy Carter a New York e sua mamma Beyonce era in studio".

In un altro contesto, il "disaccoppiamento consapevole" sarebbe stato un bel testo o un brutto testo per una canzone?

"Non lo so. Non ho inventato quella frase, ma la amo. Ogni testo è un buon testo se hai il sound giusto".

Quando la notizia del nuovo album si è diffusa con il nuovo singolo, un tweet ha catturato la mia attenzione. Un ragazzo ha scritto: "I Coldplay sono troppo facili da odiare. Preferisco odiare qualcosa che sia un minimo più avvincente, capite no?". Come interpreti il sarcasmo in questa frase?

"Se dai a qualcuno il piacere di non amarti, forse è altrettanto valido del piacere di amarti. Una sorta di "Cattivissimo me". Alcune persone trovano un motivo di affermazione nel mostrare cosa non piace loro. E' una forma di posizionamento. Lo facciamo tutti, lo capisco. Ma sono più più focalizzato sulle persone a cui piace ciò che facciamo, e ce ne sono un po'. Mi piace uscire con quelle persone. Se ti sono mai piaciuti i Coldplay, continueremo a mantere la promessa che ti abbiamo fatto anche negli anni a venire."

Benedetta

Anima vagante, in senso fisico e metaforico, nella vita mi innamoro di molte cose ogni giorno e non faccio niente se non mi appassiona. Nel 2002 la voce di un ragazzo con gli occhi blu in un video musicale su MTV mi fa pensare che forse, fino a quel momento, non avevo mai ascoltato musica in vita mia. Era Chris Martin che cantava "In My Place", erano i Coldplay. Tutto è iniziato così e dopo sono venute canzoni che ti rimescolano l’anima, concerti che sono diventati pezzi di cuore, dischi che conservo come reliquie, frasi scritte da portare sempre con sé. E adesso Coldplayzone, per me il coronamento di una passione che va avanti da anni e che mi piace condividere con chiunque voglia. A proposito: “Oh, what good is it to live with nothing left to give, forget but not forgive, not loving all you see” di “Swallowed in the sea” è una di quelle, una delle frasi che porto sempre con me.