Al mio posto, al mio posto C’erano limiti che non potevo cambiare Ero perduto, oh sì Ero perduto, ero perduto Ho attraversato limiti che non avrei dovuto attraversare Ero perduto, oh sì Sì, per quanto tempo devi aspettare? Sì, per quanto tempo devi pagare? Sì, per quanto tempo devi aspettare? Per quanto Avevo paura, avevo paura Stanco e impreparato Ma aspetto Se tu te ne vai, se tu te ne vai Lasciami qui sotto per conto mio Allora io ti aspetterò, sì Sì, per quanto tempo devi aspettare? Sì, per quanto tempo devi pagare? Sì, per quanto tempo devi aspettare? Per quanto? Cantalo per favore, per favore, per favore Torna indietro e canta per me, per me, me Vieni e cantalo, ora, ora Vieni e cantalo, per me, me Torna indietro e cantalo Al mio posto, al mio posto C’erano dei limiti che non potevo cambiare Ero perduto, oh sì Oh sì
Nella solitudine, la sensazione dominante è lo sconforto: il sentirsi perduti, la mancanza di sicurezza, il dubbio di fare la cosa giusta.
L'unico rimedio a questa situazione di abbandono risiede nell'altro.
A volte è sufficiente sapere che l'altro ci sia, anche se non riesce sempre ad essere presente fisicamente. In altri casi, questo non basta, anche perché gli ostacoli si sommano, in entrambe le direzioni, e la voglia di annullare l'attesa è talmente forte che diventa un un canto disperato. Per non essere più perduti, per non avere più paura, per non farsi frenare da troppi limiti.
Sì, per lasciare la solitudine al passato, perché ora non si è più soli, al proprio posto.
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